





Ripulite gli utenti prima che i messaggi.. :giagia:


Jimmy carter era un mezzo comunista filo-sovietico.
Il mullah omar non si alleo mai con simile feccia!
Reagan era un tradizionalista puritano fedele alla dottrina isolazionista degli usa.
Reagan fu detronizzato dai $ionisti per il fatto che non era un loro servo:
fonti: wikipedia
Reagan e i neoconservatori [modifica]
Negli anni '70 lo scienziato politico Jeane Kirkpatrick iniziò a criticare il Partito Democratico, di cui faceva ancora parte, a partire dalla nomination presidenziale del pacifista George McGovern; Kirkpatrick si convertì alle idee del neoconservatorismo propugnate da accademici che una volta erano di sinistra.
Durante la campagna elettorale di Ronald Reagan del 1980, questi la arruolò come consigliere per la politica estera e, una volta eletto, la nominò rappresentante degli Stati Uniti all'ONU, posizione che mantenne per quattro anni. Conosciuta per la sua visione anticomunista e per la sua tolleranza verso le dittature di destra (da lei considerati "regimi moderatamente repressivi" e quindi criticati meno), sostenne che gli USA non avrebbero dovuto aiutare il rovesciamento di tali regimi se questi avrebbero solo potuto essere sostituiti con regimi di sinistra ancora meno democratici. Il rovesciamento dei regimi di sinistra era accettabile ed a volte essenziale in quanto essi servivano da baluardo contro l'espansione degli interessi dei sovietici.
Sotto questa dottrina, conosciuta come Dottrina Kirkpatrick, l'amministrazione Reagan all'inizio tollerò leader come Augusto Pinochet in Cile e Ferdinand Marcos nelle Filippine. Verso la fine degli anni '80, comunque, una seconda generazione di neocon, come Elliot Abrams, spinse per una chiara politica di supporto alla democrazia contro i dittatori a prescindere dal loro orientamento politico. Così, mentre il sostegno americano a Marcos continuò anche dopo le fraudolente elezioni del 7 febbraio 1986, iniziò un dibattito dentro l'amministrazione riguardante come e quando opporsi a Marcos.
Nei giorni seguenti, a causa del rifiuto popolare ad accettare Marcos come vincitore, crebbe l'agitazione nelle Filippine. L'amministrazione Reagan allora raccomandò a Marcos di accettare la sconfitta e lesciare il paese, cosa che fece. Il team di Reagan, ed in particolare l'Assistente Segretario di Stato per gli Affari Interamericani, Elliot Abrams, supportò anche il plebiscito cileno che nel 1988 portò il Paese alla democrazia ed alla rimozione del dittatore Pinochet. Attraverso il National Endowment for Democracy, guidato da un altro neocon, Carl Gershman, furono donati dei fondi all'opposizione di Pinochet al fine di assicurare delle elezioni equilibrate.
In questo senso, i responsabili di politica estera neoconservatori dell'era Reagan erano differenti da alcuni dei loro predecessori conservatori più tradizionalisti, così come dalla vecchia generazione di neocon. Mentre molti di questi ultimi pensavano che gli alleati dell'America dovevano essere difesi a tutti i costi, qualsiasi fosse la natura del loro regime, molti neocon più giovani supportavano di più l'idea di cambiarli per renderli più compatibili ed in linea con i valori statunitensi.
La fede nell'universalità della democrazia sarebbe stato un valore-chiave dei neocon, che avrebbe continuato a giocare un ruolo più esteso nel periodo dopo la Guerra fredda. Comunque, alcuni critici avrebbero detto che la loro enfasi sul bisogno di imporre dall'esterno un "cambio di regime" per le nazioni "canaglia" come l'Iraq era in contrasto col principio democratico di autodeterminazione. Gran parte dei neocon hanno considerato invalido questo argomento perché, per loro, solo un Paese con un governo democratico è in grado di esprimere una vera determinazione per il suo popolo.
Da parte sua, il Presidente Reagan non intraprese interventi a lungo termine per dirigere la rivoluzione sociale nel Terzo Mondo che molti dei suoi consiglieri avrebbero voluto. Invece, favorì soprattutto interventi veloci per attaccare o rovesciare gruppi terroristi o governi di sinistra, interventi che aumentarono un senso di trionfalismo post-Guerra del Vietnam tra gli Americani, come gli attacchi a Grenada e in Libia, e finanziamenti a milizie di destra del Centro America, inclusi i Contras che cercavano di rovesciare il governo sandinista del Nicaragua.
Cosa più importante, Reagan si distanziò nettamente dai neocon per quanto riguarda l'Unione Sovietica di Mikhail Gorbachev, intraprendendo una strategia conciliatoria incentrata sul disarmo e sulla democratizzazione invece che sullo scontro e sul riarmo. Comunque, Reagan aveva compiuto il suo strappo più decisivo con i neocon nel 1983 quando aveva rifiutato di rimanere impegnato nella guerra civile in Libano e si era mostrato piuttosto indifferente nei confronti di Israele. Molti neocon s'infuriarono con Reagan per tutte queste ragioni; Norman Podhoretz arrivò addirittura a paragonarlo a Neville Chamberlain.
In generale, molti neocon pensano che il collasso dell'Unione Sovietica sia direttamente dovuto alla linea dura di Reagan, ed alla bancarotta dovuta al tentativo di tenere il passo della corsa al riarmo. Quindi, vedono ciò come una forte conferma della loro visione del mondo, nonostante l'accusa per la quale essi avrebbero largamente riscritto questa storia.


Un puritano tradizionalista.. certo... sniffatore di coca e diffusore di questi esempi di puritanesimo...
uno dei decenni più puritani d'America gli anni 80 :giagia:


Sniffatore di coca sarà il comunista barrac obama tuo eroe.
Reagan rappresentava l'america profonda,lavoratrice che era brava e cristiana di etnia europea che voleva lavorare e non fare la guerra!
LAVORARE!
Nella perfetta società comunista non c'è lavoro,non c'è ricchezza!
Regan abolì l'aborto in usa e diffuse la cultura cristiana!







