Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    28 May 2019
    Messaggi
    5,686
     Likes dati
    11
     Like avuti
    921
    Mentioned
    68 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Del Capitale e dell'Occidente.

    Molti non riescono a scorgere l'andamento strategico della Guerra Fredda, valutandola come un inutile dispendio di risorse ed una sciocca forma di anticomunismo privo di scopi ed ideali.
    Questo purtroppo avviene perché non si valuta quel che é accaduto a livello di tecnologie ed a livello militare, e cioè la sconfitta, tramite l'intervento militare a volte per proxy ed a volte non nel mondo decolonizzato ed in via di sviluppo. Parlo in particolare dell'Africa e del Sud America in cui le popolazioni si danno all'inizio a lotte di liberazione, contro il colonialismo in Africa e le popolazioni di origine europea stanziate in modo permanente nel Sud America. Nella fattispecie queste lotte di liberazione si evolvono, o sono fin dall'inizio, presto in una lotta marxista per uno sviluppo alternativo rispetto a quello Occidentale ritenuto da popolazioni così densamente proletarie un modello sfruttatorio a causa soprattutto del neocolonialismo di sostituzione che sfrutta le parti del mondo più povero per le sue estrazione mentre le popolazioni occidentali immediatamente dopo la guerra iniziano ad abbandonare le campagne per darsi al lavoro nel settore secondario e cioè quello delle produzioni industriali, allora in sviluppo proprio grazie al sistema di concertazione economica messo in piedi dopo la guerra con la decolonizzazione ed il neocolonialismo.

    Ora quel che accade é che nel mentre queste lotte marxiste sono incorso nel mondo ex coloniale africano ed asiatico (Vietnam) e nel mentre i partiti socialisti sono in vittoria nel sud America e nel mentre per la prima volta nella storia due stirpi non europee si aiutano marxisticamente nella lotta, Cuba (in cui la rivoluzione ha avuto immediatamente successo) interviene nel mondo sudamericano già in lotta con l'aiuto del patto di Varsavia (ad esempio si ricordano le 2000 tonnellate di armi inviate dalla Cecoslovacchia comunista al Guatemala dove il presidente Jacobo Arbenz Guzmán di estrazione ideologica comunista permise ai comunisti di tornare nel paesedopo l'esilio, e come questa le molte lotte socialiste del sud America) portando aiuto al resto del sud America ed all'Africa spesso sotto la direzione logistica dell'Unione Sovietica (L'intervento del numeroso corpo di spedizione cubano, aiutato dal sostegno logistico e tecnico dell'Unione Sovietica, raggiunse un brillante successo entro la primavera 1976, respingendo i sudafricani e sconfiggendo i movimenti angolani rivali del MPLA che assunse il potere.).

    In sostanza assistiamo ad un mondo in via di sviluppo in rivolta contro l'occidente quasi sempre sostenuto da superpotenze asiatiche comuniste (la Cina in Vietnam) che iniziano anche a proporre modelli di sviluppo diversi, dopo l'aiuto militare, e dove riescono nella lotta attraverso l'invio di scienziati, medici, ulteriori istruttori militari e macchine di produzione che dovrebbero portare definitivamente il terzo mondo verso il Patto di Varsavia.

    Quel che evita ciò è il Capitale occidentale e quindi chiaramente Bianco che interviene in sud America in modo diretto e militare (Operazione Condor, questo poiché dei bianchi li vi si trovano) che col ferro e col sangue frena la barbarie socialista e nel caso dell'Africa con l'ulteriore globalizzazione (non del Sud Africa dove la lotta dei neri marxisti é repressa nel sangue dal regime dell'Apartheid sostenuto a livello di armamenti ed economicamente dagli USA che poi aiuteranno il regime anche nella guerra contro l'Angola) che seduce le masse africane ed asiatiche verso il Capitalismo Bianco attraverso il trasferimento di diverse produzioni nel terzo mondo in questione.

    Questo ovviamente va valutato tenendo presente la lotta marxista allo stesso tempo in corso in occidente ove le popolazioni proletarie si ribellano come studenti e come classe operaia (il 68 in tutto il mondo, ed il 68 studentesco italiano da accostarsi al 69 operaio italiano, l'autunno caldo) contro il Capitalismo, spesso innegiando ai combattenti marxisti del mondo in via di sviluppo ed ai loro leader, la gioventù comunista proletaria, il movimento studentesco ha un servizio d'ordine chiamato "katanghesi", gli operai italiani dichiarano "Il nostro Vietnam é in fabbrica", ed in generale i miti, i leader di riferimento sono Mao, Ho Chi Min, Che Guevara (recatosi in missione per aiutare i comunisti Congolesi che creano la RDC, ed in Bolivia dove poi sarà ucciso).

    Chiaramente dobbiamo ringraziare il Capitale occidentale (bianco) per avere impedito, con le armi, i finanziamenti e gli investimenti, il formarsi di un anello marxista anti occidentale, anti bianco ed anti capitalista in tutta la sfera Afro-asiatica e sud americana, è cioè investendo essi contrastano gli investimenti delle superpotenze comuniste che così rimangono isolate e sono destinate a cadere per via della pressione economica di un mondo capitalista ancor più produttivo grazie a risorse materiali e lavorative di un mondo che avrebbe potuto, se il Capitale non avesse agito, essere Marxista.

    È sbagliato quindi per chi é fascista sostenere chi fu di Terza Posizione e criticò l'atlantismo di Almirante e del MSI così come di Ordine Nuovo (Rauti addirittura descrisse le sue speranze nei confronti dei Centurioni americani tornati dal Vietnam che dopo l'esperienza nei Berretti Verdi e simili reparti, e contro i marxisti vietnamiti, si daranno forse secondo lui ad una ripulita delle terre nordamericane dal marxismo di operai bianchi e razziale te dei negri) addirittura sostenendo che si sarebbe dovuta adottare da "fascisti" una posizione più anticapitalista (in ossequio alla RSI) :

    L'idea fondante dell'identità politica di Terza Posizione di equidistanza dai blocchi imperialistici russo e americano portò il movimento, contrariamente alla vecchia destra eversiva, a schierarsi apertamente contro alcune dittature sudamericane come quella di Videla e a solidarizzare anche con alcuni movimenti anti-imperialisti e di liberazione nazionale come quello palestinese, iracheno e per quello sandinista nicaraguense, guidato dal nazional-socialista Edén Pastora.

    In sostanza Fiore ed altri hanno idee pericolose in quanto le hanno già avute, in un epoca in cui i non bianchi pensavamo di allearsi conto di noi in nome dell'ideale marxista, e nel momento in cui le superpotenze comuniste asiatiche li aiutano e nel momento in cui le quinte colonne proletarie europee si danno al marxismo anch'esse (sostenute dalle superpotenze che sostengono i non bianchi), Fiore ed altri come lui di TP sostengono che noi italiani dovremmo concedere a principi di anticapitalismo e di lotta contro i non bianchi.


    L'occidente si é salvato grazie al Capitalismo ed alle classi proprietarie dall'accerchiamento dei non bianchi marxistizzati i quali sicuramente avrebbero mosso guerra da tre continenti contro l'esiguo numero delle nazioni bianche occidentali (l'Europa orientale e centrale é attivamente comunista e partecipa al tutto).

  2. #2
    Anticapitalista!
    Data Registrazione
    21 Jun 2010
    Messaggi
    32,183
     Likes dati
    10,128
     Like avuti
    14,592
    Mentioned
    222 Post(s)
    Tagged
    15 Thread(s)

    Predefinito Re: Del Capitale e dell'Occidente.

    Citazione Originariamente Scritto da ciano.scuro Visualizza Messaggio
    L'occidente si é salvato grazie al Capitalismo ed alle classi proprietarie dall'accerchiamento dei non bianchi marxistizzati i quali sicuramente avrebbero mosso guerra da tre continenti contro l'esiguo numero delle nazioni bianche occidentali (l'Europa orientale e centrale é attivamente comunista e partecipa al tutto).


    Ma che stai a di???? Ma non vedi che questi non vedono l'ora di arrivare in occidente, di accomodarsi a tavola e di inginocchiarsi di fronte al vitello d'oro consumista?
    L’immigrazione è fenomeno padronale. Chi critica il capitalismo approvando l’immigrazione, di cui la classe operaia è la 1a vittima, farebbe meglio a tacere. Chi critica l’immigrazione restando muto sul capitale, dovrebbe fare altrettanto. De Benoist

  3. #3
    Lo spirito del '22
    Data Registrazione
    12 Dec 2015
    Località
    Arciconfraternita di Santo Manganello
    Messaggi
    47,239
     Likes dati
    186,636
     Like avuti
    42,469
    Mentioned
    978 Post(s)
    Tagged
    52 Thread(s)

    Predefinito Re: Del Capitale e dell'Occidente.

    italicum, "ciano" era il clone di uno degli zecconi del foro... però era divertente
    Hitler or Hell.

  4. #4
    ___La Causa del Popolo___
    Data Registrazione
    23 Nov 2011
    Località
    Sovranità politica, indipendenza economica, giustizia sociale
    Messaggi
    41,690
     Likes dati
    56,270
     Like avuti
    28,688
    Mentioned
    1208 Post(s)
    Tagged
    175 Thread(s)

    Predefinito Re: Del Capitale e dell'Occidente.

    Citazione Originariamente Scritto da Sparviero Visualizza Messaggio
    italicum, "ciano" era il clone di uno degli zecconi del foro... però era divertente
    NazKol?
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
    "Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
    "O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch

  5. #5
    Lo spirito del '22
    Data Registrazione
    12 Dec 2015
    Località
    Arciconfraternita di Santo Manganello
    Messaggi
    47,239
     Likes dati
    186,636
     Like avuti
    42,469
    Mentioned
    978 Post(s)
    Tagged
    52 Thread(s)

    Predefinito Re: Del Capitale e dell'Occidente.

    boh, una roba simile, mi pare... 'ste zecche sono tutte uguali
    Hitler or Hell.

  6. #6
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    28 May 2019
    Messaggi
    5,686
     Likes dati
    11
     Like avuti
    921
    Mentioned
    68 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Del Capitale e dell'Occidente.

    Citazione Originariamente Scritto da italicum Visualizza Messaggio


    Ma che stai a di???? Ma non vedi che questi non vedono l'ora di arrivare in occidente, di accomodarsi a tavola e di inginocchiarsi di fronte al vitello d'oro consumista?
    Il comandante Víctor Dreke (secondo comandante vivente insieme a Raúl Castro) sintetizza il ruolo internazionale della rivoluzione cubana.
    Fu al comando della colonna del Che in Congo, dove Dreke per ragioni strategiche – per il colore della sua pelle – fu il primo comandante (il leggendario “Moja”) e il Che il suo sub-comandante. E anche se il Diario di Che Guevara inizia con l’affermazione “questa del Congo è la storia di un fallimento” è quel “sogno” che permise di ricavare esperienze per gli altri movimenti rivoluzionari africani che raggiunsero l’emancipazione. Come spiega Dreke nelle sue memorie, le lezioni derivate da quelle prime missioni internazionaliste in Africa gettarono le basi per gli sforzi cubani che si realizzarono con successo durante i successivi 25 anni in Guinea-Bissau, Angola, Mozambico, Etiopia e in altri paesi africani, dove il comandante Dreke fu attore importante della decolonizzazione.
    Cuba pagò un prezzo enorme di vittime per queste azioni di solidarietà internazionale che, come ha ricordato Nelson Mandela, d’avanti a una folla straordinaria nella sua prima visita a Cuba, che fu di ringraziamento, rappresentarono anche il punto di inflessione della lotta contro il razzismo in Africa che portò alla fine dell’apartheid.
    Per varie ragioni e alla luce della politica internazionale di oggi, compreso il nuovo panorama della politica degli Stati Uniti, l’argomento è di estrema attualità e di valore globale. Inoltre si parlerebbe di Africa, un tema quanto mai contingente.
    L’incontro acquisisce un valore maggiore per la coincidenza con il cinquantenario della morte di Che Guevara (Bolivia, 8 ottobre 1967) e per ricordare il suo impegno per le cause internazionali.



    Vedo con piacere che rispondi parlabdo della situazione attuale, laddove proprio la parte da te sottolineata parla palesemente del passato. Passato corrispondente agli anni della contestazione nel mondo occidentale. Coda di paglia? E tranquillo non sono una zecca, né questo NazKol, soltanto uno che riporta fatti storici, pluriconosciuti, e neanche antichi che nessuno qui prova a neanche solo a negare perché sarebbe impossibile.


    "L'occidente si é salvato grazie al Capitalismo ed alle classi proprietarie dall'accerchiamento dei non bianchi marxistizzati i quali sicuramente avrebbero mosso guerra da tre continenti contro l'esiguo numero delle nazioni bianche occidentali (l'Europa orientale e centrale é attivamente comunista e partecipa al tutto)"


    Víctor Emilio Dreke Cruz, en passant, è uno dei comandanti negri della Rivoluzione Cubana, ed uno dei pochi ancora vivi capi originari del Partito Comunista Cubano. Un negro cubano.

  7. #7
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    28 May 2019
    Messaggi
    5,686
     Likes dati
    11
     Like avuti
    921
    Mentioned
    68 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Del Capitale e dell'Occidente.

    In April 1965, Comandante Dreke served as second in command to Che Guevara in the Cuban military training mission to the Democratic Republic of the Congo, to help train rebel fighters originally organised by supporters of former prime minister Patrice Lumumba (murdered in 1961). Guevara wrote about Dreke in his report to Fidel Castro: "He was...one of the pillars on which I relied. The only reason I am not recommending that he be promoted is that he already holds the highest rank." The mission ended in November 1965. He then headed a military unit in Cuba preparing internationalist volunteers. In 1966 he headed the Cuban military mission to Guinea-Bissau/Cape Verde, where he served alongside Amílcar Cabral. He then performed a similar function in the Republic of Guinea. He returned to Guinea-Bissau in 1986, heading the Cuban military mission until 1989.

  8. #8
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    28 May 2019
    Messaggi
    5,686
     Likes dati
    11
     Like avuti
    921
    Mentioned
    68 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Del Capitale e dell'Occidente.

    Even though the GDR had quite a number of economic problems itself, the small country nevertheless offered foreign aid to many places around the world since the 1960s, which within the socialist language use, however, was referred to as „Anti-imperialistic solidarity“. Among the supported countries were mainly young states in Africa, Asia and Latin America which gained independence after the era of colonization ended. In many cases the political and economic circumstances in these newly founded countries were rather tense. The establishment of a stable local economy generally required the help of other states. The GDR took advantage of this situation and mostly helped states or groups which followed the ideology of Socialism or at least meant to do so in the future. Needless to say, the solidarity and foreign help of the small German state was no one-way road. In return for its support, the GDR received, for example, desperately needed resources, which otherwise would have had to be bought with foreign currency on the global market. In terms of politics the GDR hoped to contribute to the strengthening of the Socialist Block as well as receive recognition as an independent state. Since the 1980s the economic motivation was the main driving force for all foreign aid actions.

    In our collection we have a brochure titled „Internationalisten im Blauhemd“ (Internationalists in blue shirts) which is dedicated to the „Brigaden der Freundschaft“ (brigades of friendship) within the Free German Youth and their actions worldwide. The brochure contains numerous photographs and was published by the central council of the Free German Youth in 1988. The publication is structured along the countries where the „Brigaden der Freundschaft“ offered their support and represents an overview of the type and duration of the „Anti-imperialistic solidarity“. The reader will find out, for example, that the FGY brigades supported Angola (a country reaching independence in 1975) with restoring automobile and harvesting technology as well as successively helped establishing a center for apprenticeship in order to educate local inhabitants as locksmiths, brick layers and motor mechanics. In return, the GDR hoped to receive coffee cultivated in the Angolan highlands in order to take actions against the coffee crisis which had been existing since 1975. The logistic steps such as harvest and transportation of the product were supposed to be realized by the South-African country alone, whereas the required logistics, technology and know-how was delivered by the GDR. In retrospect, the commitment offered by the GDR was a rather audacious endeavor because the then-Portuguese colony remained in the condition of civil war from 1975 until 2002.

    Since 1978 , the FGY brigades were also active in the South-African state of Mozambique. Chaotic circumstances existed here as well since the country was also dominated by a civil war since 1976. Just like in Angola, technology and know-how was delivered by the GDR in order to receive resources for a small price. Mozambique, for instance, offered mineral cole which was necessary for the East-German production of energy as well as possessed a much higher heating value than brown coal which was also mined in the GDR. Furthermore, a number of large farms were built on which tropical fruit was supposed to be cultivated in order to be exported into the GDR. On December 6th in 1984, however, one of the most severe terrorist attacks against citizens of the GDR was performed near the city of Unango. A total of 8 East German foreign aid workers as well as numerous other people were killed. Because of the unstable conditions in Mozambique, the government of the GDR put an end to the foreign aid work there about half a year later.

    The brochure by the FGY at hand, however, only addressed a certain part of the foreign aid work. The reader remains uninformed about the fact that the offered support by the GDR was met with service in return. The oftentimes military support for the young African states remains unmentioned, as well. In order to establish a stabilization of the political power structure or to support friendly groups, the GDR send thousands of military advisers who helped establishing army, secret service and police structures. Delivery of arms to African states was also common in the 1970s and 1980 and reached a yearly volume of about 200 million Marks.

    In order to act against the prevailing shortage in work force, thousands of contract workers were recruited from African developing countries, educated in East German factories and then employed for production. Many of those workers were send back to their home countries in the course of the political turn of 1989 and were able to use their knowledge in order to start a career back home.

    On rare occasions, African states also exported basic consumer goods into the GDR. Our collection therefore holds an alarm clock „Inal“ which was produced in the 1980s in Mozambique and was available for 16 Marks in the GDR.

    In addition to Angola and Mozambique, other African states such as Ethiopia, Guinea-Bissau, Sao Tome, Principe, Zimbabwe, Mali, Algeria and Tanzania were supported by the GDR, as well.

    Next week, this blog series will be continued with the foreign aid actions of the GDR in Asia.



    Non serve tradurlo, vero? Per i social nazionalisti?
    In sostanza il Patto di Varsavia aiutava il terzo mondo africano ed altre parti del mondo ancora con armi, tecnologie ed altri beni avanzati ed in cambio ne ricevevano risorse prime. La "globalizzazione socialista". Ma grazie al Capitale occidentale abbiamo vinto noi.
    Ma leggete la parte in inglese é fresca e non di mia mano, più precisa (del resto é per questo che l'ho pubblicata).

  9. #9
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    28 May 2019
    Messaggi
    5,686
     Likes dati
    11
     Like avuti
    921
    Mentioned
    68 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Del Capitale e dell'Occidente.

    Ripeto, inutile darmi della zecca e fare i sornioni con le emoticons. Se veramente aveste potututo negare il tutto avreste risposto nel merito e con semplici documenti storici, cosa che io faccio espongo documenti storici.

 

 

Discussioni Simili

  1. La mafia del capitale, il capitale come mafia
    Di Josef Scveik nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 19-06-15, 11:44
  2. Gm: il capitale fallisce? Viva il capitale!
    Di Comunardo nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 24-06-09, 18:51
  3. Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 26-10-05, 16:41
  4. Roma capitale...anzi no, Milano capitale...
    Di Autari nel forum Padania!
    Risposte: 32
    Ultimo Messaggio: 24-09-03, 00:24
  5. Uscio Capitale Del Divertimento Santa Capitale Della Morte Civile
    Di CONTROTUTTI nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 10-07-03, 08:45

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito