Non esistono le razze umane, esistono degli ecoclini, cioè delle variazioni graduali in base allo spazio.
Solo che questi ecoclini bisogna chiamarli razze così i cretini di sinistra come Darwin rosicano e piangono.


Non esistono le razze umane, esistono degli ecoclini, cioè delle variazioni graduali in base allo spazio.
Solo che questi ecoclini bisogna chiamarli razze così i cretini di sinistra come Darwin rosicano e piangono.
Definisco il cristianesimo l’unica grande maledizione, l’unica grande e più intima depravazione, l’unica immortale macchia d’infamia dell’umanità.
F. Nietzsche, L'Anticristo, 62


per quanto riguarda i sub-sahariani :
se i caucasici possiedono un 2% Neanderthal, i sub-sahariani hanno introiettato un loro 2% da parte di generi Homo di 1.3 milioni di anni fa. il fatto è avvenuto 40 mila anni fa, quindi non riguarda quelli che erano già usciti dall'Africa.
tanto per aggiungere un altro po' di differenza, qualunque cosa essa significhi.


Per questo prende sempre più piede l'ipotesi che la comparsa di Homo Sapiens in Africa non sia stata puntuale ma effetto di un multiregionalismo convergente di popolazioni dal marocco al sudafrica , visto il ritrovamento di fossili con caratteristiche primitive e moderne presenti a mosaico.
https://www.cell.com/trends/ecology-...347(18)30117-4
Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna


Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna


il link è molto interessante, grazie. l'ho appena salvato per leggerlo con comodo, perché adesso esco.
secondo la teoria dell'equilibrio punteggiato (che mi sembra ragionevole) le speciazioni avvengono in cantucci separati e poi, se il nuovo gruppo è di successo, si espande, fino a eliminare i gruppi concorrenti.
complessivamente, mi paiono troppi i cantucci evolutivi, anche se può essere possibile.
ultimamente ho letto un articolo in cui si ponevano a confronto i calchi encefalici su crani di neanderthal e del clade sapiens (cosiddetto arcaico), trattati in modo non invasivo con luce di sincrotrone, con crani di sapiens viventi (di cui taluni mostrano parametri quasi vicini ai neanderthal), cercando nel contempo le zone genomiche che regolano l'insieme dei geni sospettati di regolare la globularità del cranio sapiens (nell'ambito dei punteggi -scores - attribuiti ai vari crani di sapiens viventi analizzati.
si tratta di un lavorone per il quale ci vorrà chissà quanto tempo ma che, se riesce, darà una serie di importantissime rivelazioni.


Esistono esseri umani di differenti aspetti antropologici e morfologici, questo perché sulla Terra, nel corso della sua storia, avvennero svariati processi migratori di provenienza extraplanetaria.
Il problema non è stabilire se le razze esistono, semmai è quello di porre un rimedio a quegli esseri, dotati di particolari caratteristiche antropologiche, che si credono superiori ad altri.


alludevo a questo articolo :
Neanderthal-Origin DNA Gives Insight Into Modern Human Skull Shape
Dec 13, 2018
|
staff reporter
Save for later
NEW YORK (GenomeWeb) – Modern humans who carry certain stretches of Neanderthal DNA have slightly less rounded heads, according to a new study.
Modern humans have more globular skulls as compared to other primates and even ancient hominins, both of which have more elongated skulls. This difference in skull shape is thought to be a key step in the evolution of the modern human brain.
An international team of researchers analyzed the shapes of modern human and Neanderthal skulls and developed a score of skull globularity. As the genomes of modern non-African individuals harbor between 1 percent and 2 percent Neanderthal DNA due to ancient admixture, the researchers searched for Neanderthal-origin regions that influence skull shape. As they reported today in Current Biology, they found multiple Neanderthal-origin alleles that influence the expression of two genes involved in neurogenesis and myelination, respectively.
"Our aim was to identify potential candidate genes and biological pathways that are related to brain globularity," co-first author Amanda Tilot from the Max Planck Institute for Psycholinguistics said in a statement.
The researchers generated computer tomographic scans of both fossil Neanderthal skulls and the skulls of modern humans and created endocasts, virtual imprints of the braincase interior. Based on the differences between the Neanderthal and modern human skull shapes, they generated a globularity score.
They then applied this approach to structural MRI scans taken for 6,575 healthy human adults, mostly of European ancestry. While the researchers noted that people have varying degrees of skull globularity, they said that the modern human skull shapes were all clearly distinct from those of Neanderthals.
They also used this skull globularity score to assess MRI brain images of about 4,500 individuals of European ancestry who underwent genotyping. In particular, the researchers analyzed more than 50,000 archaic SNPs to determine whether any Neanderthal-introgressed fragments were linked to a more elongated skull shape. These Neanderthal-origin SNPs in modern Europeans cover about 42 percent of known Neanderthal haplotypes.
Through this, the researchers linked Neanderthal-origin SNPs on chromosomes 1 and 18 to less globular skulls. These SNPs fall outside protein-coding regions, though the researchers noted they could still influence the expression of nearby genes.
Using the GTEx database of expression quantitative trait loci, the researchers found that the haplotypes tagged by the top two SNPs on each chromosome were associated with the downregulation of UBR4 in the putamen and with the upregulation of PHLPP1 in the cerebellum. UBR4 encodes a ubiquitin ligase that regulates neurogenesis, while PHLPP1, encodes a negative regulator of the PI3K/Akt growth factor signaling pathway that is involved in myelination.


che rimanda a questo
Report| Volume 29, ISSUE 1, P120-127.e5, January 07, 2019
Figures
Save
Share
Reprints
Request
Neandertal Introgression Sheds Light on Modern Human Endocranial Globularity
Philipp Gunz 20
Amanda K. Tilot 20
Katharina Wittfeld
Fabio Macciardi
Hans J. Grabe
Simon E. Fisher 21
Show all authors
Show footnotes
Open AccessPublished: December 13, 2018DOI:https://doi.org/10.1016/j.cub.2018.10.065


Credo che ti sia spiegato bene, nulla nel regno animale, e in particolare negli esseri con riproduzione sessuale, è on/off in quanto qualsiasi animale è un sistema complesso. Ciò non toglie che nel momento che incontri differenze morfologiche, fisiche e fisiche attitudinali individuabili in determinate popolazioni a un certo punto non puoi più escludere le razze. Poi all'interno di una popolazione ci saranno ancora "sottopopolazioni" con determinate altre caratteristiche ecc ecc
Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile


A questo punto, nel momento in cui basta un giorna per andare da una parte all'altra del globo, inizia a perdere di significato anche la suddivisione geografica. Tra qualche centinaio d'anni probabilmente più che di razze si parlerà di componenti; magari un individuo avrà una componente prevalente caucasica e minoritaria negroide e mongolide; per un altro le componenti saranno diverse ecc ecc
Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile