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  1. #1
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    Predefinito Perchè il piddì non digerisce conte?

    Considerando che è stato apprezzato all'estero (in italia ovviamente solo dalla parte che ha governato fin'ora), che ha guidato con successo un governo mediando parti politiche differenti e piuttosto distanti, che ha dimostrato di essere un presidente del consiglio non invasivo lasciando spazio ai ministri, che il m5s in un eventuale governo col piddì sarebbe comunque l'azionista di maggioranza e quindi è lecito aspettarsi da esso la scelta del presidente del consiglio... veramente non si capisce perchè il piddì non riesce ad accettarlo.
    Forse perchè pur lasciando spazio alle persone ne pretende coerenza e linearità, non accettando ragioni fumose o inconsistenti alla base dei provvedimenti che un governo deve attuare, è per questo che conte è incompatibile col piddì?
    Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile

  2. #2
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    Predefinito Re: Perchè il piddì non digerisce conte?

    Citazione Originariamente Scritto da Marximiliano Visualizza Messaggio
    Considerando che è stato apprezzato all'estero (in italia ovviamente solo dalla parte che ha governato fin'ora), che ha guidato con successo un governo mediando parti politiche differenti e piuttosto distanti, che ha dimostrato di essere un presidente del consiglio non invasivo lasciando spazio ai ministri, che il m5s in un eventuale governo col piddì sarebbe comunque l'azionista di maggioranza e quindi è lecito aspettarsi da esso la scelta del presidente del consiglio... veramente non si capisce perchè il piddì non riesce ad accettarlo.
    Forse perchè pur lasciando spazio alle persone ne pretende coerenza e linearità, non accettando ragioni fumose o inconsistenti alla base dei provvedimenti che un governo deve attuare, è per questo che conte è incompatibile col piddì?
    domanda legittima, specialmente se si pensa che invece accetta Di Maio()
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

  3. #3
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    Predefinito Re: Perchè il piddì non digerisce conte?

    Citazione Originariamente Scritto da Marximiliano Visualizza Messaggio
    Considerando che è stato apprezzato all'estero (in italia ovviamente solo dalla parte che ha governato fin'ora), che ha guidato con successo un governo mediando parti politiche differenti e piuttosto distanti, che ha dimostrato di essere un presidente del consiglio non invasivo lasciando spazio ai ministri, che il m5s in un eventuale governo col piddì sarebbe comunque l'azionista di maggioranza e quindi è lecito aspettarsi da esso la scelta del presidente del consiglio... veramente non si capisce perchè il piddì non riesce ad accettarlo.
    Forse perchè pur lasciando spazio alle persone ne pretende coerenza e linearità, non accettando ragioni fumose o inconsistenti alla base dei provvedimenti che un governo deve attuare, è per questo che conte è incompatibile col piddì?
    Perchè dare la presidenza del consiglio a Conte, quando possiamo darla a uno dei nostri?
    Come dice il mio amico Dav: Sono con il Pd ed ero con il Pd. E nel Pd si può stare in maggioranza ed in minoranza a prescindere dai leader. Adesso io sono in minoranza.
    Ma il Pd è sempre il Pd.
    I AM PD

  4. #4
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    Predefinito Re: Perchè il piddì non digerisce conte?

    Citazione Originariamente Scritto da Marximiliano Visualizza Messaggio
    Considerando che è stato apprezzato all'estero (in italia ovviamente solo dalla parte che ha governato fin'ora), che ha guidato con successo un governo mediando parti politiche differenti e piuttosto distanti, che ha dimostrato di essere un presidente del consiglio non invasivo lasciando spazio ai ministri, che il m5s in un eventuale governo col piddì sarebbe comunque l'azionista di maggioranza e quindi è lecito aspettarsi da esso la scelta del presidente del consiglio... veramente non si capisce perchè il piddì non riesce ad accettarlo.
    Forse perchè pur lasciando spazio alle persone ne pretende coerenza e linearità, non accettando ragioni fumose o inconsistenti alla base dei provvedimenti che un governo deve attuare, è per questo che conte è incompatibile col piddì?
    Essenzialmente tutti quelli che elenchi come punti di forza sono punti deboli.
    Ha dimostrato di essere un leader debole e usato dai veri padroni del governo, aveva una grave mancanza decisionale e si è rivelato persino incoerente nel sputtanare il suo Ministro dell'Interno dopo aver approvato tutti i suoi decreti.
    Non penso sia una cattiva persona, ma credo che per situazione politica e sue capacità sia gravemente mancante.

    Se parliamo di analisi politica spero il PD voglia eliminarlo per incompetenza conclamata ma immagino sia più per togliere l'unico volto amato al momento tra i 5Stelle dai riflettori.

  5. #5
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    Predefinito Re: Perchè il piddì non digerisce conte?

    Citazione Originariamente Scritto da Marximiliano Visualizza Messaggio
    Considerando che è stato apprezzato all'estero (in italia ovviamente solo dalla parte che ha governato fin'ora), che ha guidato con successo un governo mediando parti politiche differenti e piuttosto distanti, che ha dimostrato di essere un presidente del consiglio non invasivo lasciando spazio ai ministri, che il m5s in un eventuale governo col piddì sarebbe comunque l'azionista di maggioranza e quindi è lecito aspettarsi da esso la scelta del presidente del consiglio... veramente non si capisce perchè il piddì non riesce ad accettarlo.
    Forse perchè pur lasciando spazio alle persone ne pretende coerenza e linearità, non accettando ragioni fumose o inconsistenti alla base dei provvedimenti che un governo deve attuare, è per questo che conte è incompatibile col piddì?
    Perché é l'unico grillino in gamba, preferirebbero una capra. Sarebbe più manipolabile.

  6. #6
    Super Troll
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    Predefinito Re: Perchè il piddì non digerisce conte?

    Moneta di scambio?

  7. #7
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    Predefinito Re: Perchè il piddì non digerisce conte?

    perchè è troppo onesto?
    NO ALL'INVIO DI ARMI IN UCRAINA!!!

  8. #8
    member vetch
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    Predefinito Re: Perchè il piddì non digerisce conte?

    Due giorni fa libero ha pubblicato questo articolo a firma Antonio Socci.
    Sì, lo so, é lungo, ma vale la pena scorrerlo.

    La porta di Palazzo Chigi si aprì e non entrò nessuno: era Giuseppe Conte. Così - parafrasando Fortebraccio - si potrebbe sintetizzare la narrazione dei media sull' arrivo alla presidenza del Consiglio dell' attuale premier.
    È letteralmente balzato fuori dall' anonimato, da un giorno all'altro, come un coniglio dal cilindro del mago, senza aver fatto nulla che potesse caratterizzarlo in qualche modo (come docente universitario era poco conosciuto perfino a Firenze dove insegnava). Essendo stato scelto proprio per una neutra mediazione fra M5S e Lega, sembrava un uomo senza passato, senza idee e senza identità. Ma non senza qualità. Perché - bisogna riconoscerlo - nessuno aveva capito il personaggio e quello che avrebbe fatto. Era stato del tutto sottovalutato.
    Per alcuni mesi infatti è stato rappresentato (e pure spernacchiato) come il vaso di coccio fra i due vasi di ferro (Salvini e Di Maio), come l' incolore riempitivo dell' esecutivo gialloverde. Come lo zero che - nella previsione del deficit del Def, quella approvata dalla Ue - si è frapposto fra il 2 e il 4. Una specie di lubrificante, destinato solo a diminuire gli attriti. Era il perfetto "Conte Zio" dei "Promessi sposi", come aveva acutamente intuito Marcello Veneziani. E infatti si adattava perfettamente alla sua attività di premier, la descrizione manzoniana di quel personaggio: «Sopire, troncare, troncare, sopire» perché «quest' urti, queste picche, principiano talvolta da una bagatella, e vanno avanti, vanno avanti...».
    A confronto delle dichiarazioni dirompenti dei due vicepremier, il Conte Zio praticava - per riprendere il Manzoni - «un parlare ambiguo, un tacere significativo, un restare a mezzo, uno stringer d' occhi che esprimeva: non posso parlare». Nella compagine governativa gialloverde, dava l' impressione di essere - ricorro ancora ai Promessi sposi - «come quelle scatole che si vedono ancora in qualche bottega di speziale, con su certe parole arabe, e dentro non c' è nulla; ma servono a mantenere il credito alla bottega». Si era autodefinito «Avvocato del popolo» ma questa bellicosa espressione di sapore rivoluzionario era immediatamente neutralizzata dalla sua antropologia forlaniana.
    L'EREDE DI FORLANI
    In effetti la sua bonomia democristiana, la mitezza, l' eleganza, la gentilezza dei modi sono parsi molto rassicuranti e lo hanno fatto crescere sempre più negli indici di popolarità. Quello che doveva essere l' Avvocato del popolo è diventato lo Zio degli italiani. Zio Peppino, l' affabile zio avvocato che fa sempre comodo in famiglia. Tuttavia, pian piano, si è creato uno spazio politico rilevantissimo perché il momento storico vede la contrapposizione fra il governo e le élite (l' establishment). Così la mediazione da metodo è diventata Conte-nuto ed è emersa la cifra democristiana del premier.
    O meglio (ribadisco): forlaniana. Il coniglio uscito dal cilindro è diventato un "coniglio mannaro".
    Fu appunto Arnaldo Forlani, valente leader dc, a vedersi affibbiata per primo, da Gianfranco Piazzesi, questa definizione bacchelliana - tratta dal «Mulino del Po» - che allude all' astuzia politica e alle capacità che possono celarsi dentro un carattere mite.
    La trasformazione di Conte, da Peppiniello nostro a statista forlaniano, si è appalesata nella drammatica trattativa con la Commissione europea sul Def che ha condotto in prima persona e che al tempo stesso gli ha permesso di conseguire un successo storico (dal momento che tutti prospettavano uno scontro dirompente fra Roma e Bruxelles) e di accreditarsi - presso la nomenklatura della Ue - come l' unico vero interlocutore del governo italiano.
    L' operazione gli ha permesso anche di guadagnarsi definitivamente la fiducia del presidente Mattarella. Conte - che si è costruita una sua tela di rapporti personali a livello internazionale, in particolare con Trump e la Merkel - si è fatto ricevere in udienza privata pure da Papa Francesco, il 15 dicembre, probabilmente esibendo non solo la sua fede cattolica (cosa che a Bergoglio interessa molto relativamente), ma soprattutto la sua provenienza giovanile da quella "Villa Nazareth" che è stata il punto d' incontro della potente corrente cattoprogressista vaticana e anche di "cattolici democratici" come Prodi, Scalfaro, Scoppola, Leopoldo Elia e lo stesso Mattarella (da lì viene anche l' attuale Segretario di Stato vaticano, Parolin).
    IL RAPPORTO COL VATICANO
    Cosa si siano detti Conte e Bergoglio in quel colloquio non è dato sapere. Fatto sta che a pochi giorni di distanza, il presidente del Consiglio - sul caso dei 49 migranti, che tanto interessava al papa - ha preso la clamorosa posizione che sappiamo, pubblicamente contrapposta a Matteo Salvini: «Se non li faremo sbarcare li vado a prendere io con l' aereo». Poi si è addirittura intestato la "soluzione" di questo caso (la ripartizione dei migranti), ancora una volta in accordo con la Ue.
    D' improvviso si è materializzato un Conte imprevisto, un vero "anti Salvini", capace di batterlo sul terreno dove il vicepremier da sempre trionfa (quello dell' emigrazione). Era inevitabile che in questa veste Conte raccogliesse simpatie a Sinistra. Di sicuro ha catalizzato l' interesse degli ambienti catto-vaticani in cerca di rappresentanza nella crociata migrazionista anti-Salvini. A questo punto d' improvviso tutti si sono accorti che Conte da comparsa era diventato un protagonista. Con quali prospettive? Il suo passato sembrava incolore. Ma lo era davvero?
    L'antica collaborazione col suo famoso maestro Guido Alpa non lo caratterizzava politicamente. Gli erano state attribuite, per il passato prossimo, vaghe simpatie renziane e un' amicizia con la Boschi, ma anche questo non sembrava una cosa significativa. Poi lui stesso ha rivelato di aver «votato per l' Ulivo di Prodi e Pd fino al 2013». E Renzi ha sarcasticamente fatto sapere: «Conte me lo ricordo, quando ci mandava i messaggini tutto contento e entusiasta delle riforme che facevamo, della Buona Scuola, del referendum».
    VECCHIE SIMPATIE DEM
    In sostanza, quel Conte che sembrava senza identità, si rivela invece il classico moderato, catto-progressista, di area Pd, che probabilmente non era proprio del tutto sconosciuto - anche al Quirinale - quando Mattarella gli ha dato l' incarico di formare il nuovo governo. Certo, il fatto che per la guida del loro primo governo i "rivoluzionari" grillini abbiano scelto un democristiano, di area Pd, strappa più di un sorriso. Ma la cosa non va letta con ironia. È un fatto emblematico che spiega molte cose.
    Renzi, dopo aver ricordato quei precedenti di Conte, lo ha polemicamente pizzicato aggiungendo: «A suo tempo, nel 2015, aveva tutta un' altra posizione sullo sforzo riformatore del Governo Renzi. È legittimo cambiare idea, specie se ti offrono incarichi importanti. Io penso che le idee valgano più delle poltrone». Ma siamo proprio sicuri che il Conte prodian-renziano abbia avuto un' improvvisa folgorazione grillina sulla via (non di Damasco, ma) di Palazzo Chigi?
    E se - diversamente da quanto pensa Renzi - Conte in realtà rappresentasse proprio una soluzione "istituzionale" per disinnescare e, alla fine, "normalizzare" il M5S? Fabio Martini, sulla Stampa, ha scritto che Mattarella «probabilmente avrebbe gradito che il Pd entrasse a far parte di una maggioranza incardinata sui Cinque Stelle con Conte premier». A quel tempo fu proprio Renzi a mettersi di traverso. Ma se con i nuovi assetti del Pd, ridimensionato Renzi, per una crisi dell' attuale governo si ripresentasse questo scenario, non sarebbe proprio Conte il più adatto ad assumere la guida di un nuovo esecutivo M5S-Pd, benedetto da Mattarella, da Bergoglio e dalla Ue? Non è detto che ciò accada. Ma le prospettive politiche che si aprono davanti a Conte sono anche altre. E lo potrebbero "consacrare" definitivamente come il vero anti-Salvini. Come il Prodi del XXI secolo. I conti in Italia non tornano mai, ma Conte sì, tornerà.
    di Antonio Socci


    Attuale, non c'é che dire: peccato che fosse già stato pubblicato il 13 gennaio. Profetico.

    Edit: aggiunto link
    https://www.liberoquotidiano.it/news...attarella.html

  9. #9
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    Predefinito Re: Perchè il piddì non digerisce conte?

    Citazione Originariamente Scritto da Querion Visualizza Messaggio
    Essenzialmente tutti quelli che elenchi come punti di forza sono punti deboli.
    Ha dimostrato di essere un leader debole e usato dai veri padroni del governo, aveva una grave mancanza decisionale e si è rivelato persino incoerente nel sputtanare il suo Ministro dell'Interno dopo aver approvato tutti i suoi decreti.
    Non penso sia una cattiva persona, ma credo che per situazione politica e sue capacità sia gravemente mancante.

    Se parliamo di analisi politica spero il PD voglia eliminarlo per incompetenza conclamata ma immagino sia più per togliere l'unico volto amato al momento tra i 5Stelle dai riflettori.
    Non credo che un pdc che debba gestire un governo formato da parti politiche distanti e rilevanti possa agire diversamente. Un pdc che prenda esso stesso decisioni importanti saltando la mediazione tra le parti si troverebbe a calpestare una delle due parti e conseguentemente a far saltare il governo.
    Anche così il suo compito è difficile assai, e difatti il governo che presiedeva è caduto
    Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile

  10. #10
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    Predefinito Re: Perchè il piddì non digerisce conte?

    Citazione Originariamente Scritto da Marximiliano Visualizza Messaggio
    Non credo che un pdc che debba gestire un governo formato da parti politiche distanti e rilevanti possa agire diversamente. Un pdc che prenda esso stesso decisioni importanti saltando la mediazione tra le parti si troverebbe a calpestare una delle due parti e conseguentemente a far saltare il governo.
    Anche così il suo compito è difficile assai, e difatti il governo che presiedeva è caduto
    Non può perché il patto tra Lega e 5Stelle era una puttanata. Sono stati due governi diversi che hanno cercato di portare avanti i due loro programmi invece di cercare accordi e una politica comune.
    Puttanata che è andata a svilire il ruolo istituzionale di Conte che si è ritrovato a essere una sorta di vice-presidente della repubblica, ruolo che non gli apparteneva.

 

 
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