









Non bisogna aver paura dei fascisti per dargli forza. Io infatti paura non ce l'ho, sono i sinistri che fanno tutte le leggi e parlano di allarme fascismo, io parlo di allarme lavoro ed economia e l'unico modo per risolvere è l'Itexit.
È un vanto essere ignorati da utenti di livello 0.
Agli euradical snob antifà che danno del lei per sottolineare la distanza dal ceto del popolino rispondo con un voi (come usava quando c'era LVI) così imparano. Gradassi avvisati mezzi salvati.


(...)
anche “Il Fatto Quotidiano” ha sentito il bisogno di offrire il suo contributo culturale alla campagna antifascista che sta facendo assurgere il Paese a nuove vette di civiltà: https://www.ilfattoquotidiano.it/201...celle/4030862/
non vi pare un qualcosa di cui andare fieri?
Siamo all’incrocio fra la sceneggiatura di un film di Alvaro Vitali e un dialogo fra Malgioglio e un opossum, pura accademia. Ma si sa, quando l’onda è ormai montata, anche le triglie si fanno surfisti da “Un mercoledì da leoni”. Vi prego, gettate nel cesso tre minuti del vostro tempo e leggetelo, non fosse altro per l’autore: Ferruccio Sansa, il “Forrest Gump” del giustizialismo, l’uomo che riesce nell’impresa al limite del possibile di risultare inadeguato al contesto e portatore sano di figure di merda anche quando è ospite a “L’aria che tira”. E penso di aver detto tutto.
Vi prego, godetevi la prosa sublime ma, soprattutto, la profondità analitica della dissertazione, roba che fa a gara – per genialità inarrivabile – con il montaggio analogico de “La Corazzata Potemkin”, un misto di retorica da “un, due, tre stella” e baldanzoso j’accuse in stile “non mi hai fatto niente, faccia di serpente”.
Sublime.
Chissà se certe contorsioni sarcastiche l’autore le farebbe anche guardando in faccia, di persona, uno dei tanti che copre di epiteti nel suo scritto da Pulitzer?
Ne dubito, siamo al puro onanismo da tastiera, che non implica né il raffronto conto la realtà, né tantomeno l’assunzione di responsabilità.
E non lo dico perché ami il confronto fisico più di quello dialettico, anzi ma perché lo stesso Sansa, nel suo scritto indimenticabile, narra di un virile confronto con un fascista che lo definì “scribacchino”:
a suo dire, non si arrivò alle mani solo perché il nostro fu narcotizzato dall’ascella dell’avversario, il quale in quanto fascista è anche calvo e con la forfora sulla camicia nera.
Sembra scritto da un bambino con problemi di apprendimento e relazione, tipo “Io speriamo che me la cavo” che strizza l’occhio a Gramsci, invece è stato pubblicato su un quotidiano nazionale. Oltretutto, che si sente molto figo e che piace alla gente che piace. Ma lasciamoli divertire, sono così carini quando trovano un quarto d’ora di senso alla loro vita, condividendo su Facebook le loro perle e pettinandosi l’ego con la spazzola della mediocrità a ogni like che zampilla sullo schermo.
Bravi, però poi non scordatevi le pillole.
(...)
Mauro Bottarelli
fonte: https://www.rischiocalcolato.it/2017...-go-zones.html
When history comes to you enforced by law, only one thing is certain: IT'S A LIE!
"Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l'anima in fiamme." (Charles Bukowsky)


Direi una fronte inutilmente spaziosa
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"Il copione teatrale dell’anti-italiano consiste nell’attribuire all’intera collettività nazionale i difetti specifici ed irripetibili della propria canagliesca personalità individuale, con in più l’ipocrisia del tirarsene fuori" (Costanzo Preve)


"Il copione teatrale dell’anti-italiano consiste nell’attribuire all’intera collettività nazionale i difetti specifici ed irripetibili della propria canagliesca personalità individuale, con in più l’ipocrisia del tirarsene fuori" (Costanzo Preve)


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