Dipende dal gusto, basta non esagerare

Secondo una ricerca danese lo zucchero aiuta a mantenere il peso perché stimola un senso di sazietà. I ricercatori dell’università di Copenaghen hanno analizzato le abitudini di 3.300 persone e hanno rilevato che in realtà il problema dell’obesità non è collegato all’assunzione di zucchero. Per scegliere tra zucchero e dolcificante bisogna assecondare il proprio gusto e per non ingrassare contare le calorie. Ecco come
Amaro, con zucchero o con dolcificante? La scelta è sempre dura ma molti tendono ad eliminare lo zucchero, specie adesso che l’estate si avvicina e chili di troppo diventano un problema da eliminare. Eppure uno studio svedese rimette in gioco le convinzioni di molti: il saccarosio non fa ingrassare. I ricercatori dell’università di Copenaghen hanno analizzato le abitudini di 3.300 persone e hanno rilevato che in realtà il problema dell’obesità non è collegato all’assunzione di zucchero che, assunto in piccole quantità, aiuterebbe addirittura a mantenere la linea. In pratica secondo gli studiosi il saccarosio stimola la produzione di un ormone (il peptide 1 simil-glaucone) che agisce sui centri della sazietà. E allora come scegliere tra zucchero e dolcificante? Tutto dipende dal gusto e dalle calorie.

Zucchero, quanto se ne può assumere? “Lo zucchero si può assumere tranquillamente in una dieta ipocalorica fatta allo scopo di perdere peso – commenta la dottoressa Debora Giannini, specialista in endocrinologia – l’importante è tenere il conto delle calorie, bilanciando sempre quelle contenute nel saccarosio con quelle che si assorbono da altri alimenti”. Nessun problema dunque se si consuma in piccole quantità. In una dieta equilibrata si possono consumare anche 32 grammi al giorno di saccarosio o miele per una donna e 48 per l’uomo. E per contarli basta ricordare che un cucchiaino vale circa cinque grammi, mentre una zolletta quattro.

I diabetici prestino attenzione. “Un discorso a parte – continua la Giannini – vale per i diabetici. Il diabete infatti non è causato da un eccesso di zuccheri, ma da una mancanza di insulina. Questo ormone, normalmente, garantisce che il livello di zucchero nel sangue sia sempre lo stesso, indipendentemente dalla quantità di dolci ingerita”. E così bisogna prediligere il fruttosio che, a differenza dello zucchero, non viene metabolizzato dall’insulina. Tuttavia ha lo stesso potere calorico del saccarosio (4 Kcal per grammo) e quindi è bene dosarlo con attenzione.

I dolcificanti, una questione di gusto. “I dolcificanti in commercio – continua la Giannini – sono sicuri a dosaggi consigliati. Ma preferire il dolcificante allo zucchero deve essere una scelta dettata dal criterio del gusto, a meno che non si soffra di diabete. Molte persone ricorrono ai dolcificanti per non ingrassare e anche in questo caso va bene, purché non diventi un alibi per abusare di altri tipi di zuccheri”. In Italia c’è un trend di maggiore utilizzo dei dolcificanti e i più consumati sono la saccarina e il ciclamato, l’aspartame, l’acesulfame K, il sucralosio e il più recente neotame.

Lo zucchero di canna, la differenza è la raffinazione. Alcuni dicono che sia più naturale, altri che faccia ingrassare di meno. In realtà anche per lo zucchero di canna vale lo stesso discorso, non bisogna eccedere e bilanciarlo con gli altri alimenti della nostra alimentazione. “La differenza – conclude la dottoressa Giannini – sta nel tipo di raffinazione, nello zucchero grezzo restano delle piccole quantità di residui che gli danno quel colore più scuro. Il resto, sia la struttura chimica sia le calorie sono le stesse”. Ciò che cambia è la quantità di minerali come calcio, potassio e ferro che lo zucchero bianco non contiene.

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