
Originariamente Scritto da
vanni fucci
Non ho cercato pretesti per introdurre delle dissertazioni o speculazioni a carattere filosofico o d’altro genere. Nè scrivo per difendere le mie ragioni, poiché non ve ne sono. E neppure, circa questi argomenti, dopo queste righe, continuerò in polemiche o discussioni poichè non è mio intento cercare di persuadere qualcuno, tantomeno "a distanza". Però mi spiace essere frainteso. Anche in questa occasione, lo strumento di cui mi sono servito è antico - tant'è che con esso insisto - una vecchia chiave con cui aprire il cassetto d’un antico mobile nel quale è custodito ciò che si vuole dire.
“IL REGNO DI DIO E’ IN MEZZO A VOI” LUCA XVII, 21.
Ma il cavaliere delle tenebre è il giovane protagonista di un ‘avventura, ed è preparato ad altro che non alla speculazione intellettuale. Queste mie stesse parole ne sono vuote (sia di avventura sia di speculazione intellettuale). Quando il cavaliere partiva alla luce del giorno o nelle notti stellate v’era mutevolezza di cose, di persone, di paesaggi e di tempo. Avventura era attraversare una nuova frontiera, con gli occhi, con le armi, la vigilante attenzione, il corpo teso alla difesa, all’attacco, alla conquista, alla scoperta. Tutto ciò aveva un fine poiché era fine.
Nel buio che ci circonda succede spesso o raramente, e per me senza successo, di abbandonarsi alla ricerca di un tesoro, sepolto al buio che scoperto risplende, e forse lasciato da un pirata. E' il cammino dal facile al difficile, al più difficile, dal dentro al fuori o viceversa, chissà? Si tratta pur sempre di parole, tutte umane categorie. Per questo genere di ricerca, l'interiorità si costituisce negando l'iniziale superbia, attraverso la consapevolezza della possibile inanità, sia della scienza sia della metafisica. Oggi, "le tenebre" di cui parlavo.