Vorremmo chiedere ai passanti di una pubblica via se conoscono qualcosa su Giolitti, su cosa fece in vita... se sanno chi fu D'Azeglio o Battisti (magari qualche giovinastro implume dirà che era un cantautore di nome Cesare), chi fu Mazzini, quale sia stato il suo pensiero.
Siamo quasi certi che, chiedessimo chi fu Togliatti, ben pochi sarebbero in grado di darne appropriata descrizione.
Insomma, grandi uomini che, nel bene o nel male, hanno lasciato un'impronta nella Storia di questa Nazione ma che sono spesso relegati al dimenticatoio collettivo.
Perciò non comprendiamo, oppure lo comprendiamo benissimo, quale sia stata la motivazione che ha spinto il sindaco Virginia Raggi a bloccare la mozione di meloniani e grilluti che voleva intitolare una via di Roma a GIORGIO ALMIRANTE.
Dobbiamo concludere che questa Nazione, che amiamo e che vogliamo proiettata verso il futuro, è ancora succube dei fantasmi del passato?
Cambiano i politici, arrivano quelli nuovi portatori di speranze ma non cambia l'asservimento alla lobby ebraica (e ai suoi continui piagnistei) e al sinistro perbenismo ipocrita e catto-comunista di ieri e di oggi.
Possiamo capire la situazione contingente riguardante la giunta capitolina ma non sarà questo pavido ripensamento notturno ad evitarle gli strali delle opposizioni e dell'opinione pubblica compattamente schierata contro.
D'altronde, come diceva Don Abbondio, "il coraggio, se uno non ce l'ha, mica se lo può dare..." ma consiglieremmo il sindaco Raggi e, con lei, i grilluti ora al potere, di meditare su questa frase:
Kobra (Democritico)





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