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Discussione: Roma.

  1. #1
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    Predefinito Roma.

    https://www.maurizioblondet.it/desir...della-civilta/

    Desirée uccisa nelle macerie. Della civiltà.

    Maurizio Blondet 25 ottobre 2018 415 commenti
    Da Ciociaria Oggi:



    “…Ieri mattina davanti a quel sito dismesso che doveva essere riqualificato da anni c’erano il padre e la madre della giovane Desiree. Il padre ha ottenuto il permesso di lasciare gli arresti domiciliari per recarsi a Roma a vedere il corpo della 16enne trovata morta a San Lorenzo. Arresti domiciliari disposti dopo una denuncia di stalking da parte della donna – da cui è separato da anni – e dalla stessa figlia che ad agosto aveva sporto una denuncia per aver ricevuto qualche sberla.

    Desiree ad agosto si era nuovamente allontanata da casa e la madre aveva chiesto aiuto al padre che però aveva un ordine di non avvicinarla. Lui, incurante del rischio di una nuova denuncia, l’ha cercata, l’ha trovata, l’ha riportata a casa.

    Lei lo ha denunciato e l’autorità giudiziaria ha imposto i domiciliari. Qualche ora prima della tragedia quello stesso padre era di fronte ad un giudice per chiedere la revoca della misura – con il parere concorde anche della madre di Desiree – che però il giudice non si è sentito di annullare”.

    Desirée a 16 anni uccisa da stupratori e spacciatori senegalesi in una maceria abbandonata al degrado dal padrone, nel cuore della capitale. Adesso, a credere ai media, la mamma dice: lei non si è mai drogata, certo negli ultimi tempi era cambiata. Aveva deciso di iscriversi al liceo artistico… L’ultima telefonata alla nonna: “Ho perso l’autobus, resto a Roma a dormire da una amica”. Ma tanti l’avevano vista in quella zona piena di piscio e di ciarpame dove s’è fatta ammazzare dai negri.

    Povera Desirée a cui in famiglia nessuno ha detto dei “No” . anzi, il solo che glieli ha detti, il padre, non ha alcuna autorità, è condannato per stalking, è stato denunciato dalla moglie; e quando l’ha riportata a casa, s’è beccato una denuncia anche da lei: la figlia sedicenne. Perché nessuno deve limitare la sua “libertà”, le sue “libere scelte”.

    Tremendo scoprire come si descriveva lei, la povera sciocchina divorata dal nulla, su Facebook, sotto le immancabili foto in cui tutte le ragazzine come lei si propongono come seduttrici da pornovideo:

    “Nata principessa, cresciuta guerriera, un angelo bianco con l’anima nera”.

    Nelle fantasie narcisiste, puberali, “l’anima nera”. Ovviamente in giro non un prete, non una maestra o professoressa, una parente cui si potesse confidare di questa “anima nera”. Non dico che è colpa della famiglia, al contrario: la famiglia stessa è una maceria e un degrado – ma è stata resa così. Dall’ideologia dominante e totale, un miscuglio di permissivismo e di “libertà”, ormai terza o quarta generazione di uomo-massa (per il quale vivere è essere quello che già si è), a cui né uno Stato né una religione, né una società, un vicinato con la sua santa pressione sociale, imprimono un qualunque obbligo, una direzione a migliorarsi, a studiare, a formarsi un carattere, a esercitare disciplinatamente l’intelligenza e la volontà – cose che si devono imparare – a riempire il vuoto spaventoso di scopi e di traguardi che è invincibile nell’adolescenza. Perché “una vita senza impegni è più negativa della morte”, ma questo non è qualcosa che – salvo eccezioni di personalità straordinarie – un singolo possa darsi da sé: è qualcosa che viene dal “comando”, dal comando politico: “comandare infatti vuol dire assegnare un compito alle persone, metterle sul loro cardine, impedire la loro dissipazione”.

    E’ ormai passato un secolo da quando si è scritto: “In questi assistiamo al gigantesco spettacolo d’innumerevoli vite umane che camminano smarrite nel labirinto di se stesse, per non avere nulla a cui rivolgersi. Tutti gli imperativi, tutti gli ordini sono rimasti sospesi. Sembrerebbe la situazione ideale: una volta che ciascuna vita rimane nell’assoluta libertà di fare ciò che le aggrada, di attendere a se stessa. Ma il risultato è stato l’inverso: abbandonata a se stessa, ciascuna vita rimane priva di se stessa, vuota, inattiva. E dato che deve pur riempirsi di qualcosa, s’inventa frivolamente una propria esperienza, si dedica a false occupazioni” – o s’immagina “nata principessa, cresciuta guerriera”, forte e seduttrice “angelo bianco con l’anima nera”.

    I neri, quelli veri, che guai a non “accoglierli”, l’hanno ben misurata ed abbrancata, una sciocchina che si mette in pericolo senza saperlo, bambina già guasta ma ingenua.



    Parabola del nostro degrado collettivo, il quartiere di San Lorenzo: una maceria abbandonata, appartenente al fratello dell’ex sindaco Veltroni, ma non costruita perché – ammettiamolo – è ormai conveniente costruire un condominio lì? Dopo che Mario Monti ha stroncato il settore edilizio e i consumi interni, non ci sono lì più lavoratori, le botteghe artigiane sono state sostituite da spacciatori, occupanti, zoologia da centri sociali : e la chiamiamo “la movida studentesca”, – ma quali studenti incanagliti la animano?

    Su Tripadvisor, i giudizi sul quartiere San Lorenzo:

    Attraverso questo quartiere quasi tutti i giorni per andare all’Università. Negli anni ho cercato di esplorarlo il più possibile per trovare qualcosa di carino che mi portasse ad apprezzarlo un po’di più rispetto alla prima negativa impressione che mi ha fatto. Purtroppo, ho trovato ben poco. Il quartiere è piuttosto malfamato e purtroppo la realtà delle cose conferma i racconti e le dicerie. Oltre ad essere pericoloso, soprattutto di notte, è anche terribilmente sporco. La puzza di urina e di spazzatura a volte è davvero insopportabile, soprattutto durante l’estate. Qui e lì ci sono degli angoli carini, negozietti interessanti e belle opere di urban art. Ma si tratta di minuscole oasi in un deserto di degrado. Sono sicura che ci sono persone che apprezzano questo tipo di atmosfera e che considerano questo un luogo da mantenere esattamente così com’é. Ben venga, sicuramente avranno le loro ottime ragioni. Tuttavia, sinceramente non vedo l’ora di terminare gli studi, così non dovrò più mettere piede in questo orribile quartiere.



    A San Lorenzo trovate bar e ristoranti aperti fino a tardi, ma attenzione che come spesso accade nelle zone universitarie si riempie di ubriachi ben e mal intenzionati

    Un intero quartiere (di lunga storia) trasformato in un centro della movida notturna romana. Ristoranti, bar, piano-bar, teatrini, ecc. ecc. Non manca nulla e la scelta è notevole. Poveri residenti. Primo esempio di quartiere sotto ZTL

    Una decina di anni fa era il ritrovo preferito di noi giovani studenti o lavoratori per passare una bella serata all’aperto, sia d’estate che d’inverno. Adesso…che amarezza, che degrado, che scempio. Spacciatori ad ogni angolo, gente ubriaca, nessun controllo, sporcizia ovunque. Infrequentabile, invivibile. Un vero peccato!



    Degrado allo stato puro

    Ci sono delle cose interessanti nel quartiere, locali particolari ma…a distanza di anni ho trovato un degrado tale che mi meraviglio che si possa vivere in una realtà del genere. Tra caos di auto parcheggiate alla rinfusa, strade sporchissime, lezzo di urina sui marciapiedi, be…ripartire è stata una liberazione. Peccato”



    Naturalmente ci sono numerosi, quelli che invece lo trovano “un ottimo quartiere”, un “quartiere giovane”, antifascista e di sinistra. E sono i commenti più allarmanti, sapere che c’è gente che trova ottimo il puzzo di orina e “gli zombi” drogati, il rumore insopportabile a tarda notte, la gente pericolosa. Che si trova a suo agio nel degrado e decadenza. E’ l’incanaglimento di una parte della società italiana, “liberata”, che quando muore lì violentata una bambina, se la prendono con ministro degli Interni venuto “per fare propaganda”.

    Sono gli stessi che accoglono i negri. E li “integrano”, eccome, nel puzzo della rumenta mai raccolta, e nel ciarpame e nel piscio. Un livello di civiltà superiore, non c’è che dire.

    Tutta una serie di macerie, di rottami, di avanzi. I detriti di una magistratura che non vede e non opera davvero contro i negri più pericolosi, è anch’essa il detrito di una “giustizia” degradata che assolve i criminali purché immigrati, e “esita” ad annullare i domiciliari a questo padre che ha perso ogni autorità, ma che forse sapeva dove andare a cercare la sua piccola guerriera nata principessa e, con l’anima nera. Come minimo, i negri clandestini senza permesso di soggiorno, pluri – pregiudicati, regolarmente rilasciati, dovrebbero essere sottratti a questa magistratura, e affidato a corti marziali – giustizia militare, processo sommario e pena di morte. Sarebbe la presa d’atto che la loro “immigrazione” è un atto di guerra – ibrida, naturalmente. Ma per questo, bisogna che esista un “comando”, e che sia almeno vagamente accettato come legittimo da tutta una popolazione. Siamo ormai al disotto di questa possibilità, siamo scesi troppo in basso in incanaglimento collettivo?
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

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  2. #2
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    Predefinito Re: Roma.

    https://www.maurizioblondet.it/qualc...zzato-desiree/

    QUALCUNO “VUOLE” IL DEGRADO DOVE HANNO AMMAZZATO DESIRE’

    Maurizio Blondet 26 ottobre 2018 7 commenti
    (Roma Today ha ricevuto e pubblicato la lettera della proprietà dell’area degradata dove i negri spaccciatori hanno ammazzato la ragazzina. E’ una lettera importantissima: i proprietari “non hano accesso all’area” che è affidata ad un curatore fallimentare; hanno insistito e provato in tutti i modi il permesso di “ poter accedere all’area stessa per effettuare gli interventi di messa in sicurezza degli spazi, rilevando, anche a seguito delle riunioni sollecitate dalla stessa società ed ottenute in sede di II Municipio, un importante problema di ordine pubblico.

    La gravità della situazione di Via dei Lucani è espressa dall’impressionante numero di eventi delittuosi occorsi nella strada negli ultimi due anni con conflitti a fuoco, aggressioni e ferite da armi da taglio, risse ed intimidazioni”

    Non hanno mai avuto risposte conclusive. Sembra che qualcuno voglia che qulla zona resti ostaggio dlla malavita. Quale autorità, precisamente?



    Potrebbe interessarti: Morte Desirée Mariottini, la lettera della proprietà dello stabile di via dei Lucani
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    Predefinito Re: Roma.

    https://www.maurizioblondet.it/su-fi...overa-desiree/

    SU FICO, LE MAFIE DI SAN LORENZO E LA POVERA DESIRèE

    Maurizio Blondet 27 ottobre 2018 71 commenti
    Ritorno sullo stupro di Desirée, cominciando sul complesso immobiliare – in rovina da anni – dove gli africani l’hanno violentata fino alla morte. Nel precedente articolo ho espresso il sospetto che “qualcuno” VOGLIA il degrado criminale di quel quartiere. Ho postato la lettera della immobiliare che ne è proprietaria e dice di non potervi accedere perché il complesso in abbandono è sotto sequestro, e il curatore che ne ha la responsabilità non fa nulla per risanarlo.

    La società si chiama Tunda Orange Immobiliare. Perché ha sotto sequestro giudiziario l’immobile? Trovo solo un articolo del 2009, firmato da Franco Bechis – il miglior giornalista italiano per sbrogliare certe matasse – che ha per titolo:

    “Il fratello di Walter non paga le tasse”.
    Valerio Veltroni, fratello maggiore di Walter Veltroni che è stato sindaco di Roma (2001-2008) e la sua società ha “omesso” imposte, in modo “reiterato”, per 500mila euro.


    Valerio Veltroni, presenza costante nei Cafonal di Dagospia – nelle feste in cui si raduna “tutta la Roma potentona da Mattarella in giù” Valerio veltroni - Dago fotogallery
    In realtà, era un’altra società quella che non ha pagato le tasse: Tundra II, sempre di Veltroni brother. Orbene, questa società “ presta alla società che diventa sua unica azionista (la San Crispino Holding) 3 milioni di euro, cifra che la San Crispino in parte utilizza per acquistare la Tunda II (197.140 euro) e un’altra finanziaria del gruppo, la Tundafin (3,56 milioni di euro), anche questa manco a dirlo a guida Valerio Veltroni. La incredibile partita di giro si chiude con un’altra operazione infragruppo: la Tundafin appena acquistata dalla San Crispino grazie ai soldi prestati dalla Tunda II (che per fare questo per l’ennesima volta manda in bianco il fisco italiano), restituisce il favore, e compra per 3,8 milioni di euro la quarta società del gruppo, la Tunda orange immobiliare (e chi la guida? Sorpresa: Valerio Veltroni). Grazie a questa operazione la Tunda II (che era azionista di maggioranza della Tunda orange immobiliare) incassa 2,076 milioni di euro che le consentono di sistemare i guai chiudendo perfino il bilancio 2008 con un utile di 2,047 milioni di euro”.

    Capito? No, probabilmente. Bechis ci viene in soccorso: “In fondo è semplice. Veltroni compra con la mano destra da Veltroni che con la mano sinistra ripaga Veltroni che così presta alla destra di Veltroni i soldi per ricomprare dalla mano sinistra di Veltroni”.

    E non basta: il collegio sindacale ha rimarcato “l’incongruenza della gestione finanziaria dei crediti infragruppo, non procedendo la società energicamente nei confronti dei debitori aziendali, ma addirittura, anche nel 2009, erogando prestiti ed anticipazioni ad altre aziende del gruppo già debitrici nei suoi confronti”. Veltroni senior regalava denaro ai suoi debitori che non lo pagavano? Perché? E perché dispone di 3,56 milioni di euro, se non paga le tasse perché accusa “difficoltà finanziarie”? E infine la domanda:

    Non c’è qui l’ombra di un piccolissimo conflitto d’interessi fra la posizione di sindaco 2001-2008 del fratello, e le acrobazie finanziarie oculatamente in perdita di Valerio Veltroni?

    Incapaci di rispondere, ci limitiamo a postare il pezzo di Bechis. Un pezzo di antologia sul modus operandi del mondo degli “imprenditori” palazzinari romani ammanicati. E impuniti .

    https://www.cinquantamila.it/storyTe...=0000000189684

    Una lettrice mi ha girato un pezzo che m’era sfuggito, sul Quotidiano Net:

    Desirée Mariottini, il magistrato: “Sgomberi? La politica ha paura”
    Qui parla un magistrato, Alfonso Sabella, oggi al Tribunale di Napoli, ma che nel 2015 è stato assessore alla Legalità di Roma, “ha davvero mandato le ruspe a demolire gli stabilimenti abusivi, scatenando l’inferno. “Ho toccato interessi molto forti, così a volte giravo armato”.

    Addirittura? Dunque eccoci pronti a scoprire le altissime complicità e i protettori, gli Al Capone, i Sam Giancana de San Lorenzo, pericolosissimi, coperti da immunità inconfessabili.

    Politici al servizio di lobby pecorecce
    Alla domanda:

    Quali poteri si scatenano contro chi usa il pugno di ferro?
    il giudice risponde: “Movimenti per la casa, associazioni più o meno riconosciute con vertici potenti. Sono lobby pecorecce, non certo l’alta finanza o poteri forti. Ma fanno perdere consensi elettorali. È un racket quello delle occupazioni – si paga per stare abusivamente in un edificio e si creano nuovi schiavi – gli occupanti sono minacciati da chi gestisce servizi di accoglienza”.

    Perché è così difficile intervenire nelle ‘zone franche’ delle città?
    “Dietro il degrado ci sono interessi che fanno capo a questa o a quella parte politica. Se sgomberi un edificio occupato dall’estrema sinistra, ti applaude l’estrema destra. Se, per esempio, fai uscire Casapound, ti applaude la sinistra ma ti contrasta la destra”.

    Dunque i partiti romani si piegano non di fronte a degli Al Capone, ma a “Lobby Pecorecce” – come in fondo è tutto a Roma: delinquenti pecorecci, alla pastora, alla pajjata. Ci sono centinaia, letteralmente, di “mafie capitali” impunite e occupanti zone franche: Centri sociali, i Casamonica, i dipendenti dell’ATAC che falsificavano i biglietti, assenteismo del 12% al giorno, “movimenti per la casa”, ma anche al liceo Virgilio dove vanno i figli di papà della nomenklatura, impuniti e impunibili. Se ci pensate anche la RAI con le sue cosche giornalistiche incistate e milionarie è una mafie pecoreccia – e persino il Parlamento, con la sua autodichia – la possibilità di spendere e spandere quanto vuole, senza concorsi e senza controllo – è una delle mafie pecorecce e grasse come spaghettoni alla carrettiera.



    Naturalmente il magistarto nomina Casapound… si dimentica di dire che qui in San Lorenzo, ha messo radici per un decennio il Collettivo di Via dei Volsci, un gruppo rosso criminale, violentissimi picchiatori per uccidere, specie di Brigate Rosse intoccabili – tutta gente che era vicina al Manifesto: è abbastanza come lobby pecoreccia? In teoria il Collettivo è stato chiuso, ma i vecchi militanti non si sono allontanati, se i media parlano dell’”assessore all’Ambiente di zona, Rino Fabiano, cresciuto al collettivo autonomo dei Volsci, oggi indipendente Pd” (ti pareva?). Naturalmente anche lui – proprio come il fratello di Veltroni – dichiara ai giornali che ha fatto “otto segnalazioni in sette mesi” all’ufficio per la sicurezza dei municipi, ma senza risposta.

    Tutti a garantire che, se solo dipendesse da loro, San Lorenzo sarebbe un modello urbano profumato e lindo. Un paradiso dove, beninteso, gli spacciatori e gli stupratori vengono accolti, perché loro sono per “L’integrazione”, mica come quel fascista di Salvini.

    La prova è che nel maggio 2017, attivisti del centro sociale poi diventato di accoglienza “Baobab”, hanno cercato di impedire l’arresto di un rapinatore e stupratore seriale, della Guinea Bissau, che avevano rifugiato tra il centinaio di immigrati che Baobab ha accolto nella sua tendopoli presso la stazione Tiburtina: stazione che i furti, i vandalismi, le violenze rendono una specie di terra di nessuno. Baobab è finanziata da Soros.



    E’ un tutt’uno di “accoglienza” rossa e “integrazione” che unisce quelli di San Lorenzo con quelli di Baobab – una integrazione che ha permesso ai quattro negri stupratori e omicidi di Desirée di stare lì anche se mille volte fermati e rilasciati, espulsi e mai partiti, col permesso di soggiorno “umanitario” rilasciato da magistrati rossi e accoglienti.


    Due degli stupratori. Avevano il permesso (scaduto) di protezione umanitaria, istituito da ROMANO PRODI – un’invenzione giuridica esistente solo in Italia.
    A spacciare droga per rendere più spumeggiante la movida studentesca che fa di San Lorenzo, più piccanti i localini dei vecchi compagni picchiatori divenuti “accoglienti e umanitari” attorno all’immane complesso in rovina di Veltroni brother. E’ una convergenza di businesses che si potenziano l’un l’altro, e ciò costituisce “l’integrazione” secondo questi. Lo stupro, l’occasionale stuprettino (mica tanto raro: il 6 ottobre è toccato a una turista inglese di 30 anni, violentata a San Lorenzo da un nordafricano), e guai se invocate le ruspe – è fascista.

    Quindi al massimo, la sindaca Raggi – dopo il massacro di Desirée – vieta gli alcolici dopo le 21, misura davvero draconiana, che scoraggerà di sicuro i criminali.

    E’ il pecoreccio delle lobby Cafonal, della cui eleganza morale è incaranzione una donna dello spettacolo op avanspettacolo romanesco, tale Selvaggia Lucarelli, che ieri a proposito di Desirée Mariottini :

    pontifica: «Quindi Cucchi che spacciava e si drogava vittima delle forze dell’ordine italiane era un tossico di merda, Desiree che era stata denunciata per spaccio e si drogava vittima di stranieri era un angelo volato in cielo. La doppia morale di tanti italiani». Per la verità, è il contrario: i media parlano del “geometra Cucchi”…

    E’ il clima morale della Roma potentona che con le mafie pecorecce convive e fa gli affari. In un clima di bontà appiccicosa. Falsa e insultante come le proposte del segretario PD Maurizio Martina su Repubblica:







    E’ perfettamente calato nell’atmosfera pecoreccio-romanesca il presidente della Camera di nome Roberto Fico, a cadavere ancor caldo, si è affrettato a proclamare che “non servono le ruspe” ma “la coesione sociale è il mezzo fondamentale per costruire il resto della comunità solidale. Anche nei momenti difficili non ci vogliono ruspe ma più amore e partecipazione. Bisogna essere costantemente nei quartieri difficili senza lasciare mai nessuno solo”.

    Cosa volete farci: il degrado di San Lorenzo è niente in confronto al degrado sociale, morale e politico di un presidente Fico, omogeneo in fondo all’atmosfera mentale e ideologica che chiama quel buco nero senza ordine né legge “il quartiere della movida”, che tollera i Casamonica e le buche, la spazzatura mai raccolta e le cento occupazioni abusive – e le feste cafonissime sulle terrazze de sinistra. Sordità, insensibilità e cecità morale ripassata in “bontà” e “amore” – come nella Roma pecoreccia si ripassano i broccoli nell’aglio .



    Ma lui mica può cavarsela così. Poiché è un politico esponente di un partito di governo, il Fico ha il dovere di concretizzare quelle sue frasi, elaborarne un progetto politico.

    Stabilito che “non ci vogliono le ruspe” e ancor meno i poliziotti e le pene carcerarie, ma”più amore e partecipazione” per “costruite la comunità solidale”, che cosa propone allo scopo? Per esempio: tutti questi africani clandestini e illegali, tutti giovani, tutti maschi aitanti, gonfi di testosterone – come può un governo accogliente disinteressarsi dei loro diritti sessuali? E’ inaccettabile. Ci comportiamo con loro come se ci aspettassimo che vivano da angeli: inaccettabile. Sono venuti qui in una società liberata, che ormai accoglie i gay e lgbt con vera coesione sociale, e vorremmo che i negri vivessero in castità?

    Lo stupro occasionale della turista o dell’italiana non è certo la soluzione soddisfacente per questi giovanotti che rischiano, col permesso di soggiorno umanitario scaduto, di subire dei traumi oltre quelli inenarrabili che hanno sofferto in Senegal e Nigeria. Dunque il presidente Fico lanci un appello a tutte le militanti del 5 Stelle, a madri , sorelle e mogli, perché si prodighino come Scopatrici di Sostegno ai poveri clandestini, nei locali del fratelli di Veltroni o nella tendopoli di Baobab. Dovrebbe cominciare a offrire la sua compagna, che certo aderirà a una causa tanto umanitaria – praticamente un atto di giustizia distributiva di pari valore morale del reddito di cittadinanza. Altrimenti sono parole al vento, “bontà e coesione”. Fatti, non parole.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #4
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    Predefinito Re: Roma.

    https://www.maurizioblondet.it/scope...a-degli-spada/

    Scoperta: c’è la Mafia anche al liceo Virgilio di Roma. Peggio di quella degli Spada.

    Maurizio Blondet 21 novembre 2017 81 commenti
    Salta fuori che al liceo Virgilio di Roma, i “ragazzi de sinistra” hanno fatti l’okkupazione con spinelli, alcol, sesso, si sono ripresi mentre scopano e hanno postato il porno video su youtube, ovviamente. E’ una cosa che tutti sapevano e tacevano – mica c’è solo la mafia ad Ostia – l’anno scorso uno studente del Virgilio s’è fatto arrestare perché spacciava coca a un minore, il Rutelli ha raccontato che sua figlia era voluta andare via perché, gli aveva detto, “c’è la stanza delle canne, non mi piace”. Era dieci anni fa, Rutelli era stato sindaco di Roma, ma anche lui parla solo adesso che lo scandalo è esploso. E finalmente una ha parlato: la preside Carla Alfano.

    Ed accusa i genitori. “Quando convochiamo padri e madri ci rispondono che gli spinelli servono per calmare i figli, che se consumano stupefacenti a scuola, in fondo non sono preoccupati, perché meglio in classe che per strada. Qualcuno è anche arrivato a rispondermi: “Vuol dire che qui c’è roba buona”».

    Con molta chiarezza, ha parlato di “un gruppetto di studenti” che hanno “creato un clima mafioso e intimidatorio all’interno della scuola” – e li descrive: sono gli Spada del Liceo Virgilio, la mafia dei quartieri alti. “Sono una minoranza di soggetti che comanda su una maggioranza silenziosa, fin troppo silenziosa”. Sulla quale questi caporioni “hanno un atteggiamento di sfida, intimidiscono compagni e adulti. Sono subdoli e hanno trasformato questa scuola in un porto franco. Senza parolacce, perché vengono da famiglie della Roma bene”.

    Figli della Roma Bene – Potenti e arroganti perchè impunibili.
    Figli della Roma bene, ecco la chiave. Figli dei parassiti di Stato e di Regione, degli impiegati parlamentari a 300 mila euro l’anno, dei magistrati, dei politici tutti strapagati ed abituati ad esercitare il potere – esattamente come i loro figli farabutti: subdoli, intimidatori, con aria di sfida quando qualcuno contesta il loro “diritto” ai giganteschi quattrini, ai vitalizi, alle loro inadempienze – e alle collusioni e alle tangenti.

    Dai loro figli li riconosciamo, e capiamo perché lì c’è una maggioranza troppo silenziosa che si lascia comandare da questi mascalzoni; anche noi siamo troppo silenziosi, sopportiamo troppo queste arroganti nullità inadempienti che ci “governano” e predano, irresposabili dei loro doveri. Ai figli hanno trasmesso il loro senso d’impunità e la medesima immoralità, boriosa sicurissima di sé , da incalliti criminali (“Che male c’è? Qui avete roba buona”), l’offensiva mancanza ostentata di rispetto verso chi, più degno di loro, guadagna meno di loro, come gli insegnanti e la preside. Li riconosciamo, eccome se li riconosciamo: sono quelli risaliti nei quartieri di una Roma che hanno ridotto a porcaio materiale e morale. Sono i lettori ricchi di Repubblica e Manifesto, o i loro direttori e inviati di lusso, da cui ricavano la conferma che è di moda l’etica trasgressiva – quella che si permettono loro. Questo spiega anche perché la polizia, quando viene chiamata dalla preside, non si fa viva: quelli sono i figli di potenti che ti possono far passare i guai – anzi, che lo faranno, senza alcuno scrupolo ti distruggeranno,povero agente da 1400 al mese, se manchi di rispetto a uno dei loro figlioli spacciatori; fanno una telefonata al prefetto, al procuratore amico, al ministro, e sei fritto.

    La conferma: i “ragazzi” del Virgilio, invece di andare a nascondersi, spalleggiati dai loro genitori, minacciano di querlare la direttrice. Lo faranno e troveranno magistrature che gli daranno ragione, condannando la preside che ha fatto il suo dovere a pagare i danni. L’omertà di classe non vuole essere sfidata. Tornerà a calare.





    La mafia non c’è solo ad Ostia. Lo sappiamo: “Mafia capitale” prolifera in tutte le municipalizzate, dove caste arroganti rubano e depreano senza dare servizi. Quella peggiore è al Virgilio, anche perché la Procura che ha mandato quel poveraccio al carcere di massima sicurezza ad Udine (mostrando l’arroganza del potente interpreta le leggi come gli fa comodo, le indurisce per i nemici e le addolcisce per i colleghi) non ha mai indagato sul Virgilio e i suoi delitti. E al confronto, gli Spada sono un nulla quanto a pericolosità sociale. Non hanno il potere, che questi hanno, di fare leggi (come la buona scuola, il gender, le nozze gay, le leggi elettorali fatte apposta per non lasciare mai il potere ) che imprimono uno stile – cialtrone e disonesto – a tutto il paese, a tutta la società. Sono modelli sociali negativi, più gravemente dei tizi di Gomorra e Suburra: questi sono modelli solo per i marginali miserabili, invece i genitori dei figli papà dettano i comportamenti di tutta la cosiddetta “classe dirigente”.

    Ogni società esercita sui suoi membri una pressione sociale, che obbliga i più a certi comportamenti. E’ sempre stato così, dal Medio Evo agli anni ’60: la decenza sessuale, il vergognarsi delle azioni basse,la dignità dell’onestà e il rispetto di sé, eco lontana dei dieci comandamenti, ancora aveva forza educatrice dei più. Oggi, la società edonistica e trasgressiva che si è “liberata” di quella pressione sociale (passatista e dogmatica), tanto celebrata da L’Espresso, Repubblica e le tv, subisce comunque una pressione sociale: quella di questi genitori del liceo Virgilio. Essi la impongono con l’esempio: farsi di spinelli, che male c’è? Trasformare la scuola in un’osteria e teatro da film porno, umiliare i professori, intimidirli? Ma questo è il nuovo stile della classe dominante, liberata da tutti i tabù! Il mafioso dei Parioli è il nuovo modello!

    Credete che stia esagerando? Che quelli non esercitino una pressione sociale incoercibile sul resto della società e persino sulle vostre menti? Allora provate a proporre la riforma della scuola, che palesemente occorre: il ristabilimento della disciplina, la polizia che arresta il ragazzo che osa tirare il cestino o un preservativo su un insegnante, o intimidirlo in modo subdolo , perché i professori hanno lo status di pubblici ufficiali; provate a proporre durezza dei programmi e severità e bocciature; provate a proporre – ad esempio – l’uniforme scolastica, essenziale per insegnare ai ragazzi “l’uguaglianza di fronte alla legge”, perché nega le diversità basate sul reddito, il lusso del vestiario, la moda costosa, essenziale elemento educativo vigente in tutti i paesi ambiziosi di civiltà.

    Fare secessione dai genitori del Virgilio.
    Provate, e vedete cosa succede. Ve lo dico io: Repubblica, l’Espresso, Il Manifesto, le tv progressiste, RadioRAi 3, i grandi intellettuali alla Saviano, i talk shows più avanzati, sarebbero tutti mobilitati contro “l’autoritarismo” scolastico, e il “bigottismo”, l’insopportabile “peso sociale” che si vuole esercitare sui “nostri figli”. Persino gli insegnanti sarebbero contro la divisa scolastica, perché sono progressisti anche loro. Insomma è impossibile rettificare queste patologie.

    La conclusione è: occorre fare la secessione. La secessione dai genitori del Liceo Virgilio. Una secessione difficile perché non ha confini geografici certi, e i mascalzoni con cui non vogliamo avere a che fare sono accanto a noi, più spesso sopra di noi, e educano al male coi loro cattivi esempi, le loro leggi e normative “permissive” che riducono le nostre scuole a agenzie diseducative, e i nostri figli a farabutti sporcaccioni e ameboidi, senza cultura e senza testa.

    Per il momento la secessione la dobbiamo fare dentro di noi. Prendo qui un’idea dell’economista e sociologo Charles Sannat, che ho avuto occasione di citare: un padre di famiglia rivoltato dal sistema che esiste anche in Francia.

    “La risposta è in noi. Ciascuno di noi in quanto genitore:

    Io rifiuto che la vacuità sia l’orizzonte educativo insuperabile per i miei figli.

    Io rifiuto la mediocrità per i miei figli.

    Io rifiuto la mancanza di ambizione per i miei figli.

    Io rifiuto questa società della incultura crassa per i miei figli.

    Io rifiuto questo assurdo e mortifero, il politicamente corretto, per la crescita dei miei figli.

    Io rifiuto i metodi di lettura inefficaci per i miei figli.

    Io rifiuto di lobotomizzare i miei figli davanti a degli schermi video ed emissioni fatte per trasformare coloro che amo di più in cervelli disponibili per la pubblicità delle grandi marche.

    Io rifiuto che i miei figli siano merceologizzati, abbrutiti, cretinificati e assoggettati al totalitarismo mercantile.

    Io rifiuto tutto ciò, perché tutto ciò è la facilità.

    Educare dei figli, accompagnarli con amore a divenire adulti compiuti e responsabili così come cittadini di valore, questo esige tempo e sforzo e soprattutto coraggio e costanza, ossia il contrario dei valori che questo sistema assurdo tenta con tutti i mezzi di far entrare nelle nostre teste”.

    Non è che “tenta”: riesce a farci suoi, con la pressione sociale dei peggiori dirigenti che l’Italia abbia mai avuto. A parte ciò, questo decalogo “io rifiuto”, se lo ripetano i padri e le madri ancora coscienti, che non vogliono confondersi coi genitori del Virgilio. E’ la lotta di liberazione che occorre, e deve partire da dentro di noi. Come sapete benissimo, ci vuole il coraggio. quello che ci manca, per lo più.




    Il Collettivo dell’Occupazione dei Figli di Papà faceva pagare il biglietto agli studenti: 5 euro.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #5
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    Predefinito Re: Roma.

    Ok.
    Questo un piccolo spaccato di quella fogna che si chiama Roma.
    E al sud di quella è peggio, molto peggio.
    Rimane la domanda: come fa gente di Milano come Blondet a continuare ad essere itagliano e volerne l'unità.
    Eridano likes this.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  6. #6
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    Predefinito Re: Roma.

    "Roma dice basta" sit in in Campidoglio contro il degrado - Politica - ANSA.it

    Un signore intervistato: "Eh! Abbiamo resistito per 2000 anni, resisteremo anche a questo.
    Passerà, passerà".
    E infatti, non appena i media avranno altri argomenti per riempire i loro miserevoli spazi, tutto tornerà tranquillo, e Desirèe finirà come tutto nell'oblio.
    E i suoi carnefici in strada a spacciare.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  7. #7
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    Predefinito Re: Roma.

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Ok.
    Questo un piccolo spaccato di quella fogna che si chiama Roma.
    E al sud di quella è peggio, molto peggio.
    Rimane la domanda: come fa gente di Milano come Blondet a continuare ad essere itagliano e volerne l'unità.
    Perché è un democristiano. Quindi romanofilo.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  8. #8
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    Predefinito Re: Roma.

    Degrado sinonimo di roma.
    Fosforo e sale. E 2000 °C, come Mohenjo Daro.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  9. #9
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    Predefinito Re: Roma.

    Ma non è certo il solo qui al Nord.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #10
    Blut und Boden
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    Predefinito Re: Roma.

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Ma non è certo il solo qui al Nord.
    ?
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

 

 
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