Manifestazione dei precari a Montecitorio.
Scritto da Roberto Romano
Venerdì 27 Agosto 2010 121
Questa mattina davanti alla Camera dei Deputati c'è stata una imponente manifestazione dei docenti precari e del personale ATA contro i tagli operati dalla riforma Gelmini. La manifestazione di Roma segue quella incominciata a Palermo dieci giorni fa, dove un gruppo di insegnanti è in sciopero della fame come atto estremo contro la legge 133, che secondo loro si abbatte come una spada mortale sulla scuola pubblica. Presenti anche Giacomo Russo, uno dei docenti precari siciliani che rifiuta cibo dal 17 Agosto, insieme a Caterina Altamore un'altra insegnante colpita dai tagli della Gelmini. Molte le sigle sindacali presenti alla manifestazione, fra le quali spicca la Fla-Cgil che raccoglie il più alto numero di tesserati nella scuola.
Secondo i dati forniti dalle associazioni sindacali dei precari, i posti a rischio sarebbero più di 20.000, ma questo dato non trova per il momento conferme certe. Molti di loro dichiarano di non volere le briciole dal Governo e di non elemosinare nulla, ma reclamano l'assunzione a tempo indeterminato. Le parole di questi insegnanti confermano due cose inoppugnabili, ovverosia il fatto che la scuola italiana è vista da molti come uno stipendificio, come ha ricordato in modo condivisibile il Ministro Maria Stella Gelmini l'anno scorso, e che la problematica del precariato nella scuola italiana è una spinosa questione che si trascina ormai da molti anni, senza che nessun Governo che si è succeduto sia riuscito a trovare una equa e accettabile soluzione.Bisogna ricordare a tutti i precari che se alcune delle loro ragioni sono giuste e comprensibili, il diritto al posto fisso nella scuola e in generale nella Pubblica Amministrazione non è un qualcosa che spetta comunque e in ogni caso, ma è un diritto che consegue al superamento di una selezione pubblica così come previsto dalla Costituzione. E non sembra che i docenti precari abbiano mai superato una qualsivoglia procedura concorsuale. Al contrario molti di loro sono entrati nella scuola grazie a tessere di partito o in qualità di iscritti ad associazioni sindacali molto potenti come la Cgil. E i risultati su tutto l'andamento scolastico e sulla preparazione dei ragazzi, sono ben visibili sotto gli occhi di tutti. Certo l'augurio è che si possa arrivare ad una soluzione che sia in grado di salvaguardare i bisogni di molti insegnanti dal domani incerto, unitamente a quelli di una scuola moderna, seria e in grado di sfornare giovani preparati ad affrontare poi il Mondo del lavoro e inserirsi a pieno titolo nella società. Con buona pace della Cgil e di tutti quelli che queste cose non le vogliono vedere.
Manifestazione dei precari a Montecitorio.


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