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  1. #11
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    Predefinito Re: Il programma del governo Conte II

    ma non era al numero 7 questo ? la prossima settimana capace sparisce

    16) Nel perseguimento della legalità è necessario potenziare la lotta alle organizzazioni mafiose
    e all’evasione fiscale, anche prevedendo l’inasprimento delle pene, incluse quelle detentive, per i grandi
    evasori e rendendo quanto più possibile trasparenti le transazioni commerciali, agevolando,
    estendendo e potenziando i pagamenti elettronici obbligatori e riducendo drasticamente i costi di
    transazione.

  2. #12
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    Predefinito Re: Il programma del governo Conte II

    Citazione Originariamente Scritto da elgabro Visualizza Messaggio
    E vai con lo ius soli
    Speriamo.

  3. #13
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    Predefinito Re: Il programma del governo Conte II

    Hanno fatto un accordo. L ' unico punto non chiarito sarebbe sui tempi di rilascio della cittadinanza per matrimonio e per residenza. Lo ius soli non c'è.

  4. #14
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    Predefinito Re: Il programma del governo Conte II

    Citazione Originariamente Scritto da Rotwang Visualizza Messaggio
    Il Presidente del Consiglio incaricato ha predisposto, sulla base degli indirizzi condivisi dal MoVimento 5
    Stelle, dal Partito Democratico e da Liberi e Uguali, le seguenti linee programmatiche, che andranno a costituire la politica generale del Governo della Repubblica per il prosieguo della XVIII legislatura.

    1) Con riferimento alla legge di bilancio per il 2020 sono prioritari: la neutralizzazione
    dell’aumento dell’IVA, le misure di sostegno alle famiglie e ai disabili, il perseguimento di politiche per
    l’emergenza abitativa, le misure di deburocratizzazione e di semplificazione amministrativa, il
    rafforzamento degli incentivi per gli investimenti privati, nonché l’incremento della dotazione delle
    risorse per la scuola, per l’università, per la ricerca e il per il welfare. Tutte le previsioni saranno
    comunque orientate a perseguire una politica economica espansiva, in modo da indirizzare il Paese
    verso una solida prospettiva di crescita e di sviluppo sostenibile, senza mettere a rischio l’equilibrio di
    finanza pubblica.


    2) Con la formazione della nuova Commissione europea si apre una nuova fase di
    programmazione economica e sociale. Sarà un obiettivo prioritario del Governo partecipare alla
    definizione di nuove linee di intervento per rilanciare piani di investimento e aumentare i margini di
    flessibilità allo scopo di rafforzare la coesione sociale. L’Italia deve essere protagonista di una fase di
    rilancio e di rinnovamento dell’Unione europea, intesa come strumento per ridurre le disuguaglianze
    e vincere la sfida della sostenibilità ambientale. Il Governo si adopererà per promuovere le modifiche
    necessarie a superare l’eccessiva rigidità dei vincoli europei, che rendono le attuali politiche di bilancio
    pubblico orientate prevalentemente alla stabilità e meno alla crescita, in modo da tenere conto dei
    complessivi cicli economici e di evitare che si inneschino processi involutivi. Abbiamo bisogno di
    un’Europa più solidale, più inclusiva, soprattutto più vicina ai cittadini.


    3) Il sistema industriale del nostro Paese sconta problemi di bassa crescita e produttività, ma
    ha in sé grandi potenzialità per affrontare la sfida di una nuova stagione di sviluppo che faccia
    dell’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile il suo punto di forza. Siamo una realtà nella quale la
    produzione di massa incontra la capacità di personalizzazione del prodotto. La presenza di unità
    economiche di piccola e media dimensione (settori artigianali, design, manifattura) ci consentono
    flessibilità nei processi e adesione alle richieste del mercato. Oggi la sfida è quella dell’innovazione
    connessa a una convincente transizione in chiave ambientale del nostro sistema industriale, allo
    sviluppo verde per creare lavoro di qualità, alla piena attuazione dell’economia circolare, alla sfida della
    “quarta rivoluzione industriale”: digitalizzazione, robotizzazione, intelligenza artificiale. Il piano
    Impresa 4.0 è la strada tracciata da implementare e rafforzare. Il Governo intende inoltre potenziare
    gli interventi in favore delle piccole e medie imprese.


    4) Occorre: a) ridurre le tasse sul lavoro (cosiddetto “cuneo fiscale”), a totale vantaggio dei
    lavoratori; b) individuare una retribuzione giusta (cosiddetto “salario minimo”), garantendo le tutele
    massime a beneficio dei lavoratori, anche attraverso il meccanismo dell’efficacia erga omnes dei contratti
    collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative; c) approvare una
    legge sulla rappresentanza sindacale, sulla base di indici rigorosi; d) nel rispetto dei princìpi europei e
    nazionali a tutela della concorrenza, individuare il giusto compenso per i lavoratori non dipendenti, al
    fine di evitare forme di abuso e di sfruttamento in particolare a danno dei giovani professionisti, anche
    a tutela del decoro della professione; e) realizzare un piano strategico di prevenzione degli infortuni
    sul lavoro e delle malattie professionali, assicurando livelli elevati di sicurezza e di tutela della salute
    nei luoghi di lavoro, nonché un sistema di efficiente vigilanza, corredato da un adeguato apparato
    sanzionatorio; f) introdurre una legge sulla parità di genere nelle retribuzioni; g) sostenere
    l’imprenditorialità femminile; h) rinnovare l’istituto di natura previdenziale cosiddetto “opzione
    donna”; i) recepire le direttive europee sul congedo di paternità obbligatoria e sulla conciliazione tra
    lavoro e vita privata; l) incrementare il Fondo previdenziale integrativo pubblico, includendo la
    pensione di garanzia per i giovani.


    5) È essenziale investire sulle nuove generazioni, vera risorsa per il futuro del Paese, al fine di
    garantire a tutti la possibilità di svolgere un percorso di crescita personale, sociale, culturale e
    professionale nel nostro Paese. Occorre altresì creare le condizioni affinché chi ha dovuto lasciare
    l’Italia possa tornarvi e trovare un adeguato riconoscimento del merito. È necessario incrementare
    politiche di welfare rivolte ai giovani che provengono da famiglie a basso reddito.


    6) Il Governo promuoverà una più efficace protezione dei diritti della persona, anche di nuova
    generazione, rimuovendo tutte le forme di diseguaglianza (sociali, territoriali, di genere), che
    impediscono il pieno sviluppo della persona e il suo partecipe coinvolgimento nella vita politica,
    sociale, economica e culturale del Paese. È necessario rafforzare la tutela e i diritti dei minori. Occorre
    intervenire con più efficaci misure di sostegno in favore delle famiglie (assegno unico), con particolare
    attenzione alle famiglie numerose e prive di adeguate risorse economiche e a quelle con persone con
    disabilità. Occorre, inoltre, realizzare una razionale riunificazione normativa della disciplina in materia
    di sostegno alla disabilità. Si rende necessario sviluppare modelli che facilitino la mobilità e
    l’accessibilità, promuovendo politiche non meramente assistenziali, ma orientate alla inclusione sociale
    dei cittadini con disabilità e al pieno esercizio di una cittadinanza attiva. Sarà inoltre valorizzato, a
    livello normativo, la figura del caregiver, attraverso il riconoscimento della sua funzione sociale.


    7) Il Governo intende realizzare un Green New Deal, che comporti un radicale cambio di
    paradigma culturale e porti a inserire la protezione dell’ambiente e della biodiversità tra i principi
    fondamentali del nostro sistema costituzionale. Tutti i piani di investimento pubblico dovranno avere
    al centro la protezione dell’ambiente, il progressivo e sempre più diffuso ricorso alle fonti rinnovabili,
    la protezione della biodiversità e dei mari, il contrasto ai cambiamenti climatici. Occorre adottare
    misure che incentivino prassi socialmente responsabili da parte delle imprese; perseguire la piena
    attuazione della eco-innovazione; introdurre un apposito fondo che valga a orientare, anche su base
    pluriennale, le iniziative imprenditoriali in questa direzione. È necessario promuovere lo sviluppo
    tecnologico e le ricerche più innovative in modo da rendere quanto più efficace la “transizione
    ecologica” e indirizzare l’intero sistema produttivo verso un’economia circolare, che favorisca la
    cultura del riciclo e dismetta definitivamente la cultura del rifiuto.


    8) Occorre prevedere un piano di edilizia residenziale pubblica volto alla ristrutturazione del
    patrimonio esistente e al riutilizzo delle strutture pubbliche dismesse, in favore di famiglie a basso
    reddito e dei giovani; adeguare le risorse del Fondo nazionale di sostegno alle locazioni; rendere più
    trasparente la contrattazione in materia di locazioni.


    9) Massima priorità dovranno assumere gli interventi volti a potenziare le politiche per la messa
    in sicurezza del territorio e per il contrasto al dissesto idrogeologico, per la riconversione delle imprese,
    per l’efficientamento energetico, per la rigenerazione delle città e delle aree interne, per la mobilità
    sostenibile e per le bonifiche. È necessario accelerare la ricostruzione delle aree terremotate, anche
    attraverso l’adozione di una normativa organica che consenta di rendere più spedite le procedure.
    Occorre intervenire sul consumo del suolo, sul contrasto alle agro-mafie, sulle sofisticazioni alimentari
    e sui rifiuti zero. Bisogna introdurre una normativa che non consenta, per il futuro, il rilascio di nuove
    concessioni di trivellazione per estrazione di idrocarburi. In proposito, il Governo si impegna a
    promuovere accordi internazionali che vincolino anche i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo a
    evitare quanto più possibile concessioni per trivellazione. Il Governo si impegna altresì a promuovere
    politiche volte a favorire la realizzazione di impianti di riciclaggio e, conseguentemente, a ridurre il
    fabbisogno degli impianti di incenerimento, rendendo non più necessarie nuove autorizzazioni per la
    loro costruzione.


    10) È necessario inserire, nel primo calendario utile della Camera dei deputati, la riduzione del
    numero dei parlamentari, avviando contestualmente un percorso per incrementare le opportune
    garanzie costituzionali e di rappresentanza democratica, assicurando il pluralismo politico e territoriale.
    In particolare, occorre avviare un percorso di riforma, quanto più possibile condiviso in sede
    parlamentare, del sistema elettorale. Contestualmente, si rende necessario procedere alla riforma dei
    requisiti di elettorato attivo e passivo per l’elezione del Senato della Repubblica e della Camera dei
    deputati, nonché avviare una revisione costituzionale volta a introdurre istituti che assicurino più
    equilibrio al sistema e che contribuiscano a riavvicinare i cittadini alle Istituzioni.


    11) Obiettivo strategico sarà il potenziamento, da realizzare anche attraverso maggiori
    investimenti, del sistema universitario e del sistema della ricerca nel suo complesso. Si reputa altresì
    necessario sostenere il sistema AFAM (Alta Formazione Artistica e Musicale). Dovranno essere posti
    in essere interventi per favorire un più intenso coordinamento e un più organico raccordo tra centri
    universitari ed enti di ricerca, favorendo l’internazionalizzazione degli stessi. Il sistema di reclutamento
    va allineato ai migliori standard internazionali e va potenziato anche attraverso l’istituzione di
    un’agenzia nazionale, sul modello di quelle istituite in altri Paesi europei, che possa coordinare e
    accrescere la qualità e l’efficacia delle politiche pubbliche sulla ricerca. Vanno sperimentate nuove
    forme di finanziamento e vanno incentivate formule innovative di partenariato pubblico-privato.
    Occorre, infine, ripensare il modello di accesso ai corsi di laurea a numero programmato.


    12) Una nuova strategia di crescita fondata sulla sostenibilità richiede investimenti mirati
    all’ammodernamento delle attuali infrastrutture e alla realizzazione di nuove infrastrutture, al fine di
    realizzare un sistema moderno, connesso, integrato, più sicuro, che tenga conto degli impatti sociali e
    ambientali delle opere.


    13) Il Governo persegue la tutela degli interessi nazionali, promuovendo un nuovo equilibrio
    globale basato sulla cooperazione e la pace e rafforzando il sistema della cooperazione allo sviluppo,
    nel quadro di un “multilateralismo efficace”, basato sul pilastro dell’alleanza euroatlantica, con
    riferimento all’opera delle Nazioni Unite, e sul pilastro dell’integrazione europea. Il Governo si
    impegna, inoltre, a rafforzare – anche all’interno dell’Unione europea – una politica di investimenti
    mirata al Continente africano, secondo un modello di partenariato tra pari. È necessario, inoltre,
    promuovere provvedimenti volti alla tutela dei cittadini italiani all’estero e alla riforma dell’AIRE. Con
    riguardo all’esportazione di armi, occorre rendere la normativa più stringente, evitando l’esportazione
    delle armi e della componentistica che possano colpire la popolazione civile.


    14) L’Italia ha bisogno di una seria legge sul conflitto di interessi e di una riforma del sistema
    radiotelevisivo improntato alla tutela dell’indipendenza e del pluralismo. Più in generale, il Governo
    porrà in essere politiche di promozione del pluralismo dell’informazione.


    15) Occorre rendere più efficiente il sistema della giustizia civile, penale e tributaria, anche
    attraverso una drastica riduzione dei tempi; riformare il metodo di elezione dei membri del Consiglio
    superiore della Magistratura; garantire l’indipendenza della magistratura dalla politica.


    16) Nel perseguimento della legalità è necessario potenziare la lotta alle organizzazioni mafiose
    e all’evasione fiscale, anche prevedendo l’inasprimento delle pene, incluse quelle detentive, per i grandi
    evasori e rendendo quanto più possibile trasparenti le transazioni commerciali, agevolando,
    estendendo e potenziando i pagamenti elettronici obbligatori e riducendo drasticamente i costi di
    transazione.


    17) Occorre porre in essere una riforma fiscale, che contempli la semplificazione della
    disciplina, una più efficace alleanza tra contribuenti e Amministrazione finanziaria e la rimodulazione
    delle aliquote, in linea con il principio costituzionale della progressività della tassazione, con il risultato
    di alleggerire la pressione fiscale, nel rispetto dei vincoli di equilibrio del quadro di finanza pubblica.
    Allo stesso tempo, occorrerà completare, in misura efficace, la spending review, operando una revisione
    significativa delle voci di spesa. Analogamente si procederà a una revisione delle tax expenditures.


    18) È indispensabile promuovere una forte risposta europea, soprattutto riformando il
    Regolamento di Dublino, al problema della gestione dei flussi migratori, superando una logica
    puramente emergenziale a vantaggio di un approccio strutturale, che affronti la questione nel suo
    complesso, anche attraverso la definizione di una organica normativa che persegua la lotta al traffico
    illegale di persone e all’immigrazione clandestina, ma che - nello stesso tempo - affronti i temi
    dell’integrazione. La disciplina in materia di sicurezza dovrà essere rivisitata, alla luce delle recenti
    osservazioni formulate dal Presidente della Repubblica.

    19) Va lanciato un piano straordinario di investimenti per la crescita e il lavoro al Sud, anche
    attraverso il rafforzamento dell’azione della banca pubblica per gli investimenti, che aiuti le imprese in
    tutta Italia e che si dedichi a colmare il divario territoriale del nostro Paese. Per le aree più disagiate
    occorre promuovere l’adozione e il coordinamento di vari strumenti normativi e di intervento, quali
    Contratti Istituzionali di Sviluppo, Zone Economiche Speciali, Contratti di Rete. Obiettivo
    fondamentale è quello di accelerare la realizzazione di progetti strategici, tra loro funzionalmente
    connessi, di valorizzazione dei territori, utilizzando al meglio i Fondi europei di sviluppo e coesione.
    Rientrano in tale ambito i progetti di infrastrutturazione, di sviluppo economico, produttivo e
    imprenditoriale, in materia di turismo, cultura e valorizzazione delle risorse naturali, di ambiente,
    occupazione e inclusione sociale.


    20) È necessario completare il processo di autonomia differenziata giusta e cooperativa, che
    salvaguardi il principio di coesione nazionale e di solidarietà, la tutela dell’unità giuridica e economica;
    definisca i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, i fabbisogni standard;
    attui compiutamente l’articolo 119, quinto comma, della Costituzione, che prevede l’istituzione di un
    fondo di perequazione volto a garantire a tutti i cittadini la medesima qualità dei servizi. Ciò eviterà
    che questo legittimo processo riformatore possa contribuire ad aggravare il divario tra il Nord e il Sud
    del Paese. Nella ricognizione ponderata delle materie e delle competenze da trasferire e delle
    conseguenti ricadute - di natura politica, giuridica, economica e sociale - che questo trasferimento
    determina, occorre procedere con la massima attenzione. In questa prospettiva, decisivo e centrale
    sarà il ruolo del Parlamento, che andrà coinvolto anche preventivamente, non solo nella fase legislativa
    finale di approvazione. È inoltre necessario rivedere il testo unico per gli enti locali, introducendo
    un’Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile delle città, delle città metropolitane, di Roma capitale,
    attuando la legge per la valorizzazione dei piccoli comuni, sopprimendo gli enti inutili. Occorre, infine,
    garantire il rispetto delle autonomie a statuto speciale e la tutela delle minoranze linguistiche.


    21) In armonia con il diritto dell’Unione europea, è necessario porre in essere politiche per la
    tutela dei risparmiatori e del risparmio, anche agendo sul sistema bancario.


    22) Occorre tutelare i beni comuni, a partire dalla scuola pubblica: è necessario intervenire
    contro le classi troppo affollate e valorizzare, anche economicamente, il ruolo dei docenti, potenziare
    il piano nazionale per l’edilizia scolastica e garantire la gratuità del percorso scolastico per gli studenti
    provenienti da famiglie con redditi medio-bassi, contrastare la dispersione scolastica e il bullismo.
    L’acqua è un bene comune: bisogna approvare subito una legge sull’acqua pubblica, completando l’iter
    legislativo in corso. Il Governo è impegnato a difendere la sanità pubblica e universale, valorizzando
    il merito. Occorre inoltre, d’intesa con le Regioni, assicurare un piano di assunzioni straordinarie di
    medici e infermieri; integrare i servizi sanitari e socio-sanitari territoriali; potenziare i percorsi formativi
    medici. Sarà rafforzata l’azione di contrasto al gioco d’azzardo patologico. Anche le nostre
    infrastrutture sono beni pubblici ed è per questo che occorre garantire maggiori investimenti,
    assicurare manutenzioni ordinarie e straordinarie più assidue, tutelare gli utenti e rafforzare il sistema
    della vigilanza in ordine alla sicurezza infrastrutturale. Sarà inoltre avviata la revisione delle concessioni
    autostradali, confermando il piano tariffario unico. È necessario, infine, rafforzare la normativa per
    tutelare gli animali, contrastando ogni forma di violenza e di maltrattamento nei loro confronti.


    23) Per favorire l’accesso alla piena partecipazione democratica e all’informazione e la
    trasformazione tecnologica, la cittadinanza digitale va riconosciuta a ogni cittadino italiano sin dalla
    nascita, riconoscendo - tra i diritti della persona - anche il diritto di accesso alla rete.


    24) Il Governo ritiene che un grande Paese industriale come l’Italia debba porsi come obiettivo
    l’innovazione tecnologica quale vettore di crescita economica, favorendo l’aumento degli investimenti
    privati, ancora troppo lontani dalla media europea, in start-up e PMI innovative. Nella consapevolezza
    che l’intero “sistema-Paese” necessiti di rinnovate competenze digitali, anche il progetto di
    innovazione e digitalizzazione della P.A. costituisce una misura particolarmente efficace per
    contribuire allo sviluppo e alla crescita economica e culturale del Paese. A tal fine, sarà promossa
    l’integrazione delle tecnologie digitali nei processi decisionali, attraverso una sempre maggiore
    interoperabilità delle soluzioni tecnologiche, un migliore utilizzo dei dati pubblici, una crescente
    diffusione di standard comuni.


    25) Nell’ambito della governance della società digitale, sarà decisivo concentrarsi sull’equità
    fiscale, la portabilità dei dati, i diritti dei lavoratori digitali (cosiddetti riders), i modelli redistributivi che
    incidono sul commercio elettronico, sulla logistica, sulla finanza, sul turismo, sull’industria e
    sull’agricoltura. Occorre introdurre la web tax per le multinazionali del settore che spostano i profitti e
    le informazioni in Paesi differenti da quelli in cui vendono i loro prodotti.


    26) Occorre offrire maggiore tutela e valorizzare il personale della difesa, delle forze di polizia
    e dei vigili del fuoco (comparto sicurezza e soccorso pubblico).


    27) Il Governo è consapevole che il turismo è un settore strategico per il nostro Paese, anche
    perché contribuisce per più del 10 per cento al PIL. Per questo, si rende necessaria una seria revisione
    della governance pubblica, accompagnata da misure concrete a sostegno delle imprese che realizzano
    ospitalità, con particolare attenzione all’accessibilità. Il Governo si impegna inoltre a promuovere i
    multiformi percorsi del turismo, valorizzando la ricchezza del nostro patrimonio naturale, storico,
    artistico e culturale, anche attraverso il recupero delle più antiche identità e delle tradizioni locali. In
    generale, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del Paese sono
    obiettivi prioritari dell’azione di governo.


    28) Occorre rafforzare il nostro export, individuando gli strumenti più idonei per promuovere
    e accompagnare il made in Italy, potenziando le attività di consulenza e di supporto finanziario e
    assicurativo in favore degli esportatori, anche attraverso l’individuazione di un adeguato modello di
    condivisione dei rischi tra Sace e MEF. Più in generale, si rende necessario accompagnare e sostenere
    gli imprenditori italiani che operano all’estero, elaborando alcune proposte che mirino a introdurre
    anche da noi le best practices in materia, ricavate dall’analisi comparativa con altri ordinamenti giuridici.

    29) L’agricoltura e l’agroalimentare rappresentano un comparto decisivo rispetto alle sfide che
    il nostro Paese deve affrontare. È necessario sviluppare la filiera agricola e biologica, le buone pratiche
    agronomiche; conservare e accrescere la qualità del territorio, contenendo il consumo del suolo
    agricolo; adottare gli strumenti necessari per preservare le colture tradizionali e biologiche, tutelando
    peculiarità e specificità produttive, così come l’agricoltura contadina nelle cosiddette “aree marginali”;
    sostenere le aziende agricole giovanili; investire nella ricerca in agricoltura, individuando come
    prioritari la sostenibilità delle coltivazioni e il contrasto ai mutamenti climatici, l’uso efficiente e
    sostenibile della risorsa idrica, la più ampia diffusione dell’agricoltura di precisione. Occorre, inoltre,
    concorrere al rafforzamento delle regole dell’Unione europea per l’etichettatura e la tracciabilità degli
    alimenti e porre la massima attenzione, in sede di negoziazione dei trattati commerciali, alla
    salvaguardia delle produzioni tipiche. Per le imprese agricole si aprirà a breve un negoziato strategico
    per la nuova PAC: l’Italia dovrà perseguire, anche in quella sede, l’obiettivo di valorizzare le nostre
    eccellenze agricole e la filiera agroalimentare.
    Come ha detto ieri una mia collega hanno dimenticato di aggiungere "la pace nel mondo" ...poi per il resto non manca nulla ...

  5. #15
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    Predefinito Re: Il programma del governo Conte II

    Citazione Originariamente Scritto da Rotwang Visualizza Messaggio
    Il Presidente del Consiglio incaricato ha predisposto, sulla base degli indirizzi condivisi dal MoVimento 5
    Stelle, dal Partito Democratico e da Liberi e Uguali, le seguenti linee programmatiche, che andranno a costituire la politica generale del Governo della Repubblica per il prosieguo della XVIII legislatura.

    1) Con riferimento alla legge di bilancio per il 2020 sono prioritari: la neutralizzazione
    dell’aumento dell’IVA, le misure di sostegno alle famiglie e ai disabili, il perseguimento di politiche per
    l’emergenza abitativa, le misure di deburocratizzazione e di semplificazione amministrativa, il
    rafforzamento degli incentivi per gli investimenti privati, nonché l’incremento della dotazione delle
    risorse per la scuola, per l’università, per la ricerca e il per il welfare. Tutte le previsioni saranno
    comunque orientate a perseguire una politica economica espansiva, in modo da indirizzare il Paese
    verso una solida prospettiva di crescita e di sviluppo sostenibile, senza mettere a rischio l’equilibrio di
    finanza pubblica.


    2) Con la formazione della nuova Commissione europea si apre una nuova fase di
    programmazione economica e sociale. Sarà un obiettivo prioritario del Governo partecipare alla
    definizione di nuove linee di intervento per rilanciare piani di investimento e aumentare i margini di
    flessibilità allo scopo di rafforzare la coesione sociale. L’Italia deve essere protagonista di una fase di
    rilancio e di rinnovamento dell’Unione europea, intesa come strumento per ridurre le disuguaglianze
    e vincere la sfida della sostenibilità ambientale. Il Governo si adopererà per promuovere le modifiche
    necessarie a superare l’eccessiva rigidità dei vincoli europei, che rendono le attuali politiche di bilancio
    pubblico orientate prevalentemente alla stabilità e meno alla crescita, in modo da tenere conto dei
    complessivi cicli economici e di evitare che si inneschino processi involutivi. Abbiamo bisogno di
    un’Europa più solidale, più inclusiva, soprattutto più vicina ai cittadini.


    3) Il sistema industriale del nostro Paese sconta problemi di bassa crescita e produttività, ma
    ha in sé grandi potenzialità per affrontare la sfida di una nuova stagione di sviluppo che faccia
    dell’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile il suo punto di forza. Siamo una realtà nella quale la
    produzione di massa incontra la capacità di personalizzazione del prodotto. La presenza di unità
    economiche di piccola e media dimensione (settori artigianali, design, manifattura) ci consentono
    flessibilità nei processi e adesione alle richieste del mercato. Oggi la sfida è quella dell’innovazione
    connessa a una convincente transizione in chiave ambientale del nostro sistema industriale, allo
    sviluppo verde per creare lavoro di qualità, alla piena attuazione dell’economia circolare, alla sfida della
    “quarta rivoluzione industriale”: digitalizzazione, robotizzazione, intelligenza artificiale. Il piano
    Impresa 4.0 è la strada tracciata da implementare e rafforzare. Il Governo intende inoltre potenziare
    gli interventi in favore delle piccole e medie imprese.


    4) Occorre: a) ridurre le tasse sul lavoro (cosiddetto “cuneo fiscale”), a totale vantaggio dei
    lavoratori; b) individuare una retribuzione giusta (cosiddetto “salario minimo”), garantendo le tutele
    massime a beneficio dei lavoratori, anche attraverso il meccanismo dell’efficacia erga omnes dei contratti
    collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative; c) approvare una
    legge sulla rappresentanza sindacale, sulla base di indici rigorosi; d) nel rispetto dei princìpi europei e
    nazionali a tutela della concorrenza, individuare il giusto compenso per i lavoratori non dipendenti, al
    fine di evitare forme di abuso e di sfruttamento in particolare a danno dei giovani professionisti, anche
    a tutela del decoro della professione; e) realizzare un piano strategico di prevenzione degli infortuni
    sul lavoro e delle malattie professionali, assicurando livelli elevati di sicurezza e di tutela della salute
    nei luoghi di lavoro, nonché un sistema di efficiente vigilanza, corredato da un adeguato apparato
    sanzionatorio; f) introdurre una legge sulla parità di genere nelle retribuzioni; g) sostenere
    l’imprenditorialità femminile; h) rinnovare l’istituto di natura previdenziale cosiddetto “opzione
    donna”; i) recepire le direttive europee sul congedo di paternità obbligatoria e sulla conciliazione tra
    lavoro e vita privata; l) incrementare il Fondo previdenziale integrativo pubblico, includendo la
    pensione di garanzia per i giovani.


    5) È essenziale investire sulle nuove generazioni, vera risorsa per il futuro del Paese, al fine di
    garantire a tutti la possibilità di svolgere un percorso di crescita personale, sociale, culturale e
    professionale nel nostro Paese. Occorre altresì creare le condizioni affinché chi ha dovuto lasciare
    l’Italia possa tornarvi e trovare un adeguato riconoscimento del merito. È necessario incrementare
    politiche di welfare rivolte ai giovani che provengono da famiglie a basso reddito.


    6) Il Governo promuoverà una più efficace protezione dei diritti della persona, anche di nuova
    generazione, rimuovendo tutte le forme di diseguaglianza (sociali, territoriali, di genere), che
    impediscono il pieno sviluppo della persona e il suo partecipe coinvolgimento nella vita politica,
    sociale, economica e culturale del Paese. È necessario rafforzare la tutela e i diritti dei minori. Occorre
    intervenire con più efficaci misure di sostegno in favore delle famiglie (assegno unico), con particolare
    attenzione alle famiglie numerose e prive di adeguate risorse economiche e a quelle con persone con
    disabilità. Occorre, inoltre, realizzare una razionale riunificazione normativa della disciplina in materia
    di sostegno alla disabilità. Si rende necessario sviluppare modelli che facilitino la mobilità e
    l’accessibilità, promuovendo politiche non meramente assistenziali, ma orientate alla inclusione sociale
    dei cittadini con disabilità e al pieno esercizio di una cittadinanza attiva. Sarà inoltre valorizzato, a
    livello normativo, la figura del caregiver, attraverso il riconoscimento della sua funzione sociale.


    7) Il Governo intende realizzare un Green New Deal, che comporti un radicale cambio di
    paradigma culturale e porti a inserire la protezione dell’ambiente e della biodiversità tra i principi
    fondamentali del nostro sistema costituzionale. Tutti i piani di investimento pubblico dovranno avere
    al centro la protezione dell’ambiente, il progressivo e sempre più diffuso ricorso alle fonti rinnovabili,
    la protezione della biodiversità e dei mari, il contrasto ai cambiamenti climatici. Occorre adottare
    misure che incentivino prassi socialmente responsabili da parte delle imprese; perseguire la piena
    attuazione della eco-innovazione; introdurre un apposito fondo che valga a orientare, anche su base
    pluriennale, le iniziative imprenditoriali in questa direzione. È necessario promuovere lo sviluppo
    tecnologico e le ricerche più innovative in modo da rendere quanto più efficace la “transizione
    ecologica” e indirizzare l’intero sistema produttivo verso un’economia circolare, che favorisca la
    cultura del riciclo e dismetta definitivamente la cultura del rifiuto.


    8) Occorre prevedere un piano di edilizia residenziale pubblica volto alla ristrutturazione del
    patrimonio esistente e al riutilizzo delle strutture pubbliche dismesse, in favore di famiglie a basso
    reddito e dei giovani; adeguare le risorse del Fondo nazionale di sostegno alle locazioni; rendere più
    trasparente la contrattazione in materia di locazioni.


    9) Massima priorità dovranno assumere gli interventi volti a potenziare le politiche per la messa
    in sicurezza del territorio e per il contrasto al dissesto idrogeologico, per la riconversione delle imprese,
    per l’efficientamento energetico, per la rigenerazione delle città e delle aree interne, per la mobilità
    sostenibile e per le bonifiche. È necessario accelerare la ricostruzione delle aree terremotate, anche
    attraverso l’adozione di una normativa organica che consenta di rendere più spedite le procedure.
    Occorre intervenire sul consumo del suolo, sul contrasto alle agro-mafie, sulle sofisticazioni alimentari
    e sui rifiuti zero. Bisogna introdurre una normativa che non consenta, per il futuro, il rilascio di nuove
    concessioni di trivellazione per estrazione di idrocarburi. In proposito, il Governo si impegna a
    promuovere accordi internazionali che vincolino anche i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo a
    evitare quanto più possibile concessioni per trivellazione. Il Governo si impegna altresì a promuovere
    politiche volte a favorire la realizzazione di impianti di riciclaggio e, conseguentemente, a ridurre il
    fabbisogno degli impianti di incenerimento, rendendo non più necessarie nuove autorizzazioni per la
    loro costruzione.


    10) È necessario inserire, nel primo calendario utile della Camera dei deputati, la riduzione del
    numero dei parlamentari, avviando contestualmente un percorso per incrementare le opportune
    garanzie costituzionali e di rappresentanza democratica, assicurando il pluralismo politico e territoriale.
    In particolare, occorre avviare un percorso di riforma, quanto più possibile condiviso in sede
    parlamentare, del sistema elettorale. Contestualmente, si rende necessario procedere alla riforma dei
    requisiti di elettorato attivo e passivo per l’elezione del Senato della Repubblica e della Camera dei
    deputati, nonché avviare una revisione costituzionale volta a introdurre istituti che assicurino più
    equilibrio al sistema e che contribuiscano a riavvicinare i cittadini alle Istituzioni.


    11) Obiettivo strategico sarà il potenziamento, da realizzare anche attraverso maggiori
    investimenti, del sistema universitario e del sistema della ricerca nel suo complesso. Si reputa altresì
    necessario sostenere il sistema AFAM (Alta Formazione Artistica e Musicale). Dovranno essere posti
    in essere interventi per favorire un più intenso coordinamento e un più organico raccordo tra centri
    universitari ed enti di ricerca, favorendo l’internazionalizzazione degli stessi. Il sistema di reclutamento
    va allineato ai migliori standard internazionali e va potenziato anche attraverso l’istituzione di
    un’agenzia nazionale, sul modello di quelle istituite in altri Paesi europei, che possa coordinare e
    accrescere la qualità e l’efficacia delle politiche pubbliche sulla ricerca. Vanno sperimentate nuove
    forme di finanziamento e vanno incentivate formule innovative di partenariato pubblico-privato.
    Occorre, infine, ripensare il modello di accesso ai corsi di laurea a numero programmato.


    12) Una nuova strategia di crescita fondata sulla sostenibilità richiede investimenti mirati
    all’ammodernamento delle attuali infrastrutture e alla realizzazione di nuove infrastrutture, al fine di
    realizzare un sistema moderno, connesso, integrato, più sicuro, che tenga conto degli impatti sociali e
    ambientali delle opere.


    13) Il Governo persegue la tutela degli interessi nazionali, promuovendo un nuovo equilibrio
    globale basato sulla cooperazione e la pace e rafforzando il sistema della cooperazione allo sviluppo,
    nel quadro di un “multilateralismo efficace”, basato sul pilastro dell’alleanza euroatlantica, con
    riferimento all’opera delle Nazioni Unite, e sul pilastro dell’integrazione europea. Il Governo si
    impegna, inoltre, a rafforzare – anche all’interno dell’Unione europea – una politica di investimenti
    mirata al Continente africano, secondo un modello di partenariato tra pari. È necessario, inoltre,
    promuovere provvedimenti volti alla tutela dei cittadini italiani all’estero e alla riforma dell’AIRE. Con
    riguardo all’esportazione di armi, occorre rendere la normativa più stringente, evitando l’esportazione
    delle armi e della componentistica che possano colpire la popolazione civile.


    14) L’Italia ha bisogno di una seria legge sul conflitto di interessi e di una riforma del sistema
    radiotelevisivo improntato alla tutela dell’indipendenza e del pluralismo. Più in generale, il Governo
    porrà in essere politiche di promozione del pluralismo dell’informazione.


    15) Occorre rendere più efficiente il sistema della giustizia civile, penale e tributaria, anche
    attraverso una drastica riduzione dei tempi; riformare il metodo di elezione dei membri del Consiglio
    superiore della Magistratura; garantire l’indipendenza della magistratura dalla politica.


    16) Nel perseguimento della legalità è necessario potenziare la lotta alle organizzazioni mafiose
    e all’evasione fiscale, anche prevedendo l’inasprimento delle pene, incluse quelle detentive, per i grandi
    evasori e rendendo quanto più possibile trasparenti le transazioni commerciali, agevolando,
    estendendo e potenziando i pagamenti elettronici obbligatori e riducendo drasticamente i costi di
    transazione.


    17) Occorre porre in essere una riforma fiscale, che contempli la semplificazione della
    disciplina, una più efficace alleanza tra contribuenti e Amministrazione finanziaria e la rimodulazione
    delle aliquote, in linea con il principio costituzionale della progressività della tassazione, con il risultato
    di alleggerire la pressione fiscale, nel rispetto dei vincoli di equilibrio del quadro di finanza pubblica.
    Allo stesso tempo, occorrerà completare, in misura efficace, la spending review, operando una revisione
    significativa delle voci di spesa. Analogamente si procederà a una revisione delle tax expenditures.


    18) È indispensabile promuovere una forte risposta europea, soprattutto riformando il
    Regolamento di Dublino, al problema della gestione dei flussi migratori, superando una logica
    puramente emergenziale a vantaggio di un approccio strutturale, che affronti la questione nel suo
    complesso, anche attraverso la definizione di una organica normativa che persegua la lotta al traffico
    illegale di persone e all’immigrazione clandestina, ma che - nello stesso tempo - affronti i temi
    dell’integrazione. La disciplina in materia di sicurezza dovrà essere rivisitata, alla luce delle recenti
    osservazioni formulate dal Presidente della Repubblica.

    19) Va lanciato un piano straordinario di investimenti per la crescita e il lavoro al Sud, anche
    attraverso il rafforzamento dell’azione della banca pubblica per gli investimenti, che aiuti le imprese in
    tutta Italia e che si dedichi a colmare il divario territoriale del nostro Paese. Per le aree più disagiate
    occorre promuovere l’adozione e il coordinamento di vari strumenti normativi e di intervento, quali
    Contratti Istituzionali di Sviluppo, Zone Economiche Speciali, Contratti di Rete. Obiettivo
    fondamentale è quello di accelerare la realizzazione di progetti strategici, tra loro funzionalmente
    connessi, di valorizzazione dei territori, utilizzando al meglio i Fondi europei di sviluppo e coesione.
    Rientrano in tale ambito i progetti di infrastrutturazione, di sviluppo economico, produttivo e
    imprenditoriale, in materia di turismo, cultura e valorizzazione delle risorse naturali, di ambiente,
    occupazione e inclusione sociale.


    20) È necessario completare il processo di autonomia differenziata giusta e cooperativa, che
    salvaguardi il principio di coesione nazionale e di solidarietà, la tutela dell’unità giuridica e economica;
    definisca i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, i fabbisogni standard;
    attui compiutamente l’articolo 119, quinto comma, della Costituzione, che prevede l’istituzione di un
    fondo di perequazione volto a garantire a tutti i cittadini la medesima qualità dei servizi. Ciò eviterà
    che questo legittimo processo riformatore possa contribuire ad aggravare il divario tra il Nord e il Sud
    del Paese. Nella ricognizione ponderata delle materie e delle competenze da trasferire e delle
    conseguenti ricadute - di natura politica, giuridica, economica e sociale - che questo trasferimento
    determina, occorre procedere con la massima attenzione. In questa prospettiva, decisivo e centrale
    sarà il ruolo del Parlamento, che andrà coinvolto anche preventivamente, non solo nella fase legislativa
    finale di approvazione. È inoltre necessario rivedere il testo unico per gli enti locali, introducendo
    un’Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile delle città, delle città metropolitane, di Roma capitale,
    attuando la legge per la valorizzazione dei piccoli comuni, sopprimendo gli enti inutili. Occorre, infine,
    garantire il rispetto delle autonomie a statuto speciale e la tutela delle minoranze linguistiche.


    21) In armonia con il diritto dell’Unione europea, è necessario porre in essere politiche per la
    tutela dei risparmiatori e del risparmio, anche agendo sul sistema bancario.

    22) Occorre tutelare i beni comuni, a partire dalla scuola pubblica: è necessario intervenire
    contro le classi troppo affollate e valorizzare, anche economicamente, il ruolo dei docenti, potenziare
    il piano nazionale per l’edilizia scolastica e garantire la gratuità del percorso scolastico per gli studenti
    provenienti da famiglie con redditi medio-bassi, contrastare la dispersione scolastica e il bullismo.
    L’acqua è un bene comune: bisogna approvare subito una legge sull’acqua pubblica, completando l’iter
    legislativo in corso. Il Governo è impegnato a difendere la sanità pubblica e universale, valorizzando
    il merito. Occorre inoltre, d’intesa con le Regioni, assicurare un piano di assunzioni straordinarie di
    medici e infermieri; integrare i servizi sanitari e socio-sanitari territoriali; potenziare i percorsi formativi
    medici. Sarà rafforzata l’azione di contrasto al gioco d’azzardo patologico. Anche le nostre
    infrastrutture sono beni pubblici ed è per questo che occorre garantire maggiori investimenti,
    assicurare manutenzioni ordinarie e straordinarie più assidue, tutelare gli utenti e rafforzare il sistema
    della vigilanza in ordine alla sicurezza infrastrutturale. Sarà inoltre avviata la revisione delle concessioni
    autostradali, confermando il piano tariffario unico. È necessario, infine, rafforzare la normativa per
    tutelare gli animali, contrastando ogni forma di violenza e di maltrattamento nei loro confronti.


    23) Per favorire l’accesso alla piena partecipazione democratica e all’informazione e la
    trasformazione tecnologica, la cittadinanza digitale va riconosciuta a ogni cittadino italiano sin dalla
    nascita, riconoscendo - tra i diritti della persona - anche il diritto di accesso alla rete.


    24) Il Governo ritiene che un grande Paese industriale come l’Italia debba porsi come obiettivo
    l’innovazione tecnologica quale vettore di crescita economica, favorendo l’aumento degli investimenti
    privati, ancora troppo lontani dalla media europea, in start-up e PMI innovative. Nella consapevolezza
    che l’intero “sistema-Paese” necessiti di rinnovate competenze digitali, anche il progetto di
    innovazione e digitalizzazione della P.A. costituisce una misura particolarmente efficace per
    contribuire allo sviluppo e alla crescita economica e culturale del Paese. A tal fine, sarà promossa
    l’integrazione delle tecnologie digitali nei processi decisionali, attraverso una sempre maggiore
    interoperabilità delle soluzioni tecnologiche, un migliore utilizzo dei dati pubblici, una crescente
    diffusione di standard comuni.


    25) Nell’ambito della governance della società digitale, sarà decisivo concentrarsi sull’equità
    fiscale, la portabilità dei dati, i diritti dei lavoratori digitali (cosiddetti riders), i modelli redistributivi che
    incidono sul commercio elettronico, sulla logistica, sulla finanza, sul turismo, sull’industria e
    sull’agricoltura. Occorre introdurre la web tax per le multinazionali del settore che spostano i profitti e
    le informazioni in Paesi differenti da quelli in cui vendono i loro prodotti.


    26) Occorre offrire maggiore tutela e valorizzare il personale della difesa, delle forze di polizia
    e dei vigili del fuoco (comparto sicurezza e soccorso pubblico).


    27) Il Governo è consapevole che il turismo è un settore strategico per il nostro Paese, anche
    perché contribuisce per più del 10 per cento al PIL. Per questo, si rende necessaria una seria revisione
    della governance pubblica, accompagnata da misure concrete a sostegno delle imprese che realizzano
    ospitalità, con particolare attenzione all’accessibilità. Il Governo si impegna inoltre a promuovere i
    multiformi percorsi del turismo, valorizzando la ricchezza del nostro patrimonio naturale, storico,
    artistico e culturale, anche attraverso il recupero delle più antiche identità e delle tradizioni locali. In
    generale, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del Paese sono
    obiettivi prioritari dell’azione di governo.


    28) Occorre rafforzare il nostro export, individuando gli strumenti più idonei per promuovere
    e accompagnare il made in Italy, potenziando le attività di consulenza e di supporto finanziario e
    assicurativo in favore degli esportatori, anche attraverso l’individuazione di un adeguato modello di
    condivisione dei rischi tra Sace e MEF. Più in generale, si rende necessario accompagnare e sostenere
    gli imprenditori italiani che operano all’estero, elaborando alcune proposte che mirino a introdurre
    anche da noi le best practices in materia, ricavate dall’analisi comparativa con altri ordinamenti giuridici.

    29) L’agricoltura e l’agroalimentare rappresentano un comparto decisivo rispetto alle sfide che
    il nostro Paese deve affrontare. È necessario sviluppare la filiera agricola e biologica, le buone pratiche
    agronomiche; conservare e accrescere la qualità del territorio, contenendo il consumo del suolo
    agricolo; adottare gli strumenti necessari per preservare le colture tradizionali e biologiche, tutelando
    peculiarità e specificità produttive, così come l’agricoltura contadina nelle cosiddette “aree marginali”;
    sostenere le aziende agricole giovanili; investire nella ricerca in agricoltura, individuando come
    prioritari la sostenibilità delle coltivazioni e il contrasto ai mutamenti climatici, l’uso efficiente e
    sostenibile della risorsa idrica, la più ampia diffusione dell’agricoltura di precisione. Occorre, inoltre,
    concorrere al rafforzamento delle regole dell’Unione europea per l’etichettatura e la tracciabilità degli
    alimenti e porre la massima attenzione, in sede di negoziazione dei trattati commerciali, alla
    salvaguardia delle produzioni tipiche. Per le imprese agricole si aprirà a breve un negoziato strategico
    per la nuova PAC: l’Italia dovrà perseguire, anche in quella sede, l’obiettivo di valorizzare le nostre
    eccellenze agricole e la filiera agroalimentare.
    Ahahahahahahah !

  6. #16
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    Predefinito Re: Il programma del governo Conte II

    il programma di governo mi ha ricordato Bastiat, ecco cosa scriveva profeticamente nel 1848... 170 anni fa'.

    Io vorrei che si istituisse un premio, non di cinquecento franchi, ma di un milione di franchi, con attribuzione di corone d'alloro, croci al merito e nastrini, per premiare colui che offrirà una definizione buona, semplice e intelligente di questo termine: lo Stato.

    Quale immenso servizio non sarebbe reso alla società!

    Lo Stato!
    Che cos'è? dov'è? cosa fa? cosa dovrebbe fare?

    Tutto quello che noi sappiamo, è che è un personaggio misterioso, e certamente il più sollecitato, il più tormentato, il più indaffarato, il più consigliato, il più accusato, il più invocato e il più incitato che ci sia al mondo.

    Signore, io non ho l'onore di conoscervi, ma sono pronto a scommettere dieci a uno che da alcuni mesi voi sognate progetti grandiosi; e se questo è vero, scommetto ancora dieci a uno che voi assegnate allo Stato il compito di realizzarli.

    E voi, Signora, io sono sicuro che nel profondo del vostro animo desiderate che vengano sanati tutti i mali di questa povera umanità, e che non sareste nient'affatto scontenta se solo lo Stato si accingesse a questo compito.

    Ma, ahimè! il meschino, come Figaro, non sa né a chi prestare ascolto, né da quale parte indirizzarsi. Le centomila bocche della stampa e delle tribune gli gridano tutte assieme:

    « Organizzate il lavoro e i lavoratori.
    Estirpate l'egoismo.
    Reprimete l'insolenza e la tirannia del capitale.
    Promuovete degli esperimenti sulla concimazione e sulla produzione delle uova.
    Riempite il paese di strade ferrate.
    Irrigate le pianure.
    Rimboscate le montagne.
    Fondate delle fattorie modello.
    Fondate dei laboratori in cui si lavori tutti in armonia.
    Colonizzate l'Algeria.
    Date il latte ai fanciulli.
    Istruite la gioventù.
    Assistete la vecchiaia.
    Inviate nelle campagne gli abitanti delle città.
    Uniformate i profitti di tutte le industrie.
    Date in prestito il denaro, senza interesse, a coloro che lo desiderano.
    Liberate dal giogo straniero l'Italia, la Polonia e l'Ungheria.
    Allevate e migliorate la razza dei cavalli da sella.
    Incoraggiate l'arte, dateci dei musicisti e delle ballerine.
    Vietate il commercio e, al tempo stesso, create una marina mercantile.
    Scoprite per noi la verità e fate entrare nelle nostre teste un pizzico di ragione.
    Lo Stato ha per missione il compito di rischiarare, sviluppare, ingrandire,
    fortificare, spiritualizzare e santificare l'animo dei popoli. »

    « Eh ! Signori, un po' di pazienza » risponde lo Stato, con aria dimessa.

    « Cercherò di dare soddisfazione alle vostre richieste, ma per fare ciò mi occorrono delle risorse. Ho approntato delle risoluzioni concernenti cinque o sei imposte del tutto nuove e le più benigne al mondo. Vedrete che sarà un piacere pagarle. »

    A quel punto un grande grido si eleva al cielo:
    « Che! Cosa! che merito ci sarebbe nel fare alcunché ricevendo delle risorse! Per agire così non vale proprio la pena di chiamarsi lo Stato. Lungi dal colpirci con nuove tasse, noi vi intimiamo di sopprimere quelle in vigore.

    Cancellate:

    L'imposta sul sale;
    L'imposta sulle bevande;
    L'imposta sulla corrispondenza;
    L'imposta di consumo;
    Le patenti;
    Le prestazioni obbligatorie. »

    Nel bel mezzo di questo tumulto, e dopo che il paese ha cambiato due o tre volte il governo dello Stato per non aver soddisfatto a tutte queste richieste, io mi sono permesso di far osservare che esse erano contraddittorie.
    Di cosa mi sono impicciato, per l'amor del cielo! non potevo tenere per me questa malaugurata considerazione?

    Eccomi allora discreditato per sempre; e adesso è assodato che sono un essere senza cuore e senza fegato, un filosofo arido, un individualista, un borghese, e, per riassumere il tutto, un economista della scuola inglese o americana.

    Oh! chiedo perdono a voi, sublimi uomini di lettere, che non vi arrestate di fronte a nulla, nemmeno davanti alle contraddizioni. Ho torto, senza alcun dubbio, e mi ritiro umilmente. Io non chiedo di meglio, siatene certi, se davvero voi avete scoperto, al di fuori di noi, un benefattore dalle risorse inesauribili che si chiama lo Stato, che ha del pane per tutte le bocche, del lavoro per tutte le braccia, dei capitali per tutte le imprese economiche, del credito per tutti i progetti, dell'unguento per tutte le piaghe, del balsamo per tutte le sofferenze, dei consigli per tutte le indecisioni, delle soluzioni per tutti i dubbi, delle verità per tutti gli esseri pensanti, delle distrazioni per tutte le tribolazioni, del latte per l'infanzia, del vino per la vecchiaia, un benefattore che provvede a tutti i nostri bisogni, previene tutti i nostri desideri, soddisfa tutte le nostre curiosità, corregge tutti i nostri errori, tutte le nostre manchevolezze, e ci dispensa oramai tutti dall'essere previdenti, prudenti, giudiziosi, saggi, esperti, ordinati, economi, temperati, attivi.

    E perché non dovrei io desiderarlo? Dio mi perdoni, più ci rifletto, più trovo la cosa conveniente, e non vedo l'ora di avere anch'io, al mio servizio, questa fonte inesauribile di ricchezze e di illuminazioni, questo elisir universale, questo tesoro senza fondo, questo consigliere infallibile che voi chiamate Stato.

    Per cui io chiedo che me lo si mostri, che lo si definisca, ed è per questo che propongo di istituire un premio per il primo che svelerà questa fenice. Perché, in fin dei conti, sarete ben d'accordo con me che questa scoperta preziosa non è stata ancora fatta, dal momento che, fino ad ora, tutto ciò che si presenta sotto il nome di Stato, la gente lo rifiuta immediatamente, proprio perché non soddisfa le condizioni peraltro un po' contraddittorie del programma.

    Occorre proprio dirlo? Io temo che tutti noi siamo, a questo riguardo, sotto l'influsso ingannevole di una delle più bizzarre illusioni che si siano mai impadronite dello spirito umano.

    L'essere umano rifugge la Pena e la Sofferenza. E nonostante ciò è condannato per natura alla Sofferenza delle Privazioni se non prende su di sé la Pena del Lavoro. Non gli resta dunque che la scelta tra questi due mali.

    Come fare per evitarli tutti e due? Finora egli non ha trovato e non troverà mai che un solo mezzo, che è quello di godere del lavoro altrui; si tratta di fare in modo che la Pena e il Godimento non incombano su ciascuno secondo un rapporto naturale, ma che tutta la pena ricada sugli uni e tutti i godimenti giungano agli altri. Da ciò deriva la schiavitù, lo sfruttamento, quale che sia la forma presa da questi fenomeni: guerre, inganni, violenze, restrizioni, frodi, ecc., abusi mostruosi ma in linea con l'idea che ha dato loro origine. Si deve odiare e combattere gli oppressori, ma non si può dire che essi siano assurdi.

    La schiavitù scompare, grazie al cielo, e, d'altro lato, questa disposizione d'animo per cui noi ci impegnamo a difendere i nostri beni, fa sì che la ruberia pura e semplice non è più così agevole. Nonostante ciò un qualcosa rimane. È questa infelice inclinazione a dividere in due parti il complesso delle esperienze di vita, rigettando sugli altri la Pena e conservando per sé stessi il Godimento. Occorre vedere sotto quale nuova forma si manifesti questa sciagurata tendenza.

    L'oppressore non agisce più direttamente sull'oppresso contando sulle sue proprie forze. No, la nostra coscienza è diventata troppo accorta per agire in questo modo. Sussistono ancora il tiranno e la vittima, ma tra di loro si pone un intermediario che è lo Stato, vale a dire la legge stessa. Che cosa di più asettico per mettere a tacere i nostri scrupoli e, ciò che è forse estremamente apprezzabile, a vincere le resistenze? Dunque, tutti, sotto un qualsiasi titolo, sotto un pretesto o l'altro, noi ci rivolgiamo allo Stato. Noi gli diciamo:
    « Io non trovo che vi sia, tra i miei godimenti e le mie fatiche lavorative un rapporto proporzionale che mi soddisfi. Mi piacerebbe tanto, per ristabilire l'equilibrio desiderato, prendere qualcosa dalle risorse degli altri. Ma ciò è pericoloso. Non potreste voi per caso facilitarmi la cosa? Non potreste voi farmi avere un buon posto? O bloccare opportunamente le attività industriali dei miei concorrenti? O meglio ancora, prestarmi senza interessi dei capitali che avrete preso ai loro possessori? Oppure educare i miei ragazzi a spese del pubblico? O accordarmi dei premi di produzione? O assicurarmi una vita serena quando avrò cinquant'anni? In questo modo raggiungerò il mio obiettivo in piena tranquillità di coscienza, perché sarà la legge stessa che avrà agito per me, e io avrò tutti i vantaggi dell'accaparramento senza avere né i rischi né l'odio! »

    Essendo certo che, da una parte, noi tutti rivolgiamo allo Stato simili richieste, e che, dall'altra parte, è assodato che lo Stato non può procurare il godimento agli uni senza accrescere il lavoro degli altri, in attesa di un'altra definizione dello Stato, mi ritengo autorizzato a fornire qui la mia. Chissà che essa non ottenga il primo premio?
    Eccola:

    Lo Stato
    è la grande finzione
    attraverso la quale tutti
    cercano di vivere alle spalle di tutti gli altri.

    Infatti, oggi come ieri, chi più chi meno, ognuno vorrebbe certamente trarre vantaggio dal lavoro degli altri. Questa inclinazione non si ha il coraggio di mostrarla apertamente, la si nasconde anche a sé stessi, e allora che cosa si fa? Ci si immagina un intermediario, ci si rivolge allo Stato, e ogni ceto, uno dopo l'altro, vorrebbe dirgli:
    « Voi che avete la facoltà di espropriare legalmente, onestamente, prendete dal pubblico, e noi ripartiremo il tutto.»

    Ahimè! lo Stato ha anch'esso una notevole inclinazione a seguire questo diabolico suggerimento, in quanto esso è composto da ministri, funzionari, in una parola esseri umani che, come tutti gli esseri umani, recano in sé questo desiderio e afferrano sempre con sollecitudine l'opportunità di veder accrescere le loro ricchezze e la loro influenza. Lo Stato impara dunque ben presto che può ricavarci qualcosa dal ruolo che il pubblico gli affida. Esso sarà l'arbitro, il padrone dei destini di tutti: raccoglierà molto, e dunque gli resterà molto per sé stesso; moltiplicherà il numero dei suoi rappresentanti, amplierà la portata delle sue attribuzioni, finirà per assumere proporzioni schiaccianti.

    Ma ciò che occorre assolutamente notare, è la stupefacente cecità del pubblico in tutto ciò. Quando dei soldati fortunati riducevano i vinti in uno stato di schiavitù, essi erano persone barbare ma il loro comportamento non era assurdo. Il loro fine, come il nostro, era quello di vivere a carico degli altri; ma, al pari di noi, essi raggiungevano il loro obiettivo. Che cosa dobbiamo pensare di un popolo nel caso in cui esso non sembri dubitare che il saccheggio reciproco non è per questo meno spoliatore per il fatto di essere reciproco, che non è meno criminale per il solo fatto che viene portato a compimento a norma di legge e in maniera ordinata, che esso non aggiunge nulla al pubblico benessere, che esso, al contrario, lo diminuisce dell'ammontare che costa mantenere questo intermediario dispendioso che chiamiamo lo Stato?

  7. #17
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    Predefinito Re: Il programma del governo Conte II

    Citazione Originariamente Scritto da ciddo Visualizza Messaggio
    il programma di governo mi ha ricordato Bastiat, ecco cosa scriveva profeticamente nel 1848... 170 anni fa'.

    Io vorrei che si istituisse un premio, non di cinquecento franchi, ma di un milione di franchi, con attribuzione di corone d'alloro, croci al merito e nastrini, per premiare colui che offrirà una definizione buona, semplice e intelligente di questo termine: lo Stato.

    Quale immenso servizio non sarebbe reso alla società!

    Lo Stato!
    Che cos'è? dov'è? cosa fa? cosa dovrebbe fare?

    Tutto quello che noi sappiamo, è che è un personaggio misterioso, e certamente il più sollecitato, il più tormentato, il più indaffarato, il più consigliato, il più accusato, il più invocato e il più incitato che ci sia al mondo.

    Signore, io non ho l'onore di conoscervi, ma sono pronto a scommettere dieci a uno che da alcuni mesi voi sognate progetti grandiosi; e se questo è vero, scommetto ancora dieci a uno che voi assegnate allo Stato il compito di realizzarli.

    E voi, Signora, io sono sicuro che nel profondo del vostro animo desiderate che vengano sanati tutti i mali di questa povera umanità, e che non sareste nient'affatto scontenta se solo lo Stato si accingesse a questo compito.

    Ma, ahimè! il meschino, come Figaro, non sa né a chi prestare ascolto, né da quale parte indirizzarsi. Le centomila bocche della stampa e delle tribune gli gridano tutte assieme:

    « Organizzate il lavoro e i lavoratori.
    Estirpate l'egoismo.
    Reprimete l'insolenza e la tirannia del capitale.
    Promuovete degli esperimenti sulla concimazione e sulla produzione delle uova.
    Riempite il paese di strade ferrate.
    Irrigate le pianure.
    Rimboscate le montagne.
    Fondate delle fattorie modello.
    Fondate dei laboratori in cui si lavori tutti in armonia.
    Colonizzate l'Algeria.
    Date il latte ai fanciulli.
    Istruite la gioventù.
    Assistete la vecchiaia.
    Inviate nelle campagne gli abitanti delle città.
    Uniformate i profitti di tutte le industrie.
    Date in prestito il denaro, senza interesse, a coloro che lo desiderano.
    Liberate dal giogo straniero l'Italia, la Polonia e l'Ungheria.
    Allevate e migliorate la razza dei cavalli da sella.
    Incoraggiate l'arte, dateci dei musicisti e delle ballerine.
    Vietate il commercio e, al tempo stesso, create una marina mercantile.
    Scoprite per noi la verità e fate entrare nelle nostre teste un pizzico di ragione.
    Lo Stato ha per missione il compito di rischiarare, sviluppare, ingrandire,
    fortificare, spiritualizzare e santificare l'animo dei popoli. »

    « Eh ! Signori, un po' di pazienza » risponde lo Stato, con aria dimessa.

    « Cercherò di dare soddisfazione alle vostre richieste, ma per fare ciò mi occorrono delle risorse. Ho approntato delle risoluzioni concernenti cinque o sei imposte del tutto nuove e le più benigne al mondo. Vedrete che sarà un piacere pagarle. »

    A quel punto un grande grido si eleva al cielo:
    « Che! Cosa! che merito ci sarebbe nel fare alcunché ricevendo delle risorse! Per agire così non vale proprio la pena di chiamarsi lo Stato. Lungi dal colpirci con nuove tasse, noi vi intimiamo di sopprimere quelle in vigore.

    Cancellate:

    L'imposta sul sale;
    L'imposta sulle bevande;
    L'imposta sulla corrispondenza;
    L'imposta di consumo;
    Le patenti;
    Le prestazioni obbligatorie. »

    Nel bel mezzo di questo tumulto, e dopo che il paese ha cambiato due o tre volte il governo dello Stato per non aver soddisfatto a tutte queste richieste, io mi sono permesso di far osservare che esse erano contraddittorie.
    Di cosa mi sono impicciato, per l'amor del cielo! non potevo tenere per me questa malaugurata considerazione?

    Eccomi allora discreditato per sempre; e adesso è assodato che sono un essere senza cuore e senza fegato, un filosofo arido, un individualista, un borghese, e, per riassumere il tutto, un economista della scuola inglese o americana.

    Oh! chiedo perdono a voi, sublimi uomini di lettere, che non vi arrestate di fronte a nulla, nemmeno davanti alle contraddizioni. Ho torto, senza alcun dubbio, e mi ritiro umilmente. Io non chiedo di meglio, siatene certi, se davvero voi avete scoperto, al di fuori di noi, un benefattore dalle risorse inesauribili che si chiama lo Stato, che ha del pane per tutte le bocche, del lavoro per tutte le braccia, dei capitali per tutte le imprese economiche, del credito per tutti i progetti, dell'unguento per tutte le piaghe, del balsamo per tutte le sofferenze, dei consigli per tutte le indecisioni, delle soluzioni per tutti i dubbi, delle verità per tutti gli esseri pensanti, delle distrazioni per tutte le tribolazioni, del latte per l'infanzia, del vino per la vecchiaia, un benefattore che provvede a tutti i nostri bisogni, previene tutti i nostri desideri, soddisfa tutte le nostre curiosità, corregge tutti i nostri errori, tutte le nostre manchevolezze, e ci dispensa oramai tutti dall'essere previdenti, prudenti, giudiziosi, saggi, esperti, ordinati, economi, temperati, attivi.

    E perché non dovrei io desiderarlo? Dio mi perdoni, più ci rifletto, più trovo la cosa conveniente, e non vedo l'ora di avere anch'io, al mio servizio, questa fonte inesauribile di ricchezze e di illuminazioni, questo elisir universale, questo tesoro senza fondo, questo consigliere infallibile che voi chiamate Stato.

    Per cui io chiedo che me lo si mostri, che lo si definisca, ed è per questo che propongo di istituire un premio per il primo che svelerà questa fenice. Perché, in fin dei conti, sarete ben d'accordo con me che questa scoperta preziosa non è stata ancora fatta, dal momento che, fino ad ora, tutto ciò che si presenta sotto il nome di Stato, la gente lo rifiuta immediatamente, proprio perché non soddisfa le condizioni peraltro un po' contraddittorie del programma.

    Occorre proprio dirlo? Io temo che tutti noi siamo, a questo riguardo, sotto l'influsso ingannevole di una delle più bizzarre illusioni che si siano mai impadronite dello spirito umano.

    L'essere umano rifugge la Pena e la Sofferenza. E nonostante ciò è condannato per natura alla Sofferenza delle Privazioni se non prende su di sé la Pena del Lavoro. Non gli resta dunque che la scelta tra questi due mali.

    Come fare per evitarli tutti e due? Finora egli non ha trovato e non troverà mai che un solo mezzo, che è quello di godere del lavoro altrui; si tratta di fare in modo che la Pena e il Godimento non incombano su ciascuno secondo un rapporto naturale, ma che tutta la pena ricada sugli uni e tutti i godimenti giungano agli altri. Da ciò deriva la schiavitù, lo sfruttamento, quale che sia la forma presa da questi fenomeni: guerre, inganni, violenze, restrizioni, frodi, ecc., abusi mostruosi ma in linea con l'idea che ha dato loro origine. Si deve odiare e combattere gli oppressori, ma non si può dire che essi siano assurdi.

    La schiavitù scompare, grazie al cielo, e, d'altro lato, questa disposizione d'animo per cui noi ci impegnamo a difendere i nostri beni, fa sì che la ruberia pura e semplice non è più così agevole. Nonostante ciò un qualcosa rimane. È questa infelice inclinazione a dividere in due parti il complesso delle esperienze di vita, rigettando sugli altri la Pena e conservando per sé stessi il Godimento. Occorre vedere sotto quale nuova forma si manifesti questa sciagurata tendenza.

    L'oppressore non agisce più direttamente sull'oppresso contando sulle sue proprie forze. No, la nostra coscienza è diventata troppo accorta per agire in questo modo. Sussistono ancora il tiranno e la vittima, ma tra di loro si pone un intermediario che è lo Stato, vale a dire la legge stessa. Che cosa di più asettico per mettere a tacere i nostri scrupoli e, ciò che è forse estremamente apprezzabile, a vincere le resistenze? Dunque, tutti, sotto un qualsiasi titolo, sotto un pretesto o l'altro, noi ci rivolgiamo allo Stato. Noi gli diciamo:
    « Io non trovo che vi sia, tra i miei godimenti e le mie fatiche lavorative un rapporto proporzionale che mi soddisfi. Mi piacerebbe tanto, per ristabilire l'equilibrio desiderato, prendere qualcosa dalle risorse degli altri. Ma ciò è pericoloso. Non potreste voi per caso facilitarmi la cosa? Non potreste voi farmi avere un buon posto? O bloccare opportunamente le attività industriali dei miei concorrenti? O meglio ancora, prestarmi senza interessi dei capitali che avrete preso ai loro possessori? Oppure educare i miei ragazzi a spese del pubblico? O accordarmi dei premi di produzione? O assicurarmi una vita serena quando avrò cinquant'anni? In questo modo raggiungerò il mio obiettivo in piena tranquillità di coscienza, perché sarà la legge stessa che avrà agito per me, e io avrò tutti i vantaggi dell'accaparramento senza avere né i rischi né l'odio! »

    Essendo certo che, da una parte, noi tutti rivolgiamo allo Stato simili richieste, e che, dall'altra parte, è assodato che lo Stato non può procurare il godimento agli uni senza accrescere il lavoro degli altri, in attesa di un'altra definizione dello Stato, mi ritengo autorizzato a fornire qui la mia. Chissà che essa non ottenga il primo premio?
    Eccola:

    Lo Stato
    è la grande finzione
    attraverso la quale tutti
    cercano di vivere alle spalle di tutti gli altri.

    Infatti, oggi come ieri, chi più chi meno, ognuno vorrebbe certamente trarre vantaggio dal lavoro degli altri. Questa inclinazione non si ha il coraggio di mostrarla apertamente, la si nasconde anche a sé stessi, e allora che cosa si fa? Ci si immagina un intermediario, ci si rivolge allo Stato, e ogni ceto, uno dopo l'altro, vorrebbe dirgli:
    « Voi che avete la facoltà di espropriare legalmente, onestamente, prendete dal pubblico, e noi ripartiremo il tutto.»

    Ahimè! lo Stato ha anch'esso una notevole inclinazione a seguire questo diabolico suggerimento, in quanto esso è composto da ministri, funzionari, in una parola esseri umani che, come tutti gli esseri umani, recano in sé questo desiderio e afferrano sempre con sollecitudine l'opportunità di veder accrescere le loro ricchezze e la loro influenza. Lo Stato impara dunque ben presto che può ricavarci qualcosa dal ruolo che il pubblico gli affida. Esso sarà l'arbitro, il padrone dei destini di tutti: raccoglierà molto, e dunque gli resterà molto per sé stesso; moltiplicherà il numero dei suoi rappresentanti, amplierà la portata delle sue attribuzioni, finirà per assumere proporzioni schiaccianti.

    Ma ciò che occorre assolutamente notare, è la stupefacente cecità del pubblico in tutto ciò. Quando dei soldati fortunati riducevano i vinti in uno stato di schiavitù, essi erano persone barbare ma il loro comportamento non era assurdo. Il loro fine, come il nostro, era quello di vivere a carico degli altri; ma, al pari di noi, essi raggiungevano il loro obiettivo. Che cosa dobbiamo pensare di un popolo nel caso in cui esso non sembri dubitare che il saccheggio reciproco non è per questo meno spoliatore per il fatto di essere reciproco, che non è meno criminale per il solo fatto che viene portato a compimento a norma di legge e in maniera ordinata, che esso non aggiunge nulla al pubblico benessere, che esso, al contrario, lo diminuisce dell'ammontare che costa mantenere questo intermediario dispendioso che chiamiamo lo Stato?
    Veramente mirabile
    Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"

  8. #18
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    Predefinito Re: Il programma del governo Conte II

    Citazione Originariamente Scritto da salve Visualizza Messaggio
    23) "Per favorire l’accesso alla piena partecipazione democratica e all’informazione e la
    trasformazione tecnologica, la cittadinanza digitale va riconosciuta a ogni cittadino italiano sin dalla
    nascita, riconoscendo - tra i diritti della persona - anche il diritto di accesso alla rete."
    si fa fatica a credere che qualcuno abbia potuto scrivere veramente una bestialità del genere
    dimenticandosi di citare l'impianto di un chip direttamente sotto al lobo occipitale
    MIGA MakeItalyGreatAgain (Fai l'Italia Grande Ancora)
    che Palamara, Ciuffetti, la Gretina e la Presidentessa di Arcuri siano di lezione: QUESTA VOLTA NIENTE PRIGIONIERI(a parte Maduro )

  9. #19
    For a heartful of farts
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    Predefinito Re: Il programma del governo Conte II

    Citazione Originariamente Scritto da Child44 Visualizza Messaggio
    si fa fatica a credere che qualcuno abbia potuto scrivere veramente una bestialità del genere
    dimenticandosi di citare l'impianto di un chip direttamente sotto al lobo occipitale
    Sei tu che non capisci il linguaggio in codice piddiota! Significa: wi-fi di ultima generazione + fibra ottica in tutti i centri di accoglienza

  10. #20
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    Predefinito Re: Il programma del governo Conte II

    Citazione Originariamente Scritto da Rotwang Visualizza Messaggio
    Il Presidente del Consiglio incaricato ha predisposto, sulla base degli indirizzi condivisi dal MoVimento 5
    Stelle, dal Partito Democratico e da Liberi e Uguali, le seguenti linee programmatiche, che andranno a costituire la politica generale del Governo della Repubblica per il prosieguo della XVIII legislatura.

    1) Con riferimento alla legge di bilancio per il 2020 sono prioritari: la neutralizzazione
    dell’aumento dell’IVA, le misure di sostegno alle famiglie e ai disabili, il perseguimento di politiche per
    l’emergenza abitativa, le misure di deburocratizzazione e di semplificazione amministrativa, il
    rafforzamento degli incentivi per gli investimenti privati, nonché l’incremento della dotazione delle
    risorse per la scuola, per l’università, per la ricerca e il per il welfare. Tutte le previsioni saranno
    comunque orientate a perseguire una politica economica espansiva, in modo da indirizzare il Paese
    verso una solida prospettiva di crescita e di sviluppo sostenibile, senza mettere a rischio l’equilibrio di
    finanza pubblica.


    2) Con la formazione della nuova Commissione europea si apre una nuova fase di
    programmazione economica e sociale. Sarà un obiettivo prioritario del Governo partecipare alla
    definizione di nuove linee di intervento per rilanciare piani di investimento e aumentare i margini di
    flessibilità allo scopo di rafforzare la coesione sociale. L’Italia deve essere protagonista di una fase di
    rilancio e di rinnovamento dell’Unione europea, intesa come strumento per ridurre le disuguaglianze
    e vincere la sfida della sostenibilità ambientale. Il Governo si adopererà per promuovere le modifiche
    necessarie a superare l’eccessiva rigidità dei vincoli europei, che rendono le attuali politiche di bilancio
    pubblico orientate prevalentemente alla stabilità e meno alla crescita, in modo da tenere conto dei
    complessivi cicli economici e di evitare che si inneschino processi involutivi. Abbiamo bisogno di
    un’Europa più solidale, più inclusiva, soprattutto più vicina ai cittadini.


    3) Il sistema industriale del nostro Paese sconta problemi di bassa crescita e produttività, ma
    ha in sé grandi potenzialità per affrontare la sfida di una nuova stagione di sviluppo che faccia
    dell’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile il suo punto di forza. Siamo una realtà nella quale la
    produzione di massa incontra la capacità di personalizzazione del prodotto. La presenza di unità
    economiche di piccola e media dimensione (settori artigianali, design, manifattura) ci consentono
    flessibilità nei processi e adesione alle richieste del mercato. Oggi la sfida è quella dell’innovazione
    connessa a una convincente transizione in chiave ambientale del nostro sistema industriale, allo
    sviluppo verde per creare lavoro di qualità, alla piena attuazione dell’economia circolare, alla sfida della
    “quarta rivoluzione industriale”: digitalizzazione, robotizzazione, intelligenza artificiale. Il piano
    Impresa 4.0 è la strada tracciata da implementare e rafforzare. Il Governo intende inoltre potenziare
    gli interventi in favore delle piccole e medie imprese.


    4) Occorre: a) ridurre le tasse sul lavoro (cosiddetto “cuneo fiscale”), a totale vantaggio dei
    lavoratori; b) individuare una retribuzione giusta (cosiddetto “salario minimo”), garantendo le tutele
    massime a beneficio dei lavoratori, anche attraverso il meccanismo dell’efficacia erga omnes dei contratti
    collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative; c) approvare una
    legge sulla rappresentanza sindacale, sulla base di indici rigorosi; d) nel rispetto dei princìpi europei e
    nazionali a tutela della concorrenza, individuare il giusto compenso per i lavoratori non dipendenti, al
    fine di evitare forme di abuso e di sfruttamento in particolare a danno dei giovani professionisti, anche
    a tutela del decoro della professione; e) realizzare un piano strategico di prevenzione degli infortuni
    sul lavoro e delle malattie professionali, assicurando livelli elevati di sicurezza e di tutela della salute
    nei luoghi di lavoro, nonché un sistema di efficiente vigilanza, corredato da un adeguato apparato
    sanzionatorio; f) introdurre una legge sulla parità di genere nelle retribuzioni; g) sostenere
    l’imprenditorialità femminile; h) rinnovare l’istituto di natura previdenziale cosiddetto “opzione
    donna”; i) recepire le direttive europee sul congedo di paternità obbligatoria e sulla conciliazione tra
    lavoro e vita privata; l) incrementare il Fondo previdenziale integrativo pubblico, includendo la
    pensione di garanzia per i giovani.


    5) È essenziale investire sulle nuove generazioni, vera risorsa per il futuro del Paese, al fine di
    garantire a tutti la possibilità di svolgere un percorso di crescita personale, sociale, culturale e
    professionale nel nostro Paese. Occorre altresì creare le condizioni affinché chi ha dovuto lasciare
    l’Italia possa tornarvi e trovare un adeguato riconoscimento del merito. È necessario incrementare
    politiche di welfare rivolte ai giovani che provengono da famiglie a basso reddito.


    6) Il Governo promuoverà una più efficace protezione dei diritti della persona, anche di nuova
    generazione, rimuovendo tutte le forme di diseguaglianza (sociali, territoriali, di genere), che
    impediscono il pieno sviluppo della persona e il suo partecipe coinvolgimento nella vita politica,
    sociale, economica e culturale del Paese. È necessario rafforzare la tutela e i diritti dei minori. Occorre
    intervenire con più efficaci misure di sostegno in favore delle famiglie (assegno unico), con particolare
    attenzione alle famiglie numerose e prive di adeguate risorse economiche e a quelle con persone con
    disabilità. Occorre, inoltre, realizzare una razionale riunificazione normativa della disciplina in materia
    di sostegno alla disabilità. Si rende necessario sviluppare modelli che facilitino la mobilità e
    l’accessibilità, promuovendo politiche non meramente assistenziali, ma orientate alla inclusione sociale
    dei cittadini con disabilità e al pieno esercizio di una cittadinanza attiva. Sarà inoltre valorizzato, a
    livello normativo, la figura del caregiver, attraverso il riconoscimento della sua funzione sociale.


    7) Il Governo intende realizzare un Green New Deal, che comporti un radicale cambio di
    paradigma culturale e porti a inserire la protezione dell’ambiente e della biodiversità tra i principi
    fondamentali del nostro sistema costituzionale. Tutti i piani di investimento pubblico dovranno avere
    al centro la protezione dell’ambiente, il progressivo e sempre più diffuso ricorso alle fonti rinnovabili,
    la protezione della biodiversità e dei mari, il contrasto ai cambiamenti climatici. Occorre adottare
    misure che incentivino prassi socialmente responsabili da parte delle imprese; perseguire la piena
    attuazione della eco-innovazione; introdurre un apposito fondo che valga a orientare, anche su base
    pluriennale, le iniziative imprenditoriali in questa direzione. È necessario promuovere lo sviluppo
    tecnologico e le ricerche più innovative in modo da rendere quanto più efficace la “transizione
    ecologica” e indirizzare l’intero sistema produttivo verso un’economia circolare, che favorisca la
    cultura del riciclo e dismetta definitivamente la cultura del rifiuto.


    8) Occorre prevedere un piano di edilizia residenziale pubblica volto alla ristrutturazione del
    patrimonio esistente e al riutilizzo delle strutture pubbliche dismesse, in favore di famiglie a basso
    reddito e dei giovani; adeguare le risorse del Fondo nazionale di sostegno alle locazioni; rendere più
    trasparente la contrattazione in materia di locazioni.


    9) Massima priorità dovranno assumere gli interventi volti a potenziare le politiche per la messa
    in sicurezza del territorio e per il contrasto al dissesto idrogeologico, per la riconversione delle imprese,
    per l’efficientamento energetico, per la rigenerazione delle città e delle aree interne, per la mobilità
    sostenibile e per le bonifiche. È necessario accelerare la ricostruzione delle aree terremotate, anche
    attraverso l’adozione di una normativa organica che consenta di rendere più spedite le procedure.
    Occorre intervenire sul consumo del suolo, sul contrasto alle agro-mafie, sulle sofisticazioni alimentari
    e sui rifiuti zero. Bisogna introdurre una normativa che non consenta, per il futuro, il rilascio di nuove
    concessioni di trivellazione per estrazione di idrocarburi. In proposito, il Governo si impegna a
    promuovere accordi internazionali che vincolino anche i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo a
    evitare quanto più possibile concessioni per trivellazione. Il Governo si impegna altresì a promuovere
    politiche volte a favorire la realizzazione di impianti di riciclaggio e, conseguentemente, a ridurre il
    fabbisogno degli impianti di incenerimento, rendendo non più necessarie nuove autorizzazioni per la
    loro costruzione.


    10) È necessario inserire, nel primo calendario utile della Camera dei deputati, la riduzione del
    numero dei parlamentari, avviando contestualmente un percorso per incrementare le opportune
    garanzie costituzionali e di rappresentanza democratica, assicurando il pluralismo politico e territoriale.
    In particolare, occorre avviare un percorso di riforma, quanto più possibile condiviso in sede
    parlamentare, del sistema elettorale. Contestualmente, si rende necessario procedere alla riforma dei
    requisiti di elettorato attivo e passivo per l’elezione del Senato della Repubblica e della Camera dei
    deputati, nonché avviare una revisione costituzionale volta a introdurre istituti che assicurino più
    equilibrio al sistema e che contribuiscano a riavvicinare i cittadini alle Istituzioni.


    11) Obiettivo strategico sarà il potenziamento, da realizzare anche attraverso maggiori
    investimenti, del sistema universitario e del sistema della ricerca nel suo complesso. Si reputa altresì
    necessario sostenere il sistema AFAM (Alta Formazione Artistica e Musicale). Dovranno essere posti
    in essere interventi per favorire un più intenso coordinamento e un più organico raccordo tra centri
    universitari ed enti di ricerca, favorendo l’internazionalizzazione degli stessi. Il sistema di reclutamento
    va allineato ai migliori standard internazionali e va potenziato anche attraverso l’istituzione di
    un’agenzia nazionale, sul modello di quelle istituite in altri Paesi europei, che possa coordinare e
    accrescere la qualità e l’efficacia delle politiche pubbliche sulla ricerca. Vanno sperimentate nuove
    forme di finanziamento e vanno incentivate formule innovative di partenariato pubblico-privato.
    Occorre, infine, ripensare il modello di accesso ai corsi di laurea a numero programmato.


    12) Una nuova strategia di crescita fondata sulla sostenibilità richiede investimenti mirati
    all’ammodernamento delle attuali infrastrutture e alla realizzazione di nuove infrastrutture, al fine di
    realizzare un sistema moderno, connesso, integrato, più sicuro, che tenga conto degli impatti sociali e
    ambientali delle opere.


    13) Il Governo persegue la tutela degli interessi nazionali, promuovendo un nuovo equilibrio
    globale basato sulla cooperazione e la pace e rafforzando il sistema della cooperazione allo sviluppo,
    nel quadro di un “multilateralismo efficace”, basato sul pilastro dell’alleanza euroatlantica, con
    riferimento all’opera delle Nazioni Unite, e sul pilastro dell’integrazione europea. Il Governo si
    impegna, inoltre, a rafforzare – anche all’interno dell’Unione europea – una politica di investimenti
    mirata al Continente africano, secondo un modello di partenariato tra pari. È necessario, inoltre,
    promuovere provvedimenti volti alla tutela dei cittadini italiani all’estero e alla riforma dell’AIRE. Con
    riguardo all’esportazione di armi, occorre rendere la normativa più stringente, evitando l’esportazione
    delle armi e della componentistica che possano colpire la popolazione civile.


    14) L’Italia ha bisogno di una seria legge sul conflitto di interessi e di una riforma del sistema
    radiotelevisivo improntato alla tutela dell’indipendenza e del pluralismo. Più in generale, il Governo
    porrà in essere politiche di promozione del pluralismo dell’informazione.


    15) Occorre rendere più efficiente il sistema della giustizia civile, penale e tributaria, anche
    attraverso una drastica riduzione dei tempi; riformare il metodo di elezione dei membri del Consiglio
    superiore della Magistratura; garantire l’indipendenza della magistratura dalla politica.


    16) Nel perseguimento della legalità è necessario potenziare la lotta alle organizzazioni mafiose
    e all’evasione fiscale, anche prevedendo l’inasprimento delle pene, incluse quelle detentive, per i grandi
    evasori e rendendo quanto più possibile trasparenti le transazioni commerciali, agevolando,
    estendendo e potenziando i pagamenti elettronici obbligatori e riducendo drasticamente i costi di
    transazione.


    17) Occorre porre in essere una riforma fiscale, che contempli la semplificazione della
    disciplina, una più efficace alleanza tra contribuenti e Amministrazione finanziaria e la rimodulazione
    delle aliquote, in linea con il principio costituzionale della progressività della tassazione, con il risultato
    di alleggerire la pressione fiscale, nel rispetto dei vincoli di equilibrio del quadro di finanza pubblica.
    Allo stesso tempo, occorrerà completare, in misura efficace, la spending review, operando una revisione
    significativa delle voci di spesa. Analogamente si procederà a una revisione delle tax expenditures.


    18) È indispensabile promuovere una forte risposta europea, soprattutto riformando il
    Regolamento di Dublino, al problema della gestione dei flussi migratori, superando una logica
    puramente emergenziale a vantaggio di un approccio strutturale, che affronti la questione nel suo
    complesso, anche attraverso la definizione di una organica normativa che persegua la lotta al traffico
    illegale di persone e all’immigrazione clandestina, ma che - nello stesso tempo - affronti i temi
    dell’integrazione. La disciplina in materia di sicurezza dovrà essere rivisitata, alla luce delle recenti
    osservazioni formulate dal Presidente della Repubblica.

    19) Va lanciato un piano straordinario di investimenti per la crescita e il lavoro al Sud, anche
    attraverso il rafforzamento dell’azione della banca pubblica per gli investimenti, che aiuti le imprese in
    tutta Italia e che si dedichi a colmare il divario territoriale del nostro Paese. Per le aree più disagiate
    occorre promuovere l’adozione e il coordinamento di vari strumenti normativi e di intervento, quali
    Contratti Istituzionali di Sviluppo, Zone Economiche Speciali, Contratti di Rete. Obiettivo
    fondamentale è quello di accelerare la realizzazione di progetti strategici, tra loro funzionalmente
    connessi, di valorizzazione dei territori, utilizzando al meglio i Fondi europei di sviluppo e coesione.
    Rientrano in tale ambito i progetti di infrastrutturazione, di sviluppo economico, produttivo e
    imprenditoriale, in materia di turismo, cultura e valorizzazione delle risorse naturali, di ambiente,
    occupazione e inclusione sociale.


    20) È necessario completare il processo di autonomia differenziata giusta e cooperativa, che
    salvaguardi il principio di coesione nazionale e di solidarietà, la tutela dell’unità giuridica e economica;
    definisca i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, i fabbisogni standard;
    attui compiutamente l’articolo 119, quinto comma, della Costituzione, che prevede l’istituzione di un
    fondo di perequazione volto a garantire a tutti i cittadini la medesima qualità dei servizi. Ciò eviterà
    che questo legittimo processo riformatore possa contribuire ad aggravare il divario tra il Nord e il Sud
    del Paese. Nella ricognizione ponderata delle materie e delle competenze da trasferire e delle
    conseguenti ricadute - di natura politica, giuridica, economica e sociale - che questo trasferimento
    determina, occorre procedere con la massima attenzione. In questa prospettiva, decisivo e centrale
    sarà il ruolo del Parlamento, che andrà coinvolto anche preventivamente, non solo nella fase legislativa
    finale di approvazione. È inoltre necessario rivedere il testo unico per gli enti locali, introducendo
    un’Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile delle città, delle città metropolitane, di Roma capitale,
    attuando la legge per la valorizzazione dei piccoli comuni, sopprimendo gli enti inutili. Occorre, infine,
    garantire il rispetto delle autonomie a statuto speciale e la tutela delle minoranze linguistiche.


    21) In armonia con il diritto dell’Unione europea, è necessario porre in essere politiche per la
    tutela dei risparmiatori e del risparmio, anche agendo sul sistema bancario.


    22) Occorre tutelare i beni comuni, a partire dalla scuola pubblica: è necessario intervenire
    contro le classi troppo affollate e valorizzare, anche economicamente, il ruolo dei docenti, potenziare
    il piano nazionale per l’edilizia scolastica e garantire la gratuità del percorso scolastico per gli studenti
    provenienti da famiglie con redditi medio-bassi, contrastare la dispersione scolastica e il bullismo.
    L’acqua è un bene comune: bisogna approvare subito una legge sull’acqua pubblica, completando l’iter
    legislativo in corso. Il Governo è impegnato a difendere la sanità pubblica e universale, valorizzando
    il merito. Occorre inoltre, d’intesa con le Regioni, assicurare un piano di assunzioni straordinarie di
    medici e infermieri; integrare i servizi sanitari e socio-sanitari territoriali; potenziare i percorsi formativi
    medici. Sarà rafforzata l’azione di contrasto al gioco d’azzardo patologico. Anche le nostre
    infrastrutture sono beni pubblici ed è per questo che occorre garantire maggiori investimenti,
    assicurare manutenzioni ordinarie e straordinarie più assidue, tutelare gli utenti e rafforzare il sistema
    della vigilanza in ordine alla sicurezza infrastrutturale. Sarà inoltre avviata la revisione delle concessioni
    autostradali, confermando il piano tariffario unico. È necessario, infine, rafforzare la normativa per
    tutelare gli animali, contrastando ogni forma di violenza e di maltrattamento nei loro confronti.


    23) Per favorire l’accesso alla piena partecipazione democratica e all’informazione e la
    trasformazione tecnologica, la cittadinanza digitale va riconosciuta a ogni cittadino italiano sin dalla
    nascita, riconoscendo - tra i diritti della persona - anche il diritto di accesso alla rete.


    24) Il Governo ritiene che un grande Paese industriale come l’Italia debba porsi come obiettivo
    l’innovazione tecnologica quale vettore di crescita economica, favorendo l’aumento degli investimenti
    privati, ancora troppo lontani dalla media europea, in start-up e PMI innovative. Nella consapevolezza
    che l’intero “sistema-Paese” necessiti di rinnovate competenze digitali, anche il progetto di
    innovazione e digitalizzazione della P.A. costituisce una misura particolarmente efficace per
    contribuire allo sviluppo e alla crescita economica e culturale del Paese. A tal fine, sarà promossa
    l’integrazione delle tecnologie digitali nei processi decisionali, attraverso una sempre maggiore
    interoperabilità delle soluzioni tecnologiche, un migliore utilizzo dei dati pubblici, una crescente
    diffusione di standard comuni.


    25) Nell’ambito della governance della società digitale, sarà decisivo concentrarsi sull’equità
    fiscale, la portabilità dei dati, i diritti dei lavoratori digitali (cosiddetti riders), i modelli redistributivi che
    incidono sul commercio elettronico, sulla logistica, sulla finanza, sul turismo, sull’industria e
    sull’agricoltura. Occorre introdurre la web tax per le multinazionali del settore che spostano i profitti e
    le informazioni in Paesi differenti da quelli in cui vendono i loro prodotti.


    26) Occorre offrire maggiore tutela e valorizzare il personale della difesa, delle forze di polizia
    e dei vigili del fuoco (comparto sicurezza e soccorso pubblico).


    27) Il Governo è consapevole che il turismo è un settore strategico per il nostro Paese, anche
    perché contribuisce per più del 10 per cento al PIL. Per questo, si rende necessaria una seria revisione
    della governance pubblica, accompagnata da misure concrete a sostegno delle imprese che realizzano
    ospitalità, con particolare attenzione all’accessibilità. Il Governo si impegna inoltre a promuovere i
    multiformi percorsi del turismo, valorizzando la ricchezza del nostro patrimonio naturale, storico,
    artistico e culturale, anche attraverso il recupero delle più antiche identità e delle tradizioni locali. In
    generale, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del Paese sono
    obiettivi prioritari dell’azione di governo.


    28) Occorre rafforzare il nostro export, individuando gli strumenti più idonei per promuovere
    e accompagnare il made in Italy, potenziando le attività di consulenza e di supporto finanziario e
    assicurativo in favore degli esportatori, anche attraverso l’individuazione di un adeguato modello di
    condivisione dei rischi tra Sace e MEF. Più in generale, si rende necessario accompagnare e sostenere
    gli imprenditori italiani che operano all’estero, elaborando alcune proposte che mirino a introdurre
    anche da noi le best practices in materia, ricavate dall’analisi comparativa con altri ordinamenti giuridici.

    29) L’agricoltura e l’agroalimentare rappresentano un comparto decisivo rispetto alle sfide che
    il nostro Paese deve affrontare. È necessario sviluppare la filiera agricola e biologica, le buone pratiche
    agronomiche; conservare e accrescere la qualità del territorio, contenendo il consumo del suolo
    agricolo; adottare gli strumenti necessari per preservare le colture tradizionali e biologiche, tutelando
    peculiarità e specificità produttive, così come l’agricoltura contadina nelle cosiddette “aree marginali”;
    sostenere le aziende agricole giovanili; investire nella ricerca in agricoltura, individuando come
    prioritari la sostenibilità delle coltivazioni e il contrasto ai mutamenti climatici, l’uso efficiente e
    sostenibile della risorsa idrica, la più ampia diffusione dell’agricoltura di precisione. Occorre, inoltre,
    concorrere al rafforzamento delle regole dell’Unione europea per l’etichettatura e la tracciabilità degli
    alimenti e porre la massima attenzione, in sede di negoziazione dei trattati commerciali, alla
    salvaguardia delle produzioni tipiche. Per le imprese agricole si aprirà a breve un negoziato strategico
    per la nuova PAC: l’Italia dovrà perseguire, anche in quella sede, l’obiettivo di valorizzare le nostre
    eccellenze agricole e la filiera agroalimentare.
    Fratelli,

    qualcuno provi a spiegare a Conte che, bene che gli vada, la legislatura dura al massimo altri tre anni e mezzo...
    La plebaglia spesso sbaglia

 

 
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