







A me fanno morire i fasciocomunisti che prima ce l'hanno con il consumismo che travia il poppppolo e gli fa acquistare "robaccia inutile" e ora che, finalmente, con la crisi, la gggente non si può più permettere l'iPhone, ma solo i beni essenziali e poco più, invocano il rilancio dei consumi "per aumentare la domanda aggregata e fare ripartire l'economia"
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Certo che Tiresia, come chiunque, guarda il proprio caso.
Ed anche io guardo il mio, cosa si cui posso parlare con cognizione.
In parole povere: sa io non devo vendere la casa, non mi importa quale sia il suo prezzo.
Il suo valore lo faccio io.
Sono io, e solo io, ce dò valore alle mie cose.




Sì, ma voi guardate al vostro caso con una certa cecità, ovvero non considerando che il futuro non si può mai prevedere. E lo scenario futuro potrebbe essere caratterizzato dalla necessità di vendere la prima casa. Prendi il caso di un anziano che diventa non autosufficiente e gli tocca andare a vivere in un ospizio. Se la pensione non basa (e in genere è così) e non ci sono altre liquidità, tocca vendere la casa. Quindi, anche se ORA non vuoi vendere, il fatto che la tua prima casa si svaluti pesantemente è una garanzia che viene a mancare di fronte a scenari futuri ignoti.
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Cioè, il fatto che non preoccuparsi per la svalutazione di un proprio asset importante sia considerato "buon senso" mi pare denoti una certa stupidità.
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