Centro studi Giuseppe Federici - Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 8/08 del 19 gennaio 2008, San Mario
Il movimento cattolico - La Lega ‘O Connel e il VII Centenario di Legnano (1876)
Riprendiamo i comunicati sul movimento cattolico iniziati nel 2007.
Per conoscere e approfondire le figure più importanti dell’intransigenza cattolica rimandiamo al numero speciale della rivista Sodalitium (n. 61): www.sodalitium.it
Nel presente comunicato si parla di Giovanni Acquaderni, una delle figure più importanti della militanza cattolica.
Sull’inizio del 1876 si procedè alla fondazione della Lega ‘O Connel, con un Indirizzo al S. Padre, in precedenza dell’Assemblea dei Soci Fondatori. L’Assemblea si tenne a Bologna nella Chiesa di S. Michele dei Leprosetti; intervennero circa duecento soci, Sotto la Presidenza di Mons. Antonio Canzi, Vicario Generale dell’Archidiocesi. Ne fu eletto Presidente effettivo il March. Pompeo Bourbon del Monte, e Presidente Onorario il Barone Vito d’Ondes Reggio. Il Vice Presidente G. B. Casoni diede lettura del Breve Pontificio di plauso e benedizione: il Lord-mayor di Dublino, Pietro Paolo Mac Swiney aveva inviato una bella lettera di rallegramento.
L’ultima seduta fu però molestata da plebaglia prezzolata che protestava al di fuori della Chiesa con fischi e bussi alle porte. La Questura era stata avvisata dall’Acquaderni, ma la turba fu sciolta soltanto su le 5 pomeridiane, cioè dopo l’uscita di tutti gli adunati che furono quindi oltraggiati (1). Il risultato di questa Lega nel tempo successivo, non fu molto efficace per la notoria ostilità dei poteri costituiti, ma fu per lo meno un’affermazione coraggiosa, dati i tempi, l’averla voluta.
Un centenario dei più memorandi per la Chiesa e per l’Italia ricorreva, nello stesso anno 1876, cioè il Centenario della battaglia di Legnano (29 maggio 1176). Le armi confederate dei Comuni Italiani, benedette da Alessandro III, fiaccarono in quel giorno la prepotenza di Federico Barbarossa, il quale aveva voluto umiliare il Papato e distruggere le italiche libertà. Perché non si sarebbe dovuto richiamare alla mente degli Italiani che l’armonia delle patrie libertà con l’indipendenza del Romano Pontefice non era soltanto una gloriosa memoria del passato, ma poteva essere ancora una speranza luminosa del futuro?
Il Consiglio Superiore della Società della Gioventù Cattolica Italiana deliberò pertanto d’invitare i Cattolici Italiani a manifestare in modo solenne la loro esultanza per il fausto ricorso storico. L’iniziativa servì opportunamente a dare retto indirizzo ad un entusiasmo insolito che si era suscitato in Italia all’avvicinarsi del Centenario di Legnano: entusiasmo che la massoneria intendeva sfruttare, impugnando che quel, famoso trionfo fosse dovuto anzitutto al Pontefice Alessandro III, il quale aveva ispirato, favorito e condotto a buon termine la Lega delle città di Lombardia. Marca e Romagna.
A concretare la manifestazione, propose il Consiglio Superiore ai Cattolici delle 24 Città collegate nel 1176, di erigere in Alessandria, che fu la città fondata dalla Lega Lombarda, un monumento, consistente in ventiquattro Statue dei Santi Protettori della 24 città, da collocare nell’interna base della Cupola del Duomo, che allora si stava ricostruendo (2).
La proposta trovò la più calorosa adesione presso i Cattolici, e si costituì ben presto in ciascuna delle 24 città un Comitato per raccogliere i fondi occorrenti, ed anche per promuovere feste religiose e cittadine nel solenne giorno 29 maggio. Di più il Consiglio Superiore propose che una rappresentanza delle 24 città si recasse a Roma a rendere omaggio al successore di Alessandro III, a Pio IX: proposta anche questa con entusiasmo, accettata. Nel giorno 29 maggio vi fu l’udienza pontificia. La Presidenza del Consiglio Superiore della G.C.I. deferì l’onore di leggere l’indirizzo a Sua Santità al Presidente del Comitato di Milano Conte Luigi Manna Roncadelli. Il Papa, non contento della risposta orale, dettò anche un Breve per il Consiglio Superiore della Società. Il monumento ad Alessandria fu inaugurato il 26 aprile 1879 (3).
A proposito di questa ricorrenza, ecco un’altra pensata di Acquaderni. Fece egli stampare quattrocentomila cartoncini di cm. 11 x 18, nei quali gli stemmi delle 24 città formano un’ovale, racchiudente uno spazio bianco. Lo fece distribuire ai Cattolici di tutta Italia, con l’istruzione che ognuno poteva scrivere nell’ovale, parole di amore, di gratitudine e di sudditanza a Pio IX e poi doveva spedirlo in franchigia a Sua Santità, alla vigilia del 29 maggio. La Posta di Roma li dovè recate in Vaticano con appositi furgoni, tanto la dimostrazione fu solenne» (4).
Note
1) Eco, 30 marzo 1876, col. 65.
2) A proposito di questo monumento, ho trovato la seguente Nota, di pugno dell’Acquaderni. «Il Cav. Alberto Buffa, carissimo amico e collega, da me interpellato, nel descrivermi i grandiosi restauri che si facevano alla Cattedrale di Alessandria, accennava ancora ad una splendida Cupola adorna di 24 nicchie. Questo numero di 24 fu per me una rivelazione. Le 24 statue dei 24 Santi Protettori delle 24 Città collegate, dovevano formare il monumento del VII Centenario. Ne scrissi all’Architetto Conte Arborio Mella. Mi rispose mostrandosi molto scontento del mio progetto, asserendo che non voleva mescolare politica e religione.Poi in un dopo-scritto soggiungeva che ripensato alla cosa, trovava che le statue avrebbero giovato ad arricchire la Cupola che le ricettava». E così il monumento veniva approvato.
I santi rappresentati sono: S. Pietro (Alessandria) - S. Eusebio (Vercelli) - S. Ilario (Parma) - S. Benedetto (Treviso) - S. Petronio (Bologna) - S. Godenzio (Rimini) - S. Colombano (Bobbio) - S. Gaudenzio (Novara) - S. Marziano (Tortona) - S. Prospero (Reggio Emilia) - San Geminiano (Modena) - S. Alessandro (Bergamo) - S. Zeno (Verona) - S. Marco (Venezia) - S. Vincenzo (Vicenza) - S. Bassiano (Lodi) - S. Giorgio (Ferrara) - S. Omobono (Cremona) - S. Faustino (Brescia) - S. Antonino (Piacenza) - S. Apollinare (Ravenna) - S. Anselmo (Mantova) - S. Prosdocimo (Padova) - S. Ambrogio (Milano). (A.A. N. 711, pag. 16-19).
3) Cfr. Eco, 15 maggio 1879, col. 129.
4) A.A. N. 711, in Copertina ultima. Fu anche pubblicato un volume commemorativo del VII centenario. Autore Pier Biagio Casoli.
(Da: P. Natale Fabrini s.j., Il Conte Giovanni Acquaderni, Roma 1945, Stella Matutina, pagg. 78-81)
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