Editoriale di Alessandro Cardulli Il disgusto è profondo. La feccia della politica delle cricche è ormai scatenata, non ha più ritegno, se mai l’ha avuto. Anche le parole fanno sprofondare l’Italia sempre più giù. Segnano il livello di degrado, oltre ogni limite democratico in cui il berlusconismo, inteso come sistema di potere, nel senso peggiore del termine, che sembra dover travolgere tutto e tutti.
La volgarità ha preso il posto del confronto di idee, di proposte fra forze politiche avverse, ma non nemiche. Ma c'è di più. A partire da Berlusconi e tutti i ministri hanno giurato sulla Costituzione Repubblicana, quella reale e non quella che loro sognano e che chiamano, "Costituzione materiale". Come dicono i costituzionalisti non esiste una tale costituzione.
Ma che volete da un Bossi che con la bandiera tricolore si pulisce il culo, come ha avevo modo di affermare, o da un Calderoli cui nessuno, in un paese normale, affiderebbe neppure la guardiola di un condominio, che predispone una legge elettorale che poi lui stesso definisce una porcata. Il presidente del Consiglio ha fatto strada con le sue barzellette sporche, gli ammiccamenti, i dopo sensi,i festini con le escort. Per non parlare di una come la Santanché che cerca di rifarsi una verginità a buon mercato, dopo aver transitato in tanti bassifondi della destra.
O la Brambilla cui ogni tanto sfugge una tetta dal reggiseno chiamata a dirigere i futuri piazzisti berlusconiani che saranno pagati, in qualche modo,per far campagna elettorale O che si può pretendere da direttori di quotidiani come Feltri e Belpietro cui è stato ordinato di dar morsi nelle gambe a chi cerca di contrastare l loro duce, loro Cesare, l’imperatore. O da un Minzolini il cui principale impegno è quello di nascondere le notizie. Gli stracci che volano fra gli stessi alleati, fra ex alleati, gli insulti lanciati da Bossi e Berlusconi, poi anche fra i due che si guardano in cagnesco facendo finta di essere amiconi, pacche sulle spalle, dicono quanto questo paese sia caduto in basso. Leggendo e ascoltando volgarità a buon mercato , pronunciate da chi ci governa, che dovrebbe rappresentare lo specchio della trasparenza, essere d’esempio ai cittadini, ai giovani in primo luogo ci vengono a mente le parole pronunciate dai tre lavoratori della Fiat di Melfi, cacciati dalla fabbrica malgrado la sentenza di un giudice della repubblica italiana abbia ordinato al padrone di reintegrarli, non solo di dare loro il salario. I tre operai rivendicano la “ dignità”,la loro e quella più in generale del lavoro. E si domandano cosa diremo ai nostri figli.
Pensiamo per un attimo alle risposte che potrebbe dare Bossi a suo figlio detti il "trota", il che è tutto dire. Al solo porsi questa domanda ci vengono i brividi. Si salva dalle ripetute volgarità in modo particolare di Bossi abituato ormai a fare anche un gesto molto eloquente con il dito medio, il solo Capezzone. Ma non perchè è un distinto gentiluomo, ma perchè quando parla non dice niente. Domani mercoledì 25, si vedranno Bossi e Berlusconi per trovare un punto d'intesa. Altra cosa che ci fa venire i brividi. Da parte dell'opposizione si naviga ancora alla ricerca di possibili coalizioni e di impossibile programma. Noi, modestamente, suggeriamo che il programma abbia come primo punto ciò che prevede l'articolo 1 della Costituzione: il lavoro. E insieme l'autonomia del sindacato e i diritti e la dignità dei lavoratori e delle lavoratorici. Che Non meritano di essere governati da mezze calzette, volgari, triviali fino al disgusto che prendono ordini, per di più, da un venditore di automobile, qual'è Sergio Marchionne, "concessionario" della Fiat.
Leghisti e berluscones, volgari e spergiuri
Che dire se non l'opinione che più o meno fa parte di ogni elettore di sinistra riguardo il governo attuale?




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