
Originariamente Scritto da
Notturno
Lo so, l'ho scritto maiuscolo, Ragione, come la dea rivoluzionaria.
Epperò, un pochino ha senso.
Io non so come siate arrivati voi all'ateismo, ma per me è stata una strada lunga e certamente non facile.
I miei genitori erano credenti entrambi, sebbene poco attivi e io ho vissuto un'infanzia come tanti altri: la messa con gli altri bambini, la comunione, ecc....
Però, le mille domande crescevano e le risposte erano sempre meno accettabili.
Quando poi ho cominciato a ricercare info sul web, ecco che la religione è rapidamente crollata per le innumerevoli contraddizioni e incoerenze e per la palese inaccettabilità delle storie e storielle.
Ma non è stato facile, per me.
Beh, l'educazione religiosa viene marchiata nell'anima del bambino dai genitori, ossia da coloro che più di tutti rappresentano la Verità agli occhi del figlio. E poi crescere con altri bambini credenti ha consolidato questa educazione e distaccarsene è stato lento e faticoso e a volte doloroso.
Le prime volte che ponevo (a me stesso) ipotesi "miscredenti" mi sono sentito in colpa. Mi sentivo "sporco", come se stessi facendo un vero e proprio tradimento.
Poi la ragione riporta sù i dubbi e ogni volta è più difficile silenziarla e si apre una fase che per me è durata anni, prima di ritrovarmi "senza dio" e sentirmi alla fin fine, sereno e più "uomo" di quanto sia mai stato prima.
Ecco, per me è stato un percorso lento ma alla fine premiante.
La sensazione di non dover mentire a me stesso con quelle (scusate) "cazzate" e di non dover essere per forza credente per essere un buon uomo, per comportarti bene con il prossimo e per provare amore, è una cosa bellissima.
Ci si sente davvero "liberi", di essere buoni senza un dio che ti minaccia e/o ti giudica ed è una gran sensazione di serenità e di sorriso interiore.
E sono felice di questo mio cammino.
Per voi com'è stata?