
Originariamente Scritto da
Rexal
Io non ho mai avuto parole tenere per Ridley Scott, l'ho sempre considerato un ciclotimico della cinematografia con rendimenti troppo altalenanti per poterlo considerare un grande regista ed è per questo motivo che mi sono rifiutato di vedere questo film al cinema.
Ultimamente mi è passata tra le mani una versione del film integrale (sono stato molto fortunato) con i tagli non doppiati.
Premesso che i film su Robin Hood me li sono sciroppati in molte salse a parte quelle del film muto.
Questa di Ridley Scott è un' intepretazione del mito piuttosto particolare.
Viene narrata la nascita della leggenda popolare con un occhio che pretende di essere storico e che a volte sembra darne l'illusione. Come disse un mio amico storico dopo Operazione Valkiria: non è andata affatto così, ma ho trovato il tutto molto credibile fin quasi all'esaltazione.
Ecco, questo film riesce a mantenere la sospensione dell'incredulità fin quasi al lieto fine. Grazie a un ottimo cast, a un'ottima ricostruzione scenica (battaglie incluse) e a una bellissima caratterizzazione dei personaggi.
In questo film si vede che Scott si è divertito come una scimmia: guerre medievali, intrighi, i baroni sul piede di guerra, un sassone che si finge nobile e poi si scopre che era il figlio di uno spaccapietre che riuscì a sensibilizzare nobili e popolani su temi quali la libertà e la propria autodeterminazione politica, battaglie, ancora battaglie, guerra e una Marian che forse è paragonabile solo alla già attempata Audrey Hepburn di Robin e Marian (quello con Sean Connery per intenderci).
Questo film non contiene l'epica forzata e grottesca di quella lagna delle Crociate. E' un film onesto, divertente, spesso ironico, ma che dà il senso e un' ulteriore intepretazione (sebbene fantasiosa) di ciò che ha portato dei sudditi a pretendere dai propri regnanti il rispetto che gli era dovuto.