Sta accadendo qualcosa di simile, quintuplicato nell'impegno profuso considerato l'attuale pericolo, a ciò che accadde ai tempi dei governi del Cavaliere: un attacco continuo e senza esclusione di colpi da parte della stampa in generale contro le politiche del governo attuale.
Il che, dal punto di vista della "sentinella della politica", parrebbe esser cosa buona.
In realtà la stampa sta andando ben oltre questo nobile scopo.
Non solo si è assunta il compito condizionare l'opinione pubblica ma, soprattutto, di indirizzare l'attività politica verso obiettivi ben precisi per cui se non si fa ciò che è gradito ai cosiddetti "media" (da sempre SERVI, SERVILI e ASSERVITI allo status quo) si entra in un girone infernale fatto di critiche gratuite e disinformate, accuse infondate, illazioni, insinuazione e larvate minacce che, alla lunga, intimoriscono e limitano la libera espressione del mandato elettorale.
Il Cavaliere si diceva allora che avesse le spalle larghe ma, dalla sua, aveva ed ha tuttora un apparato editoriale "proprietario" che in qualche modo compensava l'attacco generalizzato di tutta la stampella asservita all'opposizione di allora.
Oggi le cose sono diverse: voci a sostegno di questo governo si possono contare sulle dita della mano. Tutto il resto, a partire dai commenti dei direttori di TG, dei conduttori, e di tutto il codazzo di ospiti di talk show più o meno noti chiamati a sponsorizzare i loro libercoli ovviamente e unicamente critici che gli assicuri quella misera mezz'ora di notorietà... tutto il resto è un coro unanime e compostissimo di critiche e accuse.
Il che ci fa pensare che tutta gente qui agisca per mandato editoriale e non certo per difendere la libera e corretta informazione.
Kobra (Democritico)




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