







Gas: guerra Mosca-Minsk
Ridotte forniture alla Lituania. Bruxelles: attacco a tutta Ue
Gas: guerra Mosca-Minsk (ANSA) - BRUXELLES, 23 GIU - La guerra del gas tra Mosca e Minsk ha fatto una prima vittima europea: la Lituania che dipende al 100% dalla forniture russe. La piccola repubblica Baltica ha registrato oggi il 40% in meno di gas russo in transito dalla Bielorussia. La reazione del commissario Ue all'energia, il tedesco Ottinger, e' stata immediata e durissima: 'Non e' un problema per un solo Paese, e' un attacco contro tutta l'Unione Europea', ha detto dopo l'incontro col ministro ucraino per l'Energia.


Gas: Minsk, Gazprom paghi debito domani
Minacciata chiusura gasdotto. Saglia: nessun rischio per Italia
Gas: Minsk, Gazprom paghi debito domani (ANSA) - MOSCA, 23 GIU - La Bielorussia chiede a Gazprom di pagare entro domattina il debito di 260 milioni di dollari pena la chiusura del gasdotto.Lo ha annunciato il vicepremier bielorusso Vladimir Semashko. Le forniture italiane di gas non sono a rischio ha assicurato Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo Economico, commentando la crisi del gas sorta sul rispetto degli obblighi contrattuali tra Russia e Bielorussia.




Chissà chi ha ragione tra i due... la differenza è di 460 milioni di euro... comunque Lukashenko non può mettere in ginocchio il Baltico per i problemi suoi... metta la Gazprom sotto scacco in altro modo, ma non così..


Secondo le agenzie, l'AD di Gazprom, Alexei Miller, ha detto al presidente russo Dmitry Medvedev nel corso di una conversazione telefonica che la fornitura è ripresa dopo che la Bielorussia ha saldato tutto il suo debito.
Gas, Gazprom ha ripreso a pieno regime fornitura a Bielorussia - Yahoo! Notizie


Comunque Miller ha proprio un bel cognomemamma mia.. speriamo bene.. tornino tutte allo Stato ste compagnie.. sto cazzarume ha rotto le palle....


Minsk ha ratificato tutti i documenti riguardanti l'Unione Doganale Russia-Kazahstan-Belarus. Facendo la dichiarazione al riguardo, Alexandr Lukascenko ha sottolineato che in questa impresa importante il suo Paese non è indietro, neanche di un millimetro, rispetto a Mosca e ad Astana.
L'affermazione di Lukascenko è discutibile: sul territorio della Russia e del Kazahstan il nuovo Codice Doganale è entrato in vigore già il 1 luglio. Peraltro, quel che più conta è che Minsk ha fatto in tempo a ratificare i relativi documenti nella fase conclusiva della formazione dell'Unione Doganale.
È evidente che la partecipazione all'Unione è vantaggiosa a tutti i partecipanti all'Unione, Belarus compresa. Ci si interroga perché Minsk fino all'ultimi momento ritardava la ratifica dei relativi Accordi? Il perché è chiaro: semplicemente il Presidente belorusso ha fatto un altro tentativo di costringere i suoi partner a fare delle concessioni a favore della Belarus. Ecco che cosa ci ha detto tale proposito Vladimir Zharikhin, vice direttore dell'Istituto di studi sui paesi della CSI.
Lukashenko fomentava la situazione tentando di far valere le sue condizioni riguardo alla forniture di materie prime organiche - petrolio e gas - nell'ambito dell'Unione Doganale. Nel caso specifico la Russia e il Kazahstan hanno dato prova di fermezza, anzi erano pronti a realizzare l'Unione Doganale anche senza la Belarus. E Lukashenko ha capito che l'ulteriore ritardo della soluzione del problema avrebbe potuto avere un grave impatto sull'economia bielarussa. In tal modo ha trionfato la ragione: Lukascenko si reca ad Astana portando con sé l'Accordo firmato sull'Unione Doganale.
Ad Astana il Consiglio Interstatale della Comunità Economica dell'Euroasia dovrà approvare definitivamente tutti i documenti. Gli esperti attendono che tutto andrà liscio, senza nuovi eccessi. Il processo di formazione dell'Unione Doganale è attentamente seguito da altri partecipanti alla Comunità di Stati Indipendenti. È solo un primo passo verso la creazione dello Spazio Economico Unico che in fin dei conti può unire tutti i paesi della CSI. Quanto alla Belarus, gli esperti sperano che Minsk non vorrà fare altri tentatiti per la revisione degli accordi firmati.
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