E' interessante notare l'evoluzione parallela nell'integrazione politica, economica e militare di due spazi diversissimi tra loro: Europa e America Latina.
Mentre l'Unione Europea si dibatte sempre più nella propria assoluta inconsistenza politica, l'America Indiolatina e il Caribe stanno al contrario scoprendo la forza di un'unità politica che mai, in tutta la loro storia, avevano conosciuto.
Sia per il fatto che il Sud America nasce da una disgregazione coloniale e da un'anarchia che ne aveva accentuato le conflittualità, sia per le storiche ingerenze operate dall'ingombrante vicino di Washington.
Ebbene, in pochi anni, soprattutto grazie al dinamismo del Venezuela Bolivariano di Chavez, ma anche con la Bolivia di Morales e il Brasile di Lula (sebbene ovviamente quest'ultima sia una potenza emergente, quindi in taluni casi sia portata a giocare su un doppio tavolo), abbiamo avuto:
_ integrazione politica: l'ALBA, ovvero lo zoccolo duro dei Paesi legati alla Rivoluzione di Chavez, che raccoglie una parte minoritaria di Stati sudamericani ma la cui nascita è stata alternativa all'ALCA, analogo organismo progettato dagli Usa per favorire il libero commercio, e fortunatamente rigettato;
_ integrazione militare: il Consiglio di Difesa dell'UNASUR, di cui fanno parte tutti gli Stati (compresi i pochi residui filo-statunitensi della regione, Colombia e Perù), determinante per risolvere le controversie strategiche tra gli attori;
_ integrazione energetica: oltre al traino delle compagnie nazionali (la PDVSA venezuelana e la PETROBRAS brasiliana), ormai colossi internazionali, si è creato anche un cartello continentale, il PETROSUR, che riveste anche interessanti finalità sociali (petrolio a buon prezzo per le fasce dei Paesi meno abbienti);
_ integrazione commerciale, col forte sviluppo del MERCOSUR (prossimamente vi aderirà anche il Venezuela);
_ integrazione economica: nascita del Banco del Sur, strumento di sovranità e indipendenza monetaria per realtà che fino a ieri hanno conosciuto soltanto l'egemonia del dollaro e delle banche d'affari dell'America del Nord.
Aggiungiamoci anche la proposta di un organismo alternativo all'OSA (Organizzazione degli Stati Americani), senza l'ingombrante presenza degli Stati Uniti a condizionarne le decisioni.
A questo quadro si accompagnano tanti altri risvolti interessantissimi, come una crescente centralità dei movimenti sociali (ben lontani dai sindacati di casa nostra...) e una riscoperta delle proprie radici culturali e identitarie.
Insomma, direi che a Bruxelles e Strasburgo c'è solo da prendere nota e imparare...




Rispondi Citando
Ci manca una autonoma capacità militare svincolata dagli USA, ma la mossa di Germania e Benelux per chiedere il ritiro nucleare americano mi pare comunque un segno positivo !

