



Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
preferisci chi striscia.
E se ti serve un amico, trovati un cane.


aiutame di nuovo dotto'.......
come se chiamava......quello....con un nome da verdura
cicoriettionf:
verzetti
..........broccoletti![]()
Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi


Questa, poi, è tutta da ridere...
Capito che roba?
- ^ Il padre della Mingoni in Toussan (colonnello pluridecorato dell'aviazione, ormai a riposo) ritenendo offensiva nei confronti della figlia una frase pronunciata da Scalfaro durante un dibattito parlamentare, lo sfidò a duello. Subentrò poi al padre come sfidante il marito della signora, anch'egli ufficiale dell'aeronautica, che, ironia della sorte, si chiamava Aramis. La sfida fu ovviamente respinta, la qual cosa, risaputa pubblicamente, fece indignare Totò che inviò a Scalfaro una vibrante lettera aperta, a firma "principe Antonio Focas Flavio Comneno De Curtis", pubblicata dall'Avanti.
Di questo episodio si ricorderà poi Federico Fellini nel 1962, inserendolo pedissequamente nell'episodio "Le tentazioni del dottor Antonio" inserito nel film Boccaccio '70. La procacissima Anita Ekberg è riprodotta sul manifesto, e Peppino De Filippo impersona il dottor Antonio Mazzuolo: un ottuso, bigotto, pretesco censore, in realtà profondamente eccitato dalla bellezza della Ekberg. Nella follia pazzoide del censore, la Ekberg arriva a "scendere" dal manifesto per materializzarsi in carne ed ossa, ma più in carne che in ossa. Il film termina col dottor Mazzuolo aggrappato al manifesto, che con l'aiuto dei pompieri e di una ambulanza viene trasferito, ancora sofferente per non aver purificato il mondo, in un centro per malattie mentali.
E poi dicono che all'estero ridono di noi italiani...
Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
preferisci chi striscia.
E se ti serve un amico, trovati un cane.


VEZZALINI.
Si legghi questa roba qua: La vera storia di Oscar Luigi Scalfaro antifascista doc
Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
preferisci chi striscia.
E se ti serve un amico, trovati un cane.




Aggiungo che venne anche sfidato a duello dal padre e dal marito della signora (se non ricordo male, rispettivamente un colonnello a riposo ed un ufficiale pilota dell'aeronautica).
Gli mandarono i padrini ma il futuro presidente della repubblica si rese irreperibile.
L'arte di essere P.A.


Perchè, ma perchè non capite?
che io non posso lasciar la mia terra,
ogni albero conosce il mio tocco,
ogni frutto è per me come un figlio.


Su Enrico Vezzalini, ho trovato questo. Un assassino,violento e fucilatore. Ci vuole una bella faccia tosta a difenderlo.
:: CAMMINANDO ATTRAVERSO LA STORIA - IL SENTIERO BELTRAMI ::
Enrico Vezzalini
Nacque a Cesanelli di Rovigo il 16 ottobre 1904.
In gioventù ricoprì la carica di comandante provinciale della Gioventù Italiana del Littorio. Già iscritto al Partito Nazionale Fascista aderì nel 1943 al Partito Fascista Repubblicano e fu membro del Tribunale Straordinario di Verona per il giudizio a carico dei membri del Gran Consiglio.
Nel novembre del 1943, mentre partecipava al congresso del Partito a Verona, ricevette l'incarico dal segretario Pavolini di recarsi a Ferrara in seguito all'uccisione del commissario federale Ghisellini.
Nella città estense fece fucilare 11 persone (tra cui 2 ebrei) venendo così nominato prima commissario federale e successivamente capo della Provincia di Ferrara.
Durante la sua prefettura operò la malfamata compagnia "Giorgi" (un reparto speciale aggregato della Guardia Nazionale Repubblicana), detta dei "Tupin".
Il 22 luglio 1944 fu nominato capo della Provincia di Novara con lo specifico compito della lotta antipartigiana in accordo con il Comando Tedesco, partecipando in prima persona ad alcune azioni come la riconquista dell'Ossola dopo la Repubblica partigiana, nell'ottobre 1944.
Anche a Novara, Vezzalini si fece raggiungere dalla compagnia dei "Tupin", comandata dal capitano Tortonesi. Il reparto divenne praticamente la guardia del corpo dela capo della Provincia.
Accanto a questi agiva la squadra speciale di polizia detta "Squadraccia" comandata prima dal questore Pasqualy e poi dall'agente Martino¹.
Le due formazioni, su ordine di Vezzalini, seminarono il territorio di strag e terrore.
Il 22 settembre 1944 il capo della Provincia dispose l'arresto e l'assegnazione ad un campo di concentramento "di tutti i congiunti maschi, dai 15 ai 65 anni, di renitenti, disertori e banditi", nonché la confisca dei loro beni².
Il 9 dicembre 1944 Vezzalini fu sostituito come capo della Provincia da Alberto Zuccherini. Intorno alla metà di gennaio del 1945 abbandonò Novara con una sessantina di "tupin" dirigendosi a Bologna dove rimase fino a febbraio, quando l'intera compagnia fu cacciata dal comando tedesco perché ritenuta responsabile delle violenze in città. Si diresse perciò nel Modenese, stabilendovisi fino all'aprile del 1945 e rendendosi responsabile di furti e stragi.
Dopo la guerra fu arrestato e condannato a morte "mediante fucilazione nella schiena" che fu eseguita a Novara il 23 settembre 1945³.
1 Vezzalini caldeggiò la promozione ad ufficiale per meriti di guerra dell'agente Martino.
2 In "Ieri Novara Oggi", aprile 1996 n. 4-5, p. 167.
3 Il 13 giugno 1945, sostituiti i tribunali del popolo con le CAS (Corte Assise straordinarie), l'Ufficio del Pubblico Ministero ottenne la condanna a morte di Enrico Vezzalini, Arturo Missiato, Domenico Ricci, Salvatore Santoro, Giovanni Zeno e Raffaele Infante. Condanne eseguite all'alba del 23 settembre 1945 al poligono di tiro di Novara.
http://www.isrn.it/dvd/dvd_chiovini/...ltrami/4_5.htm


Mai detto che quel Vezzalini fosse uno stinco di santo.
Però...
Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
preferisci chi striscia.
E se ti serve un amico, trovati un cane.