



E' questo? Dammi conferma, se ho toppato chiedo veniaVENEZIA «Mi creda, tanti partiti
vorrebbero avere i problemi di
consenso della Lega», cerca di
smorzare un vecchio colon-
nello del Carroccio di quel
Nordest che è terra padana
per antonomasia e che qual-
che riflessione sull’abbraccio
ai «meridionalisti» grillini
l’ha fatto e continua a farlo.
I dati di cui ha dato conto ie-
ri il Corriere della Sera parla-
no chiaro. Pur in un contesto
assolutamente positivo, in cui
la Lega fa il pieno al centro-
sud, raddoppiando in Lazio e
Toscana (dal 15,7% delle Politi-
che all’attuale 29%) e triplican-
do addirittura nel Mezzogior-
no (dal 6,2% delle Politiche al
18% odierno), suona un cam-
panello di al-
larme. Se in-
fatti al Nor-
dest le proie-
z i o n i
indicano un
40,1%, tra il ri-
levamento di
settembre e
quello di di-
cembre il
partito perde
comunque qualcosa come
l’8,5% dei consensi. E il dato,
ovviamente, crea preoccupa-
zione. Non tanto per il presen-
te o per le prossime Europee,
quanto in prospettiva perché
ritenuto un «sentiment» fi-
glio del malcontento delle ca-
tegorie economiche per le ri-
sposte finora ritenute lacuno-
se al territorio in materia di
grandi opere e per quel decreto Dignità che a Nordest è vi-
sto come il fumo negli occhi.
Il vicepremier Matteo Salvi-
ni ieri ha brindato con i suoi
senatori rassicurandoli sul
fatto che «non c’è alcun arre-
tramento della Lega al Nord».
Il suo guru mediatico, Luca
Morisi, ha pubblicato via twit-
ter un sondaggio Swg che al 17
dicembre dà la Lega in cresci-
ta dello 0,4% al Nord, com-
mentando ironicamente «Eh,
il rosicamento...». Ma il rosi-
camento di Confindustria e
Confartigianato contro la ma-
novra e il decreto Dignità è
concreto. A tal punto che alcu-
ni industriali, in un recente
passato storicamente vicini al
Carroccio, nei giorni scorsi
hanno criticato l’operato del
governo a trazione legastella-
ta. Si pensi a Bepi Covre, padre
nobile (ora dissidente) della
Lega e prima di tutto impren-
ditore, che dice: «Ai parla-
mentari leghisti dico: voi veni-
te da zone in cui il lavoro è re-
ligione, se ci mettete i bastoni
tra le ruote siete dei disgrazia-
ti, intesi come coloro che por-
tano disgrazie. Il decreto Di-
gnità è una vera porcata».
E che dire, poi, di tutti i pre-
sidenti della Confindustria
nordestina presenti a Torino
per dire sì alla Tav? E degli ar-
tigiani in piazza contro le li-
nee economiche del governo?
«Inutile negarlo — dice il se-
gretario veneto della Lega, Toni Da Re — dobbiamo dare
queste risposte alla nostra
gente. Che però fatica più a
comprendere il reddito di cit-
tadinanza che altro. Qui da noi
lo Stato è visto come oppres-
sore; al Sud è inteso come
elargitore. E in Veneto si fatica
a capire che uno che non lavo-
ra venga anche pagato». Il suo
collega trentino, Mirko Bise-
sti, è invece tranchant: «Dalle
nostre parti – dice – non c’è
flessione. Anzi, basta guarda-
re i dati dell’elezione del 21 ot-
tobre scorso, quando il nostro
candidato Massimo Fugatti è
stato eletto presidente della
Provincia, per capirlo. Qui un
elettore su due è di centrode-
stra e la Lega è il primo parti © RIPRODUZIONE RISERVATA
● La parola
L’intervista
AUTONOMIA
di Fabio Savelli
❞
La manovra
premia chi
non lavora
e chi va
in pensione
mentre
cresce
l’aspettativa
di vita
❞
Reddito di
cittadinanza?
Qui in
Veneto noi
abbiamo
la piena
occupazione
MILANO «Salvini non è più at-
tento alle richieste del mondo
dell’impresa, non è attento al
Nordest, la locomotiva del Pa-
ese con i suoi volumi di
export. Nella legge di Bilancio
non c’è nulla sulla riduzione
del cuneo fiscale e con il red-
dito di cittadinanza, mi lasci
dire, s’incentiva il lavoro ne-
ro». Parole durissime quelle
di Enrico Carraro, 62 anni,
presidente dell’azienda di fa-
miglia ormai diventata una
multinazionale, tra le prime a
livello mondiale per quota di
mercato nei sistemi per la tra-
smissione di potenza. Oltre
600 milioni di fatturato e
quartier generale a Campo-
darsego (Padova). Carraro ri-
copre la carica di vicepresi-
dente di Confindustria Veneto
Centro (nata dalla recente fu-
sione tra la Confindustria di
Padova e Treviso). Territorio
in cui la Lega è storicamente
senza rivali in una regione go-
vernata dal leghista Luca Zaia.
Un sondaggio rivela negli
ultimi tre mesi un crollo di
otto punti percentuali per la
Lega nel Nordest mentre al-
trove miete consensi.
«Non mi sorprende. Anzi le
racconto un aneddoto. Dome-
nica scorsa ero a pranzo con
to». Stesso discorso per il
Friuli Venezia Giulia, di cui si
fa portavoce il sottosegretario
all’Ambiente Vannia Gava.
«Guardi — dice — io sono
una donna leghista di governo
ma soprattutto di territorio. E
respiro solo fiducia nei nostri
confronti perché la gente sa
che siamo dalla sua parte. E
non mi si venga a dire che noi
della Lega non siamo per le
grandi opere... sarebbe
un’eresia». Vero, ma proprio
per questo motivo un leghista
«moderato» come Luca Zaia,
governatore del Veneto, ha
battuto forte i pugni per avere
una data certa per l’Autono-
mia, ha detto di comprendere
gli artigiani che scendono in
piazza, ha polemizzato a di-
stanza, proprio ieri, con il mi-
nistro Danilo Toninelli, pero-
rando la causa della «regiona-
lizzazione» delle autostrade
quando invece il titolare delle
Infrastrutture è a favore della
«nazionalizzazione». Si chia-
mano fronti aperti. E sono
molto territoriali. Da qui la
preoccupazione per quel son-
daggio.
Antonio Spadaccino Corriere della Sera 23/12/2018Altrimenti dimmi la pagina e te lo copio
Un sorriso![]()
Di tutte le possibili reazioni ad un insulto, la più efficace è il silenzio - Santiago Ramòn y Cajal
A paraulas maccas uriga surda
Tessera N° 29 Fronda ForumerZ di POL
Segretaria liquidatrice di Italia Morta






E' abbastanza simile a un articolo di pochi giorni fa sempre sul Corriere e sui timori striscianti (per ora) nel bacino elettorale leghista.
Sarà interessante vedere nei prossimi mesi quali dei provvedimenti inclusi nel DEF verranno apprezzati da imprenditori e lavoratori tradizionalmente legati alla Lega, per ora anche loro sembrano avere qualche difficoltà a capire che manovra è.


Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile


E' un tema che si riproporrà nel 2020. Il governo ha disinnescato le clausole per il 2019, ma chi dovrà impostare la prossima manovra partirà con un handicap di 23-26 miliardi, cioè il doppio di quanto appena azzerato (29mld nel 2021). Hanno aumentato quindi il debito, spostando più in avanti il problema.
Che c'è da capire?


Che l'iva in questi anni è sempre stata disinnescata facendo più deficit di quelli prospettati alla ue. L' già spiegato tante volte quà
https://forum.termometropolitico.it/...al-2020-a.html
Ovviamente c'è chi proprio non VUOLE capire, ma mi rivolgo a chi ha un minimo di onestà intellettuale, gli altri se la contino pure su come vogliono
Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile




Cari amici,
Speriamo che il Beneamato Partito Democratico diventi il partito neoliberale di riferimento degli imprenditori contro i terruncelli fancazzisti baffineri divanati che pensano solo al divano e a Gigi d'Alessio.
Potremmo ribattezzarci come ai vecchi tempi CLNAI (comitato liberazione nazionale alta italia).
Gli slogan son già pronti (l'ufficio propaganda non dorme mai).
"Vota Piddì, via i teroni da qui".
Certo finchè avremo la presidenza regionale di Calabria (free oliverio!), Campania e Puglia più di tanto la corda non la possiamo tirare.
Ma verrà il giorno....
Come dice il mio amico Dav: Sono con il Pd ed ero con il Pd. E nel Pd si può stare in maggioranza ed in minoranza a prescindere dai leader. Adesso io sono in minoranza.
Ma il Pd è sempre il Pd.
I AM PD