
Originariamente Scritto da
Jerome
Robespierre è un figlio del suo tempo, in quei giorni e nella sua posizione non poteva fare altrimenti che quello che ha fatto, forse poteva scendere a patti con Danton al massimo. Cedere totalmente avrebbe fatto tornare subito i Borboni, senza Napoleone, e Luigi XVIII col conte d'Artois (Carlo X), il re dei reazionari cattolici, avrebbero macellato il popolo di Parigi e ogni intellettuale, una strage peggiore del terrore bianco e del terrore robespierriano, una cosa tipo la repressione della repubblica napoletana ma su scala gigantesca tipo desaparecidos argentini, la Francia occupata, ecc. Robespierre ha un po' esagerato sul finale, ma non era pazzo, sapeva bene che la strada imboccata non poteva condurre altrimenti. Senza le vittorie di Napoleone il Direttorio sarebbe crollato dopo poco tempo, Napoleone ha salvato la Francia rivoluzionaria ma Robespierre non sapeva che sarebbe arrivato.
La rivoluzione "liberale" fallì col fallimento della monarchia costituzionale, con il re, prima sostenuto da molti rivoluzionari (Robespierre compreso), che tradisce la Francia nel 1791 invitando i nemici ad invaderla. Chiunque dotato di buon senso non poteva che agire come Robespierre o consegnarsi ai Borboni. Da avvocato sapeva che il garantismo ha senso in pace, in guerra il garantismo verso i crimini politici ti può portare al disastro, ovviamente poi la dittatura cessa una volta finita la guerra, non ci può essere dittatura permanente come Stalin.
Robespierre credeva in una socialdemocrazia, Cromwell no invece, infatti si comportò come un re, si fece perfino incoronare in Westminster, e lasciò il suo posto al figlio come hanno fatto i Kim coreani.