La tradizione rivoluzionaria siciliana e l'invenzione della mafia
di Paolo Pezzino
Ancora Giarrizzo ha suggerito che si debba guardare al decennio 1821-30, e soprattutto agli anni successivi al '24, come ad un periodo in cui l'atomismo settario — depotenziato di motivazioni culturali e politiche — si sia sclerotizzato in strutture locali e parallele di potere, verso le quali il potere ufficiale ha lasciato maturare modelli diversi di tolleranza o di cooperazione.
Da questo fondo... sarebbero emersi senza contrasti espliciti esperienze settarie nuove o rinnovate, intrecci tradizionali di criminalità organizzata e «delinquenza» politica, resistenze talora invincibili a forme più moderne e «pubbliche» di associazionismo. Si radica certo in questa vicenda, assumendo non per caso i tratti politico-culturali dell'indipendentismo isolano, la giustificazione ideologica del costume mafioso come risposta di solidarietà che si costituisce strutture e codici per supplire a compiti di tutela e di giustizia dello «Stato assente», quello borbonico.





Rispondi Citando