Mattarella ha fatto indiscutibilmente due errori:
1) far sorgere un conflitto istituzionale tra la figura del presidente della Repubblica e quella del presidente del consiglio dei ministri;
2) congedare il M5S e la Lega con un discorso di netta natura politica più che presidenziale, perdendo di fatto il credito istituzionale che aveva recuperato in extremis con quel veto;
Quanto al primo punto, sappiamo che gli articoli inerenti all'ordinamento costituiscono delle fattispecie aperte: l'art 92, come ben sapete, dispone che il pdr nomina i ministri su proposta del presidente del consiglio. Nel corso delle consultazioni il pdr può porre dei veti formali, ma secondo me Mattarella è andato un po' oltre le sue normale funzioni che sono da cirscoscritte all'ambito dell'art 87: del governo si parla esplicitamente nell'art. 92 e quindi, a mio avviso, le funzioni di Mattarella (o chi per lui) in questo ambito dovrebbero essere accessorie a quelle del premier in pectore. Ripeto, questa è la mia interpretazione giuridica, ma altri giustamente potrebbero ritenere rilevanti altri elementi che propendono per l'altra tesi.
In ogni caso non ci sono elementi formali per procedere con una messa in stato d'accusa, indubbiamente Mattarella ha però perso tantissimo credito nell'opinione pubblica.
Quanto al secondo punto, non trovate che il csx paghi un mancato protagonismo nell'opposizione al governo legastellato, sia per motivi di convenienza (paura di un imminente ritorno al voto), sia per problemi interni, e che abbia quindi delegato a Mattarella lo scomodo ruolo dell'opposizione politica con le conseguenze che ora notiamo? L'immobilismo del Pd alla fine rischia di rivelarsi come l'ennesima mossa suicida.
Da domani una marcata visione europeista rischia di essere ancora più difficile e impopolare all'interno dello stesso elettorato moderato (nelle ultime ore ho assistito per esperienza diretta a una nuova ingente emorragia dell'elettorato forzista verso la Lega, addirittura anche da frange della sinistra radicale).




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