Il ponte di Genova è crollato.
Il concessionario si è più volte esposto affermando di aver eseguito le manutenzioni necessarie rigettando, pertanto, ogni responsabilità.
Però, vagamente, fin da subito aveva promesso di ricostruire in SEI mesi.
Ieri, evidentemente pressato da più parti e sentendo sul collo la mannaia del boia, ha dichiarato di voler "donare" 500 milioni di prodeuri a titolo di risarcimento per i morti e gli sfollati.
Ora, dal nostro modesto punto di vista, questa volontaria elargizione è già ammissione di colpa. Dunque che senso ha istituire un processo che, ben che vada, durerà qualche anno?
NESSUNO. Ma essendo purtroppo ancora una nazione civile dovremo assoggettarci a questa ennesima VERGOGNA di una farsa processuale.
Ovviamente c'è un altro aspetto da considerare... E si perché la mossa non è dettata da bontà d'animo ma da mero calcolo economico perché, così facendo, il concessionario spera in un atteggiamento meno drastico e risoluto del Governo.
Ed è qui che vedremo quanto questo governo saprà proseguire diritto per la propria strada.
TUTTA ITALIA GUARDA...!!!
Kobra (Democritico)




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(tutti complici con sti fanatici per il profitto?)
