Limite dei due mandati e niente stipendio per due anni per magistrati non eletti
L’art. 3 della proposta di legge si concentra anche sul limite dei due mandati per i parlamentari, cavallo di battaglia dei pentastellati fin dalle origini del Movimento. Nello specifico si legge che “non sono eleggibili coloro che hanno esercitato per due mandati, anche non consecutivi, la carica di membro del Parlamento”.
E il testo prevede anche delle conseguenze per i magistrati che decidono di scendere in politica. Nella bozza è scritto infatti che i magistrati che non dovessero essere eletti dovranno rinunciare a due anni di stipendio: “I magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari, esclusi quelli in servizio presso le giurisdizioni superiori, anche in caso di scioglimento anticipato della Camera dei Deputati e di elezioni suppletive – scrivono – non sono eleggibili se hanno svolto le loro funzioni in un periodo compreso nei sei mesi antecedenti alla data di accettazione della candidatura. Non sono in ogni caso eleggibili se, all’atto dell’accettazione della candidatura, non si trovino in aspettativa non retribuita” e inoltre “i soggetti di cui al comma 1 che sono stati candidati e non sono stati eletti non possono esercitare le loro funzioni per un periodo di ventiquattro mesi, né percepire alcuna retribuzione ad esse relativa”. Infine, “i soggetti di cui al comma 1 che sono stati candidati e sono stati eletti non possono esercitare, dopo la cessazione dal mandato elettivo, le loro funzioni né percepire alcuna retribuzione ad esse relativa, per un periodo di cinque anni”.