

"L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
"Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
"O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch


Tutto dipende da come viene declinato. Nella prospettiva di un Brancaccio non è 'destro' (ed è anzi benemerito); in quella della Lega Nord e dei cosiddetti 'sovranisti' lo è.
Il mio punto è che la sinistra estrema da decenni ha elaborato una propria teoria critica della globalizzazione. Non c'è alcuna necessità di cercare alleanze con chi il protezionismo lo predica esclusivamente in chiave di rafforzamento del profitto industriale (c'è semmai da combatterli).


Beh, di per sè certamente no. Una 'moneta nazionale' non presuppone minimamente un avanzamento della 'classe' lavoratrice. Ad esempio un ritorno alla lira gestito dal nascente governo significherebbe in tutta probabilità un ulteriore arretramento (la Lega, dal rossobruno "Lord Attilio" delirantemente spacciata come 'anti-sistemica', ha attivamente sostenuto TUTTA la peggio merda anti-sindacale e filo-confindustriale dell'ultimo trentennio).
Poi ovvio che l'impianto BCE/Maastricht debba essere rigettato, per questioni basilari di democrazia prima ancora che di 'classe'. Senza però dover andare dietro ai Savona di turno, nemici politici della sinistra tanto quanto un Monti.


Ci sono sovranisti e sovranisti.![]()
Faccio notare comunque che l'alternativa opposta al protezionismo, il free-trade non regolato che viviamo oggi, non è certamente a favore alle classi popolari; partendo quindi dall'ovvio presupposto che una cosa è che lo faccia la lega e una cosa che lo faccia il partito che non c'è, non vedo come una uscita dai vari mercati unici non sia, in re ipsa, un iniziale vantaggio per le classi popolari. Tanto è vero che NESSUNO dei partiti istituzionali attualmente presenti in parlamento vuole veramente uscire da questi mercati, ma solo porre paletti per questioni elettorali.
Comunque il discorso Lega si, lega no è ininfluente; la lega non farà nulla di dirompente: è piena di imprenditori nella sua base che, dopo le varie riforme lucrano grazie alla bilancia commerciale (attualmente in attivo); pensare che questi abbiano interesse a distruggere i "mercati delle opportunità" fa proprio ridere.
Fermo restando il disprezzo tanto per l'altro-europeismo di Savona e amici, quanto per l'europeismo di Mattarella e amici, non convido l'impostazione sulla moneta, mi limito solo a far notare uno dei tanti aspetti, senza entrare nel tecnico e senza troppi approfondimenti: il regime pre-2000 con tutte le sue distorsioni era sicuramente più favorevole al lavoratore di oggi; è dentro l'unione monetaria (e quindi con la rafforzata dottrina del vincolo esterno) che abbiamo avuto le peggiori riforme del lavoro, non fuori.
è altrettanto vero che fuori dell'eurozona la belle epoque degli anni '70 era finita da tempo, (senza dimenticare però che che maastricht è del '92 e gli adeguamenti legislativi vadano ancora più indietro, e senza dimenticare inoltre del regime change generale del mondo occidentale) ma la disciplina e il controllo sul lavoro ottenuto dai grandi capitali attraverso la moneta unica è innegabile.
Fronte Sovranista Italiano – Il Partito Sovranista
La mano invisibile del mercato mi tocca in posti strani


Mah, a me pare che la retorica sia abbastanza uniforme. E, da un punto di vista di sinistra, abbastanza inservibile.
Sul fatto che il protezionismo possa essere declinato in chiave violentemente anti-popolare ci sono ampi esempi nella storia anche solo italiana dell'ultimo secolo.
Eh, ma nell'articolo di apertura del thread viene definita forza 'antisistemica'.
Non è vero. Le leggi favorevoli al lavoro sono arrivate solo nel tardo Novecento, sulla scorta di pesanti lotte operaie e di oggettivi avanzamenti elettorali della sinistra. Non c'è dubbio che quello di Maastricht sia un impianto fortemente anti-proletario, ma nulla vieta che dottrine monetarie del genere vengano applicate anche con moneta totalmente nazionale (pensiamo a Carli...).
Nessuno lo nega, l'estrema sinistra è da sempre contraria all'UE e a Maastricht, al contrario di altre forze oggi riscopertesi 'sovraniste' o comunque 'critiche'. Ma è al contempo perfettamente conscia che non è la mera questione lira/euro a determinare il benessere o meno del lavoratore, e che non è possibile nè auspicabile alcun 'fronte unito' con forze fissate solo con lo stato padrone e l'orgoglio nazionale (roba, per il lavoratore, dannosa tanto quanto il liberismo).
O vogliamo seriamente sostenere che senza l'euro Confindustria non avrebbe premuto per porcherie come le leggi Biagi e Sacconi o il jobs act??


Bisogna capire dove anti-sistema voglia dire favorevole ai lavoratori. Da questo punto di vista da Lega e 5 stelle non ci si può aspettare altro che elemosina.
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Nella visione del mondo di sinistra e in generale socialista/comunista, ovviamente.
Ovvio che se dei diritti del lavoratore non frega nulla e per 'antisistema' si intende roba come il razzismo istituzionalizzato e la repressione delle minoranze, la deportazione forzata di rifugiati, il taglio delle tasse ai padroni, la retorica nazionalista sul 'prima gli italiani', il sostegno ai peggio satrapi reazionari alla Putin e altre infamie del genere la questione cambia...ma chi ha un'ottica genere non si capisce cosa possa entrarci con la sinistra (in ogni sua accezione).






Sul primo punto: sarà...; sul secondo concordo, mi sento di concordare, e per quel che mi riguarda vale anche il contrario: la sinistra è inservibile per il sovranismo (il sovranismo inteso da noi, ovviamente).
per stato padrone cosa intendi?
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