LA LETTERA DI SALVINI A SEEHOFER
Gentile Collega,
le scrivo in merito alla condotta della nave “Alan Kurdi”, battente bandiera tedesca, con sessantacinque migranti a bordo prelevati in acque SAR libiche, in via autonoma e senza alcun coordinamento.
Dall’evolversi della situazione, parrebbe trattarsi dell’oramai consueto modus operandi esercitato dalle imbarcazioni di ONG nel Mediterraneo che, conducendo operazioni in aree marittime di competenza di altri Paesi, si dirigono successivamente per lo sbarco verso le coste italiane.
L’Italia, pur continuando a rispettare la normativa sovranazionale e a difendere responsabilmente le frontiere europee a beneficio di tutti gli Stati Membri dell’UE, non intende più essere l’unico “hotspot dell’Europa”.
Ritengo, pertanto, necessario ed urgente che la Germania intervenga nei confronti della nave “Alan Kurdi” e del suo Comandante affinché, nel doveroso esercizio della Vostra e loro responsabilità, sia assicurato alle persone a bordo il rapido sbarco in apposito luogo.
Luogo che – come discende logicamente dalle considerazioni fin qui svolte – non potrà essere identificato nell’Italia, neppure ai fini di una prima accoglienza, in vista di una successiva, ipotetica operazione di redistribuzione delle persone a bordo del natante verso altri Stati.
Il quadro normativo in vigore prevede, infatti, una chiara responsabilità dello Stato di bandiera - nell’ambito delle operazioni in mare - anche con riferimento alla rapida individuazione di un approdo per la nave.
Qualsiasi eventuale deterioramento della situazione a bordo non potrà, dunque, non ricadere nell’esclusiva responsabilità dello Stato di bandiera e del Comandante e dell’equipaggio della “Alan Kurdi”.
Nella certezza che, sulla base della Sua sensibilità nei confronti della delicata situazione in atto, assumerete le necessarie, urgenti iniziative, colgo l’occasione per porgerLe i miei saluti.
Matteo Salvini
https://www.secoloditalia.it/2019/07...ranti-a-bordo/
Ora è assalto: arriva anche la nave Alan Kurdi (tedesca) con 65 migranti a bordo
Ormai è un assedio: non ne arriva più una al giorno ma il ritmo si fa più incalzante. Ne arriva una all’ora. Del resto si sa che la bella stagione favorisce e intensifica i flussi e le prodezze della capitana Carola incoraggiano le ong a sfidare il blocco dei porti vigente in Italia.
Così mentre il veliero Alex della ong Mediterranea sta già davanti al porto di Lampedusa avendo rifiutato l’approdo a Malta perché troppo lontana, ecco farsi largo verso l’Italia la nave Alan Kurdi della ong tedesca Sea Eye, che ha recuperato in mare 65 migranti a 37 miglia dalla costa libica e ha già ravvisato Malta, Italia e Libia.
Il Viminale ha subito predisposto il divieto di ingresso in acque territoriali italiane. La nave – precisa il Ministero dell’Interno – “potrà fare rotta verso la Tunisia o verso la Germania. Anche in questo caso, la posizione del governo italiano è perfettamente coincidente con quella di Malta. Due Paesi che stanno subendo, ormai da anni, l’indifferenza e l’incapacità dell’Unione europea”.





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