Finito il tempo dell' impegno militante della classe operaia, naturale che la militanza politica finisse per diventare un interesse per lo più dei giovani o dei rampolli decaduti di famiglie "bene" o comunque benestanti. Forse in una famiglia borghese si vive sulla propria pelle l' imposizione del modello borghese e si tende a ribellarsi connottandosi in maniera politicamente estrema o "trasgressiva". I ragazzi delle famiglie proletarie invece preferiscono mettersi nei guai spacciando droga, rubando o rompendo cose senza una apparente ragione.
Una cosa da tenere bene in mente è che i rampolli delle famiglie agiate e altolocate hanno talvolta più problemi psicologici degli altri: i loro genitori sono assenti per lavoro o perchè hanno gli/le amanti a cui badare, la tendenza a riempire i figli di soddisfazioni materiali perchè non hanno voglia di stare con loro, la pressione soffocante che questi ragazzi subiscono ad adeguarsi a determinati standard sociali, il non riconoscersi con i valori della propria famiglia, la noia etc.
Normale che tali genitori per mettersi a posto la coscienza o per scampare alla vergogna di un figlio carcerato si affrettino a toglierli dai casini.
Poi tra questi ragazzi alcuni si adegueranno una volta divenuti adulti diventando squallidi borghesi peggiori magari dei genitori, molti altri finiranno male drogati, sbandati, in ospedale psichiatrico, o mantenuti in qualche modo a vita senza lavorare col minimo per mangiare e per qualche vizieto.
Metto in guardia su una cosa: il fatto che uno sia figlio di magistrato o di manager non vuol dire che non sia autenticamte ribelle o che non sia un uomo valido. Peggiori sono, rispetto ai figli di papà, i proletari arricchiti e tanti giovani operai, manovali, cassieri, tutto palestra, bar, discoteca e droghetine.




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