Istituto Analisi Relazioni Internazionali

Samuele Mosconi

Il Vicepresidente e Ministro degli Interni Italiano Matteo Salvini è volato in America dove ha incontrato il Segretario di Stato Mike Pompeo e il Vicepresidente Mike Pence. Scopo della visita la "benedizione laica" di Washington alla quale tutti i politici italiani vicini al potere si sono sottoposti dal 1945 ad oggi. Il Vicepremier ha incontrato Pompeo nella prestigiosa aula dei Trattati Internazionali della Segreteria di Stato americana. Qui il colloquio tra i due è stato fortemente positivo tanto che Salvini uscendo ha dichiarato che Italia e Stati Uniti d'America possiedono una visione del mondo identica nel 99% dei casi.

Il nostro Vicepresidente ha infatti concordato con Washington sulla pericolosità del regime iraniano, ha riconfermato i suoi solidissimi sentimenti filo-israeliani ed ha detto di condividere le preoccupazioni della Casa Bianca sulla Cina. Condivisione pressoché totale poi sia sul dossier venezuelano, dove da sempre il segretario leghista ha supportato le opposizioni democratiche al regime di Maduro, che su quello libico. Matteo Salvini ha poi dichiarato di voler seguire le impronte delle riforma fiscale varata dall'amministrazione Repubblicana prendendola a modello per supportare la Flat Tax.

Da Washington il Vicepremier ha poi lanciato un duro messaggio a Bruxelles sostenendo la necessità di garantire maggiore flessibilità a Roma mentre l'Italia si sarebbe impegnata a diventare un ponte tra Stati Uniti ed Europa. Emerge qui chiaramente la volontà del leader leghista di creare col supporto di Washington un contraltare al forte potere dell'asse franco-tedesco nel Vecchio Continente, posizione espressa chiaramente dallo stesso Salvini.

Successivamente il Vicepremier ha incontrato Mike Pence a cui ha ribadito l'importanza dell'amicizia italo-americana. In ogni caso se questo viaggio consacra Matteo Salvini agli occhi degli americani confutando possibili tendenze russofile con un Salvini moderato circa i rapporti con Mosca e limitatosi a dire in merito di voler migliorare i rapporti con la Russia per evitare un abbraccio del gigante slavo con la Cina; rimarrà da definire il definitivo orientamento della politica estera di Roma sui dossier discussi da Salvini.

Il M5S, infatti, ha impedito il riconoscimento ufficiale di Juan Guaidò da parte dell'Unione Europea quale legittimo Presidente del Venezuela e Di Maio si è fatto alfiere dell'adesione italiana al progetto cinese della Via della Seta mentre il Presidente Conte e il Ministro degli Esteri Moavero Milanesi hanno sostenuto l'accordo con l'Iran. Staremo a vedere se i mutati rapporti di forza in seno al governo abbiano aumentato sufficientemente la forza della Lega anche in politica estera, cosa che questo viaggio in America di Salvini pare abbia proprio confermato.