



Veramente una estate piena di fallimenti e sceneggiate per berlusconi .
Art.7 - Sanzioni
L'apertura di più di tre discussioni ovvero il mancato tagging di una discussione comportano sanzione
apertura di oltre tre discussioni -> 20 punti di infrazione per spam
mancato tagging in una discussione che abbia meno di 10 risposte -> 10 punti di infrazione all'utente (ai 100 scatta la sospensione) e post sulla discussione come sanzione sociale (frase: "la discussione andava taggata dall'inizio")
mancato tagging in una discussione che abbia più di 10 risposte -> 10 punti di infrazione all'utente più edit del sottotitolo come sanzione sociale (frase: "la discussione andava taggata dall'inizio")
tagging insufficiente -> nessuna sanzione, richiamo pubblico e completamento da parte del mod.
tagging falso o con insulti -> 50 punti di sanzione per chi sarà scoperto a taggare con parole non attinenti al topic cercando di sabotare il tagging. Farlo su due 3d, comporterà un giorno di ban.
Ultima modifica di ItaliaLibera; 14-09-10 alle 16:57
Meglio una cena in mezzo a tanta gnocca che svariate in mezzo a tanti mafiosi


La Gazzetta del Mezzogiorno.it | Gaglione: non voto la fiducia al Centrodestra
BARI - «Non ho mai aderito al Centrodestra e non voterò mai la fiducia ad occhi chiusi a questo schieramento». Il senatore brindisino Antonio Gaglione è perentorio nella sua dichiarazione che sconfessa ampiamente le indiscrezioni che si sono susseguite in queste ore su una sorta di «reclutamento» di parlamentari effettuato da parte della maggioranza di governo.
«Io sono una persona pratica – sottolinea il senatore Gaglione, che attualmente è un parlamentare di Noi Sud dopo essere uscito da Pd e transitato nel Gruppo misto – anche dopo aver aderito a Noi Sud ho spiegato di voler mantenere la mia indipendenza. Se devo votare un provvedimento entro nel merito e decido sempre di votare come mi dice la testa, sia un provvedimento di destra o di sinistra, ma aderire dando la piena fiducia, proprio no».
Piena sconfessione della indiscrezioni, quindi, «e sono convinto di non essere il solo – spiega Gaglione, ridendo – tra i 20 parlamentari 'arruolati a mezzo stampa' sicuramente ce ne sono altri che come me non hanno mai detto sì al Centrodestra».
"Il PDL prenderà il 45%"




316 può anche essere, dato che potrebbero votare la fiducia MPA e "siciliani" dell'UdC (ma non è detto) - ma l'MPA sta con Fini - , il nuovo gruppo parlamentare dei 20 (che è la cosa che conta di più per quanto riguarda gli equilibri nelle Commisioni parlamentari) pare proprio di no.
Trattasi del solito bluff del Berlusca...


Ultima modifica di SEMPRE LIBERO; 14-09-10 alle 17:30
Senza conservatori e senza rivoluzionari, l'Italia è divenuta la patria naturale del costume demagogico.
Piero Gobetti




Governo Italiano - Rassegna stampa
NUCARA TRATTA, LA MALFA S'INDIGNA E IL CAVALIERE "SPEZZO'" L'EDERA
Da "Il Corriere della Sera" di martedì 14 settembre 2010
Repubblicani Il figlio dì Ugo`. mai ascaro del premer.la replica: ma se fu un suo ministro Nucara tratta, La Malfa s`indigna E il Cavaliere «spezzò» l`Edera ROMA - «Senta, abbia pazienza:
ma io ho una dignità da difendere, una storia personale, ho un nome e un cognome, mi chiamo Giorgio La Malfa e francamente, davvero, non ho alcuna intenzione di arruolarmi tra gli ascari di Berlusconi», si scandalizzava già a mezzogiorno il figlio di Ugo, ex gran capo dei repubblicani italiani che, dopo diaspore e vendette, e con un Pantheon in cui compaiono Giovanni Spadolini e Bruno Visentini, Leo Valiani e Napoleone Colajanni, tra Montecitorio e Palazzo Madama sono ormai rimasti soltanto in tre (gli ascari, militi indigeni dell`Africa Orientale italiana, inquadrati come componenti del Regio Corpo Truppe Coloniali, erano invece assai più numerosi, tanto da essere organizzati in plotoni, compagnie e battaglioni).
Qui c`è una senatrice: Luciana Sbarbati, leader dei Repubblicani europei, eletta nel Pd dopo un accordo stretto con il segretario dell`epoca, Walter Veltroni (ma con la Sbarbati parleremo tra un po`). E poi ci sono due deputati: Giorgio La Malfa, che è presidente del Pri, e Francesco Nucara, che del Pri è invece segretario e che proprio per questo suo ruolo è andato a trattare, personalmente, a Palazzo Grazioli.
Un verbo, trattare, che innervosisce La Malfa, di solito un tipo mite, misurato. «Ma cosa trattiamo, eh? Dico:
la nave di Berlusconi affonda, Fini scende e noi trattiamo per salire?».
Serve un po` di responsabilità nazionale, sostiene Nucara. «Nucara parli per sé. Perché l`unico gesto di vera responsabilità sarebbe quello di portare il Paese al voto». Stanno cercando di rimandare, come avrà intuito.
«Ci provino: certo, non avranno il mio voto». Nucara le chiederà di...
«Guardi, Nucara non può chiedermi nulla. E sa perché? Perché io ho già spiegato tutto il mio dissenso e la mia delusione nei confronti di Berlusconi nella lettera che spedii giusto un anno fa al Corriere e nella quale spiegavo le gravi ragioni per cui il Pri sarebbe passato nel gruppo misto».
La direzione del Pri, prevista per questa mattina, sarà rovente e, come spesso accade negli ultimi tempi, non molto affollata. Del resto è dal 1992 che il Pri non si presenta alle elezioni con il proprio storico simbolo dell`edera: diciotto anni fa alla Camera raggiunse il 4,391/-, al Senato il 4,70%. C`erano Giuseppe Maria Ayala e Antonio Del Pennino, Giuseppe Galasso e Stefano Passigli.
Ora a La Malfa e Nucara si sta riavvicinando la Sbarbati.
«Sì, io me ne andai nel congresso del 2001 e però, chissà, potrei tornare in quello che dovremmo tenere nel prossimo mese di dicembre». Intanto, senatrice? «Intanto, cosa?». ,..
Resta nel gruppo misto del Senato o cede al corteggiamento di Berlusconi? «Non cedo». Nucara invece ha ceduto.
«Libero di farlo. E comunque io non metto bocca».
Insomma sono in tre, e non vanno d`accordo. Nucara rilascia dichiara- zioni alle agenzie di stampa con tono soddisfatto: «Ci sono i numeri per un gruppo di solidarietà nazionale».
La Malfa ascolta e, a bassa voce, un po` perfidamente, confida: «Ce l`ho messo io, lì». Lì dove? «Alla segreteria del partito».
A questo punto, Nucara smette di dettare considerazioni che riguardano il governo, e si dedica un po` a La Malfa, che pure nella sua lunga stagione politica ha avuto modo di trattare, saltare, cambiare, ripensare, patteggiare (nel 1996 sostenne, ad esempio, la candidatura di Romano Prodi alla presidenza del Consiglio, aderendo alla coalizione dell`Ulivo: poi, cinque anni dopo, nel 2001, passò invece nella coalizione di centrodestra della Casa delle Libertà).
«La Malfa dovrebbe spiegarci perché anche all`inizio di questa legislatura si è iscritto al gruppo del Pdl: perché?».
A Nucara viene fatto notare che i toni di La Malfa sono stati particolarmente duri, con tanto di paragone tra Pri e truppe ascare. «Beh, ma per fortuna abbiamo una bella direzione del partito nelle prossime ore», dice un po` ironico e un po` minaccioso Nucara, calabrese di 7o anni, che è sempre stato repubblicano, non ha mai cambiato, deputato di lungo corso.
«Anzi - aggiunge - voglio proprio augurarmi che La Malfa sappia spiegami perché mai io sarei un ascaro del premier e lui no, lui che però con Berlusconi ha persino fatto il ministro...
bah!».
Fabrizio Roncone

