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    Predefinito La rivolta contro Airbnb

    https://www.internazionale.it/notizi...-contro-airbnb

    Svegliarsi in un appartamento affittato su Airbnb può dare un senso di smarrimento. Dove siete? L’acciaio satinato, le lampadine a vista, l’arredamento anni cinquanta. Le pareti vivaci e la libreria (una guida per padroni di casa raccomanda di aumentare “la personalità, non gli oggetti personali”). La cartina plastificata del quartiere, l’inglese non impeccabile e infarcito di punti esclamativi. Il wi-fi eccellente. Potreste essere a Lisbona, ma forse siete a San Pietroburgo.

    La rivista online The Verge descrive l’estetica di Airbnb come l’“allucinazione della normalità”, una frase presa in prestito dall’architetto olandese Rem Koolhaas. È per questo che può anche offrire al viaggiatore stanco l’impressione di una casa autentica.

    Non tutti gli europei la pensano allo stesso modo. Quest’anno i visitatori che si preparano alla stagione delle vacanze potrebbero ricevere uno spiacevole benvenuto. Le proteste contro i turisti sono diventate, in alcune città, un rituale estivo. Nell’agosto 2017 duecento abitanti hanno occupato una spiaggia di Barcellona per dire ai visitatori di sloggiare (o perlomeno di alloggiare in albergo).

    In varie città è emerso un genere di protesta ricorrente. I viaggiatori che usano Airbnb stravolgono alcuni quartieri e fanno arrabbiare i residenti. Gli alimentari e le biblioteche sono stati trasformati in caffè tutti uguali tra loro e in negozi di affitto delle biciclette per turisti. Mano a mano che gli affitti di case colonizzano nuove zone, gli abitanti vengono cacciati via (il 18 per cento degli alloggi nel centro di Firenze è affittato su Airbnb, secondo uno studio). Gli “oligarchi” di Airbnb accumulano alloggi e profitti. Mercati immobiliari già di per sé saturi come Amsterdam sono ulteriormente soffocati quando i proprietari ritirano dalla vendita o dall’affitto a lungo termine le loro case, riservandole ai turisti.

    Non tutte queste affermazioni riguardano Airbnb, che però incanala più di tutti le paure delle città europee che si sentono assediate dal turismo di massa, e i politici hanno cominciato ad accorgersene. Nel 2015 Barcellona ha eletto una sindaca di sinistra che ha promesso di mettere un freno agli eccessi del turismo. Ha cominciato con Airbnb, multandola per aver messo in affitto proprietà immobiliari non registrate.

    Se Uber è stato l’enfant terrible dell’economia della condivisione, Airbnb, che il prossimo mese festeggia il suo decimo anniversario, si è comportato come il suo fratello maggiore e più discreto. Uber ha predicato (e praticato) il cambiamento radicale e il caos, e ha generalmente perso la sua battaglia con le autorità in Europa. Ma Airbnb ha raccontato una storia più accettabile, parlando di turisti che rinunciavano all’anonimato degli alberghi a favore dell’autenticità dei quartieri oppure di padroni di casa che ricavavano qualche euro dai loro spazi vuoti.

    L’improvvisata indagine effettuata su Facebook da parte di chi scrive ha rivelato un sorprendente grado di apprezzamento per Airbnb da parte sia dei padroni di casa sia dei visitatori.

    Ma anche se la rivolta è iniziata negli Stati Uniti, dove è nato Airbnb, oggi è più forte in Europa, il suo principale mercato. Da Amsterdam a Berlino, passando per Madrid, le autorità cittadine stanno inasprendo le regole, limitando il numero di giorni nei quali un appartamento può essere affittato e comminando multe ai trasgressori.

    Parigi, il gioiello europeo nella corona di Airbnb, gli ha fatto causa per non aver rimosso gli appartamenti non registrati dal suo sito (anche New York ha imposto l’obbligo di registrazione). La Commissione europea ha generalmente esitato a prendere posizione. Ma ha ordinato a Airbnb di rendere alcune delle sue tariffe più trasparenti minacciando azioni legali.

    In parte si tratta di problemi che emergono quando le vecchie regole si scontrano con lo sviluppo di un’innovazione. Perfino il principale nemico di Airbnb, quel settore alberghiero gettato nello scompiglio dalla sua nascita, non ne auspica la scomparsa (almeno non in pubblico). Alcuni eccessi di severità da parte delle autorità si sono già ammorbiditi. Berlino, per esempio, non vieta più l’affitto di appartamenti su Airbnb tout court. Le autorità di Amsterdam hanno dichiarato che i loro limiti agli affitti hanno ridotto il numero di alberghi illegali in città.

    Nuovi mercati
    In pochi pensano che le tensioni siano finite. Residenti e turisti vivono infatti in orari diversi, spiega Fabiola Mancinelli dell’Università di Barcellona. La cosa era meno importante quando i turisti visitavano varie chiese e poi si ritiravano dentro i grandi alberghi. Ma è più difficile ignorare i visitatori che posano per un selfie nel mercato di quartiere, partecipano a gite in bicicletta di massa, occupano il nostro bar preferito o sbatacchiano le loro valigie sui sampietrini per raggiungere di buon’ora l’aeroporto. Paradossalmente, i visitatori che vogliono mescolarsi nel tessuto cittadino rischiano di dare più fastidio ai residenti di chi fa una visita mordi e fuggi.

    Regole più dure non sembrano aver messo in ginocchio Airbnb, almeno a giudicare dalle offerte presenti sul suo sito. Le città europee hanno un posto importante nella sua più recente lista di destinazioni “alla moda”. Eppure per alimentare ulteriormente la crescita nei prossimi due anni, che si annunciano incerti, dovrà esplorare nuovi mercati, per esempio quello dei viaggi di lavoro. Airbnb permette già ai suoi padroni di casa di vendere “esperienze” (cose come la cerimonia di vestizione del kimono oppure corsi di fotografia tradizionale). Una presenza più forte potrebbe portare a tensioni con i residenti.

    Eppure sarebbe ingiusto accusare questa piattaforma di tutti i difetti del turismo di massa. Al contrario delle orde di turisti in crociera che hanno reso insopportabili il centro di Venezia e Dubrovnik, gli utenti di Airbnb rimangono, per definizione, in città. Ci sono alcune prove del fatto che Airbnb favorisca nuovi viaggi o perlomeno che allunghi quelli esistenti, il che suggerisce che i turisti spendano denaro che altrimenti sarebbe rimasto nel loro luogo di residenza.

    Gli abitanti di città dell’Europa orientale come Varsavia e Zagabria sostengono che i visitatori di Airbnb migliorano gli standard della permanenza e alimentano un clima di amicizia. E per ogni viaggiatore consumato secondo cui Airbnb ha perso la sua vera anima, altri dieci apprezzano la varietà di scelta, la convenienza e la concorrenza che esso fornisce.

    “I grandi alberghi sono sempre stati degli specchi delle società in cui operano”, ha scritto Joan Didion. Airbnb evidenzia una stranezza della nostra epoca, in cui il desiderio di autenticità può danneggiare proprio quegli abitanti del posto che in teoria dovrebbero fornirla. Forse una stretta delle autorità potrebbe riportare Airbnb alle origini, quelle di un servizio di affitto di spazi vuoti in casa, come vorrebbero molti funzionari europei. Chi scrive è tra quanti hanno deciso di rinunciare al surrogato di autenticità di Airbnb, preferendogli alberghi che non aspirano a essere altro rispetto a quello che sono.

  2. #2
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    Predefinito Re: La rivolta contro Airbnb

    Citazione Originariamente Scritto da Rotwang Visualizza Messaggio
    https://www.internazionale.it/notizi...-contro-airbnb

    Svegliarsi in un appartamento affittato su Airbnb può dare un senso di smarrimento. Dove siete? L’acciaio satinato, le lampadine a vista, l’arredamento anni cinquanta. Le pareti vivaci e la libreria (una guida per padroni di casa raccomanda di aumentare “la personalità, non gli oggetti personali”). La cartina plastificata del quartiere, l’inglese non impeccabile e infarcito di punti esclamativi. Il wi-fi eccellente. Potreste essere a Lisbona, ma forse siete a San Pietroburgo.

    La rivista online The Verge descrive l’estetica di Airbnb come l’“allucinazione della normalità”, una frase presa in prestito dall’architetto olandese Rem Koolhaas. È per questo che può anche offrire al viaggiatore stanco l’impressione di una casa autentica.

    Non tutti gli europei la pensano allo stesso modo. Quest’anno i visitatori che si preparano alla stagione delle vacanze potrebbero ricevere uno spiacevole benvenuto. Le proteste contro i turisti sono diventate, in alcune città, un rituale estivo. Nell’agosto 2017 duecento abitanti hanno occupato una spiaggia di Barcellona per dire ai visitatori di sloggiare (o perlomeno di alloggiare in albergo).

    In varie città è emerso un genere di protesta ricorrente. I viaggiatori che usano Airbnb stravolgono alcuni quartieri e fanno arrabbiare i residenti. Gli alimentari e le biblioteche sono stati trasformati in caffè tutti uguali tra loro e in negozi di affitto delle biciclette per turisti. Mano a mano che gli affitti di case colonizzano nuove zone, gli abitanti vengono cacciati via (il 18 per cento degli alloggi nel centro di Firenze è affittato su Airbnb, secondo uno studio). Gli “oligarchi” di Airbnb accumulano alloggi e profitti. Mercati immobiliari già di per sé saturi come Amsterdam sono ulteriormente soffocati quando i proprietari ritirano dalla vendita o dall’affitto a lungo termine le loro case, riservandole ai turisti.

    Non tutte queste affermazioni riguardano Airbnb, che però incanala più di tutti le paure delle città europee che si sentono assediate dal turismo di massa, e i politici hanno cominciato ad accorgersene. Nel 2015 Barcellona ha eletto una sindaca di sinistra che ha promesso di mettere un freno agli eccessi del turismo. Ha cominciato con Airbnb, multandola per aver messo in affitto proprietà immobiliari non registrate.

    Se Uber è stato l’enfant terrible dell’economia della condivisione, Airbnb, che il prossimo mese festeggia il suo decimo anniversario, si è comportato come il suo fratello maggiore e più discreto. Uber ha predicato (e praticato) il cambiamento radicale e il caos, e ha generalmente perso la sua battaglia con le autorità in Europa. Ma Airbnb ha raccontato una storia più accettabile, parlando di turisti che rinunciavano all’anonimato degli alberghi a favore dell’autenticità dei quartieri oppure di padroni di casa che ricavavano qualche euro dai loro spazi vuoti.

    L’improvvisata indagine effettuata su Facebook da parte di chi scrive ha rivelato un sorprendente grado di apprezzamento per Airbnb da parte sia dei padroni di casa sia dei visitatori.

    Ma anche se la rivolta è iniziata negli Stati Uniti, dove è nato Airbnb, oggi è più forte in Europa, il suo principale mercato. Da Amsterdam a Berlino, passando per Madrid, le autorità cittadine stanno inasprendo le regole, limitando il numero di giorni nei quali un appartamento può essere affittato e comminando multe ai trasgressori.

    Parigi, il gioiello europeo nella corona di Airbnb, gli ha fatto causa per non aver rimosso gli appartamenti non registrati dal suo sito (anche New York ha imposto l’obbligo di registrazione). La Commissione europea ha generalmente esitato a prendere posizione. Ma ha ordinato a Airbnb di rendere alcune delle sue tariffe più trasparenti minacciando azioni legali.

    In parte si tratta di problemi che emergono quando le vecchie regole si scontrano con lo sviluppo di un’innovazione. Perfino il principale nemico di Airbnb, quel settore alberghiero gettato nello scompiglio dalla sua nascita, non ne auspica la scomparsa (almeno non in pubblico). Alcuni eccessi di severità da parte delle autorità si sono già ammorbiditi. Berlino, per esempio, non vieta più l’affitto di appartamenti su Airbnb tout court. Le autorità di Amsterdam hanno dichiarato che i loro limiti agli affitti hanno ridotto il numero di alberghi illegali in città.

    Nuovi mercati
    In pochi pensano che le tensioni siano finite. Residenti e turisti vivono infatti in orari diversi, spiega Fabiola Mancinelli dell’Università di Barcellona. La cosa era meno importante quando i turisti visitavano varie chiese e poi si ritiravano dentro i grandi alberghi. Ma è più difficile ignorare i visitatori che posano per un selfie nel mercato di quartiere, partecipano a gite in bicicletta di massa, occupano il nostro bar preferito o sbatacchiano le loro valigie sui sampietrini per raggiungere di buon’ora l’aeroporto. Paradossalmente, i visitatori che vogliono mescolarsi nel tessuto cittadino rischiano di dare più fastidio ai residenti di chi fa una visita mordi e fuggi.

    Regole più dure non sembrano aver messo in ginocchio Airbnb, almeno a giudicare dalle offerte presenti sul suo sito. Le città europee hanno un posto importante nella sua più recente lista di destinazioni “alla moda”. Eppure per alimentare ulteriormente la crescita nei prossimi due anni, che si annunciano incerti, dovrà esplorare nuovi mercati, per esempio quello dei viaggi di lavoro. Airbnb permette già ai suoi padroni di casa di vendere “esperienze” (cose come la cerimonia di vestizione del kimono oppure corsi di fotografia tradizionale). Una presenza più forte potrebbe portare a tensioni con i residenti.

    Eppure sarebbe ingiusto accusare questa piattaforma di tutti i difetti del turismo di massa. Al contrario delle orde di turisti in crociera che hanno reso insopportabili il centro di Venezia e Dubrovnik, gli utenti di Airbnb rimangono, per definizione, in città. Ci sono alcune prove del fatto che Airbnb favorisca nuovi viaggi o perlomeno che allunghi quelli esistenti, il che suggerisce che i turisti spendano denaro che altrimenti sarebbe rimasto nel loro luogo di residenza.

    Gli abitanti di città dell’Europa orientale come Varsavia e Zagabria sostengono che i visitatori di Airbnb migliorano gli standard della permanenza e alimentano un clima di amicizia. E per ogni viaggiatore consumato secondo cui Airbnb ha perso la sua vera anima, altri dieci apprezzano la varietà di scelta, la convenienza e la concorrenza che esso fornisce.

    “I grandi alberghi sono sempre stati degli specchi delle società in cui operano”, ha scritto Joan Didion. Airbnb evidenzia una stranezza della nostra epoca, in cui il desiderio di autenticità può danneggiare proprio quegli abitanti del posto che in teoria dovrebbero fornirla. Forse una stretta delle autorità potrebbe riportare Airbnb alle origini, quelle di un servizio di affitto di spazi vuoti in casa, come vorrebbero molti funzionari europei. Chi scrive è tra quanti hanno deciso di rinunciare al surrogato di autenticità di Airbnb, preferendogli alberghi che non aspirano a essere altro rispetto a quello che sono.
    io capisco le ragioni dei protestanti ma leggere la tipa italiana che dice"occupano i nostri bar" e poi magari e parte di quella pletora di scemi che sono open borders e vogliono gli africa

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  3. #3
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    Predefinito Re: La rivolta contro Airbnb

    Sono molto altalenante rispetto a questo problema

    A) affittare un appartamento per i fine settimana e' molto meglio che andare in albergo. Con 70 euro/notte sei comodo. In albergo te lo scordi.

    B) in aree turistiche diventa quasi impossibile, per un locale, comprare o affittare casa. E questo e' un enorme problema. Che cominciamo a vedere anche da me. E siamo solo agli inizi dal punto di vista turistico.
    C) in certe aree (tipo da me) l'offerta classica camping e alberghi era insufficiente per sostenere un maggior afflusso di turisti. E i turisti comunque portano soldi.

  4. #4
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    Predefinito Re: La rivolta contro Airbnb

    Citazione Originariamente Scritto da Durru Visualizza Messaggio
    Sono molto altalenante rispetto a questo problema

    A) affittare un appartamento per i fine settimana e' molto meglio che andare in albergo. Con 70 euro/notte sei comodo. In albergo te lo scordi.

    B) in aree turistiche diventa quasi impossibile, per un locale, comprare o affittare casa. E questo e' un enorme problema. Che cominciamo a vedere anche da me. E siamo solo agli inizi dal punto di vista turistico.
    C) in certe aree (tipo da me) l'offerta classica camping e alberghi era insufficiente per sostenere un maggior afflusso di turisti. E i turisti comunque portano soldi.
    stesso problema di amazon.

    sono aziende che sopravvivono solo in una clima liberale e liberista. in parole povere pochissimi lavoratori e pochissime tasse

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  5. #5
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    Predefinito Re: La rivolta contro Airbnb

    Citazione Originariamente Scritto da ziomaio Visualizza Messaggio
    stesso problema di amazon.

    sono aziende che sopravvivono solo in una clima liberale e liberista. in parole povere pochissimi lavoratori e pochissime tasse

    Inviato dal mio SM-A520F utilizzando Tapatalk
    Sulle tasse di airbnb non ho idea. Sul fatto che i proprietari debbano pagarle siamo tutti d'accordo.

    Pero' cosi' come ryanair airbnb ha reso piu accessibile il turismo a certe fasce di reddito. O meglio. Gliele ha rese piu confortevoli

  6. #6
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    Predefinito Re: La rivolta contro Airbnb

    azienda gestita da immigrazionisti, se si scapezza non piango di certo
    Hitler or Hell.

  7. #7
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    Predefinito Re: La rivolta contro Airbnb

    w le piattaforme di condivisione abbasso i conservatori e ovviamente le tasse si devono pagare dov'è la sede di lavoro quindi nei Comuni/Stati di appartenenze di chi fitta la casa via airbnb e simili
    poi niente vieta alle persone comuni di affittare il proprio appartamento per le vacanze senza usare airbnb, idem i ciclofattorini di lavorare in proprio o in cooperativa (vera!) basta organizzarsi e farsi una reputazione
    CLAUDIA CONTE, TI AMO!

  8. #8
    Super Troll
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    Predefinito Re: La rivolta contro Airbnb

    Citazione Originariamente Scritto da Robert Visualizza Messaggio
    w le piattaforme di condivisione abbasso i conservatori e ovviamente le tasse si devono pagare dov'è la sede di lavoro quindi nei Comuni/Stati di appartenenze di chi fitta la casa via airbnb e simili
    poi niente vieta alle persone comuni di affittare il proprio appartamento per le vacanze senza usare airbnb, idem i ciclofattorini di lavorare in proprio o in cooperativa (vera!) basta organizzarsi e farsi una reputazione
    Beh, si.

    Pero' il rovescio della medaglia c'e'

    Io che mai avrei voluto comprare casa ho dovuto. O adesso o mai piu'. Frotte di russi inglesi e scandinavi comprano per investire e affittare (a breve) anche tramite agenzie delle loro nazioni. E i prezzii salgono. Diventando improponibili.
    Mi immagino cosa sara' nelle citta' d'arte.

    Insomma. Da turista molto bene. Da abitante in zona turistica molto meno bene

  9. #9
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    Predefinito Re: La rivolta contro Airbnb

    Sicuramente una città come Roma andrebbe interamente gentrificata e musealizzata, ormai è governata da fascisti e zingari (che sono la stessa cosa).

  10. #10
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    Predefinito Re: La rivolta contro Airbnb

    Citazione Originariamente Scritto da Durru Visualizza Messaggio
    Sulle tasse di airbnb non ho idea. Sul fatto che i proprietari debbano pagarle siamo tutti d'accordo.

    Pero' cosi' come ryanair airbnb ha reso piu accessibile il turismo a certe fasce di reddito. O meglio. Gliele ha rese piu confortevoli
    senza dubbio. ma in questi casi il "favorire il consumatore" ha letteralmente fatto a pezzi i lavoratori, e dentro ci si puo mettere uber airbnb amazon... da un lato non pagano le tasse in paradisi fiscali, hanno pochissimi lavoratori e inoltre i lavoratori sono praticamente senza un minimo di garanzia. peggio di cosi si muore

 

 
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