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Discussione: PENSA!!!

  1. #1
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    Predefinito PENSA!!!

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    Predefinito Rif: PENSA!!!

    Che amarezza...

    A Napoli diciamo: che pucundria ...

  3. #3
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    Predefinito Rif: PENSA!!!

    basi americane in italia 113onf: potrei sapere dove starebbero? hai qualche lista?
    Dannato Barone Rosso.

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    Predefinito Rif: PENSA!!!

    Citazione Originariamente Scritto da morfeo Visualizza Messaggio
    basi americane in italia 113onf: potrei sapere dove starebbero? hai qualche lista?








    Le sigle

    Usaf: aviazione

    Navy: marina

    Army: esercito

    Nsa: National security agency [Agenzia di sicurezza nazionale]

    Setaf: Southern european task force [Task force sudeuropea]




    Elenco per Regioni


    Trentino Alto Adige


    1. Cima Gallina [Bz]. Stazione telecomunicazioni e radar dell'Usaf.

    2. Monte Paganella [Tn]. Stazione telecomunicazioni Usaf.


    Friuli Venezia Giulia


    3. Aviano [Pn]. La più grande base avanzata, deposito nucleare e centro di telecomunicazioni dell'Usaf in Italia [almeno tremila militari e civili americani ]. Nella base sono dislocate le forze operative pronte al combattimento dell'Usaf [un gruppo di cacciabombardieri ] utilizzate in passato nei bombardamenti in Bosnia. Inoltre la Sedicesima Forza Aerea ed il Trentunesimo Gruppo da caccia dell'aviazione Usa, nonché uno squadrone di F-18 dei Marines. Si presume che la base ospiti, in bunker sotterranei la cui costruzione è stata autorizzata dal Congresso, bombe nucleari. Nella base aerea di Aviano (Pordenone) sono permanentemente schierate, dal 1994, la 31st Fighter Wing, dotata di due squadriglie di F-16 [nella guerra contro la Jugoslavia nel 1999, effettuo' in 78 giorni 9.000 missioni di combattimento: un vero e proprio record] e la 16th Air Force. Quest'ultima è dotata di caccia F-16 e F-15, e ha il compito, sotto lo U. S. European Command, di pianificare e condurre operazioni di combattimento aereo non solo nell'Europa meridionale, ma anche in Medio Oriente e Nordafrica. Essa opera, con un personale di 11.500 militari e civili, da due basi principali: Aviano, dove si trova il suo quartier generale, e la base turca di Incirlik. Sara' appunto quest'ultima la principale base per l'offensiva aerea contro l'Iraq del nord, ma l'impiego degli aerei della 16th Air Force sara' pianificato e diretto dal quartier generale di Aviano.

    4. Roveredo [Pn]. Deposito armi Usa.

    5. Rivolto [Ud]. Base USAF.

    6. Maniago [Ud]. Poligono di tiro dell'Usaf.

    7. San Bernardo [Ud]. Deposito munizioni dell'Us Army.

    8. Trieste. Base navale Usa.


    Veneto


    9. Camp Ederle [Vi]. Quartier generale della Nato e comando della Setaf della Us Army, che controlla le forze americane in Italia, Turchia e Grecia. In questa base vi sono le forze da combattimento terrestri normalmente in Italia: un battaglione aviotrasportato, un battaglione di artiglieri con capacità nucleare, tre compagnie del genio. Importante stazione di telecomunicazioni. I militari e i civili americani che operano a Camp Ederle dovrebbero essere circa duemila.

    10. Vicenza: Comando Setaf. Quinta Forza aerea tattica [Usaf]. Probabile deposito di testate nucleari.

    11. Tormeno [San Giovanni a Monte, Vi]. Depositi di armi e munizioni.

    12. Longare [Vi]. Importante deposito d'armamenti.

    13. Oderzo [Tv]. Deposito di armi e munizioni

    14. Codognè [Tv]. Deposito di armi e munizioni

    15. Istrana [Tv]. Base Usaf.

    16. Ciano [Tv]. Centro telecomunicazioni e radar Usa.

    17. Verona. Air Operations Center [Usaf ]. e base Nato delle Forze di Terra del Sud Europa; Centro di telecomunicazioni [Usaf].

    18. Affi [Vr]. Centro telecomunicazioni Usa.

    19. Lunghezzano [Vr]. Centro radar Usa.

    20. Erbezzo [Vr]. Antenna radar Nsa.

    21. Conselve [Pd ]. Base radar Usa.

    22. Monte Venda [Pd]. Antenna telecomunicazioni e radar Usa.

    23. Venezia. Base navale Usa.

    24. Sant'Anna di Alfaedo [Pd]. Base radar Usa.

    25. Lame di Concordia [Ve]. Base di telecomunicazioni e radar Usa.

    26. San Gottardo, Boscomantivo [Ve]. Centro telecomunicazioni Usa.

    27. Ceggia [Ve]. Centro radar Usa.


    Lombardia


    28. Ghedi [Bs]. Base dell'Usaf, stazione di comunicazione e deposito di bombe nucleari.

    29. Montichiari [Bs]. Base aerea [Usaf ].

    30. Remondò [Pv]. Base Us Army.

    108. Sorico [Co]. Antenna Nsa.


    Piemonte


    31. Cameri [No]. Base aerea Usa con copertura Nato.

    32. Candelo-Masazza [Vc]. Addestramento Usaf e Us Army, copertura Nato.


    Liguria


    33. La Spezia. Centro antisommergibili di Saclant [vedi 35 ].

    34. Finale Ligure [Sv]. Stazione di telecomunicazioni della Us Army.

    35. San Bartolomeo [Sp]: Centro ricerche per la guerra sottomarina. Composta da tre strutture. Innanzitutto il Saclant, una filiale della Nato che non è indicata in nessuna mappa dell'Alleanza atlantica. Il Saclant svolgerebbe non meglio precisate ricerche marine: in un dossier preparato dalla federazione di Rifondazione Comunista si parla di "occupazione di aree dello specchio d'acqua per esigenze militari dello stato italiano e non [ricovero della VI flotta Usa]". Poi c'è Maricocesco, un ente che fornisce pezzi di ricambio alle navi. E infine Mariperman, la Commissione permanente per gli esperimenti sui materiali da guerra, composta da cinquecento persone e undici istituti [dall'artiglieria, munizioni e missili, alle armi subacquee].


    Emilia Romagna


    36. Monte San Damiano [Pc]. Base dell'Usaf con copertura Nato.

    37. Monte Cimone [Mo]. Stazione telecomunicazioni Usa con copertura Nato.

    38. Parma. Deposito dell'Usaf con copertura Nato.

    39. Bologna. Stazione di telecomunicazioni del Dipartimento di Stato.

    40. Rimini. Gruppo logistico Usa per l'attivazione di bombe nucleari.

    41. Rimini-Miramare. Centro telecomunicazioni Usa.


    Marche


    42. Potenza Picena [Mc]. Centro radar Usa con copertura Nato.


    Toscana


    43. Camp Darby [Pi]. Il Setaf ha il più grande deposito logistico del Mediterraneo [tra Pisa e Livorno], con circa 1.400 uomini, dove si trova il 31st Munitions Squadron. Qui, in 125 bunker sotterranei, e' stoccata una riserva strategica per l'esercito e l'aeronautica statunitensi, stimata in oltre un milione e mezzo di munizioni. Strettamente collegato tramite una rete di canali al vicino porto di Livorno, attraverso il Canale dei Navicelli, è base di rifornimento delle unità navali di stanza nel Mediterraneo. Ottavo Gruppo di supporto Usa e Base dell'US Army per l'appoggio alle forze statunitensi al Sud del Po, nel Mediterraneo, nel Golfo, nell'Africa del Nord e la Turchia.

    44. Coltano [Pi]. Importante base Usa-Nsa per le telecomunicazioni: da qui sono gestite tutte le informazioni raccolte dai centri di telecomunicazione siti nel Mediterraneo. Deposito munizioni Us Army; Base Nsa.

    45. Pisa [aeroporto militare]. Base saltuaria dell'Usaf.

    46. Talamone [Gr]. Base saltuaria dell'Us Navy.

    47. Poggio Ballone [Gr]. Tra Follonica, Castiglione della Pescaia e Tirli: Centro radar Usa con copertura Nato.

    48. Livorno. Base navale Usa.

    49. Monte Giogo [Ms]. Centro di telecomunicazioni Usa con copertura Nato.


    Sardegna


    50. La Maddalena - Santo Stefano [Ss]. Base atomica Usa, base di sommergibili, squadra navale di supporto alla portaerei americana "Simon Lake".

    51. Monte Limbara [tra Oschiri e Tempio, Ss]. Base missilistica Usa.

    52. Sinis di Cabras [Or]. Centro elaborazioni dati [Nsa].

    53. Isola di Tavolara [Ss]. Stazione radiotelegrafica di supporto ai sommergibili della Us Navy.

    54. Torre Grande di Oristano. Base radar Nsa.

    55. Monte Arci [Or]. Stazione di telecomunicazioni Usa con copertura Nato.

    56. Capo Frasca [Or]. Eliporto ed impianto radar Usa.

    57. Santulussurgiu [Or]. Stazione telecomunicazioni Usaf con copertura Nato.

    58. Perdasdefogu [Nu]. Base missilistica sperimentale.

    59. Capo Teulada [Ca]. Da Capo Teulada a Capo Frasca [Or ], all'incirca 100 chilometri di costa, 7.200 ettari di terreno e più di 70 mila ettari di zone "off limits": poligono di tiro per esercitazioni aeree ed aeronavali della Sesta flotta americana e della Nato.

    60. Cagliari. Base navale Usa.

    61. Decimomannu [Ca]. Aeroporto Usa con copertura Nato.

    62. Aeroporto di Elmas [Ca]. Base aerea Usaf.

    63. Salto di Quirra [Ca]. poligoni missilistici.

    64. Capo San Lorenzo [Ca]. Zona di addestramento per la Sesta flotta Usa.

    65. Monte Urpino [Ca]. Depositi munizioni Usa e Nato.


    Lazio


    66. Roma. Comando per il Mediterraneo centrale della Nato e il coordinamento logistico interforze Usa. Stazione Nato

    67. Roma Ciampino [aeroporto militare]. Base saltuaria Usaf.

    68. Rocca di Papa [Rm]. Stazione telecomunicazioni Usa con copertura Nato, in probabile collegamento con le installazioni sotterranee di Monte Cavo

    69. Monte Romano [Vt]. Poligono saltuario di tiro dell'Us Army.

    70. Gaeta [Lt]. Base permanente della Sesta flotta e della Squadra navale di scorta alla portaerei "La Salle".

    71. Casale delle Palme [Lt]. Scuola telecomunicazioni Nato sotto controllo Usa.


    Campania


    72. Napoli. Comando del Security Force dei Marines. Base di sommergibili Usa. Comando delle Forze Aeree Usa per il Mediterraneo. Porto normalmente impiegato dalle unità civili e militari Usa. Si calcola che da Napoli e Livorno transitino annualmente circa cinquemila contenitori di materiale militare.

    73. Aeroporto Napoli Capodichino. Base aerea Usaf.

    74. Monte Camaldoli [Na]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

    75. Ischia [Na]. Antenna di telecomunicazioni Usa con copertura Nato.

    76. Nisida [Na]. Base Us Army.

    77. Bagnoli [Na]. Sede del più grande centro di coordinamento dell'Us Navy di tutte le attività di telecomunicazioni, comando e controllo del Mediterraneo.

    78. Agnano [nelle vicinanze del famoso ippodromo]. Base dell'Us Army.

    80. Licola [Na]. Antenna di telecomunicazioni Usa.

    81. Lago Patria [Ce]. Stazione telecomunicazioni Usa.

    82. Giugliano [vicinanze del lago Patria, Na]. Comando Statcom.

    83. Grazzanise [Ce]. Base saltuaria Usaf.

    84. Mondragone [Ce]: Centro di Comando Usa e Nato sotterraneo antiatomico, dove verrebbero spostati i comandi Usa e Nato in caso di guerra

    85. Montevergine [Av]: Stazione di comunicazioni Usa.


    Basilicata


    79. Cirigliano [Mt]. Comando delle Forze Navali Usa in Europa.

    86. Pietraficcata [Mt]. Centro telecomunicazioni Usa e Nato.


    Puglia


    87. Gioia del Colle [Ba]. Base aerea Usa di supporto tecnico.

    88. Brindisi. Base navale Usa.

    89. Punta della Contessa [Br]. Poligono di tiro Usa e Nato.

    90. San Vito dei Normanni [Br]. Vi sarebbero di stanza un migliaio di militari americani del 499° Expeditionary Squadron;.Base dei Servizi Segreti. Electronics Security Group [Nsa ].

    91. Monte Iacotenente [Fg]. Base del complesso radar Nadge.

    92. Otranto. Stazione radar Usa.

    93. Taranto. Base navale Usa. Deposito Usa e Nato.

    94. Martinafranca [Ta]. Base radar Usa.


    Calabria


    95. Crotone. Stazione di telecomunicazioni e radar Usa e Nato.

    96. Monte Mancuso [Cz]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

    97. Sellia Marina [Cz]. Centro telecomunicazioni Usa con copertura Nato.


    Sicilia


    98. Sigonella [Ct]. Principale base terrestre dell'Us Navy nel Mediterraneo centrale, supporto logistico della Sesta flotta [circa 3.400 tra militari e civili americani ]. Oltre ad unità della Us Navy, ospita diversi squadroni tattici dell'Usaf: elicotteri del tipo HC-4, caccia Tomcat F14 e A6 Intruder, gruppi di F-16 e F-111 equipaggiati con bombe nucleari del tipo B-43, da più di 100 kilotoni l'una.

    99. Motta S. Anastasia [Ct]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

    100. Caltagirone [Ct]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

    101. Vizzini [Ct]. Diversi depositi Usa. Nota: un sottufficiale dell'aereonautica militare ci ha scritto, precisando che non vi sono installazioni USA in questa base militare italiana.

    102. Palermo Punta Raisi [aeroporto]. Base saltuaria dell'Usaf.

    103. Isola delle Femmine [Pa]. Deposito munizioni Usa e Nato.

    104. Comiso [Rg]. La base risulterebbe smantellata.

    105. Marina di Marza [Rg]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

    106. Augusta [Sr]. Base della Sesta flotta e deposito munizioni.

    107. Monte Lauro [Sr]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

    109. Centuripe [En]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

    110. Niscemi [Cl]. Base del NavComTelSta [comunicazione Us Navy ].

    111. Trapani. Base Usaf con copertura Nato.

    112. Isola di Pantelleria [Tp]: Centro telecomunicazioni Us Navy, base aerea e radar Nato.

    113. Isola di Lampedusa [Ag]: Base della Guardia costiera Usa. Centro d'ascolto e di comunicazioni Nsa.


    elenco delle basi e installazioni militari degli USA in Italia
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    Gli umori corrodono il marmo

  5. #5
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    Predefinito Rif: PENSA!!!

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  6. #6
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    Predefinito Rif: PENSA!!!

    Parlo per la zona che conosco meglio... hefico:


    Sicilia


    98. Sigonella [Ct]. Principale base terrestre dell'Us Navy nel Mediterraneo centrale, supporto logistico della Sesta flotta [circa 3.400 tra militari e civili americani ]. Oltre ad unità della Us Navy, ospita diversi squadroni tattici dell'Usaf: elicotteri del tipo HC-4, caccia Tomcat F14 e A6 Intruder, gruppi di F-16 e F-111 equipaggiati con bombe nucleari del tipo B-43, da più di 100 kilotoni l'una.

    Sigonella è una base italo-americana. Le armi nucleari ci sono state fino al '98 (un mio parente è nell'AMI e lavora lì)

    99. Motta S. Anastasia [Ct]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

    Non esiste nessuna stazione di telecomunicazioni americana a Motta S. Anastasia.

    100. Caltagirone [Ct]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

    Fasullo al 100%

    101. Vizzini [Ct]. Diversi depositi Usa. Nota: un sottufficiale dell'aereonautica militare ci ha scritto, precisando che non vi sono installazioni USA in questa base militare italiana.

    Ecco appunto: base italiana (dismessa dagli anni '80)

    102. Palermo Punta Raisi [aeroporto]. Base saltuaria dell'Usaf.

    Che significa base SALTUARIA? Un giorno si e uno no? :gluglu:

    103. Isola delle Femmine [Pa]. Deposito munizioni Usa e Nato.

    Nato è una cosa. Usa un'altra.

    104. Comiso [Rg]. La base risulterebbe smantellata.

    La base E' smantellata. Mai sentito del nuovo aeroporto?

    105. Marina di Marza [Rg]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

    Sciocchezze.

    106. Augusta [Sr]. Base della Sesta flotta e deposito munizioni.

    Augusta è italianissima. E' sede del CONFORPAT. Altro che SESTA FLOTTA
    Comando in Capo della Squadra Navale


    107. Monte Lauro [Sr]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

    Ammazza quante stazioni di telecomunicazioni hanno...


    109. Centuripe [En]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

    Un'altra... scemenza...


    110. Niscemi [Cl]. Base del NavComTelSta [comunicazione Us Navy ].


    Non esiste ancora.


    111. Trapani. Base Usaf con copertura Nato.

    Veramente l'aeroporto di Trapani è base italiana.
    Vi operano il 37° stormo, il 10° e il 18° gruppi caccia e delle unità di ricerca e soccorso.


    112. Isola di Pantelleria [Tp]: Centro telecomunicazioni Us Navy, base aerea e radar Nato.

    Si buonanotte..


    113. Isola di Lampedusa [Ag]: Base della Guardia costiera Usa. Centro d'ascolto e di comunicazioni Nsa.

    La base Loran? Non esiste più.


    elenco delle basi e installazioni militari degli USA in Italia
    La Vita è troppo breve per non essere Italiani!

  7. #7
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    Predefinito Rif: PENSA!!!

    Citazione Originariamente Scritto da Italianista Visualizza Messaggio
    Parlo per la zona che conosco meglio... hefico:


    Sicilia


    98. Sigonella [Ct]. Principale base terrestre dell'Us Navy nel Mediterraneo centrale, supporto logistico della Sesta flotta [circa 3.400 tra militari e civili americani ]. Oltre ad unità della Us Navy, ospita diversi squadroni tattici dell'Usaf: elicotteri del tipo HC-4, caccia Tomcat F14 e A6 Intruder, gruppi di F-16 e F-111 equipaggiati con bombe nucleari del tipo B-43, da più di 100 kilotoni l'una.

    Sigonella è una base italo-americana. Le armi nucleari ci sono state fino al '98 (un mio parente è nell'AMI e lavora lì)

    99. Motta S. Anastasia [Ct]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

    Non esiste nessuna stazione di telecomunicazioni americana a Motta S. Anastasia.

    100. Caltagirone [Ct]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

    Fasullo al 100%

    101. Vizzini [Ct]. Diversi depositi Usa. Nota: un sottufficiale dell'aereonautica militare ci ha scritto, precisando che non vi sono installazioni USA in questa base militare italiana.

    Ecco appunto: base italiana (dismessa dagli anni '80)

    102. Palermo Punta Raisi [aeroporto]. Base saltuaria dell'Usaf.

    Che significa base SALTUARIA? Un giorno si e uno no? :gluglu:

    103. Isola delle Femmine [Pa]. Deposito munizioni Usa e Nato.

    Nato è una cosa. Usa un'altra.

    104. Comiso [Rg]. La base risulterebbe smantellata.

    La base E' smantellata. Mai sentito del nuovo aeroporto?

    105. Marina di Marza [Rg]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

    Sciocchezze.

    106. Augusta [Sr]. Base della Sesta flotta e deposito munizioni.

    Augusta è italianissima. E' sede del CONFORPAT. Altro che SESTA FLOTTA
    Comando in Capo della Squadra Navale


    107. Monte Lauro [Sr]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

    Ammazza quante stazioni di telecomunicazioni hanno...


    109. Centuripe [En]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

    Un'altra... scemenza...


    110. Niscemi [Cl]. Base del NavComTelSta [comunicazione Us Navy ].


    Non esiste ancora.


    111. Trapani. Base Usaf con copertura Nato.

    Veramente l'aeroporto di Trapani è base italiana.
    Vi operano il 37° stormo, il 10° e il 18° gruppi caccia e delle unità di ricerca e soccorso.


    112. Isola di Pantelleria [Tp]: Centro telecomunicazioni Us Navy, base aerea e radar Nato.

    Si buonanotte..


    113. Isola di Lampedusa [Ag]: Base della Guardia costiera Usa. Centro d'ascolto e di comunicazioni Nsa.

    La base Loran? Non esiste più.


    elenco delle basi e installazioni militari degli USA in Italia



    SICILIA MILITARIZZATA SOTTO IL CONTROLLO AMERICANO
    by L'ALTRA SICILIA Monday, May. 30, 2005 at 12:46 PM
    Opprimente in Sicilia la presenza americana, nuclearizzata con il colpevole silenzio delle autorità nazionali e regionali.

    I dati della presenza americana sul suolo siculo i danni e le prevaricazioni che i nostri amici d’oltre oceano causano sul territorio ed ai siciliani, è, siamo in america o in Sicilia.
    L’Isola è militarizzata dagli americani, in barba al trattato di pace che prescrive la sua smilitarizzazione, in lungo ed in largo, con pericoli di inquinamento ambientali e catastrofi nucleari fuori da ogni immaginazione.
    La base militare america, Sigonella in provincia di Catania, è la principale della Marina presente nel mediterraneo. Supporto logistico della Sesto flotta, conta circa 4.000 americani. Sigonella è anche il maggior punto di concentrazione dell’USAF con squadroni elicotteri e l'Helicopter Combat Squadron Four HC-4 Black Stallion, l’unico della US Navy che che utilizza gli elicotteri MH-53E Sea Dragon (i più grandi delle forze armate), caccia Tomcat F 14, A6 Intruder, F-16 e F111 equipaggiati con bombe nucleari D-43 da oltre 100 kilotoni.
    La base di Sigonella è il principale punto di supporto per tutto lo scacchiere mediorientale e mediterraneo e consuma oltre un miliardo di metri cubi di acqua con una percentuale pro-capite di oltre 250.000 metri cubi per americano mentre al popolo siciliano gli si fa mancare l’acqua con scusa puerili ed indecenti.
    Oltre a Sigonella gli americani sono presenti, a volte discretamente a volte in modo opprimente e sconvolgendo spessissimo i fragili equilibri macro e micro economici delle area “conquistate”, a
    2. Motta Santa Anastasia (CT) - Stazione di Telecomunicazioni;
    3. Caltagirone (CT) – Stazione di Telecomunicazioni;
    4. Vizzini (CT) – Depositi materiali;
    5. Palermo (aeroporto civile che funge da base alternativa dell’USAF)
    6. Isola delle Femmine (PA) – Deposito Munizioni
    7. Comiso (RG) – ufficialmente la base risulta non operativa ma insistenti voci fatte filtrare come al solito dal Pentagono affermano che c’è forte pressione per una sua riapertura;
    8. Marina di Marza (RG) – Stazione di Telecomunicazioni;
    9. Augusta (SR) – Base della VI Flotta
    10. Monte Lauro (SR) – Stazione Telecomunicazioni;
    11. Centurie (EN) – Stazione di Telecomunicazioni;
    12. Niscemi (CL) Stazione di Telecomunicazioni;
    13. Trapani Birgi (TP) Base USAF -;
    14. Isola di Pantelleria (TP) Base USAF (dichiarata NATO) e Centro Telecomunicazioni US Navy;
    15. Isola di Lampedusa (TP) – Guardia Costiera USA, Centro Telecomunicazioni e d’ascolto.

    Tutta la Sicilia è sotto stretto controllo americano ed è probabile che il controllo si estenda anche sulle comunicazioni con il grande orecchio Echelon composto da oltre 120 satelliti e controllato dal sistema terrestre Cray II. Ogni giorno vediamo sui cieli Siciliani scie bianche lasciate dagli aerei americani che volano da est ad ovest, da sud a nord, in completa indipendenza dal controllo italiano.
    Esercitazioni improvvise con aerei armati di tutto punto anche con bombe nucleari (dovrebbero essere non attivate) vengono svolte quotidianamente senza che le autorità italiane ne siano a conoscenza.
    Gli americani ci hanno aiutato a liberarci dall’oppressione nazi-fascista, ma da fratelli liberatori sono divenuti nel tempo, arroganti conquistatori. E attenti: gli americani con i loro duty-free all’interno delle basi alimentano un fortissimo contrabbando che comprime ancora di più della recessione le economie locali.
    Bruxelles, 27 Maggio 2005



    sicilia provincia militare americana
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    Gli umori corrodono il marmo

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    Predefinito Rif: PENSA!!!

    La guerra a microonde delle basi USA in Sicilia

    Si aggiungono nuovi tasselli alla vicenda relativa all’installazione a Niscemi, Caltanissetta, del terminal terrestre del sistema di telecomunicazioni satellitari MUOS (Mobile User Objective System).
    Archiviata la straordinaria manifestazione di popolo (oltre 15.000 persone) che sabato 28 febbraio ha percorso le vie della città siciliana per gridare “No” al pericolosissimo impianto militare delle forze armate USA, trapelano inquietanti indicazioni su quello che è stato l’iter del progetto. Notizie che confermano le connivenze e il cinismo dei governi succedutisi in Italia negli ultimi anni e la scarsissima considerazione che le autorità siciliane nutrono per la salute e la sicurezza delle popolazioni dell’isola.

    I consiglieri comunali del Partito democratico di Niscemi hanno denunciato che l’Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione siciliana era a conoscenza del progetto d’installazione del MUOS nella base dell’US Navy di Niscemi sin dal 24 gennaio 2007. “La relativa documentazione è rimasta in mano dell’allora assessore sino al 10 aprile 2008 e per tutto questo tempo avvolta nel silenzio”, affermano i consiglieri. “Né sono state effettuate misure di monitoraggio preventivo nella zona già interessata da emissioni elettromagnetiche per le antenne già esistenti nella base della Marina militare statunitense”. Presidente della Regione siciliana era l’Udc Totò Cuffaro, assessore l’avvocata Rossana Interlandi, esponente dell’Mpa di Raffaele Lombardo ed ex consigliere d’amministrazione dell’Università di Catania. Nessuno a Palermo avrebbe fatto caso alle possibili violazioni amministrative ed ambientali del progetto, né che l’area prescelta per l’installazione del terminal terrestre si trovava all’interno della Riserva naturale orientata “Sughereta”, area protetta della Regione siciliana. Un comportamento decisamente censurabile quello dei funzionari dell’assessorato guidato dalla dottoressa Interlandi, già attivista del WWF ed originaria proprio di… Niscemi.





    All’assessorato vige l’omertà



    Ma torniamo alla data del 24 gennaio 2007, quando cioè sarebbe stata presentata la richiesta alla Regione per installare il MUOS in contrada Ulmo di Niscemi. Presidente del consiglio era Romano Prodi, ministro della difesa, Arturo Parisi. Entrambi omisero d’informare il parlamento sull’accordo sottoscritto con Washington per ospitare in Italia il nuovo sistema per le guerre stellari, mentre l’Australia, altro paese straniero sede di una delle quattro stazioni terrestri previste, aveva reso pubblico e subito, i contenuti del programma militare. Ciononostante, nella primavera del 2007, furono due organi di stampa siciliani (Centonove e L’isola possibile) con il sito internet Terrelibere.org a rivelare il nuovo piano d’insediamento militare. Con un’“imprecisione” involontaria, però, quella cioè che il MUOS sarebbe giunto alla base di Sigonella. Il riferimento alla stazione aeronavale alle porte di Catania era contenuto in alcuni documenti dell’US Navy. Tra gli allegati, c’era pure uno studio sull’impatto delle onde elettromagnetiche del sistema satellitare, elaborato dall’AGI - Analytical Graphics, Inc., importante società con sede a Exton, Pennsylvania, in collaborazione con la Maxim Systems di San Diego, California. Lo studio, denominato “Sicily RADHAZ Radio and Radar Radiation Hazards Model”, aveva elaborato un modello di verifica dei rischi di irradiazione elettromagnetica sui sistemi d’armi, munizioni, propellenti ed esplosivi (“HERO - Hazards of Electromagnetic to Ordnance”) ospitati a Sigonella. La simulazione informatica aveva verificato l’incompatibilità del MUOS all’interno della base (“le fortissime emissioni elettromagnetiche possono avviare la detonazione degli ordigni presenti”), suggerendo “di trovare una nuova destinazione”. Un’ulteriore ricerca sugli “Hazards of Electromagnetic Radiation to Ordnance” permise alla “Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella” di entrare in possesso dei manuali di prevenzione incidenti adottati dalla Marina USA. In uno di essi si riportava testualmente che “l’esposizione all’energia derivante dai sistemi radio di sufficiente intensità e frequenze comprese tra i 3 kilohertz (kHz) ed i 300 GHz possono avere effetti negativi su personale, sistemi d’arma e carburanti”. Nel “Federal Standard 1037C” del governo degli Stati Uniti venivano elencati i principali rischi RADHAZ: “induzione o associazione di correnti e/o voltaggi di grande magnitudine sufficienti ad avviare i meccanismi di auto-esplosione di armi, munizioni e altri sistemi esplodenti; generazione di effetti dannosi o nocivi all’uomo e all’ambiente; creazione di scintille di sufficiente grandezza da infiammare miscele di materiali trattate nelle aree colpite”.

    Ai rischi delle onde elettromagnetiche del MUOS, la redazione di RAI News dedicò uno speciale dal titolo “Base USA di Sigonella, il pericolo annunciato”, trasmesso il 22 novembre 2008. L’opinione pubblica siciliana restò sconcertata e i parlamentari Mauro Bulgarelli (Verdi) e Severino Galante (Pdci) presentarono due interrogazioni al governo, la prima il 28 novembre, la seconda il 5 dicembre. Prodi e Parisi fecero come gli struzzi. All’Assessorato Regionale all’Ambiente e Territorio di Palermo venne invece mantenuto il più assoluto riserbo sull’alternativa proposta per insediare il terminal terrestre, la stazione di telecomunicazione di Niscemi. Poi, senza attendere il parere della Regione, i militari statunitensi diedero un colpo di acceleratore al programma e il 19 febbraio 2009, in occasione della visita all’impianto di contrada Ulmo del direttore del Mobile User Objective Program della Marina USA, Wayne Curls, vennero avviate le prime opere di perimetrazione e movimentazione terra per predisporre le piattaforme per le antenne e le torri radio del sistema di comunicazione satellitare. Nel silenzio (assenso?) di Palazzo dei Normanni, il Comando di Sigonella affidò ad un consorzio d’imprese costituito ad hoc (“Team Niscemi Muos”), i lavori di realizzazione del nuovo impianto militare.

    Le imprese iniziarono ad operare nel mese di maggio, quando la niscemese Rossana Interlandi venne sostituita alla guida dell’assessorato da Giuseppe Sorbello, per poi rientrare alla Regione Siciliana, lo scorso 26 febbraio, in qualità di dirigente generale del dipartimento…. “Territorio e Ambiente”.





    Miscele esplosive di radio-frequenze



    La stazione di telecomunicazioni della Marina USA di Niscemi è attiva dal 1991, ma né i militari statunitensi e italiani, né gli amministratori locali e regionali, hanno mai pensato di eseguire un’analisi sulle emissioni delle 41 antenne radio esistenti. Se ne sono accorti i tecnici dell’ARPA, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, chiamati dal neoassessore Sorbello a predisporre quattro centraline di rilevamento dell’inquinamento elettromagnetico nel comune siciliano. Eppure le onde emesse dalle antenne della base coprono tutto lo spettro compreso tra le UHF e le VHF (Ultra and Very High Frequency – ultra e altissime frequenze, dai 30 MHz ai 3000 MHz, utilizzate per le comunicazioni radio con aerei e satelliti), alle ELF – VLF – LF (Extremely and Very Low Frequency – frequenze estremamente basse e bassissime, dai 300 Hz a 300kHZ), queste ultime in grado di penetrare in profondità le acque degli oceani e contribuire alle comunicazioni con i sottomarini a capacità e propulsione nucleare di Stati Uniti e partner NATO. A partire dalla fine degli anni ’90, le stazione di Niscemi è stata pure dotata del sistema di trasmissione VLF/LF “AN/FRT-95”, che ha consentito alle forze navali USA di accrescere la copertura nelle regioni del Nord Atlantico e del Nord Pacifico. Il trasmettitore AN/FRT-95A opera tra i 24 ed i 160 kHz con una potenza compresa tra i 280 kW e i 500 kW, ma il sistema permette l’estendere in caso di necessità sino ai 2,000 kW.

    A seguito della chiusura della stazione di Keflavik (Islanda), a Niscemi è stato installato nel settembre 2006 un “addizionale” Sistema di Processamento e Comunicazione Automatico e Integrato con i Sottomarini (ISABPS). La base ha così assunto tutte le funzioni di collegamento in bassa frequenza con i sottomarini strategici operanti nella regione atlantica (Atlantic Low Frequency Submarine Broadcast). Come enfaticamente sottolineato dal comunicato del Comando dell’US Navy, emesso in occasione del trasferimento delle installazioni di telecomunicazione dall’Islanda alla Sicilia, “la missione della stazione navale sarà quella di garantire i servizi di comunicazione agli utenti di NAS Sigonella come le forze di Stati Uniti, Nato e delle forze di coalizione che operano nell’Atlantico, nel Mediterraneo, nel sud-est asiatico e nelle regioni del’Oceano indiano. Come parte della FORCEnet vision della Marina militare USA, la Stazione di Niscemi connetterà sensori, comandi e piattaforme di controllo, organi decisionali, combattenti e sistemi d’arma per assicurare ulteriori progressi nella Guerra Globale al Terrorismo”. La FORCEnet vision è l’architettura strategica per le operazioni delle unità navali, aeree e spaziali nel XXI secolo, con l’obiettivo dichiarato di assicurare alle forze armate USA la “superiorità nella conoscenza e nelle capacità di comando e accrescere la potenza di combattimento in guerra”.

    Alla produzione del cocktail micidiale di radiazioni elettromagnetiche, non potevano restare assenti a Niscemi gli impianti di trasmissione a microonde, come sono denominate le onde molto corte comprese tra i 300MHz e i 300 GHz di frequenza, utilizzate per le trasmissioni spaziali e satellitari (come saranno ad esempio quelle del MUOS), nella telefonia cellulare e nei famigerati “forni a microonde”.

    A provare l’esistenza di specifiche antenne a microonde nella base della marina statunitense di Niscemi e in altre basi USA in Sicilia, la copia di un bando della Defense Information Systems Agency, pubblicato il 29 maggio 2008, relativo alla “fornitura ed installazione di tre siti di comunicazioni a microonde (“microwaves”) Line-of-Sight (LOS)”, il primo a Niscemi, il secondo a Sigonella e il terzo nella base navale USA di Augusta (Siracusa), utilizzata quest’ultima per l’approdo e il rifornimento di armi e carburante delle unità da guerra, comprese le portaerei e i sottomarini atomici. Il contratto è stato sottoscritto con i fornitori il successivo 7 aprile e ha previsto la conclusione dei lavori entro l’1 ottobre 2008 e la manutenzione degli impianti per la durata di un anno con la possibilità di proroga sino al 30 settembre 2012.

    Opportuno riportare alcuni dei passaggi del bando: “NAVCOMTELSTA (NCTS) Sicily richiede la sostituzione dei due sistemi radio a microonde esistenti “COTS” che hanno concluso il loro ciclo vitale. Il nuovo sistema fornirà la connessione a microonde di 155MB 21 tra l’NCTS Sicily, ospitato presso la Naval Air Station di Sigonella (NAS II), il Fleet Logistic Support Site nella baia di Augusta e il Naval Radio Transmitter Facility di Niscemi”. E ancora: “Il contractor fornirà tutti i materiali, le apparecchiature, le strutture e i servizi per rendere pienamente funzionante il collegamento LOS tra ognuno dei sistemi a microonde. Il contractor dovrà fornire quanto necessitano i ripetitori di segnale, i sistemi d’allarme elettronici e anti-intrusione, le torri o le strutture di supporto, le antenne, gli alimentatori, gli UPS e le attrezzature di controllo. Il sistema a microonde supporterà 2-wire telephone, bidirezionali 4-wire voice, così come i circuiti richiesti per la trasmissione dati ad un velocità di 64kb ed oltre”. Al contractor privato sono infine affidati tutti gli interventi in caso di cattivo funzionamento del sistema di comunicazione, “entro due ore dalla notifica di richiesta del governo statunitense”.

    Chissà se una valutazione “HERO” dei rischi elettromagnetici emessi dalle nuove stazioni a microonde sia mai stata fatta dall’US Navy per Sigonella, scalo aeroportuale dove quotidianamente vengono movimentate quantità rilevantissime di armi e carburante. O per la baia di Augusta, area al centro del “triangolo della morte” Augusta – Priolo - Melili (di quest’ultimo comune è sindaco Giuseppe Sorbello, assessore all’Ambiente della regione siciliana), dove impianti petrolchimici, cementifici, raffinerie, ecc. convivono con una delle principali basi navali della Marina da guerra italiana e della NATO, e dove sono presenti due grandi depositi carburante a Punta Cugno e San Cusumano più un sospetto deposito munizioni a Cava Sorciaro, a disposizione delle forze armate USA e dei partner atlantici.

    In Sicilia forse c’è già chi ha sperimentato sulla propria pelle le esercitazioni militari a suon di microonde. Sono gli abitanti della piccola frazione di Canneto di Caronia, nella costa tirrenica della provincia di Messina, che dal gennaio all’aprile del 2004 assistettero ad una lunga serie di diabolici fenomeni di autocombustione di elettrodomestici e impianti elettrici, di smagnetizzazione di bussole, ecc.. Un rapporto top secret redatto tre anni più tardi dal gruppo di studio interistituzionale creato dalla presidenza del Consiglio, ha avanzato l’ipotesi che all’origine degli “incidenti” ci sarebbero stati “test militari segreti o esperimenti alieni”. Intervistato dal settimanale L’Espresso (26 ottobre 2007), il coordinatore del gruppo Francesco Mantegna Venerando ha fatto riferimento ad “una origine artificiale dei fenomeni”, come “emissioni elettromagnetiche impulsive”, capaci di generare “una grande potenza concentrata in frazioni di tempo estremamente ridotte”.

    Si sarebbe trattato cioè di “fasci di microonde a ultra high frequency compresi nella banda tra 300 megahertz e alcuni gigahertz, applicazioni sperimentali di tecnologie industriali, non escludendo quelle finalizzate a recenti sistemi d’arma a energia elettromagnetica”. Nuove e terrificanti tecnologie militari a servizio dei signori delle guerre stellari, dunque. Proprio come il MUOS che si vorrebbe installare a Niscemi.


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    Predefinito Rif: PENSA!!!

    Citazione Originariamente Scritto da Majorana Visualizza Messaggio
    SICILIA MILITARIZZATA SOTTO IL CONTROLLO AMERICANO
    by L'ALTRA SICILIA Monday, May. 30, 2005 at 12:46 PM
    Opprimente in Sicilia la presenza americana, nuclearizzata con il colpevole silenzio delle autorità nazionali e regionali.

    I dati della presenza americana sul suolo siculo i danni e le prevaricazioni che i nostri amici d’oltre oceano causano sul territorio ed ai siciliani, è, siamo in america o in Sicilia.
    L’Isola è militarizzata dagli americani, in barba al trattato di pace che prescrive la sua smilitarizzazione, in lungo ed in largo, con pericoli di inquinamento ambientali e catastrofi nucleari fuori da ogni immaginazione.
    La base militare america, Sigonella in provincia di Catania, è la principale della Marina presente nel mediterraneo. Supporto logistico della Sesto flotta, conta circa 4.000 americani. Sigonella è anche il maggior punto di concentrazione dell’USAF con squadroni elicotteri e l'Helicopter Combat Squadron Four HC-4 Black Stallion, l’unico della US Navy che che utilizza gli elicotteri MH-53E Sea Dragon (i più grandi delle forze armate), caccia Tomcat F 14, A6 Intruder, F-16 e F111 equipaggiati con bombe nucleari D-43 da oltre 100 kilotoni.
    La base di Sigonella è il principale punto di supporto per tutto lo scacchiere mediorientale e mediterraneo e consuma oltre un miliardo di metri cubi di acqua con una percentuale pro-capite di oltre 250.000 metri cubi per americano mentre al popolo siciliano gli si fa mancare l’acqua con scusa puerili ed indecenti.
    Oltre a Sigonella gli americani sono presenti, a volte discretamente a volte in modo opprimente e sconvolgendo spessissimo i fragili equilibri macro e micro economici delle area “conquistate”, a
    2. Motta Santa Anastasia (CT) - Stazione di Telecomunicazioni;
    3. Caltagirone (CT) – Stazione di Telecomunicazioni;
    4. Vizzini (CT) – Depositi materiali;
    5. Palermo (aeroporto civile che funge da base alternativa dell’USAF)
    6. Isola delle Femmine (PA) – Deposito Munizioni
    7. Comiso (RG) – ufficialmente la base risulta non operativa ma insistenti voci fatte filtrare come al solito dal Pentagono affermano che c’è forte pressione per una sua riapertura;
    8. Marina di Marza (RG) – Stazione di Telecomunicazioni;
    9. Augusta (SR) – Base della VI Flotta
    10. Monte Lauro (SR) – Stazione Telecomunicazioni;
    11. Centurie (EN) – Stazione di Telecomunicazioni;
    12. Niscemi (CL) Stazione di Telecomunicazioni;
    13. Trapani Birgi (TP) Base USAF -;
    14. Isola di Pantelleria (TP) Base USAF (dichiarata NATO) e Centro Telecomunicazioni US Navy;
    15. Isola di Lampedusa (TP) – Guardia Costiera USA, Centro Telecomunicazioni e d’ascolto.

    Tutta la Sicilia è sotto stretto controllo americano ed è probabile che il controllo si estenda anche sulle comunicazioni con il grande orecchio Echelon composto da oltre 120 satelliti e controllato dal sistema terrestre Cray II. Ogni giorno vediamo sui cieli Siciliani scie bianche lasciate dagli aerei americani che volano da est ad ovest, da sud a nord, in completa indipendenza dal controllo italiano.
    Esercitazioni improvvise con aerei armati di tutto punto anche con bombe nucleari (dovrebbero essere non attivate) vengono svolte quotidianamente senza che le autorità italiane ne siano a conoscenza.
    Gli americani ci hanno aiutato a liberarci dall’oppressione nazi-fascista, ma da fratelli liberatori sono divenuti nel tempo, arroganti conquistatori. E attenti: gli americani con i loro duty-free all’interno delle basi alimentano un fortissimo contrabbando che comprime ancora di più della recessione le economie locali.
    Bruxelles, 27 Maggio 2005



    sicilia provincia militare americana
    La parte in grassetto è fenomenale...
    Ma per favore... questa lista è una farsa totale...
    a questo punto cominciamo a dire che Elvis è stato rapito dagli alieni...
    Ultima modifica di Italianista; 05-09-10 alle 12:58
    La Vita è troppo breve per non essere Italiani!

  10. #10
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    Predefinito Rif: PENSA!!!

    Citazione Originariamente Scritto da Italianista Visualizza Messaggio
    La parte in grassetto è fenomenale...
    Ma per favore... questa lista è una farsa totale...
    a questo punto cominciamo a dire che Elvis è stato rapito dagli alieni...


    Sei forse un generale della NATO per scriverlo?? Se non hai fonti, ma solo tue considerazioni personali, sei pregato di tenerle per te.
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