L'odio non ha motivi reali, motivi razionali.
Si alimenta di sè stesso, aumenta impastandosi con altro odio.
In un bar come in un centro sociale.
In uno stadio come in una piazza.
Da un pulpito come da un minareto.
A Belfast come a Mossul.
A Genova Bolzaneto come a Istanbul.
Nella rambla di Barcellona come in un villaggio Curdo.
Pigliamoli tutti, ubriachi e fumati, ultras e black bloc, predicatori e mullah, guardiani della rivoluzione e manganellatori, foreign fighters e xenofobi, e deportiamoli su un'isola, a scannarsi tra di loro.
Un genocidio dell'odio, una pulizia etnica delle teste di cazzo, un crimine contro la disumanità.




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