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  1. #61
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    Predefinito Rif: 11/9

    10 anni fa l'11/9
    di Massimo Mazzucc

    Dieci anni fa avvenivano, oltreoceano, gli attentati alle Torri Gemelle e al Pentagono. Agenzia Stampa Italia ha contattato Massimo Mazzucco, regista e scrittore, gestore del sito luogocomune.net, portale che sviscera argomenti di enorme rilevanza politica e sociale, facendolo in maniera competente ed alternativa.

    Mazzucco è autore di approfondite ricerche sugli attentati dell’11 settembre, le quali lo hanno portato a sviluppare una versione su quell’evento diversa rispetto a quanto impostoci dalle autorità e dai media di massa. Ha raccolto il suo lavoro nel documentario dall’eloquente titolo “11 settembre 2001, inganno globale”. A dieci anni dagli attentati che scossero l’opinione pubblica mondiale e scatenarono nuove, interminabili guerre atte a modificare gli assetti geopolitici, il tema sta ricorrendo su carta stampata e tv. Noi di Agenzia Stampa Italia abbiamo scelto di discuterne con Mazzucco, al fine di comprendere le argomentazioni di coloro i quali vengono, sprezzantemente, definiti “cospirazionisti” o “complottisti”, dunque relegati ai margini dell’informazione cosiddetta “mainstream”.

    Mazzucco, la storia dell’uomo è costellata di eventi importanti che, nel corso del tempo, sono stati revisionati dagli storici che ne hanno dipanato le ombre scure delle verità ufficiali, partigiane e imprecise. Tuttavia, questo processo di revisione solitamente impiega periodi di tempo molto lunghi; nel caso dell’11 settembre, ritiene che siano bastati questi dieci anni – durante i quali sono spuntati documenti, sono usciti una decina di libri e vari documentari che inchioderebbero l’amministrazione americana quale complice dell’accaduto – per rendere presso l’opinione pubblica inattendibile la versione ufficiale?

    In realtà il processo di revisione non arriva mai fino in fondo. Se prendiamo ad esempio il caso Kennedy, nel corso degli ultimi quarant’anni centinaia di ricercatori, …

    … con libri e documentari, hanno dimostrato oltre ad ogni ragionevole dubbio l’implausibilità della versione ufficiale. Nonostante questo, nei libri di storia leggiamo ancora che sia stato Oswald, e lui soltanto, ad uccidere il presidente Kennedy.

    Oggi, grazie ad Internet, i tempi di questa “revisione” sono di molto accelerati. Ma è anche aumentata la capacità di risposta dei media mainstream a livello globale, per cui stiamo assistendo ad un equivalente del dibattito sul caso Kennedy, in tempi molto più accelerati. Ma anche in questo caso ritengo che la revisione si fermerà ad un passo dal riconoscere ufficialmente che quella dell’11 settembre fu una grande menzogna. Nessun governo può permettersi di riconoscere ufficialmente una cosa del genere, e meno di tutti quello americano.

    Molte persone, seppur messe al cospetto di spiegazioni scientifiche da parte di ricercatori di verità alternative come lei, faticano a credere che gli attentati dell’11 settembre possano rappresentare – per mutuare un termine del giornalista Maurizio Blondet – un “colpo di Stato”. Questa ritrosia deriva presumibilmente dal mito della “potenza buona” che gli Usa hanno saputo dipingersi addosso negli anni. Tuttavia, in pochi sanno che l’11 settembre si collocherebbe sulla scia di quanto già avvenuto nel corso della storia degli Usa; non è vero?

    Io ritengo soprattutto che si tratti di un problema psicologico. Per molte persone è estremamente difficile accettare che un qualunque governo occidentale abbia il coraggio di assassinare i propri cittadini per ottenerne un vantaggio politico a livello internazionale. Per molte persone accettare questo significa perdere la propria fiducia nelle istituzioni, mentre in realtà costoro dovrebbero comprendere che è proprio grazie a un processo di giustizia completo e trasparente, contro gli eventuali mandanti interni dell’11 settembre, che tali istituzioni verrebbero rafforzate.

    Nel 1898 gli americani si auto-affondarono la nave da guerra Maine, ancorata di fronte al porto di Cuba, uccidendo 250 dei propri marinai. Di questo attentato furono immediatamente incolpati gli spagnoli, e ciò servì a giustificare l’entrata in guerra degli Stati Uniti contro la Spagna, che portò alla conquista di Cuba da parte degli americani.

    Nel 1941 gli Stati Uniti provocarono l’incidente di Pearl Harbor, e poi non fecero nulla per avvisare il comandante del porto dell’imminente attacco giapponese. La morte di 3000 marinai americani servì a Roosevelt per presentarsi in parlamento e chiedere i pieni poteri per entrare in guerra contro Germania e Giappone.

    L’incidente del Golfo del Tonchino, che servì agli Stati Uniti per dare inizio alla guerra del Vietnam, fu totalmente inventato. Lo ammise lo stesso Robert McNamara, che al tempo era ministro della difesa americano, pochi anni prima di morire, nel 2005.
    Questi sono solo i casi più evidenti. Nel film “Il nuovo secolo americano” ho anche descritto nel dettaglio i casi più recenti che permisero agli Stati Uniti di lanciare la prima invasione dell’Iraq, durante la prima guerra del golfo.

    Molto sinteticamente, può elencarci quali sono le ragioni per cui sarebbe da ritenersi falsificata volontariamente la versione ufficiale sull’11 settembre?

    Purtroppo non è più possibile elencarle modo sintetico, perché nel frattempo sono emerse tutte le contro-risposte da parte di coloro che difendono la versione ufficiale. Per cui a questo punto è necessaria una indagine che presenti non solo i nostri capi di accusa, ma anche gli argomenti sollevati dai difensori della versione ufficiale, e le nostre repliche a quegli argomenti. E’ quello che sto facendo nel nuovo documentario sull’11 settembre che sto preparando.

    Lei afferma che le Torri Gemelle fossero state minate preventivamente. Dunque, le rivolgo una domanda che i paladini della versione ufficiale usano per respingere le argomentazioni alternative: come è potuta avvenire un’operazione così sofisticata senza che nessuno dei tanti frequentatori quotidiani delle Torri si accorgesse di nulla?

    Molto probabilmente, l’operazione fu fatta alla luce del giorno, sotto gli occhi di tutti. Qualche mese prima ci fu la completa “ristrutturazione“ degli ascensori delle torri gemelle. Questa ristrutturazione permise agli “operai“ di accedere direttamente alle colonne portanti di tutto l’edificio, piano per piano. Inoltre, durante il weekend dell’8/9 settembre si registrò un completo distacco della corrente elettrica nella torre sud, che fece azzerare tutti i sistemi di sicurezza, proprio mentre veniva attuato un “ammodernamento” del sistema elettrico in tutta la torre.

    È davvero possibile che per dieci anni le tantissime persone coinvolte in questa “cospirazione” così grave abbiano mantenuto un tenace silenzio tale da non consentirle una degna risonanza mediatica?

    In realtà io devo ancora capire perché mai qualcuno di coloro che hanno partecipato al complotto dovrebbe offrirsi come volontario per la sedia elettrica. È un ragionamento che non ho mai compreso, e che viene proposto continuamente da chi difende la versione ufficiale. A mio parere questo ragionamento non offende nemmeno l’intelligenza di chi lo ascolta, offende direttamente l’intelligenza di chi lo propone.

    Come giudica i risultati della Commissione ufficiale d’inchiesta sull’11 settembre?

    I risultati della commissione ufficiale d’inchiesta sull’11 settembre sono esattamente il motivo per cui oggi l’intero Movimento per la verità chiede una nuova investigazione. Si tratta, a mio parere, dell’equivalente storico del famigerato Rapporto Warren, quello che incolpò Oswald coprendo i veri responsabili dell’assassinio del presidente Kennedy.

    In termini strettamente geopolitici, quale interesse avrebbero avuto gli Usa a provocare quelle stragi l’11 settembre di dieci anni fa?

    Le motivazioni ormai sono sotto gli occhi di tutti. Il rafforzamento del controllo militare americano su zone ricche di fonti energetiche come il Caspio, il cui gas naturale transita proprio in Afghanistan, e ovviamente le riserve petrolifere dell’Iraq. Questa ovviamente è solo una analisi superficiale.

    Alla luce dell’attuale assetto geopolitico internazionale, del ruolo sempre meno egemonico degli Usa, esistono, a suo avviso, motivi validi per temere un altro attentato terroristico in stile 11 settembre?

    Questo dipenderà, a mio parere, dalla scelta o meno di attaccare l’Iran da parte delle potenze occidentali. Se prevarranno i falchi, sicuramente avranno bisogno di creare un nuovo incidente per giustificare la nuova aggressione. Questo non significa che il nuovo incidente debba per forza avvenire sul territorio americano. Proprio l’altra sera, alla CNN, la direttrice della Homeland Security, Janet Napolitano, ha detto che “oggi il nostro sistema di difesa non dovrebbe più permettere una nuova cospirazione, come quella dell’11 settembre.” Ha letteralmente usato il termine “cospirazione”. Curioso, vero?


    10 anni fa l'11/9, Massimo Mazzucco
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  2. #62
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    Predefinito Rif: 11/9

    Dieci anni dopo
    di Giulietto Chiesa



    Dieci anni sono passati da quell’11 settembre che ha cambiato la storia del mondo, avviando la guerra infinita contro il terrorismo internazionale. I dubbi su quella vicenda si sono ingigantiti, diventando certezze. Non 19 terroristi, da soli, hanno attaccato l’America, bensì un pugno di terroristi “di stato” (occidentali e amici dell’occidente) con passaporti americani, israeliani, pakistani, sauditi.
    Osama bin Laden non è mai stato incriminato, sebbene, in suo nome, siano state combattute due guerre (contro l’Afghanistan e contro l’Iraq) che hanno prodotto centinaia di migliaia di morti civili e che non sono ancora terminate.
    Guantánamo è rimasta in funzione nonostante le promesse di Obama. Nessun processo contro nessun presunto colpevole è stato celebrato in questi dieci anni.
    Gran parte dei “risultati” della Commissione ufficiale d’inchiesta (contenuti nel “9/11 Commission Report”) sono completamente inutilizzabili di fronte a qualunque tribunale perchè ottenuti con l’uso sistematico della tortura contro i prigionieri. Nessuno dei torturatori è stato incriminato.
    Tutte le regole democratiche sono state violate, sia dentro che fuori degli Stati Uniti. L’Europa intera è divenuta complice ospitando prigioni segrete, permettendo l’atterraggio illegale di aerei con prigionieri a bordo nei propri aeroporti. Polonia, Romania, Lituania, Italia, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Portogallo sono stati direttamente coinvolti in queste operazioni criminali. Il segreto di Stato ha coperto la verità: che l’Europa e i suoi servizi segreti sono stati e sono agli ordini dell’Impero americano.
    Nel frattempo decine di nuovi fatti, di scoperte di ricercatori volontari in ogni parte del mondo, soprattutto negli Stati Uniti, confermano e aggravano le accuse contro l’Amministrazione americana. Decine di libri sono stati pubblicati, dove in varia misura e sotto diversi angoli visuali, la versione ufficiale è stata demolita. Se qualche anno fa, era già più che legittimo sollevare gravi domande sulla versione ufficiale, adesso abbiamo a disposizione molte “pistole fumanti” che pongono la questione della chiamata in correo di alti e altissimi personaggi dell’establishment statunitense. Nessuno di loro è stato chiamato, tuttavia, a deporre sotto giuramento. Centinaia di testimonianze e di gravissimi documenti – veri e propri capi d’accusa – sono stati accantonati e mai presi in considerazione.
    Noi siamo orgogliosi di essere stati – con la realizzazione del film Zero e con diversi libri su questi temi – parte del grande movimento per la verità sull’11 settembre.
    Ma come mai di tutto questo non si parla? La risposta è una sola: il mainstream corporate media è interamente nelle mani di quei circoli politici che intendono coprire la verità. L’11 settembre si è così trasformato in un vero e proprio tabù, svelare il quale sarebbe esiziale per la sopravvivenza stessa degli Stati Uniti come prima potenza mondiale.
    Dunque sperare in una rapida scoperta della verità, su chi ha organizzato, attuato il più grande attentato televisivo della storia, e perchè lo ha fatto, sarebbe ingenuo. Ma coloro che hanno capito - tra i quali chi scrive – non possono rinunciare a cercare. Per una ragione assai semplice: chi ha organizzato l’11 settembre è ancora al potere negli Stati Uniti e nel Superclan mondiale. E poichè la crisi che ha provocato l’11 settembre è ora nuovamente esplosa, con ancora maggiore virulenza, dobbiamo tutti sapere che siamo in pericolo di nuovi gravissimi avvitamenti, terroristici e militari, che sconvolgeranno il mondo intero nei mesi e anni a venire.
    In altri termini non stiamo scavando nel passato, ma stiamo osservando il presente. E la massa di nuove scoperte sulla menzogna colossale nella quale abbiamo vissuto gli ultimi dieci anni è così grande che non possiamo tacere.
    Fino ad ora il mainstream corporate media ha demonizzato, ridicolizzato, calunniato tutti coloro che hanno posto domande. Per questa ragione si è deciso, su iniziativa di David Ray Griffin, il più tenace dei critici della versione ufficiale, di costituire un “9/11 Consensus Panel”, in grado di porre le domande in modo tale da impedire di attaccare questo o quello dei critici, presentando al pubblico mondiale una serie di domande collettive sulle quali esiste un larghissimo consenso (dall’85 al 100%) tra tutti gli esperti consultati nelle diverse materie. Questo Consensus 9/11 Panel è composto da 22 personalità internazionali (chi scrive ne è parte, insieme ad un altro italiano, Massimo Mazzucco) tra cui nomi prestigiosi come Robert Bowman, ex capo del Dipartimento di Ingegneria Aeronautica della US Air Force; come Dwain Deets, ex direttore del Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale della NASA; come Niels Harrit, professore di chimica presso il Nano Science Center dell’Università di Copenhagen; come il prof. Steven Jones ex della Facoltà di Fisica della Brigham Young Universitiy; come il comandante Ralph Kolstad, ex pilota combattente della US Air Force, con 27 anni di esperiena come pilota di linea e 27.000 ore di volo alle spalle. Eccetera. Questo è il livello di competenze specialistiche, giornalistiche, scientifiche storiche del Consensus Panel.
    Il consenso è stato concentrato, per ora, su 13 domande e affermazioni fondamentali sulle quali unanimemente si ritiene che la versione ufficiale è stata falsificata consapevolmente.
    Non possiamo elencarle tutte in questo articolo, ma ci limitiamo ad alcune, ben sapendo che sono tutte cruciali.
    Non ci sono prove che Osama bin Laden sia stato l’organizzatore dell’attentato; le due torri gemelle non sono state abbattute dall’impatto degli aerei e dai susseguenti incendi; nelle due torri gemelle ci sono state decine di esplosioni, antecedenti e successive all’impatto degli aerei; tre torri e non due caddero quel giorno, tutte e tre in caduta libera, in violazione di tutte le leggi della fisica; nessuno dei quattro equipaggi degli aerei dirottati innestò il codice 7500, cosa inspiegabile; il pilota presunto del volo AA77, che colpì il Pentagono, non poteva effettuare la manovra che viene descritta nella speiegazione ufficiale; il vice presidente degli USA, Dick Cheney si trovava nel bunker di comando ben prima che AA77 colpisse il Pentagono, mentre egli affermò il contrario.
    A queste domande se ne posono aggiungere molte altre. Né le quattro scatole nere dei due aerei finiti sulle torri né quelle del volo AA77 sono state ritrovate: un record assoluto nella storia dell’aeronautica moderna. Solo in seguito una delle due del volo AA77 è stata dichiarata come esistente. Ma il suo contenuto è in parte indecifrabile, in parte maldestramente manipolato (e chi può averlo manipolato? I 19 terroristi kamikaze?).
    Ultima perla: due dei terroristi, che sarebbero stati a bordo del volo AA77, al-Anjour e al-Mihdhar, vissero gli ultimi dieci mesi prima dell’11/9 in casa di un agente dell’FBI , a San Diego, California, e furono finanziati da un altro doppio agente dell’FBI e dell’Arabia Saudita. Erano protetti da un servizio segreto americano, entrarono negli Stati Uniti con un visto multiplo, concesso loro da un altro servizio segreto americano. Parlare di “errori”, o di “incompetenza” è ormai impossibile. Si deve parlare di connivenza e di partecipazione attiva. Ma se aspettiamo che Barack Obama ci dica la verità, aspetteremo invano. Lui ha assunto le vesti del vendicatore uccidendo per l’ennesima volta, il già defunto Osama bin Laden e seppellendolo in mare. Credere a questa storia e credere agli asini che volano è la stessa, identica cosa


    http://www.megachipdue.info/images/10ANNIDOPO.jpg
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  3. #63
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    Predefinito Rif: 11/9

    È un bene che a distanza di 10 anni la voglia di verità non si sia
    assopita.
    Dalle organizzazioni per la verità(piloti per la verità,pompieri per la verità) americane
    ai nostri Blondet e Chiesa passando per gli assetati di verità iraniani la voglia
    di stabilire e ricercare la verità nella fumosa vicenda va avanti
    senza sosta.
    Avanti per la verità,anche in onore alle vittime innocenti americane
    e non di quell'autoattentato...
    Ultima modifica di Nazionalistaeuropeo; 11-09-11 alle 20:47

  4. #64
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    Predefinito Come Israele usò l’11 settembre per piegare la Palestina

    Come Israele usò l’11 settembre per piegare la Palestina

    di Emma Mancini



    A dieci anni dall’11 settembre, il Medio Oriente è ancora al centro dell’attenzione del mondo. Dopo l’attacco alle Torri Gemelle nel 2001, la regione è stata additata come culla del terrorismo islamico, brodo di coltura di ideologie estremiste antioccidentali. E il fulcro della sua instabilità è da decenni il conflitto arabo-israeliano.

    La Palestina, popolo senza Stato, ha così finito per essere risucchiata nel vortice della guerra al terrore. Una guerra utilizzata per piegare la schiena della resistenza popolare palestinese e per inasprire le restrizioni contro Cisgiordania e Striscia di Gaza. Ne abbiamo parlato con Nassar Ibrahim, attivista, scrittore e analista politico palestinese, nonché direttore dell’Alternative Information Center.

    In che modo l’11 settembre ha avuto effetti, se ne ha avuti, sul conflitto tra Israele e Palestina?

    L’11 settembre è arrivato esattamente un anno dopo lo scoppio della Seconda Intifada in Palestina. La seconda grande sollevazione del popolo palestinese è esplosa alla fine di agosto del 2000, come naturale frutto del fallimento del processo di pace avviato con gli accordi di Camp David e gli accordi di Oslo firmati nel 1993. Un processo di pace che è sempre stato definito negoziato, quando in realtà è stato una resa da parte dell’allora leadership palestinese: con Oslo la Cisgiordania è stata divisa in tre aree ed è finita sotto il controllo civile e militare israeliano. L’effetto del processo di pace è stato l’inasprimento dell’occupazione israeliana della Palestina.

    Il netto peggioramento delle condizioni di vita del popolo palestinese a partire dal 1993, l’espansione selvaggia delle colonie israeliane e le maggiori restrizioni al movimento hanno provocato l’esplosione della Seconda Intifada. Come successe per la Prima, inizialmente anche la Seconda Intifada ha avuto caratteristiche nonviolente: nel primo anno i palestinesi hanno espresso la loro rabbia con manifestazioni pacifiche e il simbolico lancio di sassi contro i soldati israeliani. Ma poi è arrivato l’11 settembre: Israele ha deliberatamente utilizzato quell’evento per reprimere con la violenza una rivolta pacifica.

    Israele ha quindi utilizzato a fini politici il terribile evento di dieci anni fa?

    È successo esattamente questo: Israele ha approfittato dell’opportunità datagli dall’11 settembre e dall’avvio della guerra al terrore da parte del presidente americano Bush per distruggere la resistenza palestinese. Tel Aviv ha capito che poteva inserirsi nella compagine dei volenterosi, di quegli Stati pronti a scendere in campo contro il terrorismo globale, per mostrare al mondo che la Seconda Intifada altro non era che un’altra faccia dello stesso terrore.

    Israele ha definito se stesso un combattente per la democrazia e ha così deliberatamente trasformato l’11 settembre in un’opportunità politica al fine di imporre il proprio processo di pace ai palestinesi. L’esercito israeliano ha da allora avuto le mani libere: è in quel momento che, a causa della violenta repressione della Seconda Intifada (con la distruzione dei campi profughi, i raid indiscriminati nelle città della Cisgiordania, l’assedio alla Basilica della Natività), lo stesso movimento di resistenza si è fatto violento. La grande differenza tra la Prima e la Seconda Intifada sta proprio in questo: la prima fu un movimento nonviolento e popolare per l’intera sua durata; la seconda è stata presa in mano da gruppi islamici minoritari che hanno cominciato a rispondere con la violenza alla repressione dell’esercito israeliano.

    È stato, cioè, lo stesso Israele a fornire linfa ai movimenti estremisti in Palestina, movimenti che in questo modo hanno rafforzato la loro presenza sul terreno: ne è un chiaro esempio la vittoria di Hamas alle elezioni politiche del 2006.

    Ciò significa che la vita quotidiana dei palestinesi è cambiata?

    Dopo il lancio della guerra al terrore, è decisamente peggiorata. Dopo l’11 settembre e la trasformazione della Seconda Intifada da lotta nonviolenta popolare a lotta violenta di una minoranza, Israele ha preso misure dirette a piegare la resistenza del popolo palestinese. È cominciata la costruzione del Muro di Separazione, i residenti in Cisgiordania sono stati isolati, sono stati creati i checkpoint al fine di non permettere più ai palestinesi di raggiungere Israele, sono aumentate le misure di restrizione al movimento, si sono moltiplicati i raid militari, gli arresti indiscriminati e le demolizioni di case. E se Israele ha spacciato tali iniziative come necessarie alla sicurezza, tutto ciò ha chiaramente un obiettivo politico ed economico: l’annessione di terre palestinesi per l’espansione delle colonie israeliane in Cisgiordania e l’annessione allo Stato di Israele. Un fine visibile nel percorso che il Muro compie: non si tratta di una barriera che corre lungo il confine tra Israele e Cisgiordania, ma di una barriera che entra in terra palestinese, annettendo le colonie e confiscando terreni.

    In che modo la guerra al terrore ha modificato l’equilibrio dei poteri in Medio Oriente?

    Gli Stati Uniti hanno utilizzato la guerra la terrore come strumento per rafforzare la loro egemonia nella regione. Il principale target americano è stato negli anni quello di promuovere la propria politica e i propri interessi, egemonizzando il Medio Oriente, invece di combattere il terrorismo sul terreno. Tanto che i movimenti estremisti islamici si sono rafforzati e hanno trovato nuovi adepti.

    Qual è stato il ruolo rivestito dagli Stati Uniti nella politica israeliana post 11 settembre?

    È stato un ruolo centrale. Il conflitto israelo-palestinese è stato integrato nella strategia di controllo del Medio Oriente di cui parlavamo prima. Gli Stati Uniti hanno usato la propria influenza sui Paesi arabi alleati perché tagliassero i ponti con la resistenza palestinese, da decenni al centro dell’attenzione dell’intero mondo arabo. Washington ha così potuto coprire le azioni israeliane e lasciare a Tel Aviv mano libera nella repressione violenta della resistenza palestinese. Il mondo ha giustificato le violenze dell’esercito israeliano come necessarie nel quadro della più globale guerra al terrorismo, travisando volontariamente la lotta palestinese e i suoi obiettivi. Che sono esclusivamente la liberazione e l’indipendenza del popolo di Palestina.


    ( Fonte : Alternative Information Center )




    11-09-11Israele11Settembre

  5. #65
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    Predefinito Rif: Come Israele usò l’11 settembre per piegare la Palestina

    Interessante..ma non si possono accorpare le discussioni sull 11 9 in
    un unico contenitore?

  6. #66
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    Predefinito Rif: Come Israele usò l’11 settembre per piegare la Palestina

    Citazione Originariamente Scritto da Nazionalistaeuropeo Visualizza Messaggio
    Interessante..ma non si possono accorpare le discussioni sull 11 9 in
    un unico contenitore?
    Fatto!!!
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  7. #67
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    Predefinito Rif: 11/9

    Ottimo.
    Avanti per la verità!

  8. #68
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    Predefinito Rif: 11/9

    LIBERTAD - JUSTICIA - DIGNIDAD
    PATRIA - SOCIALISMO - REVOLUCIÓN

    http://adversariometapolitico.wordpress.com/

  9. #69
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    Predefinito Rif: 11/9

    Al Qaida a Iran, basta teorie su 11/9 - Corriere della Sera

    Notizia che ha del comico.
    Adesso a sostenere la versione(falsa) sull 11 9
    ci sono i debunker foraggiati dagli USA
    i vari sayan in rete
    i fallaciani
    ..e al qaeda.
    11/9 = AUTOATTENTATO

  10. #70
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    Predefinito Rif: 11/9

    Ma sarà un caso che al-ciassad faccia
    sempre il gioco degli USA?

 

 
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