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  1. #1
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    Predefinito Supponiamo per un secondo che....

    Immaginate che anche solo per un secondo l'Italia trovi una leadership che riunisca tutti e che faccia ripartire l'economia abbatta il debito e renda la vita migliore a tutti

    questa nuova leadership raggiunge questo risultato (non importa come) e investe molto nella ricerca

    l'Italia scopre la tecnologia della superconduttività a temperatura ambiente a basso costo, per anni ha il copyright e produce questi materiali facendo salire alle stelle il manifatturiero italiano

    ma avviene anche un'altra cosa inattesa...

    la ricerca scientifica scopre il segreto per non invecchiare in parole povere il segreto dell'eterna giovinezza

    questa illuminata guida decide di concedere quindi l'eterna giovinezza di cittadinanza.
    Attenzione il procedimento è molto costoso e ce ne è a sufficienza solo per 60 milioni di persone. Non uno di più.

    sareste voi quindi d'accordo con il concedere la cittadinanza facilmente come avviene ora? O concederla ancora più facilmente a chiunque la chieda o che venga su un barcone senza documenti?

    Insomma immaginate uno scenario del genere... verrebbero da tutte le parti fingendosi profughi pur di avere questo premio

    ma voi lo concedereste? Bisognerebbe fare una lotteria tra tutti gli abitanti del pianeta (quindi il grosso dei beneficiari finirebbero con l'essere indiani cinesi e africani...)

    Pensereste che non esistono confini come sognava John Lennon e come dicono Saviano, Tommasi, Raimo ecc?

    che cosa fareste in quel caso? Cosa votereste? La sinistra anarchica e no-borders o la Lega o FDI sovranisti che non vogliono dare la cittadinanza a nessuno?

  2. #2
    Nazbol
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    Predefinito Re: Supponiamo per un secondo che....

    "Siete universalisti o siete normali?"
    The weak crumble, are slaughtered and are erased from history while the strong, for good or for ill, survive. The strong are respected, and alliances are made with the strong, and in the end peace is made with the strong.

  3. #3
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    Predefinito Re: Supponiamo per un secondo che....

    Citazione Originariamente Scritto da Hermes Visualizza Messaggio
    "Siete universalisti o siete normali?"
    c'è un che di autolesionismo in effetti nella sinistra che è in balia degli influencer alla Tommasi o Raimo,
    secondo me è gente fuori dalla realtà che 40 anni fa sarebbe stata curata e invece ora non solo le loro esagerazioni hanno dignità politica ma l'intera sinistra così povera di leadership (per la sua natura anarcoide) ne è in balia e segue l'agenda dettata da questi qui

  4. #4
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    Predefinito Re: Supponiamo per un secondo che....

    Citazione Originariamente Scritto da Gianluca Visualizza Messaggio
    Immaginate che anche solo per un secondo l'Italia trovi una leadership che riunisca tutti e che faccia ripartire l'economia abbatta il debito e renda la vita migliore a tutti

    questa nuova leadership raggiunge questo risultato (non importa come) e investe molto nella ricerca

    l'Italia scopre la tecnologia della superconduttività a temperatura ambiente a basso costo, per anni ha il copyright e produce questi materiali facendo salire alle stelle il manifatturiero italiano

    ma avviene anche un'altra cosa inattesa...

    la ricerca scientifica scopre il segreto per non invecchiare in parole povere il segreto dell'eterna giovinezza

    questa illuminata guida decide di concedere quindi l'eterna giovinezza di cittadinanza.
    Attenzione il procedimento è molto costoso e ce ne è a sufficienza solo per 60 milioni di persone. Non uno di più.

    sareste voi quindi d'accordo con il concedere la cittadinanza facilmente come avviene ora? O concederla ancora più facilmente a chiunque la chieda o che venga su un barcone senza documenti?


    Insomma immaginate uno scenario del genere... verrebbero da tutte le parti fingendosi profughi pur di avere questo premio

    ma voi lo concedereste? Bisognerebbe fare una lotteria tra tutti gli abitanti del pianeta (quindi il grosso dei beneficiari finirebbero con l'essere indiani cinesi e africani...)

    Pensereste che non esistono confini come sognava John Lennon e come dicono Saviano, Tommasi, Raimo ecc?

    che cosa fareste in quel caso? Cosa votereste? La sinistra anarchica e no-borders o la Lega o FDI sovranisti che non vogliono dare la cittadinanza a nessuno?
    Non so chi è Tommasi (chi è Rino? Sara?) e non ho mai letto niente di Christian Raimo. Saviano? si ho letto il primo che ha scritto e i seguiti no. Non so però da dove hai tratto la convinzione che in Italia si dia la cittadinanza a mani libere, perchè è vero il contrario: se si deve arrivare a 18 anni di età dopo essere nati nel nostro Paese e aver frequentato tutte le scuole del nostro Paese e dover anche richiedere di diventare italiani, ciò vuol solo dire che la nostra legge sulla cittadinanza fa ridere. Mi stupisce che tu possa pensare il contrario, eppure vivi qua anche tu, no?.

    Io la cittadinanza la darei a chi nasce sul nostro territorio e poi si iscrive e frequenta almeno le nostre scuole elementari, tanto basterebbe per me



    PS La Sinistra non deve aver bisogno di leadership, la Destra ne ha bisogno, perchè il popolo di destra ha bisogno di avere sempre un capo
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

  5. #5
    Nazbol
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    Predefinito Re: Supponiamo per un secondo che....

    Citazione Originariamente Scritto da Gianluca Visualizza Messaggio
    c'è un che di autolesionismo in effetti nella sinistra che è in balia degli influencer alla Tommasi o Raimo,
    secondo me è gente fuori dalla realtà che 40 anni fa sarebbe stata curata e invece ora non solo le loro esagerazioni hanno dignità politica ma l'intera sinistra così povera di leadership (per la sua natura anarcoide) ne è in balia e segue l'agenda dettata da questi qui
    Lo pensavo anch'io, ma ho cambiato idea. Secondo me l'universalismo è semplicemente cheap virtue signaling. Questa è gente che non è in diretta competizione con gli immigrati: non fanno gli stessi lavori, non vivono negli stessi quartieri, non hanno bisogno del welfare. Quindi l'esempio della cura non si applica a loro, l'accoglienza non gli costa davvero niente (almeno nel breve periodo). In realtà dietro la retorica dell'accoglienza si cela un estremo egoismo, ai prog non frega davvero niente di nessuno oltre se stessi. Un dovere verso l'umanità in realtà è un non-dovere, visto che è impossibile da adempiere; i veri doveri sono sempre diretti verso soggetti specifici, e negare il particolarismo perchè "discriminatorio" significa negare l'esistenza stessa dei doveri. Condannare il nazionalismo è semplicemente una comoda scusa per sbattersene dei propri concittadini bisognosi. Infatti alla fine i loro argomenti si riducono sempre a "qualcuno deve pur raccogliere i pomodori/fare la badante".

    The weak crumble, are slaughtered and are erased from history while the strong, for good or for ill, survive. The strong are respected, and alliances are made with the strong, and in the end peace is made with the strong.

  6. #6
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    Predefinito Re: Supponiamo per un secondo che....

    Citazione Originariamente Scritto da cireno Visualizza Messaggio
    Non so chi è Tommasi (chi è Rino? Sara?) e non ho mai letto niente di Christian Raimo. Saviano? si ho letto il primo che ha scritto e i seguiti no. Non so però da dove hai tratto la convinzione che in Italia si dia la cittadinanza a mani libere, perchè è vero il contrario: se si deve arrivare a 18 anni di età dopo essere nati nel nostro Paese e aver frequentato tutte le scuole del nostro Paese ciò vuol solo dire che la nostra legge sulla cittadinanza fa ridere. Mi stupisce che tu possa pensare il contrario, eppure vivi qua anche tu, no?.

    Io la cittadinanza la darei a chi nasce sul nostro territorio e poi si iscrive e frequenta almeno le nostre scuole elementari, tanto basterebbe per me
    da quello che vedo io questi influencer dettano la linea politica del PD e della sinistra in generale, soprattutto sui social

    quello che dicono loro viene ripetuto sugli account social dei principali partiti dimostrando una carenza di leadership incredibile a sinistra (ma la natura anarcoide della sinistra di adesso è avversa al concetto di leadership e prona al concetto di influencer)

    quindi c'è poco da fare che tu non sappia chi sono importa poco, lo sanno quelli che gestiscono gli account social dei dirigenti del PD e della sinistra in generale

    in parole povere che tu sappia chi siano o no comandano loro.

  7. #7
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    Predefinito Re: Supponiamo per un secondo che....

    Citazione Originariamente Scritto da cireno Visualizza Messaggio
    Non so chi è Tommasi (chi è Rino? Sara?) e non ho mai letto niente di Christian Raimo. Saviano? si ho letto il primo che ha scritto e i seguiti no. Non so però da dove hai tratto la convinzione che in Italia si dia la cittadinanza a mani libere, perchè è vero il contrario: se si deve arrivare a 18 anni di età dopo essere nati nel nostro Paese e aver frequentato tutte le scuole del nostro Paese e dover anche richiedere di diventare italiani, ciò vuol solo dire che la nostra legge sulla cittadinanza fa ridere. Mi stupisce che tu possa pensare il contrario, eppure vivi qua anche tu, no?.

    Io la cittadinanza la darei a chi nasce sul nostro territorio e poi si iscrive e frequenta almeno le nostre scuole elementari, tanto basterebbe per me
    ma infatti lui ha chiesto a voi, che vorreste dare la cittadinanza a tutti con estrema facilità, cosa fareste in questo ipotetico contesto...
    poi capisco che non sai come rispondere, e allora vai a parare con la cittadinanza che è difficile da ottenere, ma non centra una minkia con la provocazione di Gianluca.

  8. #8
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    Predefinito Re: Supponiamo per un secondo che....

    The Ignobel Lie

    How the new aristocracy masks its privilege

    During one of the more infamous moments in Plato’s Republic, Socrates suggests that the ideal city needs a founding myth—what he calls “a noble lie”—to ensure its success. The myth has two parts. The first relates that every person in the city comes from the same mother, and thus encourages belief in a common origin and kinship of all the citizens who live in the city. The second relates that every person belongs by birth to a particular class based upon his or her talents and abilities, indicated by a metal gilded upon each soul at birth: gold for the ruling class; silver for ministers, soldiers, and high-ranking servants; bronze and iron for the workers.


    Socrates argues that both parts of the myth must be believed by all citizens for the city to succeed. The myth at once seeks to unite and to differentiate, to explain what is common and distinct, to foster civic patriotism amid significant difference. The first part encourages civic commitment, shared sacrifice, and belief in a common good. The second justifies the existence of inequality as a permanent feature of ­human society.


    Socrates is reluctant even to speak the myth aloud, recognizing how repulsive it is likely to sound to his hearers. More, he admits that it will require great acts of persuasion—likely over generations—before it is accepted by denizens of the city, and even then, it is likely not to be persuasive to the ruling class. If anyone is likely to accept the myth, he suggests, it is the uneducated working class.


    When I present the noble lie to students in my classes, it rankles—as Socrates predicted it would. They dislike the idea that the just polity must be based upon a deception. But what irritates them even more is the suggestion that the just city must be based upon inequality. As good liberal democratic citizens, they intensely dislike the suggestion that inequality might be perpetuated as a matter of birthright, and they identify with the injustice done to the underclass. Over twenty years teaching at Princeton, Georgetown, and Notre Dame, I can’t recall a single student who regards the myth as anything but troubling. Most find it repugnant.


    When pressed on the question of why it will prove more difficult to persuade the ruling class of the truth of the noble lie, most students believe that the ruling class’s superior education and intelligence make them more resistant to propaganda, while the simple working people are likely to succumb to deception because they don’t adequately understand their own interests. My students implicitly side with Marx in believing that the less educated are likely to adopt “false consciousness.”


    Plato intends us to understand the myth ­differently. Unlike Marx, he did not believe that the members of the lower class would be unlikely to know their own interests. The underclass is likely to accept the myth because they realize it works to their advantage. Its members are keenly aware of the fact of inequality. That part of the “lie” hardly seems false to them. What is novel, and what works to their advantage, is the idea that inequalities exist for the benefit of the underclass as well as the rulers. That is, members with noble metals in their souls are to undertake their work for the benefit of everyone, including those whose souls are marked by base metals. By contrast, members of the ruling class are likely to disbelieve the myth out of self-interest. They balk at the claim that every person, regardless of rank, belongs to the same family. They do not want the advantages that might solely benefit their class to be employed for the benefit of the whole.


    Only if each group accepts each part of the “lie,” as Socrates explains, is a kind of social contract achieved. Elites and commoners both accept the part of the myth that does not appeal to them for the sake of the part that does. Elites are distinguished in a society that justifies inequality; commoners are best off in a society that compels service of elites for the whole. Instead of acting as warring parties, both sides work for the good of all.


    Such a compact is difficult to achieve. Much of the rest of The Republic is taken up with the question of how the ruling class can be persuaded, or even compelled, to throw in their lot with the rest of the city, rather than simply dominating or neglecting the others. Given the brute fact of inequality, Plato sees the great challenge of politics to be the task of persuading the advantaged to see themselves as part of the whole.
    The weak crumble, are slaughtered and are erased from history while the strong, for good or for ill, survive. The strong are respected, and alliances are made with the strong, and in the end peace is made with the strong.

  9. #9
    member vetch
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    Predefinito Re: Supponiamo per un secondo che....

    Citazione Originariamente Scritto da Gianluca Visualizza Messaggio
    Immaginate che anche solo per un secondo l'Italia trovi una leadership che riunisca tutti e che faccia ripartire l'economia abbatta il debito e renda la vita migliore a tutti

    questa nuova leadership raggiunge questo risultato (non importa come) e investe molto nella ricerca

    l'Italia scopre la tecnologia della superconduttività a temperatura ambiente a basso costo, per anni ha il copyright e produce questi materiali facendo salire alle stelle il manifatturiero italiano

    ma avviene anche un'altra cosa inattesa...

    la ricerca scientifica scopre il segreto per non invecchiare in parole povere il segreto dell'eterna giovinezza

    questa illuminata guida decide di concedere quindi l'eterna giovinezza di cittadinanza.
    Attenzione il procedimento è molto costoso e ce ne è a sufficienza solo per 60 milioni di persone. Non uno di più.

    sareste voi quindi d'accordo con il concedere la cittadinanza facilmente come avviene ora? O concederla ancora più facilmente a chiunque la chieda o che venga su un barcone senza documenti?

    Insomma immaginate uno scenario del genere... verrebbero da tutte le parti fingendosi profughi pur di avere questo premio

    ma voi lo concedereste? Bisognerebbe fare una lotteria tra tutti gli abitanti del pianeta (quindi il grosso dei beneficiari finirebbero con l'essere indiani cinesi e africani...)

    Pensereste che non esistono confini come sognava John Lennon e come dicono Saviano, Tommasi, Raimo ecc?

    che cosa fareste in quel caso? Cosa votereste? La sinistra anarchica e no-borders o la Lega o FDI sovranisti che non vogliono dare la cittadinanza a nessuno?
    Al ragionamento ipotetico, rispondo con una soluzione più che possibile.
    Nel giro di pochi mesi i 55 milioni di Italiani verrebbero soppressi da un'invasione impensabile, per impossessarsi della cura, e gli invasori verrebbero messi al corrente dai 5 milioni che già vivono sul nostro territorio. I fanatici dell'accoglienza non si salverebbero, perché gli invasori non farebbero distinzioni.

  10. #10
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    Predefinito Re: Supponiamo per un secondo che....

    Citazione Originariamente Scritto da Hermes Visualizza Messaggio
    Lo pensavo anch'io, ma ho cambiato idea. Secondo me l'universalismo è semplicemente cheap virtue signaling. Questa è gente che non è in diretta competizione con gli immigrati: non fanno gli stessi lavori, non vivono negli stessi quartieri, non hanno bisogno del welfare. Quindi l'esempio della cura non si applica a loro, l'accoglienza non gli costa davvero niente (almeno nel breve periodo). In realtà dietro la retorica dell'accoglienza si cela un estremo egoismo, ai prog non frega davvero niente di nessuno oltre se stessi. Un dovere verso l'umanità in realtà è un non-dovere, visto che è impossibile da adempiere; i veri doveri sono sempre diretti verso soggetti specifici, e negare il particolarismo perchè "discriminatorio" significa negare l'esistenza stessa dei doveri. Condannare il nazionalismo è semplicemente una comoda scusa per sbattersene dei propri concittadini bisognosi. Infatti alla fine i loro argomenti si riducono sempre a "qualcuno deve pur raccogliere i pomodori/fare la badante".
    mentre chi fa del nazionalismo come principio sacro i cittadini bisognosi li difende, vero? Ricordo personaggi come Giolitti, come Mussolini, tutti bravi nazionalisti che hanno avuto molto a cuore i cittadini del loro Paese
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

 

 
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