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Discussione: Sud al collasso

  1. #11
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    Predefinito Re: Sud al collasso

    Citazione Originariamente Scritto da Italiano2016 Visualizza Messaggio
    L'Italia è stata formata dagli antichi Romani, poi successivamente si è divisa, e successivamente riunita. Per il popolo del Sud l'unificazione è stata, per la verità, una conquista territoriale dei Savoia. Quindi furti continui del patrimonio del sud, l'esercito italiano uccideva cittadini del sud, carabinieri che spiavano i cittadini sempre del sud. Infine ci hanno deportato nel nord per fare i servi. Non capisco le colpe dei cittadini del sud. Se il sud vi fa schifo perché, come voleva bossi, non vi separate dal sud? Noi non chiediamo altro anzi vi supplichiamo. Cosa sono le mafie di fronte ai Savoia, Cavour, Mazzini, Garibaldi. Mussolini parlava d'Italia, "l'Italia doveva avere il suo impero"i, e di fatto abbiamo fatto una figura di merda. Altro grande uomo del nord.
    Riconosciamo la vostra razza che è superiore, quindi perché state con Noi.
    mi hai capito male o mi sono espresso male io?
    Vabbe, non ho scritto quello che sembri aver inteso. Io sono d'accordo, tanto per cominciare, su quello che hai detto dei Savoia e della conquista del Sud, e dei relativi furti, e degli omicidi dopo l'invenzione dei "briganti".
    Però nessuno vi ha deportato al Nord, il Nord si è fatto da se stesso, cosa che al Sud non avete fatto. Ti informo che il Veneto, oggi la seconda regione più ricca d'Italia, fino al 1930 esportava braccia da lavoro nelle Americhe, e che ancora dopo la seconda guerra mondiale riemipiva austria svizzera e germania di muratori e lavoratori di vario genere. Come mai, chiediti, i veneti hanno trasformato la loro regione e il sud no lo ha fatto?

    Il sud non fa schifo, ma mi fa sorgere rabbia. Io amo la Sicilia ci vado spesso e il vero razzismo l'ho trovato presso i siciliani ricchi nei confronti dei siciliani poveri. E la stessa cosa ho trovato in Campania, per non parlare dell'assoluto non rispetto della Legge (mio figlio ha subito un incidente con tremila euro di danni, a Caserta, e chi guidava la macchina USCITA DALLO STOP che ha creato il danno on era nemmeno assicurata: ecco, vuoi dirmi perchè io le assicurazioni le pago, metto il casco quando vado in moto, e non passo con il rosso? Chi sono io, un pirla?
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

  2. #12
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    Predefinito Re: Sud al collasso

    interessante articolo per uscire dalla diatriba nord contro sud e dare più ampio respiro alla discussione

    Trattare con la mafia? Gli Usa lo fecero per vincere la guerra - Linkiesta.it

  3. #13
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    Predefinito Re: Sud al collasso

    LE FERROVIE IN ITALIA ED UN EUROPA. IL SOTTOSVILUPPO DEL REGNO DELLE DUE SICILIE


    Le ferrovie nel secolo XIX erano l'immagine stessa dello sviluppo economico e del progresso tecnologico e la loro costruzione rivestiva un'enorme importanza per l'industria ed il commercio.
    E' rilevante quindi capire quali fossero le reti ferroviarie in Italia alla vigilia del 1861.


    Il territorio di Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna vedeva nel 1859 una rete ferroviaria che misurava complessivamente più 1629 chilometri, su una superficie complessiva di 95.000 km quadrati circa. Se poi si consideravano anche le regioni dell’Italia centrale, la rete ferroviaria giungeva attorno ai 1730 chilometri a nord del Garigliano.
    Alla stessa data, le ferrovie meridionali contavano in tutto e per tutto 99 chilometri. La piccolissima linea ferroviaria meridionale si trovava unicamente in Campania, mentre tutto il resto del Mezzogiorno era escluso: Molise, Abruzzo, Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia non avevano un solo metro di ferrovia.
    Per fare un confronto, il solo territorio di Piemonte, Liguria e Val d’Aosta aveva nel 1860 una rete ferroviaria di 850 chilometri, quindi otto volte superiore a quella dell’intero regno delle Due Sicilie, malgrado le superfici del territorio continentale del regno di Sardegna fossero di 30.000 km quadri, mentre quello dell’intero regno borbonico giungeva a 110.000 km quadri. Il reame borbonico aveva quindi un chilometro di ferrovia ogni 1100 km2, mentre invece nel reame sabaudo il rapporto era di un chilometro di ferrovia ogni 37 km2. Nel 1860 la densità ferroviaria nel nord-ovest italiano era quindi 30 (trenta) volte maggiore di quella nel Meridione.


    LUNGHEZZA DELLA RETE FERROVIARIA IN ESERCIZIO NEI MAGGIORI PAESI ITALIANI NEL 1859


    -Regno di Sardegna: 850
    -Lombardo-Veneto: 522
    -Granducato di Toscana: 257
    -Stato pontificio: 101
    -Regno delle Due Sicilie: 99


    LUNGHEZZA IN CHILOMETRI DELLA RETE FERROVIARIA IN ESERCIZIO NEI MAGGIORI PAESI EUROPEI, 1861 (PER L’ITALIA I DATI SONO DEL 1859)


    -Regno Unito: 15.210
    -Germania (Prussia ed altri stati minori): 11.497
    -Francia: 9.626
    -Impero d’Austria: 3.181
    -Spagna: 2.358
    -Belgio: 1.824
    -Regno di Sardegna: 850
    -Svezia: 571
    -Olanda: 335
    -Granducato di Toscana: 257
    -Stato pontificio: 101
    -Regno delle Due Sicilie: 99


    LUNGHEZZA DELLA RETE FERROVIARIA IN ESERCIZIO NEI MAGGIORI PAESI ITALIANI IN RAPPORTO ALLA SUPERFICIE TERRITORIALE:
    1 METRO DI LINEA FERROVIARIA PER 1 KM QUADRATO DI SUPERFICIE
    SITUAZIONE DEL 1859


    -Regno di Sardegna: 12
    -Granducato di Toscana: 11
    -Lombardo-Veneto: 11
    -Stato pontificio: 2,4
    -Regno delle Due Sicilie: 0,9


    LUNGHEZZA DELLA RETE FERROVIARIA IN ESERCIZIO IN ALCUNI DEI MAGGIORI PAESI EUROPEI IN RAPPORTO ALLA SUPERFICIE TERRITORIALE:
    1 METRO DI LINEA FERROVIARIA PER 1 KM QUADRATO DI SUPERFICIE


    -Gran Bretagna: 66
    -Belgio: 60
    -Francia: 18
    -Regno di Sardegna: 12
    -Granducato di Toscana: 11
    -Impero d’Austria (incluso Lombardo-Veneto): 5
    -Olanda: 8
    -Spagna: 5
    -Stato pontificio: 2,4
    -Regno delle Due Sicilie: 0,9


    Il regno delle Due Sicilie era quindi davvero sottosviluppato sul piano ferroviario sia in Italia, sia rispetto ai maggiori stati europei, non soltanto in termini assoluti di chilometraggio ma ancora di più in quelli relativi alla superficie.
    L’illustre storico Valerio Castronovo ricorda inoltre che lo stesso livello tecnologico delle ferrovie borboniche era assai modesto anche per i criteri dell’epoca, tanto che molto spesso le locomotive adoperate si guastavano ed era necessario concludere il viaggio con un’altra motrice.


    Dopo l’Unità, già i governi nazionali della Destra storica si proposero di intensificare al massimo lo sviluppo delle ferrovie sul territorio italiano, sia per ragioni di ordine economico, sia anche per facilitare l’unificazione socioculturale del paese.
    Dopo aver preferito inizialmente l’impegno diretto dello stato, si prescelse l’affidamento a privati. Furono così create cinque società private, ognuna delle quali aveva un’area geografica di sua pertinenza: "Società delle Strade Ferrate dell'Alta Italia" (Piemonte, Veneto, Lombardia, Toscana, Parma, Modena, Emilia-Romagna); "Società delle Strade Ferrate Romane” (Liguria, Toscana, Umbria, Lazio); "Società Italiana delle Strade Ferrate Meridionali" (Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Campania), Società Vittorio Emanuele" , poi "Società delle Strade Ferrate Calabro Sicule" (Calabria e Sicilia); "Compagnia delle Strade Ferrate Sarde" (Sardegna).
    L’area in cui la rete ferroviaria crebbe di più in rapporto al periodo preunitario, fu proprio il Mezzogiorno. L’aumento per il Sud fu ancora maggiore in termini proporzionali, confrontato con la situazione anteriore al 1861. Infatti, prima dell’Unità nel Centro-Nord vi erano 1900 chilometri di ferrovie, al Sud soltanto 99. Pertanto, dal 1861 al 1867 la rete ferroviaria settentrionale era aumentata di circa il 60%, mentre invece quella meridionale era cresciuta del 1160%! Si tenga conto che sempre nel sud esistevano già a quella data altri 600 chilometri di ferrovie in corso di costruzione e che altri 400 chilometri erano allo studio.
    Lo stato italiano decise pertanto di investire moltissimo nel Mezzogiorno per creare una infrastruttura che nel secolo XIX era ritenuta cruciale per lo sviluppo economico e che prima del 1861 era virtualmente inesistente, con soli 99 chilometri. Il confronto con quanto fatto, o per meglio dire non fatto, dallo stato borbonico è impietoso. In soli 6 anni lo stato italiano aveva creato nel Mezzogiorno un chilometraggio ferroviario quasi dodici volte (dodici volte) superiore a quello prodotto dal regime borbonico in tutta la sua storia.


    [C. Correnti e P. Maestri, “Annuario statistico italiano per cura di Cesare Correnti e Pietro Maestri”, Torino, Tipografia letteraria, 1864; B.R. Mitchell, “International Historical Statistics: Europe 1750-2005. Sixth Edition”, New York, Palgrave Macmillan, 2007; Alfonso Scirocco, “L’Italia del Risorgimento 1800-1860”, Bologna, Il Mulino, 1990. I calcoli sul rapporto superficie/chilometri sono ripresi (con alcune aggiunte) da Emanuele Felice, “Italy's North-South divide (1861-2011): the state of the art”, 16. February 2015, http://mpra.ub.uni-muenchen.de/62209/; Valerio Castronovo, “L’industria italiana dall’Ottocento ad oggi”, Milano 1980]

  4. #14
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    Predefinito Re: Sud al collasso

    Citazione Originariamente Scritto da Rotwang Visualizza Messaggio
    LE FERROVIE IN ITALIA ED UN EUROPA. IL SOTTOSVILUPPO DEL REGNO DELLE DUE SICILIE


    Le ferrovie nel secolo XIX erano l'immagine stessa dello sviluppo economico e del progresso tecnologico e la loro costruzione rivestiva un'enorme importanza per l'industria ed il commercio.
    E' rilevante quindi capire quali fossero le reti ferroviarie in Italia alla vigilia del 1861.


    Il territorio di Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna vedeva nel 1859 una rete ferroviaria che misurava complessivamente più 1629 chilometri, su una superficie complessiva di 95.000 km quadrati circa. Se poi si consideravano anche le regioni dell’Italia centrale, la rete ferroviaria giungeva attorno ai 1730 chilometri a nord del Garigliano.
    Alla stessa data, le ferrovie meridionali contavano in tutto e per tutto 99 chilometri. La piccolissima linea ferroviaria meridionale si trovava unicamente in Campania, mentre tutto il resto del Mezzogiorno era escluso: Molise, Abruzzo, Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia non avevano un solo metro di ferrovia.
    Per fare un confronto, il solo territorio di Piemonte, Liguria e Val d’Aosta aveva nel 1860 una rete ferroviaria di 850 chilometri, quindi otto volte superiore a quella dell’intero regno delle Due Sicilie, malgrado le superfici del territorio continentale del regno di Sardegna fossero di 30.000 km quadri, mentre quello dell’intero regno borbonico giungeva a 110.000 km quadri. Il reame borbonico aveva quindi un chilometro di ferrovia ogni 1100 km2, mentre invece nel reame sabaudo il rapporto era di un chilometro di ferrovia ogni 37 km2. Nel 1860 la densità ferroviaria nel nord-ovest italiano era quindi 30 (trenta) volte maggiore di quella nel Meridione.


    LUNGHEZZA DELLA RETE FERROVIARIA IN ESERCIZIO NEI MAGGIORI PAESI ITALIANI NEL 1859


    -Regno di Sardegna: 850
    -Lombardo-Veneto: 522
    -Granducato di Toscana: 257
    -Stato pontificio: 101
    -Regno delle Due Sicilie: 99


    LUNGHEZZA IN CHILOMETRI DELLA RETE FERROVIARIA IN ESERCIZIO NEI MAGGIORI PAESI EUROPEI, 1861 (PER L’ITALIA I DATI SONO DEL 1859)


    -Regno Unito: 15.210
    -Germania (Prussia ed altri stati minori): 11.497
    -Francia: 9.626
    -Impero d’Austria: 3.181
    -Spagna: 2.358
    -Belgio: 1.824
    -Regno di Sardegna: 850
    -Svezia: 571
    -Olanda: 335
    -Granducato di Toscana: 257
    -Stato pontificio: 101
    -Regno delle Due Sicilie: 99


    LUNGHEZZA DELLA RETE FERROVIARIA IN ESERCIZIO NEI MAGGIORI PAESI ITALIANI IN RAPPORTO ALLA SUPERFICIE TERRITORIALE:
    1 METRO DI LINEA FERROVIARIA PER 1 KM QUADRATO DI SUPERFICIE
    SITUAZIONE DEL 1859


    -Regno di Sardegna: 12
    -Granducato di Toscana: 11
    -Lombardo-Veneto: 11
    -Stato pontificio: 2,4
    -Regno delle Due Sicilie: 0,9


    LUNGHEZZA DELLA RETE FERROVIARIA IN ESERCIZIO IN ALCUNI DEI MAGGIORI PAESI EUROPEI IN RAPPORTO ALLA SUPERFICIE TERRITORIALE:
    1 METRO DI LINEA FERROVIARIA PER 1 KM QUADRATO DI SUPERFICIE


    -Gran Bretagna: 66
    -Belgio: 60
    -Francia: 18
    -Regno di Sardegna: 12
    -Granducato di Toscana: 11
    -Impero d’Austria (incluso Lombardo-Veneto): 5
    -Olanda: 8
    -Spagna: 5
    -Stato pontificio: 2,4
    -Regno delle Due Sicilie: 0,9


    Il regno delle Due Sicilie era quindi davvero sottosviluppato sul piano ferroviario sia in Italia, sia rispetto ai maggiori stati europei, non soltanto in termini assoluti di chilometraggio ma ancora di più in quelli relativi alla superficie.
    L’illustre storico Valerio Castronovo ricorda inoltre che lo stesso livello tecnologico delle ferrovie borboniche era assai modesto anche per i criteri dell’epoca, tanto che molto spesso le locomotive adoperate si guastavano ed era necessario concludere il viaggio con un’altra motrice.


    Dopo l’Unità, già i governi nazionali della Destra storica si proposero di intensificare al massimo lo sviluppo delle ferrovie sul territorio italiano, sia per ragioni di ordine economico, sia anche per facilitare l’unificazione socioculturale del paese.
    Dopo aver preferito inizialmente l’impegno diretto dello stato, si prescelse l’affidamento a privati. Furono così create cinque società private, ognuna delle quali aveva un’area geografica di sua pertinenza: "Società delle Strade Ferrate dell'Alta Italia" (Piemonte, Veneto, Lombardia, Toscana, Parma, Modena, Emilia-Romagna); "Società delle Strade Ferrate Romane” (Liguria, Toscana, Umbria, Lazio); "Società Italiana delle Strade Ferrate Meridionali" (Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Campania), Società Vittorio Emanuele" , poi "Società delle Strade Ferrate Calabro Sicule" (Calabria e Sicilia); "Compagnia delle Strade Ferrate Sarde" (Sardegna).
    L’area in cui la rete ferroviaria crebbe di più in rapporto al periodo preunitario, fu proprio il Mezzogiorno. L’aumento per il Sud fu ancora maggiore in termini proporzionali, confrontato con la situazione anteriore al 1861. Infatti, prima dell’Unità nel Centro-Nord vi erano 1900 chilometri di ferrovie, al Sud soltanto 99. Pertanto, dal 1861 al 1867 la rete ferroviaria settentrionale era aumentata di circa il 60%, mentre invece quella meridionale era cresciuta del 1160%! Si tenga conto che sempre nel sud esistevano già a quella data altri 600 chilometri di ferrovie in corso di costruzione e che altri 400 chilometri erano allo studio.
    Lo stato italiano decise pertanto di investire moltissimo nel Mezzogiorno per creare una infrastruttura che nel secolo XIX era ritenuta cruciale per lo sviluppo economico e che prima del 1861 era virtualmente inesistente, con soli 99 chilometri. Il confronto con quanto fatto, o per meglio dire non fatto, dallo stato borbonico è impietoso. In soli 6 anni lo stato italiano aveva creato nel Mezzogiorno un chilometraggio ferroviario quasi dodici volte (dodici volte) superiore a quello prodotto dal regime borbonico in tutta la sua storia.


    [C. Correnti e P. Maestri, “Annuario statistico italiano per cura di Cesare Correnti e Pietro Maestri”, Torino, Tipografia letteraria, 1864; B.R. Mitchell, “International Historical Statistics: Europe 1750-2005. Sixth Edition”, New York, Palgrave Macmillan, 2007; Alfonso Scirocco, “L’Italia del Risorgimento 1800-1860”, Bologna, Il Mulino, 1990. I calcoli sul rapporto superficie/chilometri sono ripresi (con alcune aggiunte) da Emanuele Felice, “Italy's North-South divide (1861-2011): the state of the art”, 16. February 2015, http://mpra.ub.uni-muenchen.de/62209/; Valerio Castronovo, “L’industria italiana dall’Ottocento ad oggi”, Milano 1980]
    Eh, ma a Napoli hanno avuto la prima linea!!

    Non importa se era poche decine di km ed è rimasta quasi l'unica...

    Lo dicono quegli stupratori della storia dei "neoborbonici"

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  5. #15
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    Predefinito Re: Sud al collasso

    Discussione piena di bufale

    sul sud e sul rmg che gli incivili ignoranti ancora non hanno capito cosa sia

  6. #16
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    Predefinito Re: Sud al collasso

    Citazione Originariamente Scritto da cireno Visualizza Messaggio
    mi hai capito male o mi sono espresso male io?
    Vabbe, non ho scritto quello che sembri aver inteso. Io sono d'accordo, tanto per cominciare, su quello che hai detto dei Savoia e della conquista del Sud, e dei relativi furti, e degli omicidi dopo l'invenzione dei "briganti".
    Però nessuno vi ha deportato al Nord, il Nord si è fatto da se stesso, cosa che al Sud non avete fatto. Ti informo che il Veneto, oggi la seconda regione più ricca d'Italia, fino al 1930 esportava braccia da lavoro nelle Americhe, e che ancora dopo la seconda guerra mondiale riemipiva austria svizzera e germania di muratori e lavoratori di vario genere. Come mai, chiediti, i veneti hanno trasformato la loro regione e il sud no lo ha fatto?

    Il sud non fa schifo, ma mi fa sorgere rabbia. Io amo la Sicilia ci vado spesso e il vero razzismo l'ho trovato presso i siciliani ricchi nei confronti dei siciliani poveri. E la stessa cosa ho trovato in Campania, per non parlare dell'assoluto non rispetto della Legge (mio figlio ha subito un incidente con tremila euro di danni, a Caserta, e chi guidava la macchina USCITA DALLO STOP che ha creato il danno on era nemmeno assicurata: ecco, vuoi dirmi perchè io le assicurazioni le pago, metto il casco quando vado in moto, e non passo con il rosso? Chi sono io, un pirla?
    Nel sud ci sono tante cose che non vanno, tante vostre critiche non sono prive di fondamento.
    Qualcuno ha detto basta la divisione nord/sud tanto stiamo nella stessa barca.
    Perfetto. Una volta l'avvocato Agnelli aveva mostrato in tv (uno studio) come doveva essere divisa l'italia. Al nord le fabbriche e dal sud si dovevano prelevare le braccia. Noi poveri negri.

    Adesso che siamo una nazione in crisi, vuoi per gli immigrati, vuoi per i politici corrotti e per la burocrazia che limita il lavoro e la libertà dei cittadini italiani.

    Dobbiamo essere uniti perché da una parte la globalizzazione e d'altra alcuni paesi europei ci vogliono conquistare e governare; solo con impegno e intelligenza possiamo uscirne fuori.
    Bisogna dare denaro ai giovani per incontrarsi e mettere in atto le loro idee, ma senza soldi , non si possono permettere neanche un computer. I forum sono già un motivo di incontro tra ragazzi per organizzarsi. ATTENZIONE ai forum americani. Dobbiamo condividere la conoscenza solo così ci salviamo.

    Attenzione il Sud non ha avuto sviluppo economico e industriale grazie ai democratici cristiani ora chiamati PD E FI.

  7. #17
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    Predefinito Re: Sud al collasso

    Citazione Originariamente Scritto da Italiano2016 Visualizza Messaggio
    ...
    Adesso che siamo una nazione in crisi, vuoi per gli immigrati, vuoi per i politici corrotti e per la burocrazia che limita il lavoro e la libertà dei cittadini italiani.

    ...
    .
    siamo in crisi perché il sistema che ha funzionato per decenni è morto e sepolto.
    i fattori che hai indicato non sono niente.
    gli immigrati portano un po' di degrado, ma anche forza lavoro dove serve (campagne, assistenza, industria, edilizia)
    i politici corrotti li votiamo noi
    la burocrazia è ancora quella degli anni 30 perché rinnovarla è un costo economico e sociale (vuol dire licenziare i dipendenti pubblici ignoranti)

    tutto per sottolineare che la "colpa" è sempre altrove. in realtà ci siamo scavati la fossa, e per uscirne bisogna sputare sangue. solo che nessuno vuole farlo, meglio immaginarsi soluzioni comode.

  8. #18
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    Predefinito Re: Sud al collasso

    Citazione Originariamente Scritto da Italiano2016 Visualizza Messaggio
    Nel sud ci sono tante cose che non vanno, tante vostre critiche non sono prive di fondamento.
    Qualcuno ha detto basta la divisione nord/sud tanto stiamo nella stessa barca.
    Perfetto. Una volta l'avvocato Agnelli aveva mostrato in tv (uno studio) come doveva essere divisa l'italia. Al nord le fabbriche e dal sud si dovevano prelevare le braccia. Noi poveri negri.

    Adesso che siamo una nazione in crisi, vuoi per gli immigrati, vuoi per i politici corrotti e per la burocrazia che limita il lavoro e la libertà dei cittadini italiani.

    Dobbiamo essere uniti perché da una parte la globalizzazione e d'altra alcuni paesi europei ci vogliono conquistare e governare; solo con impegno e intelligenza possiamo uscirne fuori.
    Bisogna dare denaro ai giovani per incontrarsi e mettere in atto le loro idee, ma senza soldi , non si possono permettere neanche un computer. I forum sono già un motivo di incontro tra ragazzi per organizzarsi. ATTENZIONE ai forum americani. Dobbiamo condividere la conoscenza solo così ci salviamo.

    Attenzione il Sud non ha avuto sviluppo economico e industriale grazie ai democratici cristiani ora chiamati PD E FI.
    cioè gente tipo De Mita?
    Le plus grand soin d’un bon gouvernement devrait être d’habituer peu à peu les peuples à se passer de lui.

    I I = Inutili Idiozie.

  9. #19
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    Predefinito Re: Sud al collasso

    Citazione Originariamente Scritto da massena Visualizza Messaggio
    siamo in crisi perché il sistema che ha funzionato per decenni è morto e sepolto.
    i fattori che hai indicato non sono niente.
    gli immigrati portano un po' di degrado, ma anche forza lavoro dove serve (campagne, assistenza, industria, edilizia)
    i politici corrotti li votiamo noi
    la burocrazia è ancora quella degli anni 30 perché rinnovarla è un costo economico e sociale (vuol dire licenziare i dipendenti pubblici ignoranti)

    tutto per sottolineare che la "colpa" è sempre altrove. in realtà ci siamo scavati la fossa, e per uscirne bisogna sputare sangue. solo che nessuno vuole farlo, meglio immaginarsi soluzioni comode.
    Sono d'accordo con Te, che le persone vogliono soluzioni comode.

    Per gli immigrati non tanto. I mass-media ci dicono che arrivano gli immigrati in italia, ma non dicono perché questi immigrati lasciano le loro terre. Se consideriamo le loro disgrazie, queste saranno le nostre in futuro, quindi dobbiamo unirci e come dici Tu sputare sangue. La lotta è dura per la libertà e il benessere. Ma come dici sembra che in italia i cittadini non se ne fregano. E' come quelli che hanno costruito la casa sotto il Vesuvio, che prima o poi esploderà creando danni e vittime. Sti stronzi li vedremo in tv a piangere e disperarsi, chiederanno soldi e case. Col cazzo bisogna intervenire a favore di questi incoscienti. Amatrice è una città scomparsa, vorrei sapere la valutazione degli immobili prima del terremoto, nonostante ciò alcuni hanno fatto carte false per avere i sussidi statali. Ecco queste persone le metterei a raccogliere i pomodori al posto dei migranti.

  10. #20
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    Predefinito Re: Sud al collasso

    Citazione Originariamente Scritto da elnick Visualizza Messaggio
    cioè gente tipo De Mita?
    Tutti nessuno escluso.
    Perchè non potevano non sapere, visto che le leggi le facevano loro.

 

 
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