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Rif: Rapimento di stato
Citazione:
Originariamente Scritto da
Feliks
Siete tutti molto bravi a gridare "vergogna".
Mettere al mondo un figlio comporta degli OBBLIGHI. Questi obblighi possono essere adempiuti solo se si ha un reddito adeguato.
Non siamo in un mondo di cacciatori-raccoglitori o nella vecchia fattoria dove se si mangia in cinque si mangia pure in sei. Fatevene una ragione.
Gli obblighi di cui parli non sono altro che i doveri che i genitori hanno nei confronti dei figli. Figli che, da che mondo e mondo, per natura, fino all'indipendenza dovrebbero essere un tutt'uno con i genitori e seguirne il destino. In tutto questo lo stato non c'entra una mazza. E' una cosa tra genitori e figli.
Citazione:
Originariamente Scritto da
H.I.M.
Nessuno "possiede", è semplicemente evidente, tranne che per te, che solo la madre e il padre di un bambino hanno diritto di decidere cos'è meglio per lui.
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Rif: Rapimento di stato
Citazione:
Originariamente Scritto da
elephas indus
Quindi delle associazioni private intraprenderebbero arbitrariamente azioni contro quei genitori che, a loro avviso, non tutelano o maltrattano i figli? Perché mai i genitori dovrebbero permetterlo? Senza un soggetto che abbia il potere di somministrare la forza semplicemente non è possibile tutelare in modo effettivo i bambini dagli abusi commessi sotto lo stesso tetto.
Nell'alternative dispute resolution funziona già di fatto così, senza il bisogno di un ente monopolista della forza. E funziona così anche tra stati-nazione, a meno di non credere realmente che il così detto "diritto internazionale" sia vincolante per chicchessia. Tra l'altro, vorrei farti notare, nel caso non te ne fossi accorto, che oggi già viviamo in un contesto politico in cui esiste un "soggetto con potere di somministrare la forza", ma i bambini continuano ad essere maltrattati, come insegnano le cronache odierne. Ciò significa che il monopolio della forza, non garantisce affatto che i bambini non verranno maltrattati.
Citazione:
Non è che sembra scabroso, lo è e va contro il comune senso di giustizia. Nessuno è padrone di usare il suo corpo per arrecare danno ad altri, e per arrecare un danno non è necessario un fare, è sufficiente anche l'omissione. Se una madre ha il diritto di impedire ad altri di nutrire suo figlio, o di prenderlo, è perché ne è lei stessa responsabile, insomma esiste un vincolo di tutela, e in base a questo sussistono diritti e doveri.
Ah, va contro il comune senso di giustizia poter decidere cosa farne del proprio corpo?
Comunque, quello su cui volevo farti riflettere era un altro punto, ovvero le conseguenze che potrebbe avere stabilire di non essere proprietari del proprio corpo. Ma temo di averti sopravvalutato.
La questione è molto semplice: ogni individuo è proprietario di sé, compresi i bambini. Il problema è che i bambini per un certo periodo di tempo non sono in grado di esercitare tale diritto, che pertanto viene trasferito in forma fiduciaria ai genitori. Ciò significa che i genitori non diventano "proprietari" del proprio figlio (perché questo significherebbe consentire loro di maltrattarlo) bensì i suoi tutori fin tanto che il bambino non è in grado di esercitare la sovranità su se stesso ("quando" questo può avvenire è di secondaria importanza, al momento). In base a questo criterio oggettivo, sottrarre un bambino ai suoi legittimi genitori, configura chiaramente un'aggressione, nei confronti del bambino (del diritto alla proprietà sul suo corpo) e nei confronti dei genitori, proprio perché si infrange quel vincolo di tutela che anche tu citi e come tale dà origine a doveri e diritti.
Citazione:
Tra un concetto di giustizia di senso comune male applicato e un concetto di giustizia assurdo e astruso io preferisco il primo. In effetti muovi la tua critica da una posizione che a me (e direi al senso comune) sembra insostenibile.
Ma tu potresti anche pensare che l'antropofagia è legittima perché il beneficio che traggono 10 persone nel cibarsi di un uomo è superiore al danno che subisce colui che viene mangiato. Ma francamente non si vede un motivo per cui bisognerebbe assecondare le tue fisime maggioritarie nel momento in cui ci accingiamo ad entrare in pentola.
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Rif: Rapimento di stato
Citazione:
Originariamente Scritto da
H.I.M.
Nell'alternative dispute resolution funziona già di fatto così, senza il bisogno di un ente monopolista della forza. E funziona così anche tra stati-nazione, a meno di non credere realmente che il così detto "diritto internazionale" sia vincolante per chicchessia. Tra l'altro, vorrei farti notare, nel caso non te ne fossi accorto, che oggi già viviamo in un contesto politico in cui esiste un "soggetto con potere di somministrare la forza", ma i bambini continuano ad essere maltrattati, come insegnano le cronache odierne. Ciò significa che il monopolio della forza, non garantisce affatto che i bambini non verranno maltrattati.
Ah, va contro il comune senso di giustizia poter decidere cosa farne del proprio corpo?
Comunque, quello su cui volevo farti riflettere era un altro punto, ovvero le conseguenze che potrebbe avere stabilire di non essere proprietari del proprio corpo. Ma temo di averti sopravvalutato.
La questione è molto semplice: ogni individuo è proprietario di sé, compresi i bambini. Il problema è che i bambini per un certo periodo di tempo non sono in grado di esercitare tale diritto, che pertanto viene trasferito in forma fiduciaria ai genitori. Ciò significa che i genitori non diventano "proprietari" del proprio figlio (perché questo significherebbe consentire loro di maltrattarlo) bensì i suoi tutori fin tanto che il bambino non è in grado di esercitare la sovranità su se stesso ("quando" questo può avvenire è di secondaria importanza, al momento). In base a questo criterio oggettivo, sottrarre un bambino ai suoi legittimi genitori, configura chiaramente un'aggressione, nei confronti del bambino (del diritto alla proprietà sul suo corpo) e nei confronti dei genitori, proprio perché si infrange quel vincolo di tutela che anche tu citi e come tale dà origine a doveri e diritti.
Ma tu potresti anche pensare che l'antropofagia è legittima perché il beneficio che traggono 10 persone nel cibarsi di un uomo è superiore al danno che subisce colui che viene mangiato. Ma francamente non si vede un motivo per cui bisognerebbe assecondare le tue fisime maggioritarie nel momento in cui ci accingiamo ad entrare in pentola.
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