



si come la storiella che se uno va in pensione si liberano 3 posti di lavoro … quando ci sono fior di società che aspettano pensionamenti (e le grandi società anche i prepensionamenti) per smaltire la "zavorra" accumulata da assunzioni fatte quando "tirava il cannone", la pressione fiscale era la metà di oggi e non c'erano automazione e computer
purtroppo da qualsiasi parte la si guardi la classe politica di questo paese vive su universi paralleli








Ma come ..... i libbberisti dicono che con l'avvento dell'industria 4.0 (e i relativi super e iperammortamenti made in Calenda... ) la ripresa è più che certa e si creano (o meglio si creeranno) un sacco di posti di lavoro altro che aspettare impazienti i prepensionamenti !!! sarà mica una balla vero![]()


Ma che industria 4.0, lo sanno tutti che sono i pensionati il motore dell'economia.


bhe sicuramente per il mercato interno il loro apporto è sicuramente maggiore a quello dato dato dagli investimenti alal produzione che col rallentamento dell'export rallentano di conseguenza.
PS
Non voglio dire che l'export e la produttività non servano (tutt'altro) ... ma se poi in Italia la gente ha pochi soldi per acquistare i tuoi prodotti puoi avere la produttività doppia dei tedeschi che comunque inevitabilmente i piazzali in periodi di rallentamento dell'export si riempiono...
Una politica intelligente deve saper bilanciare le 2 cose .. ma da noi si passa da un estremo all'altro.


industria 4.0 …
i posti di lavoro si creano solamente facendo ricerca, INNOVAZIONE e abbassando i costi (che da noi sono costituiti principalmente dall'assurda pressione fiscale e burocratica)
da trent'anni l'unica cosa fatta dai vari governi è: TASSA & SPRECA + SPENDI x VOTI


il mercato interno è fermo da anni perché non girano più i soldi. e perché non girano i soldi ??? perché da 25 anni (dal 1992 data del vero fallimento dell'italia) non si fa altro che aumentare la tassazione e sperperare in sprechi e interesse sul debito
con qualsiasi sistema (euro, lira, sovranità monetaria, ecc...) nessuno può andare a debito all'infinito confidando in aumenti di PIL o in "marchingegni" contabili