Premetto che non desidero litigare o polemizzare.
Vedi, personalmente il razzismo qualitativo lo giustifico e lo condivido.
Il "SIAMO TUTTI UGUALI" lo vedo come una delle più grandi balle mai generate dalla fantasia umana.
L'ipotesi ch'io sia uguale a tutti gli altri sarebbe per me fonte di sgomento e disperazione.
Significherebbe che sono uguale ad un Pavolini, ad un Borghezio o ad un salvini.
Roba da spararsi un colpo in testa per manifestare un barlume di umana dignità.
Ora, da una parte è lecito che chi è inferiore per colpe o demeriti propri subisca l'aperto disprezzo di chi gli è superiore, dall'altra vedo l'ostentazione di superiorità da parte di chi non ha mai fatto nulla per dimostrarla come un gioco puerile e deplorevole agognato da chi, non possedendo meriti propri, è costretto ad esibire quelli altrui come se avesse fatto qualcosa per parteciparvi.
La razza, la nazione, il popolo, le tradizioni, sono tutti elementi complessi che nulla hanno a che fare con il singolo individuo.
Una etnia può vantare scoperte scientifiche, eccellenze artistiche o mediche, strutture legali o sociali invidiabili, ma il singolo individuo non ha alcun diritto a vantarsene nei confronti di qualcun altro se non vi ha partecipato personalmente.
L'ottuso, l'ignorante, il superficiale o il disonestoo rimangono tali qualsiasi sia la loro etnia, il loro popolo o la bandiera che amano sventolare.
Le eccellenze altrui sono solo una coperta di linus dietro la quale nascondere le proprie meschinità.
Se valessero qualcosa come individui esibirebberoi propri meriti personali, non quelli di qualcun altro dei quali appropriarsi arbitrariamente.
In parole povere il razzista etnico è uno sfigato che, non possedendo meriti propri, è costretto a rivendicare quelli di qualcun altro che con la propria persona ha in comune solo il colore dell'epidermide.





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