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  1. #1
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    Predefinito La ricerca della felicità

    Felicità? A Yale un corso per imparare a vivere bene

    di Redazione Milano, in Letteratura, del 6 Feb 2018, 10:25

    Felicità: “Psicologia e buona vita” questo è il corso più frequentato nella storia dell’Università di Yale. Le lezioni, tenute dalla dottoressa Laurie Santos, hanno registrato un record d’iscrizioni in soli tre giorni. Uno studente su quattro studierà felicità e qualità della vita. La professoressa in un’intervista al “New York Times” ha dichiarato che se gli studenti riusciranno a cambiare stile di vita, e a arricchire la loro rete sociale, apporteranno un cambiamento anche alla vita dell’ateneo stesso. Nel 2013 l’Università aveva registrato un alto numero di richieste di supporto psicologico. Lo stress a cui si sentono sottoposti gli alunni, durante il periodo di studi, è spesso insostenibile. Per aiutare i ragazzi è nata l’idea di spiegare la felicità e di confrontarsi sul tema. Il corso prevede i canonici crediti formativi e test. Gli esami sono modulati sul grado di felicità ottenuto a fine corso dagli alunni. I ragazzi vengono invitati a sfidare loro stessi, mettendo in discussione e sovvertendo tutto quello che hanno imparato prima. Molti degli studenti di Yale, negli anni dell’adolescenza, hanno dovuto rinunciare alle amicizie e a una vita sana e regolare per riuscire a essere ammessi alla prestigiosa Università del Connecticut. La professoressa Santos spiega come non siano i soldi e la carriera a incrementare la felicità, ma una qualità della vita migliore. Tramite esercizi mirati, il corso affronta in maniera pratica l’approccio psicologico positivo che porta al raggiungimento della felicità.

    La dottoressa Santos definisce il suo corso come il più difficile di Yale, perché spinge i ragazzi a sfidare i loro limiti e a intraprendere un percorso di cambiamento. I 1.182 iscritti hanno costretto l’ateneo ad adottare soluzioni logistiche adatte al numero elevato delle adesioni. Il corso della dottoressa Santos si è dovuto trasferire nella Woolsey Hall, una grande sala usata per i concerti. Gli studenti vogliono imparare a capire le emozioni, riuscire a distinguerle, anche mettendo da parte lo spirito competitivo, quando questo incide in maniera determinante sulle loro scelte di vita. Ansiosi, stressati, e infelici, così si sono definiti alcuni studenti prima di cominciare a frequentare le lezioni. Yale è sempre stata attenta alla qualità della vita non solo dei suoi studenti, promuovendo ricerche mirate. La novità introdotta dal corso della professoressa Santos è nell’obbiettivo che pone ai suoi alunni: cambiare il modo di comportarsi. La dottoressa ha dichiarato che non pensa che terrà nuovamente lo stesso corso nei prossimi anni. Il grande numero di iscritti di questo semestre, toglie alunni a altre materie, e non le sembra giusto. “Abbiamo solo questa occasione per fare la differenza nella vita culturale di Yale. Gli studenti sentono di essere parte di un movimento e di combattere la giusta battaglia.” La professoressa ha stabilito i suoi paletti con un “adesso o mai più”, che invita ad apprendere il più possibile, senza perdere una lezione. Una cassetta di pronto soccorso a misura di studente a cui si può accedere anche gratuitamente on line. La professoressa Santos lo scorso anno ha filmato dei brevi seminari intitolati “Science of Well-Being”.Ci si può iscrivere gratuitamente tramite il sito di Coursera. Nell’attesa di ascoltare gl’insegnamenti della Santos, ricordiamo una frase di Seneca: “come un racconto, così è la vita: non importa che sia lunga, ma che sia buona.”

    Felicità? A Yale un corso per imparare a vivere bene - Cultora, Cultora

  2. #2
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    Predefinito Re: La ricerca della felicità

    E' molto interessante che un corso del genere sia tenuto negli USA, pervasi dalla cultura protestante/capitalista del merito derivante dal duro lavoro. Personalmente, credo che noi non siamo il nostro lavoro, e che uno stato moderno non possa fondarsi sul lavoro (e scusate se lo scrivo in un forum comunista ma questa è la mia idea).
    Il lavoro sicuro ormai è una chimera e ammazzarsi di lavoro non ha più alcun senso.

  3. #3
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    Predefinito Re: La ricerca della felicità

    Citazione Originariamente Scritto da Hynkel Visualizza Messaggio
    E' molto interessante che un corso del genere sia tenuto negli USA, pervasi dalla cultura protestante/capitalista del merito derivante dal duro lavoro. Personalmente, credo che noi non siamo il nostro lavoro, e che uno stato moderno non possa fondarsi sul lavoro (e scusate se lo scrivo in un forum comunista ma questa è la mia idea).
    Il lavoro sicuro ormai è una chimera e ammazzarsi di lavoro non ha più alcun senso.
    Ammazzarsi di lavoro non ha mai avuto senso, imo.
    Lavorare, ed avere un lavoro sicuro, con garanzie e diritti, oltre ai doveri, e su cui impostare l'organizzazione della propria vita, se lo si vuole, è un altro discorso.
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
    "Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
    "O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch

  4. #4
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    Predefinito Re: La ricerca della felicità

    Comunque a me ste cose sembrano le solite americanate degli yankee quando vogliono essere social.
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
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  5. #5
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    Predefinito Re: La ricerca della felicità

    Più che altro è un modo per prendere crediti universitari senza studiare, come i "corsi" su beyonce e giggidalessio.
    Hitler or Hell.

  6. #6
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    Predefinito Re: La ricerca della felicità

    Ricerca della felicità? La felicita c'è quando sai apprezzare la bellezza del gusto della vita e degli affetti.

    Lavorare è duro ma è cosa nobile, quando il lavoro è dignitoso.
    TIOCFAIDH ÁR LÁ
    ╾━╤デ╦︻

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  7. #7
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    Predefinito Re: La ricerca della felicità

    Potendo scegliere tra lavorare e fare i propri interessi, cosa scegliereste?

  8. #8
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    Predefinito Re: La ricerca della felicità

    Citazione Originariamente Scritto da Hynkel Visualizza Messaggio
    Personalmente, credo che noi non siamo il nostro lavoro, e che uno stato moderno non possa fondarsi sul lavoro (e scusate se lo scrivo in un forum comunista ma questa è la mia idea).
    e su quali valori dovrebbe fondarsi una società moderna?

    Citazione Originariamente Scritto da Hynkel Visualizza Messaggio
    Potendo scegliere tra lavorare e fare i propri interessi, cosa scegliereste?
    sembra una di quelle domande: ruberesti se avresti la certezza di essere impunito?
    Se ti è chiaro che affinchè tu viva qualcuno deve lavorare (o tu o qualcuno al posto tuo), il dubbio personale diventa un problema morale/etico; banalmente anche la solidarietà è un semplice problema morale/etico.

  9. #9
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    Predefinito Re: La ricerca della felicità

    Non dico di non dover lavorare ma di ridurre i carichi, purtroppo in pochi fanno veramente il lavoro che vorrebbero

  10. #10
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    Predefinito Re: La ricerca della felicità

    Citazione Originariamente Scritto da Anglachel Visualizza Messaggio
    e su quali valori dovrebbe fondarsi una società moderna?


    hynkel ha ragione, sai? Sapete che l'etica del lavoro è l'etica puritana (per cui, poi, liberale/liberista) per la quale lavorare è la massima espressione della dignità dell'uomo. Spesso questa etica si è tramutata nel movimento cardine del capitalismo, che è lo sfruttamento. Il socialismo in ogni sua forma dovrebbe combattere quest'etica, non conducendoci all'estinzione del lavoro (come sostengono alcune correnti anarchiche), ma ad una sua radicale riforma in cui il lavoro, scisso dal movimento sopracitato, rende il lavoratore realmente libero perche' e' lui padrone del modo di produzione, dei tempi, dell'uso che si fa del bene ecc.
    Quindi sì, finche' esiste il movimento capitalistico del lavoro, il lavoro non nobilita un tubo e anzi rende schiavi (e alienati)
    e mai nessuna società è stata alienata come la nostra
    "Sono contro tutti i sistemi, il più accettabile è quello di non averne nessuno"
    Tristan Tzara

    Je m'exalte, je degresse encore... Je vous ai reperdu mon histoire... Non! Non!
    (L.F. Céline, Maudits soupirs pour une autre fois)

 

 
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