Quando lo scorso giugno è nato il Governo Conte, la maggioranza poteva contare al Senato su ben 171 onorevoli. 10 in più rispetto alla maggioranza richiesta. Tra espulsioni e passaggi al gruppo misto o a partiti dell'opposizione, la maggioranza al Senato è scesa a 165 onorevoli. Dopo il sì dei dissidenti nel voto sull'autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini, il numero rischia di scendere ulteriormente (i senatori dissidenti sono 3). Con 162 senatori arriveremmo ad appena un senatore in più oltre la maggioranza.
A questi ritmi e con gli attuali numeri, a me sembra quasi impossibile che questa maggioranza possa riuscire a finire la legislatura senza l'ingresso di nuovi senatori. Poi con numeri così stretti il peso di ogni singolo senatore diventa determinante. In ogni momento possono arrivare "ricatti" al Governo da parte di senatori pronti a farlo cadere (questa roba l'abbiamo già vista in passato). Le due forze di maggioranza, se vogliono evitare problemi di questo tipo, farebbero bene ad aprirsi a nuove forze. L'unico partito che vedo come possibile alleato ai giallo-verdi è Fratelli d'Italia, che con i suoi 18 senatori renderebbe meno scricchiolante la maggioranza, allo stesso tempo però sposterebbe ulteriormente più a destra il Governo con conseguenze politiche che ncora una volta pagherebbe il M5S. Io fossi in Di Maio ci penserei 10 volte prima di espellere i dissidenti...




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