Muore un presentatore televisivo. Era stato ospite su un aereo biposto da guerra della Aeronautica Militare Italiana. Aveva deciso di donare un frammento del proprio corpo per aiutare un'altra persona a sopravvivere. Colto da un grave malore, dettosi ancora vivo ma non per virtù di cura medica ma di ricerca paramedica, è morto a causa dello stesso malore.
Un collega lo definisce impeccabile nello spettacolo offerto, un cantautore ne parla senza remore come la vittima della propria smania di molestatore, anzi continuando a proclamarsene intimo dicendosene non intimo. Il datore di lavoro lo definisce artista ma del nulla, ovvero abile fascinatore e niente altro.
A chi interessa davvero la sua fine, chi sentirebbe mancanza di un volto artefatto in tivvù, una figura senza senso, tra spettatori e cittadini che hanno pagato il cànone RAI, televisione dove aveva prestato sue fatiche?




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