"Dopo aver viaggiato a lungo, Roquentin si è stabilito a Bouville, tra feroci persone dabbene." Così inizia il famoso romanzo-non-romanzo di Jean Paul Sartre.
Ma la mia nausea è stata altra ed è nata vedendo sugli schermi come “le feroci persone” di Torre Maura hanno manifestato contro qualche decina di rom, uomini donne e bambini, ai quali la Giunta di Roma aveva dato una provvisoria sistemazione in uno stabile comunale del rione di proprietà del Comune, dopo aver demolito il campo dove questi zingari erano stabiliti.
Non voglio usare aggettivi per giudicare quelle “feroci persone” perché trascenderei, semplicemente mi chiedo cosa ha spinto quelle cinquanta-cento persone ad assalire il furgone comunale che portava panini ai ragazzini zingari, sottrargli gli stessi e gettarli a terra, calpestarli al grido “devono morire di fame”.
Mi chiedo cosa ha spinto quel tizio anziano che ha urlato di non essere razzista ma che quei “sozzi” non li vuole nel suo rione, cosa ha spinto quella giovane donna che ha urlato a un telecronista “io quegli animali li odio, gli taglierei la gola”…
Cosa c’è sotto questa cattiveria? Forse la frustrazione di dover vivere una vita difficile? Cosa se no? Quegli zingari erano italiani, nati in Italia, donne e bambini e uomini obbligati a vivere una vita forse più difficile di quella degli abitanti di quel rione, e allora che senso ha questa guerra tra poverissimi?
Popolo frustrato e cieco: le loro tribolazioni sono causate da altri, non dagli zingari o dai migranti.
Popolo frustrato e cieco portato da politici interessati ad odiare il nemico sbagliato.
Mala tempora currunt...




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