Faccio chiarezza a me perlomeno, giusto per buttare qualche riga nel minestrone dei discorsi fantasiosi.
Partiamo da D.B. su cui una persona cauta e ferrata saprebbe intepretare il senso di quel che le sue parole standard e scontate vogliono trasmettere.
Infatti oltre la confutazione contingente , perché se uno avesse la pazienza di farsi un report per ogni reazione dei mercati, per ogni affiliazione delle frange in campo, per ogni appoggio ricevuto, da elezione ad elezione ( fermarsi però all'esecutivo ballerino è proprio da scemi ), il discoros di De Benoist è utilizzabile praticamente sempre e dovunque.
Infatti lo scegliere tra teologisti liberazionisti od evangelici fondamentalisti, tra i latifondisti od il movimento senza terra è scelta della stessa risma, mentre multinazionali e borsa rimangono, e non crollavano sotto Lula.
Inoltre la piovra sionista è , pé capisse, sia di destra che di sinistra, non è che un governo alla obama , od i cinesi od i russi ( ah...forse non sapete che agevolano e fanno grandi affari con Samaria, ed hanno grandi consulenze insieme? La stupidità di parlare del Bildeberg o la CFR perché conoscete l'inglese ed internet è fruibile...che cazzo ne sapete voi dell'oligarchia russa e cinese? ) o Lula o Chavez, non siano stati sionisti. Certo certo lo si può sostenere, o cercare di distinguere ( immagino che con Castro e Chavez almeno lo si vorrebbe fare ) ma ugualmente non è così.
In questi termini poi bisognerebbe distinguere o perlomeno capire cosa sia il sionismo, ma lascio perdere.
Per il resto non ho letto il programma di Bolsonaro né mi aspetto che faccia quel che si è programmato di fare.
E' evidente che la cosidetta "destra" sta rimprendendo quota per necessità di fase, quindi esprimere il proprio parere su quel che è scontato è manifestare solo l'astio verso la realtà logico-fattuale.
Per il resto è veramente stufante continuare a leggere di liberali e socialisti e cazzate varie. Ora senza essere un anarcocapitalista, basta notare che il diritto pubblico implica per definizione la presenza di un tipo di "socialismo" che pergiunta regolerà il mercato. Non serve poi guardare la possibilità del libero scambio, cartello , usura, protezionismo, dumping, tassazione e chi può ne ha più ne metta.
Calcolando che non c'è dunque liberalismo senza stato che sostenga la nazione, il problema di essere nazionalisti è solo se si accresce il proprio sistema statal liberale o no, non ha senso dire che un liberale non possa essere nazionalista.
Per quanto riguarda Olavo de Carvalho:
Di certo non ha mai appoggiato gli Stati Uniti Liberal o Neocon trozkisti.
Quando parlava della sovversione degli USA , conclamata dopo la seconda guerra mondiale con la morte della Old Right.
Colpe che potrebbero essergli attribuite sono la fiducia negli ebrei, nella casa reale inglese e nei gesuiti, ma per il resto Olavo de Carvalho è un'antidoto contro un De Benoist di turno falso identitario, falso uomo spirituale e comunista in servizio permanente.
E' chiaramente una battuta, ma forse sarebbe il caso di comprendere le dinamiche mondiali in altro modo e chi ama davvero la propria terra ovunque esso sia dovrebbe riconoscere che la morsa a tenaglia non è mai cessata.




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