Il Regno d'Italia, perché la Repubblica di Salò e l'altra non contano.
La volontà di formare uno Stato Italiano riconosciuto a livello internazionale.
Non so.
La moda di organizzare celebrazioni sponsorizzate dalle autorità.




Il testo di Vitruvio & i ruderi furono e sono di valore inestimabile per ogni autore che aspira a diventare "un classico" : basti pensare al vicentino Andrea della Gondola detto Il Palladio (1508 - 1580). Un autore di opere architettoniche & letterarie capace di rinnovare l'architettura europea e di dare un vero imprinting classico alla giovane America !
di necessità virtù


tornando al tema di questa Discussione, qui nel Bolognese gli eventi di maggiore successo in questo periodo riguardano Giuseppe & Anita Garibaldi
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Un sondaggio aperto in un altro Forum di PiR chiede se sarebbe opportuno spostare la capitale italiana, e in caso di risposta affermativa dove.
Io ho risposto di sì: Torino per motivi storici e culturali dovrebbe essere la capitale dello Stato Italiano.
Perché l'Italia è sempre stata una penisola dal punto di vista geografico; quando Roma ne divenne la testa pensante venne militarizzata fino all'Istria & per secoli fu imperialista.
Poi, Roma in dialogo con Gerusalemme e Costantinopoli è stata riconosciuta Sede Vescovile & Pontificale: faro di giustizia e carità, esempio fulgido di grazia salvifica nella storia umana. Come può Roma essere insieme sacra e profana senza immiserire la propria missione universale?
Credo che gli ideali, umanamente altissimi, dei Padri & delle Madri dello Stato Italiano - nel Risorgimento fino all'Ultima Guerra d'Indipendenza & dalla Resistenza in poi - possano continuare a crescere a Torino, vera Capitale dello Stato Italiano.
Perché si manifesti il principio dialettico di una libera Chiesa & di un libero Stato.
Ultima modifica di Maria Vittoria; 08-07-11 alle 19:55
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Considerare Torino troppo periferica rispetto al baricentro della penisola era plausibile fino all'ultima guerra per l'indipendenza del popolo italiano, quando era necessario concentrare l'attenzione sulla patria entro i suoi confini naturali.
A 150 anni dal riconoscimento internazionale dello Stato Italiano - superati gli imperialismi nazionalisti in favore dell'Europa degli Stati - dobbiamo considerare il ruolo giocato da ogni nostra Città nella storia europea e mondiale.
Il ruolo storicizzato trova infatti corrispondenze inequivocabili nei contenuti e nelle forme urbane & paesaggistiche : nostro dovere è prenderne coscienza per darne una interpretazione rispettosa di una tradizione capace di rinnovarsi nelle generazioni dei secoli.
Torino è stata pianificata per essere una capitale europea; così come Roma è stata pianificata per essere considerata inviolabile dagli uomini di buona volontà.
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Non sarò certo io a ridisegnare i confini dello Stato Italiano, nome utentE.
Come non è stato un individuo a definire i confini odierni del nostro Stato.
Inoltre, lo Stato del Vaticano esiste ed è riconosciuto a livello internazionale, governato da una monarchia elettiva assoluta; confina con lo Stato Italiano come la più piccola del mondo - San Marino - .
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Roma fa parte dell'Italia sia da un punto vista geografico che storico, culturale e politico.
Roma è stata capitale durante la Res Publica e l'Impero Romano; è stata capitale dello Stato Pontificio prima dell'attuale Stato del Vaticano.
Roma non è stata una città liberale, nè risorgimentale, nè industriale: dalla Rivoluzione Francese a Napoleone Bonaparte alle Guerre per l'Indipendenza fino al Movimento Studentesco non è stata capace di dialogare con le varie tradizioni in modo laico, l'unico accettabile per la Capitale di uno Stato non confessionale europeo, oggi.
Ultima modifica di Maria Vittoria; 10-07-11 alle 17:08
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mi sarei aspettata un'apologia di Roma e una proposta per Milano
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