Era una specie di lavoro, lustrare le scarpe, a Napoli. Fare lo sciuscià era un modo per sfangare la miseria. Certo era un lavoro servile, ovviamente umile, ma la fame non conosce dignità e quindi ecco là, lo sciuscià lustrare le scarpe al ricco, al potente, al padrone.
Di Maio si deve essere ricordato, da napoletano, di questa tradizione ed ecco che, da pari vice-primo ministro con Salvini, è tranquillamente passato al rango di lustrascarpe del potente nordista.
Come, vi chiedete? Niente che non avesse già fatto dall'inizio di questa associazione per la rovina dell'Italia, ma adesso veramente è diventato una vera serva del padrone.
Mai faremo la flat tax a debito, ha urlato fino a ieri, e adesso ha detto "vabbe, insomma, si può provare".
Ora aspettiamo che dica che anche i minibot insomma si possono fare e la schiena piegata diverrà uno status quo...povero Di Maio, davvero caduto sotto il tavolo.





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