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A dir la verità da quanto ho capito precisano di essere ancora nella maggioranza. Anche perché, se non sbaglio, non s'è mai visto un partito con due gruppi parlamentari.
Il discorso è semplice.
Berlusconi e molti degli alti dirigenti del PDL non conoscono lo statuto del loro stesso partito ed hanno dichiarato a piena voce che Fini è stato espulso ed i giornali hanno ripreso la notizia. Nei fatti non è così perché espellere Fini è impossibile senza un congresso straordinario, se non ho capito malissimo.
Ora...se è vero all'atto pratico che Fini non è stato espulso è vero che Berlusconi emolti degli alti dirigenti lo volevano fuori perché dissentiva.
Insomma, l'intenzione c'era, erano i mezzi a mancare.
Nel PD una cosa simile non potrebbe succedere. In parte perché, checché si dica, non credo che neanche D'alema riuscirebbe a concepire di cacciare qualcuno. In secondo luogo perché sono talmente incasinati che una espulsione creerebbe scissioni.
Ciò però non toglie che c'è una concezione politica ed una mentalità diversa sul dissenso nel PD, come diceva appunto monsieur.
tutti i professori falliti vengono a pontificare qui. si vede che la strategia gramsciana di occupazione sistematica delle scuole inizia a scricchiolare.
però, dai, un posto da bidello lo si trova sempre.
onestamente (e lo dico anche al supermod sintonizzato su queste frequenze): non vi rendete conto che ci siamo rotti i coglioni dei vostri post da professorini saccenti? mi spiegate chi cazzo siete? tutti docenti universitari? tutti premi nobel? boh?!?
se a voi pare normale nel forum avversario usare frasi tipo "non lo capite, non c'è niente da fare"... io capisco il malessere di una generazione che è cresciuta opponendosi a berlusconi, ma cosa volete da noi? prendetevela con gli ex 10 segretari (degli ultimi 3 anni) del pd che hanno sperperato 50 anni di lavoro di gente che sapeva far politica: oppure sbattete la testa sul muro: cadrà comunque prima del governo
Leggendo questo articolo , ho provato un senso di sconforto nel finale, un abbandono di un povero vecchio al suo pessimismo comico:
" Sono diventato troppo pessimista per ritenere che il vincitore, chiunque sia, possa far cambiare rotta a un’Italia "
Una caduta di stile, da uomo qualunque, nemmeno da uomo della strada che tenta di nobilitare la sua banalità con un richiamo a Cossiga.
Pansa, come altri "opinionisti" di destra, riconosce un senso di accerchiamento, evidentemente insopportabile per arrivare a farci un editoriale.
Lo riconosce nella rievocazione della grandine rossa che cadde sulla sua testa, sotto forma di lettere arrivate dalla base.
Parla del presente rievocando uno spettro del passato dell'83. E giustifica questa pesantezza che lo accerchia dai suoi oppositori, con un senso di frustrazione.
L'unica spiegazione che è riuscito a darsi è la frustrazione del perdente che fa il paio con la frustrazione del "più bello che intelligente" del meglio fascista che frocio.
Sono analisi banali, da ragazzino di prima elementare che danno una risposta senza cercare un vero motivo, e forse ad alcuni vecchi qualunquisti si addicono per il loro percorso a ritroso verso l'infanzia prima della morte.
Mi chiedo solo se uno di quei partigiani che tanto denigrò, nel sangue dei vinti, uno come Pertini, si sarebbe mai lasciato andare al decadentismo "Pansesco" nel rivolgersi ai suoi lettori.