Io penso che il numero di materie andrebbe ridotto, aumentando il numero di ore per materie come la matematica, la scienza e l'economia (Per combattere l'analfabetismo finanziario).
Cambierei tante altre cose ma mi fermo qui.


Io penso che il numero di materie andrebbe ridotto, aumentando il numero di ore per materie come la matematica, la scienza e l'economia (Per combattere l'analfabetismo finanziario).
Cambierei tante altre cose ma mi fermo qui.


Io farei solo due o tre modifiche. In ogni scuola di ogni grado le ore di informatica e inglese devono essere pari a quelle di italiano. Educazione civica 2 ore a settimana. Via gli esami di ogni tipo, conta solo la valutazione dei docenti. Scuole aperte anche 3 giorni a settimana di pomeriggio per introdurre i ragazzi nel mondo del lavoro attraverso stage guidati.
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L'inglese è una lingua semplice, piuttosto io aumentarei l'ascolto in classe, introdurrei delle esercitazioni di classe per la pronuncia (Che è la parte in cui fatichiamo di più noi italiani) e aggiungerei la possibilità di studiare altre lingue straniere come il cinese al posto del tedesco e del francese.
Per quel che riguarda informatica, se ti riferisci a programmazione e pensiero computazionale sarei pur d'accordo.
Educazione civica per quanto sia un'idea bella sarebbe una perdita di tempo perché semplicemente non frega niente a nessuno e il compito principale della scuola è formare il lavoro.
Penso che debbano essere i genitori in primis ad imprimere un senso civico nei loro figli e nelle loro figlie dato che ritengo che la funzione principale della scuola siano altre.
Eliminare i test ? Assolutamente no dato che sono l'unica cosa che permette una valutazione semi-oggettiva (Perché il sistema di valutazione è poco standardizzato e varia da professore a professore) delle conoscenze degli studenti.
Le valutazioni dei prof, a meno che non ci siano criteri rigidi, sarebbero eccessivamente soggettive.
Piuttosto eliminerei le interrogazioni (Troppo soggettive) per tutte le materie ad eccezione delle lingue.


Meritocrazia nel sistema scolastico, non più dettata da anzianità quindi, con corsi di aggiornamento obbligatori e test annuali (tanto sulla conoscenza della materia che sul modo di trasmetterla). Aumento dello status dell'insegnante nella società tramite aumento di stipendio (giustificato anche dalla maggior professionalità) e garanzie sulle loro decisioni.
Creazioni di campus scolastici in cui gli studenti soggiornano 5 giorno alla settimana, mattina e pomeriggio, il più lontano possibile dalle influenze dei genitori per sviluppare indipendenza e garantire un continuo insegnamento (i compiti a casa non servono a un cazzo e anzi segnano la differenza tra ceto e status sociale dei genitori).
Sulle materie incrementerei quelle di educazione fisica (un'ora al giorno) e di informatica ed educazione civile con discussioni libere su argomenti di attualità, etica e morale.


Abbi pazienza ma se parliamo di scuole in generale parliamo dalle elementari sino alle superiori. L'informatica alle elementari e alle medie non può essere programmazione ma semplicemente conoscenza degli strumenti. Siamo in pieno boom del web e nessuno di noi ha mai studiato una sola virgola di ciò che usa quotidianamente. Se ci pensi è una delle tante assurdità dell'essere umano. Entriamo in un negozio, compriamo un qualsiasi apparecchio solo perchè fa la pubblicità in tv o sul web e non abbiamo la che minima conoscenza del suo funzionamento e nemmeno del suo utilizzo. Sono delle vere e proprie armi della mente ma le usiamo senza il porto d'armi. Per assurdo ci sono tanti ragazzi che conoscono il latino ma non hanno la minima idea di cosa sia un sistema operativo, cosa sia un protocollo SSL o cosa sia una GPU. Poi vanno a fare un colloquio in azienda e li rimbalzano come palline da flipper.
P.S. Anche se per te l'inglese è una lingua semplice io vedo e sento grossissime difficoltà di molti giovani ad apprenderla. Per noi italiani è già complicata la nostra lingua.
P.P.S. Un'altra riforma che farei nella scuola è creare un tutor nelle scuole superiori. Non è possibile che cani e porci abbiano frequentato giurisprudenza provocando un sovraffollamento di avvocati unico al mondo e poi per fare medicina devi avere santi ovunque. Alla fine ci facciamo curare dalle centinaia di migliaia di avvocati che intasano i tribunali... vuoi vedere che trasferendoli in un ambulatorio imparano qualcosa?
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Ti informo che per quanto riguarda le nuove tecnologie le tendenze didattiche in questo campo, per quanto riguarda i primi gradi dell'istruzione puntano proprio alla riscoperta della "programmazione" che viene riproposta col nome di coding. Ovviamente si tratta di metodologie e linguaggi di programmazione adeguati all'età.


Un corso di aggiornamento annuale mi sembra un po' eccessivo, ma un corso ogni 3/5 anni o ogni qualvolta vi è una scoperta rivoluzionaria in una disciplina a parer mio va benissimo.
Sono d'accordissimo per quel che riguarda l'innalzamento dello stipendio e dello status sociale degli insegnanti.
Sono contrario però all'idea del campus e dell'allontanamento dai genitori:
I campus a parer mio sarebbero uno spreco di soldi e i genitori di solito non sono di chissà quale aiuto, a meno che non conoscano l'argomento che l'alunno o l'alunna devono studiare, quindi bene o male gli studenti imparano ad essere autonomi nello studio e in ogni caso non ci vedo niente di male in un genitore che dà una mano al figlio.
Invece la pratica (Come i compiti a casa) sono essenziali per materie come la matematica.
Sono anche estremamente contrario all'idea di introdurre un'ora al giorno di educazione fisica perché per quanto possa fare bene alla salute è totalmente superflua come materia scolastica.


I corsi di aggiornamento non sono solo sulle materie, ma spesso (in realtà spessissimo) sul come rapportarsi agli studenti, come affrontare problemi cognitivi e altro ancora. Cose che hanno sempre continui aggiornamenti e vanno mantenuti.
Tutta l'istruzione è uno spreco di soldi se la vediamo così, il punto è creare degli ambienti di ricerca e formazione su più livelli in cui gli studenti siano seguiti e la cui istruzione venga garantita su determinati standard. Un campus, una cittadella degli studi, chiamiamola come vogliamo che permetta questo sarebbe probabilmente manna dal cielo.Sono contrario però all'idea del campus e dell'allontanamento dai genitori:
I campus a parer mio sarebbero uno spreco di soldi e i genitori di solito non sono di chissà quale aiuto, a meno che non conoscano l'argomento che l'alunno o l'alunna devono studiare, quindi bene o male gli studenti imparano ad essere autonomi nello studio e in ogni caso non ci vedo niente di male in un genitore che dà una mano al figlio.
La situazione familiare (e lo status e livello di istruzione dei genitori) ha dimostrato di essere una delle discriminanti nelle differenze di risultati tra gli alunni, quindi garantire a tutti una base più o meno uguale è sempre un vantaggio per l'intero corpo studentesco.
Qui mi sono spiegato male io, chiaramente alcune materie (essenzialmente tutte le specifiche) avranno delle ore di "esercitazioni", proprio per i motivi che dici tu, come quelle umanistiche di discussione e approfondimento.Invece la pratica (Come i compiti a casa) sono essenziali per materie come la mat matematica.
In un orario che va dalla mattina alla sera, un'ora al giorno non è superflua e permette di aiutare a mantenere la salute degli alunni.Sono anche estremamente contrario all'idea di introdurre un'ora al giorno di educazione fisica perché per quanto possa fare bene alla salute è totalmente superflua come materia scolastica.


In Cina studieranno la programmazione fin dalla prima media, quindi non vedo il problema di introdurla come materia.
Magari alle elementari si può insegnare come è composto un computer e come utilizzare i tipici programmi da ufficio come quelli del pacchetto Office.
L'inglese per gli italiani è difficile soprattutto per la fonologia, ma non è complicata da comprendere ed imparare nonostante provenga da un altro ceppo linguistico.
Per quel che riguarda il tutor, penso che non sia necessario.
Secondo me basterebbe rimuovere i limiti inerenti al numero di persone che possono frequentare un corso e pubblicare statistiche inerenti alle richieste del mercato del lavoro e bene o male la gente sceglierà i corsi con più domanda.