Ne abbiamo parlato anni fa quando i mezzibusti organizzavano sceneggiate in piazza sulla "madre velenosa" e la strategia era di dismetterla vendendola agli indiani, come poi avvenuto.
I quali indiani avevano ovviamente l'obiettivo di fare dell'Ilva il punto per commercializzare nella U.E. l'acciaio prodotto in India (stessa cosa per le acciaierie di Piombino svendute agli algerini, con la città ridotta a economia da terzo mondo)
Oggi si registra una mobilitazione delle maestranze dell'Ilva per Sicurezza & Lavoro, ma i mezzibusti non si fanno vedere, e il paperone indiano proprio non ci pensa ne a coprire i parchi minerali ne ad ammodernare gli impianti.
In realtà l'Ilva era in regola con le emissioni nocive, mancava la copertura dei parchi minerali. Ma all'epoca ha prevalso l'ideologia della globalizzione. E per non riaffrontare la questione su basi ideologiche ripropongo l'analisi delle emissioni nocive fatta all'epoca e basata sui documenti giudiziari.
Il caso Ilva - Taranto
Per adesso abbiamo avuto solo pacchiane rappresentazioni Boollywoodiane.
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